di Ghislaine Ribeyre (da Paris Match)
[Di Stieg Larsson ci siamo già occupati, pare per primi in Italia. Curioso ma non unico caso di uno scrittore che vende milioni di copie, in Europa, dopo la morte, soprattutto in Francia e in Germania. Jacopo De Michelis, della Marsilio, ci manda questo articolo apparso su Paris Match, che pubblichiamo volentieri. A titolo di omaggio a un antifascista militante, che scelse la narrativa "di genere" quale mezzo per esprimere le proprie convinzioni. E morì prima di essere riuscito a pubblicare una sola riga.] (V.E.)
«Non indovinerai mai cosa ha appena fatto Lisbeth Salander!» Questa frase, Eva Gabrielsson la sente per due anni, fra il 2002 e il 2004. Seduto sul divano bianco del loro piccolo appartamento pieno di libri, il suo compagno, Stieg Larsson, le racconta le ultime avventure dell’eroina dei suoi romanzi, una strana ragazza superdotata, sociopatica e dal fascino irresistibile.
[Pubblichiamo un estratto dal bel romanzo Il Tango dell'Angelo Perduto, una storia nera che riporta ai tempi della dittatura argentina, a una Buenos Aires da affrontare con il coraggio dei reduci, alla ricerca senza fine di un'identità solo apparentemente "desapacida". Il libro di Gianpaolo Borghini, edito da La riflessione, è acquistabile a 12 euro qui]
[...] Mai come oggi ho benedetto quel grido stridente che mi ha sradicato dal 1978, da quell’incubo reale come la vita. Mi ha già visitato tante volte ormai, ma da molto tempo non aveva più avuto il coraggio di presentarsi. Mi sento come un viaggiatore nel tempo, la cui umanità si è appena scontrata direttamente con un orrore del passato: nessun libro o immagine potrà mai rendere la realtà di un olocausto. Niente è come averlo vissuto. Quei sogni mi hanno costretto a ripercorrere ogni volta quegli avvenimenti sciagurati come si stessero realizzando di nuovo, in una spirale della memoria dalla quale è impossibile liberarmi.
di Gioacchino Toni
Steve Wright, L'assalto al cielo. Per una storia dell'operaismo, 2008, Edizioni Alegre, Roma 2008, pp. 336, 20,00 €.
Ho letto gli scritti che poi hanno dato vita a questo testo per la prima volta in forma di bozza sul finire degli anni ‘90, in lingua inglese, quando la destinazione ultima dell’enorme ricerca compiuta dall’australiano Steve Wright sembrava “limitarsi” a una tesi di dottorato. Con un certo stupore mi sono trovato di fronte a una ricostruzione puntuale e metodica delle teorie e delle prassi sviluppate dall’operaismo italiano non finalizzata ai soliti e soli “iniziati”. Fortunatamente quelle pagine dattiloscritte, oltre a produrre una tesi di dottorato, sono diventate un libro pubblicato prima in lingua inglese (S. Wright, Storming Heaven. Class composition and struggle in Italian Autonomist Marxism, Pluto Press, London 2002) e ora, finalmente, anche in italiano grazie alle Edizioni Alegre.
Eracle indossa la pelle del leone di Nemea. La belva, figlia di Tifone ed Echidna, era invulnerabile. La sua pelle non poteva essere perforata da alcuna arma. Da tempo terrorizzava e uccideva la popolazione dell'Argolide, sbranava pecore e mucche, riempiva l'aria coi suoi ruggiti. Affrontarlo fu la prima delle dodici fatiche di Eracle. Nella lotta l'eroe perse un dito, ma alla fine riuscì a strangolare la belva, e da quel momento ne indossò la pelle come armatura. L'immagine ricalca quella realizzata da Giorgio Ferrero per Astronavi sulla preistoria di Peter Kolosimo (Sugar, Milano 1972), a sua volta ispirata a un reperto trovato a Vulci, presso Tarquinia.
di Valerio Evangelisti
[Le edizioni Gwynplaine, dopo un'ottima antologia di scritti di Gramsci, hanno appena ripubblicato il saggio di Emilio Lussu Teoria dell'insurrezione, pp. 253, € 15,00. Il testo che propongo è la mia introduzione al volume, omaggio sentito a uno dei più nobili politici antifascisti italiani. Mi permetto di rimandare al mio articolo Rifugiati italiani in Francia, 1937-1940, per una migliore comprensione del contesto.]
Che io sappia, nessun rivoluzionario italiano, prima di Emilio Lussu, aveva scritto un vero e proprio manuale sull’ “arte” di insorgere, e nessuno lo avrebbe fatto dopo di lui. E’ vero che il saggio rappresenta, in larga parte, una disamina delle rivoluzioni dei primi decenni del Novecento, e soprattutto della rivoluzione russa. Però è anche vero che l’analisi non è puramente storica o filosofica, ma persegue un fine preciso: individuare i mezzi necessari per abbattere il fascismo attraverso la lotta armata.
L'anno scorso era sembrato un miracolo: centinaia di persone stipate nello splendido spazio della Palazzina Liberty, a Milano. Non la si vedeva così strapiena dai tempi in cui Fo, occupatala, ci recitava Mistero Buffo o invitava John Cage e gli Area di Demetrio Stratos. Molto più difficile riempirla oggi, facendo leggere inediti da scrittori, in una città che - fatta eccezione per il festival Milanesiana voluto e artisticamente diretto da Elisabetta Sgarbi - della cultura ormai sembra strafottersene ampiamente. Il miracolo lo avevano compiuto Antonio Scurati e Alessandro Bertante, riuscendo a coagulare fondi e sponsor per un'impresa disperante, riuscitissima e coinvolgente. Il duo ha ripetuto il miracolo: da mercoledì 14 a venerdì 16, sempre alle 21.00, alla Palazzina Liberty di Largo dei Marinai va in scena la seconda edizione di Officina Italia, con un programma straordinario di narratori che presentano inediti, da Walter Siti a Sandro Veronesi, da Paolo Giordano a Valeria Parrella, da Sebastiano Vassalli a Michele Mari.
di Chiara Cretella
[E' uscita, alla fine dell'anno scorso, un'opera importante e singolare in tre volumi: AA. VV., Atlante dei movimenti culturali dell’Emilia-Romagna. I. La Poesia; II. La Narrativa; III. Scritture, arti, controculture, a cura di Piero Pieri, Chiara Cretella, CLUEB, Bologna, 2007, € 58. Si tratta di una mappatura completa di quanto prodotto nella regione tra 1968 e 2007 nell'ambito della letteratura, della comunicazione, delle culture sia ufficiali che antagoniste. Per presentare l'opera riproduciamo qui un estratto dell'introduzione di Chiara Cretella al vol. III, con particolare riguardo alle pagine dedicate all'attività dei writers, tanto detestati dai benpensanti sia di centrodestra che di centrosinistra.] (V.E.)
La stesura di un percorso storico sulle esperienze culturali non strettamente poetico-narrative dell’Emilia-Romagna – ed in particolare di Bologna – ha da subito manifestato sorprendenti correlazioni tra ambiti e discipline differenti. In tutti questi saggi, infatti, vi è un filo invisibile, si colgono rimandi ad universi tangenti e sfumati, che ci hanno convinto a delineare delle “escursioni letterarie” più che a compilare piatte cronologie di luoghi e date.
Venerdì 4 aprile, prima vera giornata di primavera parigina, la dolcezza e la luminosità che c'era nell'aria si accordava perfettamente con la personalità di Roberto Silvi, morto tre giorni prima, e al quale abbiamo detto addio quel giorno, al cimitero di Père Lachaise. La cerimonia, con dei canti di lotta, letture di poesia, prese di parola e scherzi in napoletano, è stata di una bellezza all'altezza del ricordo del nostro amico. Tra i presenti, oltre alla sua famiglia e a Jani, la sua fervente e incrollabile compagna, c'erano molti esiliati italiani, quelli che non possono ancora rientrare nel loro paese, perseguiti dalla vendetta di Stato. Affetto da una malattia degenerativa, Roberto Silvi viveva da molto tempo su una sedia a rotelle.
di Franco Pezzini
A distanza di quasi vent’anni dall’avvio di quei Novanta che hanno visto un forte rinnovamento del fantastico e un revival del gotico, sembra una banalità sottolineare il peso assunto nell’immaginario collettivo dalla figura del vampiro. Certo è possibile che il successo della maschera conosca flessioni, forse persino imminenti: a livello cinematografico, per esempio, le fasi di crescita e apogeo del tema – gli anni Trenta/Quaranta e poi Sessanta/Settanta – sono state seguite da periodi di silenzio, quegli anni Cinquanta (fino al ’58) e Ottanta in cui troviamo le produzioni diradarsi in pochi titoli minori. Non stupirebbe dunque se l’età gothica iniziata coi Novanta e giunta ormai a muovere interi settori del mercato – quello, per esempio, vampiresco-adolescenziale alla Stephenie Meyer – dovesse presto vedere una fase di crisi e ripensamenti.
di Danilo Arona
1. La vita, tra editoria e letteratura, è un percorso fatto di scommesse. Agoni che si possono vincere o perdere e che fanno parte del vivere quotidiano di chi vive di scrittura, sua o altrui. Se poi il genere di riferimento è l'horror e il campo d'azione è l'Italia, i paragoni corrono il rischio di diventare biblici e le metafore potrebbero rimandare a quella "valle di Elah", parafrasata in un recente film, dove David sfidò Golia (e vinse, se non ricordiamo male).
Maldigerito persino da parte dell'autore il pistolotto iniziale, di che stiamo parlando?
Ma di uno dei temi ciclici di cui amiamo occuparci a ogni volgere di decennio, giusto per verificare se siamo sempre al palo o qualcosa è cambiato in editoria per l'horror in Italia. Risposta univoca, ovvero un apprezzabile salto di qualità e di quantità.
di Vittorio Catani
[E’ uscito, edito da Delosbooks, il libro di Vittorio Catani Mi sono perso col cosmo tra le mani. Nuove spigolature di fantascienza quotidiana (pagg. 293, euro 13,90; introduzione di Silvio Sosio). Il volume raccoglie una serie di saggi e articoli incentrati su temi e personaggi della fantascienza o su argomenti con la fantascienza confinanti. Il “pezzo” più esteso (oltre settanta pagine) è Musiche da tutti gli universi, che esplora il fecondissimo rapporto tra science fiction e
arte dei suoni: le reciproche contaminazioni, i vari generi musicali, i media che coinvolge (rock, metal, canzonetta, cabaret, opera rock, opera lirica, brani sinfonici o strumentali, balletti, musiche folkloristiche; musica elettronica, d’avanguardia, sperimentale, musica dei computer, musiche dallo spazio interplanetario; colonne musicali, teatro, radio, tv, spot pubblicitari e altro). Senza pretesa di essere esaustivo data la vastità dell’argomento, l’autore ne fornisce un’ampia panoramica. Riportiamo alcune pagine con in coda l’Indice del volume.]
(Da: MUSICHE DA TUTTI GLI UNIVERSI)
(…) Con Atomtod (“morte atomica”) di Giacomo Manzoni (1965), opera lirica concepita e scritta con un aspro e provocatorio linguaggio musicale d’avanguardia, siamo nella fantascienza più ortodossa, anche se verosimilmente il pubblico dell’epoca neanche se ne rese conto. L’opera riprendeva un genere di teatro polemico che aveva avuto precursori in Brecht e Majakowskij.
di Alberto Prunetti
Segnalo su Alias di sabato 22 marzo una pagina dedicata a Luca Prodan curata da Luca Gricinella. Chi è Prodan? Un italiano che a Buenos Aires è un mito, e che qui nessuno conosce. Rissoso, sudato, pelato, disgustato dalla società borghese, Luca vive su quasi ogni muro di Buenos Aires, nelle scritte e nelle magliette che ricordano ogni giorno la sua rivolta permanente.
Figlio di un italiano e di una scozzese, Luca nasce a Roma nel 1953. Cresce negli ambienti dell’alta borghesia, finisce suo malgrado in un collegio in Inghilterra (lo stesso che frequentò il principe Carlo), conosce la Londra degli anni del punk, inizia a farsi di eroina e alle pressioni dell’ambiente circostante risponde con la fuga. Irreperibile per i parenti che lo cercano con l’Interpool, Luca torna a Roma: lavora nei mercati e dorme dove può, anche per strada.
di Giuseppe Faso
[Segnalando l'imminente pubblicazione del Lessico del razzismo democratico di Giuseppe Faso (DeriveApprodi, pp. 140, 10 euro) — di cui Carmilla ha già ospitato una voce in anticipo qui — proponiamo ai lettori l’analisi di tre lemmi diffusi a profusione nell’isteria giornalistica di questi tempi] A.P.
Clandestino
Il buonsenso vorrebbe che si prendessero le distanze con severità
da chi innesta su una infrazione amministrativa (la mancanza di
documenti) uno stigma squalificante e sospettoso, il «clandestino»:
non una persona che lavora in mezzo a noi (e spesso nelle nostre
famiglie, come colf o assistente per la cura degli anziani), ma
uno infiltrato di nascosto per commettere chissà quale crimine.
[Simone Sarasso e Daniele Rudoni lanciano l'interessantissimo progetto UNITED WE STAND. Se l'iper-portale Manituana ha fatto scuola e se a qualcosa è servito l'esperimento personale condotto con Medium, è possibile considerare UWS come l'immediata espansione di una narrazione che si appropria di retoriche multiple e scavalca l'intermediazione editoriale, non escludendola a priori. Invitiamo dunque a seguire gli sviluppi di questo progetto sul sito ufficiale unitedwestand.it, dal quale desumiamo il trailer e, di seguito, le linee essenziali che descrivono questa esaltante operazione. gg]
di Valerio Evangelisti
Se mi chiedessero, a bruciapelo, qual è l’autore italiano di narrativa fantastica che preferisco, risponderei Maurizio Cometto. Naturalmente farei torto a molti altri scrittori, come sempre capita nel caso di domande del genere. Sono tantissimi gli autori nostrani, specializzati nel fantastico in tutte le sue varianti, bravi o bravissimi, ma Cometto mi è particolarmente gradito. Un piacere particolare, nel fare quel nome, mi viene dal fatto che è conosciuto da pochissimi. Averlo scoperto è un merito della casa editrice Il Foglio di Gordiano Lupi. Forse non sono del tutto d’accordo (in parte sì) con Gordiano sulle sue valutazioni su Cuba e su certi miei colleghi. Ma su Cometto non si discute: un fior di scrittore, e averlo reso noto, sia pure a un numero circoscritto di lettori, e scommesso su di lui, è stata una dimostrazione di fiuto e di buon gusto.
di Fabrizio Caruso
[Fabrizio Caruso gestisce il sito www.sexpol.it, dedicato al tema della rivoluzione sessuale e ispirato, sia pure in maniera non pedissequa, alle idee di Wilhelm Reich e di Herbert Marcuse. Caruso è anche drammaturgo, e ha scritto un testo teatrale, per l'appunto Sex Addict. Ne riporto qualche brano: l'intera pièce è un dialogo tra due amanti, un uomo e una donna, che discutono della loro sessualità. L'autore conta di farlo rappresentare anche grazie all'apporto dei frequentatori del suo sito. L'operazione sembra avere successo.] (V.E.)
U: « Ho sete di vita… lotto contro la solitudine… Cerco di sfuggire alla morte che ci uccide quotidianamente… un po’ alla volta… Cerco l’amore… amore senza limiti,. senza distinzione… donne, uomini… certo, le donne le preferisco… la loro dolcezza…. I loro corpi… opere d’arte… ma anche un corpo maschile.. apollineo, mi eccita… ecco, mi definirei etero all’ 80% e omo al 20… o forse 85% e 15%...
di Valerio Evangelisti
[E' uscita di recente una grossa e ricchissima raccolta di fumetti: Resistenze. Cronache di ribellione quotidiana, a cura di Claudio Calia ed Emiliano Rabuiti, ed. Becco Giallo, Ponte di Piave, 2007, pp. 306, € 18, 00. Gli autori sono una quarantina, elencati sul sito della casa editrice, piccola ma combattiva. Riporto la mia introduzione a questo libro, splendido e importante.] (V.E.)
Il fumetto può essere veicolo di critica sociale? Sicuramente sì. Non è che una forma di letteratura che agglutina arti differenti, fondendosi principalmente a quelle grafiche. Un po’ ciò che accade con il cinema, ma con una virtù ulteriore: quella della sintesi.
Troverete in questa raccolta un esempio straordinario, ed estremamente significativo, di ciò che dico. E’ una sola tavola, firmata Nanni [Giacomo Nanni, riminese, classe 1971]. Un gatto passeggia su un divano, poi si raggomitola. Dice “Mi annoio”. Qualcuno gli risponde: “Resisti”.
di Wu Ming
[Da tempo vi parliamo di Henry Jenkins, docente al Massachusetts Institute of Technology e autore di alcuni dei più importanti saggi degli ultimi dieci-quindici anni sull'odierna cultura pop, soprattutto nei suoi aspetti di partecipazione e creazione di comunità. Abbiamo fatto talmente tanti riferimenti al suo lavoro che, in occasione di alcune presentazioni di Manituana, i presenti ci hanno fatto domande sui suoi libri (finora mai tradotti in italiano) anziché sui nostri!
Ebbene, finalmente il più importante libro di Jenkins, Convergence Culture, è stato tradotto nella lingua di Petrarca (cioè, più o meno), ed esce in questi giorni per le edizioni Apogeo. La prefazione l'abbiamo scritta noi. Eccola.]
Nel migliore dei mondi possibili, la pubblicazione di questo libro scuoterebbe come un terremoto il dibattito italiano su Internet e le nuove tecnologie di comunicazione. Se non produrrà nemmeno uno scarto, significa che quel dibattere è una parvenza di vita, finestre sbattute dal vento in una villa disabitata, mortorio al cui confronto un poltergeist è il Carnevale di Rio.
Cultura Convergente è un saggio rivoluzionario per molte ragioni. La prima è un marchio di fabbrica anglo-sassone: l'essere comprensibile, appassionante, farcito di prove ed esempi. Nel testo si fa spesso riferimento ad autori europei, capaci di brillanti costruzioni teoriche, ma molto meno dotati nel tradurle in un linguaggio immediato e in pratiche sociali osservabili. Come per magia, nelle pagine di questo libro ogni oscurità concettuale si fa cristallina.
di Babsi Jones[E' in libreria
Sappiano le mie parole di sangue (Rizzoli 24/7, 16.50 euro), il quasiromanzo di Babsi Jones. Ne pubblichiamo uno stralcio: torneremo a scrivere, di questo sconcertante reportage dall'umano, libro di guerra esteriore e interiore, compendio dell'alienazione brutale e brutale confessione di chi ha il coraggio di mettersi a nudo, chiedendo una risposta al suo assalto in forma di visione aperta e quasi insostenibile. Per il momento, oltre al brano che riproduciamo di seguito, vi invitiamo a visitare il sito del libro, che è una zona Web labirintica quanto l'Amazzonia, un'esperienza artistica di Rete in cui il testo deborda per immagini, scrapbook, booktrailer, mp3, citazioni, documenti, analisi - si entra e si fatica a uscirne. gg]
Terzo piano.
Entro a caso in un appartamento.
Muri su muri su muri su muri.
Li tocco.
Dovrebbero raccontare qualcosa di me, Direttore: perciò li ho ritratti con la
Nikon che mi hai regalato. A questo sono ridotta: a far parlare in mia vece
fenditure, fessure, cemento, crepe, calce e calcina, e mattoni spolpati. Qualche
particella di ferro già divorata dalla ruggine.
di Alberto Prunetti
L’Argentina è un paese affascinante, segnato però da una tradizione repressiva e da una vocazione all’oblio che ha reso malata la sua società. Un sintomo di questa malattia è l’incapacità di chiudere certi capitoli della propria storia, quali ad esempio la presenza di reparti occulti militari (clicca qui per il caso López). L’Argentina però è anche uno dei più interessanti laboratori di conflittualità e di autogestione. Le esperienze dei piqueteros, delle fabbriche autogestite e delle assemblee di quartiere sono una risposta concreta alle cassandre del neoliberalismo, che hanno confinato nell’utopia ogni alternativa al loro incubo di plastica. Da un paio di anni mi dedico a leggere libri su questi argomenti e adesso ho deciso di condividere con i lettori di Carmilla la mia bibliografia argentina.
di Valerio Evangelisti
[Propongo qui la mia introduzione al romanzo di Maurizio Cometto Il costruttore di biciclette, ed. Il Foglio, 2006, pp. 160, € 10,00. Personalmente ritengo Cometto, ancora noto a pochi, uno dei più promettenti autori del fantastico italiano, per freschezza di idee e di scrittura. Merita di essere seguito.] (V.E.)
Il lettore non si faccia trarre in inganno. Le prime pagine di questo romanzo fanno pensare alla solita storia di serial killer, per di più con l’assassino già individuato. Si rimane colpiti dal contesto ambientale di provincia, descritto estremamente bene, ma si pensa: roba già vista.
E invece no: piano piano si prepara la sorpresa. Si avanza perplessi tra le pagine, finché l’incrociarsi degli sguardi tra un uomo poco raccomandabile e un roditore sbucato dal terreno fa capire che la vicenda è completamente diversa da quella che si era ipotizzata.
E, da quel momento, sottrarsi al suo fascino diventa praticamente impossibile.
di Valerio Evangelisti
[E' uscito pochi mesi fa un romanzo horror molto particolare: Francesco Dimitri, La ragazza dei miei sogni, ed. Gargoyle, 2007, pp. 195, € 10,50. Questa è la mia introduzione al volume. I lettori potranno trovare qui la recensione dell'autorevole L'Indice dei libri del mese, firmata da Franco Pezzini, autore tra l'altro di ben due libri dedicati alla nostra prediletta vampira Carmilla.] (V.E.)
Non è ormai un evento che esca un romanzo horror italiano. Abbiamo nella penisola decine di autori validissimi: Tiziano Sclavi, Eraldo Baldini, Alda Teodorani, Danilo Arona, Gianfranco Manfredi, Gianfranco Nerozzi e moltissimi altri. Semmai è insolito che esca un romanzo che non somiglia a ciò che è già stato fatto, in Italia e, in parte, persino all’estero.
Ciò che colpisce, in questa storia di Francesco Dimitri, è il sapore della novità. A parte un riferimento a Lovecraft, nel nome di uno dei suoi personaggi (“Dagon”), non c’è nulla, ne La ragazza dei miei sogni, che si riallacci a precedenti, italiani o stranieri. Niente atmosfere gotiche, niente situazioni splatter (appena accennate). Mancano vampiri, fantasmi, mostri, leggende terrificanti e imperiture. La paura nasce invece in un contesto di discoteche e di vita universitaria, scapestrata il giusto ma non necessariamente trasgressiva. Nasce, insomma, dalla “normalità”.
di Ernesto Screpanti
[La casa editrice Odradek riserva sempre liete sorprese. Una di queste è il libriccino di Ernesto Screpanti, economista e matematico all'università di Siena, pubblicato alla fine dell'anno scorso: "Un mondo peggiore è possibile" (pp. 128, € 12,00). Un tuffo nell'intelligenza e nell'ironia. Da esso traiamo un breve saggio scritto nel maggio 2000, subito dopo la vittoria elettorale di Berlusconi. E' facile desumerne le ragioni scientifiche del prevedibile crollo del nascente Partito Democratico, e i rischi insiti in un sistema di voto bipolare che ormai la maggioranza degli italiani rifiuta, visti gli esiti.] (V.E.)
Alla base della passione dei liberali moderni per il sistema maggioritario c'è un teorema politico noto come teorema dell'elettore mediano.
di Valerio Evangelisti
[Questa sera a partire da mezzanotte, presso il cinema Lumière di Bologna, avrà luogo la "maratona" notturna intitolata "La notte degli Zorro-spaghetti". Si tratta del ciclo di proiezioni di film molto rari che organizzo ogni anno, nell'ambito del festival Le parole dello Schermo, con la Cineteca e l'Assessorato alla Cultura di Bologna. Per i precedenti vedi qui e qui. Questa è la presentazione di una notte, prevedibilmente, davvero strana.] (V.E.)
Non molti conoscono l’origine di Zorro (o El Zorro, “la volpe”), leggendario difensore, in California, dei diritti dei messicani poveri contro le prepotenze dei latifondisti e dei colonialisti spagnoli. L’origine del mito sta in un romanzo, The Curse of Capistrano, scritto nel 1919 da un tipico autore americano di narrativa popolare, Johnston Mc Culley (1883-1958). Il successo della storia fu tale che in seguito Mc Culley consacrò al suo eroe, sulle rivistine pulp, numerosi altri romanzi e racconti, sebbene la fama (molto relativa) dello scrittore resti piuttosto legata a Black Star, una specie di Fantomas americano. Non si contano gli apocrifi, fino al recente omaggio da parte di Isabel Allende (Zorro: l’inizio della leggenda, 2005).
di Simone Sarasso
[Un anno fa Carmilla pubblicava la recensione di Daniela Bandini, estremamente elogiativa, del romanzo Confine di Stato di un esordiente, Simone Sarasso, pubblicato da un piccolo editore (Effequ). Pare che proprio grazie a quella recensione il romanzo esca adesso presso un editore di primo piano, Marsilio (pp. 416, € 18,00). Celebriamo l'evento proponendo le prime pagine di Confine di Stato e augurando all'autore la meritata fortuna.] (V.E.)
Sandro Arlacchi
Il 12 dicembre smisi di essere ragazzino. Mio padre quel giorno non aveva in programma di andare a Milano. Verso mezzogiorno lo chiamò invece un suo collaboratore dicendo di raggiungerlo nella piazza della banca, dove ogni venerdì si svolgeva il mercato degli allevatori. C’era un affare da concludere, gli disse.
La vendita di un terreno: doveva fare da mediatore.
Il primo a sapere cos’era successo fu il parroco, ma non ebbe il coraggio di dircelo.
Lo scrittore Beppe Sebaste, che ha appoggiato una lista di sinistra alle ultime elezioni amministrative di Parma, vinte dal centro-destra (ovvero dalla lista "A Parma con Ubaldi"), è stato e continua ad essere oggetto di intimidazioni e attacchi da parte dell'ex sindaco Ubaldi (padrino dell’attuale sindaco). Dagli attacchi personali a mezzo stampa, alle minacce di querela, fino alla messa all'indice per la strada, Sebaste è attualmente bersaglio politico per aver dichiarato e argomentato il suo dissenso critico – politico e culturale – nei confronti dell’amministrazione di centro-destra di questi ultimi anni a Parma. Conoscendo Beppe Sebaste, e stimando lo stile del suo lavoro e delle sue argomentazioni, desideriamo qui testimoniargli pubblicamente tutta la nostra solidarietà.
Se desiderate fare pervenire a Sebaste la vostra solidarietà in merito a questa vergognosa vicenda, l'invito è a farlo recandosi sul suo blog ufficiale.
In Rete, relativi all'ex sindaco parmense Elvio Ubaldi e all'attuale sindaco Pietro Vignali:
» L'Italia di Mezzo chiede spiegazioni ad Ubaldi sui conti del Comune
» Il film di Ubaldi & C. Parma, la conta sui grandi affari.
» Ubaldi sul ballottaggio.
» Pietro Vignali, un uomo con due Codici Fiscali e tantissime Poltrone e Affari
di Cristiano Governa
“C’è una donna che mi telefona da casa tua” mi ha detto stamattina Valerio Evangelisti.
Provo a pensarci. Questa frase sarebbe uno strepitoso elemento detonatore per un noir, una donna sconosciuta che, dal mio numero telefonico di casa, cerca il ‘papà’ dell’oscuro Eymerich.
Ma parlandoci, io e Valerio capiamo subito che il nostro modo di porci di fronte agli enigmi è quello di coltivarli, fare in modo che crescano, lasciandoli in pace a produrre ansia e, se tutto va bene, un filo d’angoscia. Un’inerzia produttiva direi.
Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani. Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”.
Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.
Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.
Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.
EMERGENCY
di Lucio Angelini e Carla Forcolin
La ragazza che corre nella copertina di Mamma non mamma è la mia amica Carla Forcolin, single, 55enne, fondatrice dell'associazione La gabbianella. Il libro, edito da Marsilio, è reperibile in libreria dal 7 febbraio. Vi si racconta "il passaggio dal carcere alla vita normale di due fratellini nigeriani di tre anni staccati dalla mamma detenuta e dati in affidamento" a lei, il "loro dolore lenito ma non cancellato dal costituirsi di una tenera relazione con l'affidataria, l’incertezza del futuro in bilico tra una Nigeria temuta e sognata e l’Italia, familiare e rassicurante".
di Valerio Evangelisti
[La nostra collaboratrice Chiara Cretella ha scritto il suo secondo romanzo: Annunciazione in metropolitana, Fazi Editore, 2007, pp. 162, € 14,50. Mi permetto di segnalarlo proponendo la bandella che ho scritto per il libro.]
Che sia il decadentismo lo strumento culturale più adatto a descrivere una generazione che non ha vissuto gli anni della rivolta e non riesce ad accettare quelli della restaurazione? Chiara Cretella sembra optare per questa sorprendente chiave di lettura.
[Segnalo la pubblicazione di uno speciale sui fatti di Oaxaca, La libre commune d'Oaxaca, a cura della rivista marsigliese CQFD e delle edizioni L'Insomniaque. L'ultima pagina riporta un appello di Raoul Vaneigem in difesa degli insorti e una dichiarazione del forum per l'autonomia indigena, ospitato lo scorso novembre a Mezcala. Il testo indigenista è riportato di seguito, l'appello di Vaneigem si trova in italiano qui. Due sensibilità diverse per la stessa lotta] A.P.
I. Noi siamo nati nella madre terra, noi siamo in lei, siamo ospitati nel suo seno; i nostri popoli, le nostre comunità abitano la terra madre sin dall’origine: in lei le nostre vite, le nostre culture e i nostri saperi crescono e si radicano.
II. La madre terra, irrigata dal sangue dei nostri antenati, conserva la parola, la memoria e la storia dei nostri popoli, in lei vive la nostra cultura e riposano i nostri morti; pertanto non è una merce che si compra e si vende.
Tra il Luxembourg e il Jardin des Plantes, non molto lontano dal centro del mondo…
di Yves Le Manach
[Ripreso dal blog di Transnext. Yves Le Manach è un operaio parigino che da trent’anni vive a Bruxelles. In un periodo di disoccupazione ha iniziato a scrivere dei fogli volanti di critica sociale, che ha diffuso informalmente sotto il titolo di Artichauts de Bruxelles. Nel 1999 la casa editrice L’Insomniaque ha pubblicato un’antologia dei suoi “artichauts”. Ecco un brano dedicato alle memorie di un quartiere dal passato situazionista, ormai ridotto a una vetrina dell’alta borghesia di Parigi]
Terminata la guerra, lasciammo Toul-an-Neunet e tornammo a Parigi nel VI° arrondissment, in rue Saint-Placide (dove nacque il poeta Hégésippe Moreau e dove morì lo scrittore J.K. Huysmans). Ho trascorso i miei anni d’infanzia nel quartiere Sèvres-Babylone. Frequentavo la scuola materna di rue Vanneau[i] (dove vissero Karl Marx e George Darien, e dove viveva ancora André Gide), poi la scuola elementare di rue Chomel. Con mio fratello e mia sorella, più piccoli, andavamo a giocare nel giardino pubblico di Commaille o in quello del Bon-Marché[ii]. Mi recai presto all’oratorio Olier, in rue d’Assas…A quell’epoca incontravo spesso Michèle Bernstein e Guy Debord che abitavano in rue du Bac e venivano anche loro a rilassarsi nel giardino di Commaille.
[Anteprima da Giap#5, VIIIa serie - 29 novembre 2006. Cliccando il simbolo
che precede il link audio puoi ascoltare l'mp3 senza lasciare questa pagina di Carmilla. E' il Playtagger di del.icio.us, informazioni qui. Se invece vuoi salvare il file sul tuo disco rigido: clicca col destro sul link testuale e scegli "salva come" (se usi un PC) o vai sul link testuale e fai ctrl + click (se hai un Mac).]
di Wu Ming
Clicca qui per ascoltare Hasta siempre nella versione di Jet Set Roger y los Perros de Saturno (mp3 128k, 3:50)
Quarant'anni fa.
Nella seconda metà del novembre 1966 Ernesto "Che" Guevara e i suoi compagni entravano nella macchia boliviana, dando avvio all'ultima, fatale campagna di guerriglia.
Meno di un anno dopo, la cattura, l'uccisione, il clamore e l'entrata nel mito.
"Tutto abbastanza bene;" scrive il Che sul suo diario boliviano, traendo il bilancio del primo mese. "il mio arrivo, senza inconvenienti; la metà del gruppo è giunta anch'essa senza inconvenienti anche se con un poco di ritardo; i collaboratori principali di Ricardo sono pronti a lottare contro ogni ostacolo. Le prospettive appaiono buone in questa regione sperduta dove tutto sembra indicare che potremo restare indisturbati fin tanto che lo riterremo conveniente."
[Da giorni questo appello gira in Rete. La tassa sulla ricarica dei cellulari è una sperequazione unicamente italiana, che dovrebbe fare montare l'ira dei consumatori ben più dell'innalzamento di certe aliquote per ricchi imprenditori. Aderiamo volentieri all'iniziativa e invitiamo a firmare la petizione, ci cui al link in calce]
Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male pagare la tassa di ricarica sui cellulari e ha chiesto alla Commissione Europea l'abolizione dei costi di ricarica che esistono solo in Italia.
Una delle tante imposizioni che ci rendono (inconsapevolmente) più poveri.
Lo hanno preso sul serio e la Commissione Europea ha contattato l'Authority.
Bastano 800.000 firme per toglierci dai piedi la tassa sulla ricarica.
Firmate la petizione!
http://www.petitiononline.com/costidir/petition-sign.html
QUI il riassunto delle puntate precedenti.
Questo invece è un flash di aggiornamento: la quarta copia del libro di Gilberto Centi Luther Blissett. L'impossibilità di possedere la creatura una e multipla (Synergon, Bologna 1995) è stata venduta a €171.
La quinta è all'asta adesso, l'inserzione scade alle 11:45 di giovedì 02/11. Per contribuire o anche soltanto per dare un'occhiata, basta cliccare sulla copertina qui a destra.
Dalla vendita della quarta, quinta e sesta copia trarremo un
finanziamento per Supporto Legale.
Il 10% della nostra quota andrà a finanziare Carmilla.
Qui di seguito, l'ultimo saluto a Gilberto e il video di una sua performance...
Monica Mazzitelli, una delle anime de i Quindici, ha realizzato un video low budget sui paradossi e le autentiche ruberie che la legge sul copyright impone. Proponiamo qui il suo cortometraggio: è in inglese, ma sottotitolato in italiano, e merita di essere visto: il suo titolo completo è The Disney Trap: How Copyright Steals Our Stories.
N.B. Si può anche scaricare (formato AVI, 88 mega) qui.
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Il 28 ottobre EMERGENCY ti aspetta in piazza. Ségnalo sul calendario! EMERGENCY sarà presente con migliaia di volontari in oltre 200 piazze italiane per far conoscere i 12 anni di attività dell’associazione e dire insieme "no alla guerra". Presso tutti i nostri banchetti, con una piccola donazione, potrai ricevere il nuovo calendario 2007 realizzato con i disegni originali di 12 illustratori italiani. I fondi raccolti andranno a sostegno del Centro chirurgico per vittime di guerra “Tiziano Terzani” di Lashkar-gah, in Afganistan.
Spot e banner possono essere scaricati qui.
[Segnaliamo un nuovo blog dedicato a un approccio radicale ai problemi della traduzione, del lavoro editoriale e del precariato. Carmilla pubblica il post inaugurale del blog Transnext, visitabile qui.] A. P.
Con questo post inauguriamo TransNEXT, per cui abbiamo scelto il sottotitolo “Gilda di traduttori radicali”. Oltre che una gilda è però in realtà anche un collettivo d’idee in affinità, un laboratorio di traduzione sotto nome collettivo, un duetto di braccia rubate, quale più quale meno, alla cultura, due amici traduttori che, stanchi di svolgere a cottimo uno dei lavori più antichi e precari del mondo, hanno provato il salto.
Un salto che nel pianeta della traduzione sarebbe parso imprevedibile, e che imprevedibile resta, nelle sue mosse e nel suo esito. Abituato com’è da sempre al precariato, chi traduce esita più di molti altri a mettere in dubbio la propria condizione precaria, e in un’epoca in cui l’interinale sembra estendersi all’universo intero, nel mondo della traduzione nulla pare cambiato: dalle cartelle dattiloscritte di Bianciardi siamo passati al computer e alle ricerche in Internet, ma tra traduttori non sono nate quelle reti di critica e solidarietà che fioriscono in questi tempi bui tra le comunità precarie.
dal sito di peacelink
Sono contrario all'imposizione di una tassa sulle rassegne stampa realizzate senza scopo di lucro.
Chiedo pertanto che il Parlamento abolisca con un opportuno provvedimento il primo comma dell'articolo 32 del capo IX del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, recante "Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria", con cui sono state anticipate alcune delle misure previste dal disegno di legge finanziaria 2007.
Questa tassa non aggiungerebbe niente al lavoro dei giornalisti e degli scrittori, ma sarebbe solo un ingiusto guadagno per i gruppi editoriali a cui questi autori hanno ceduto la gestione dei loro diritti.
di Valerio Evangelisti

Roberto Quaglia, Il mito dell’11 settembre e l’opzione Dottor Stranamore, ed. PonSinMor, Gassino Torinese, 2006, pp. 452, € 26,00..
Roberto Quaglia è un personaggio singolare. Scrittore di fantascienza, amico strettissimo e collaboratore dello scomparso Robert Sheckley, in Italia è quasi sconosciuto, mentre nell’Europa dell’Est è considerato tra i più grandi maestri della SF in assoluto.
A lui si deve quella che, a mio parere, è la più stringente, brillante, documentata controinchiesta sugli attentati dell’11 settembre 2001. Tanto che – normalmente scettico verso le controversie fra “complottisti” e debuggers, sfocianti troppo spesso in opposti dogmatismi – ho accettato di farrne la prefazione (a titolo gratuito: lo preciso per chi volesse vedere in ciò che sto scrivendo un "conflitto di interessi").
di Lucio Angelini

Il titolo dell'ultimo libro di Aldo Busi Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo, Mondadori editore, è meglio spiegato a p. 15:
"Di definitivo direi queste due cosette: la prima, nemmeno inedita e qui ribadita a uso degli immemori, che gli eterosessuali si prendono il piacere dove e come DEVONO e gli omosessuali dove e come e con chi CREDONO... [cut]...; la seconda, che mentre per prenderlo nel culo DI NASCOSTO basta avere un buco del culo, per prenderlo nel culo IN PUBBLICO e dirlo bisogna avere i coglioni - anche a costo, per ritorsione sociale, di non prenderlo più nemmeno in privato". [Mie le evidenziazioni in maiuscolo]
Di questo video si parla approfonditamente qui
di Alberto Prunetti, pubblicato su "Il Manifesto" del 13 settembre 2006
[Pubblico il mio articolo su Carmilla con il titolo originario, ovvero "America". Purtroppo la scelta redazionale de "Il Manifesto" si è orientata su un taglio più sensazionalistico, "L'adolescente che amò la belva", che non si allontana dagli stereotipi con cui la stampa argentina degli anni Trenta commentò le vicende di America e Severino Di Giovanni] (A.P.)
America Josefina Scarfò, detta Fina, è morta a Buenos Aires sabato 26 agosto. Aveva 93 anni. Nel suo nome, America, sono raccolte le speranze dei suoi genitori, una famiglia di calabresi emigrati in Argentina. Sono gli anni ’20 del secolo scorso e gli italiani si trasferiscono in massa nel paese australe, che ha aperto le porte all’emigrazione: servono inglesi, tedeschi, nordeuropei che stemperino la pelle dei creoli. Invece arrivano italiani e spagnoli. Non portano solo la pelle olivastra e i capelli neri, ma diffondono anche il seme dell’anarchia e del socialismo. Su 5 milioni e mezzo di immigrati arrivati in Argentina entro gli anni ’30 del Novecento, la metà sono italiani. Tra questi c’è un maestro elementare nato a Chieti nel 1901, scappato al fascismo e arrivato nella città rioplatense nel 1923 con moglie e figli: si chiama Severino Di Giovanni.
di Valerio Evangelisti

E’ uscito un libro di un’importanza decisiva per chiunque si interessa alla narrativa di genere e alle sue problematiche. Si tratta di Jean-Patrick Manchette, Le ombre inquiete. Il giallo, il nero e gli altri colori del mistero, a cura di Doug Headline e François Guérif, ed. Cargo, Napoli, pp. 338, € 16,00. Il titolo originale era Chroniques. Si tratta della raccolta delle note critiche che Manchette scrisse, su varie testate, dal 1976 al 1995, anno della sua morte: in prevalenza recensioni librarie, ma con incursioni nel cinema e continui riferimenti alla vita politica e sociale.
Non ci sono parole sufficienti per raccomandare questo libro. Dalle sue pagine emergono la statura intellettuale di Manchette, l’estrema coerenza che ne improntò la vita, il rigore che ispirò la sua visione della letteratura e, più in generale, della società. Pungente, disincantato, aggressivo, sempre ironico, Manchette offre una lezione tuttora preziosa a chi si occupa di scrittura, non necessariamente di genere.

Esce dalla meritoria Editrice Zona il volume 2006 di Re: viste sulla letteratura e le arti - ITA - ES- USA, progetto culturale semestrale a cura della redazione di http://www.re-vista.org. Un volume che raccoglie testi, interventi, traduzioni da originali interessantissimi e che dichiara la propria poetica senza compromessi, in forma interrogativa ma radicale:
Perché la letteratura, ancora, piuttosto che il nulla, in una società senza classi, della modificazione perpetua, nella comunicazione simultanea e planetaria, ridda di ruoli intercambiabili, di simulacri, di telegenie? Perché la buona letteratura piuttosto che la cattiva? Un reportage–fiction sulle grazie e le disgrazie della prostituzione di un William Vollmann piuttosto che uno di un’Oriana Fallaci sull’universo islamico in via d’espansione? Perché la letteratura buona può dirsi tale?

[Sebbene non sia consuetudine di Carmilla segnalare premi letterari (ne saremmo sommersi), facciamo un'eccezione per il premio Galassia, cedendo alla richiesta dell'amico Vittorio Curtoni. Galassia fu una storica collana di fantascienza degli anni '60 e '70. Fu diretta da Roberta Rambelli, da Ugo Malaguti, dallo stesso Curtoni e da Gianni Montanari. Valorizzò per prima autori che in seguito avrebbero acquisito un riconoscimento non limitato al genere, come Philip K. Dick e molti altri. La natura materiale del premio intitolato alla collana è, come si vedrà, molto inconsueta.] (V.E.)
Dopo il successo delle prime due edizioni, culminate con la consegna dei premi ai vincitori presso Palazzo Galli a Piacenza, viene bandita dalla BANCA DI PIACENZA la terza edizione del Premio letterario "Galassia – Città di Piacenza".
di Valerio Evangelisti

Dal 23 al 26 marzo si è svolta a Fiuggi la 32^ Italcon, cioè la riunione annuale degli appassionati di fantascienza, in simultanea con la settima Deepcon, meeting dei cultori della SF cinematografica e televisiva.
Nel corso del raduno, affollatissimo e molto ben organizzato, si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Italia, assegnato ogni anno dalla sezione italiana della


Pubblichiamo un estratto dal bel romanzo Il Tango dell'Angelo Perduto, una storia nera che riporta ai tempi della dittatura argentina, a una Buenos Aires da affrontare con il coraggio dei reduci, alla ricerca senza fine di un'identità solo apparentemente "desapacida"...




