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di Fiorenzo Albani Faccio seguito al pezzo di Valerio Evangelisti Una "sovversiva" che non muore: Mamma Jones per scusarmi pubblicamente...

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di Alberto Prunetti Luciano Bianciardi polemizzava ferocemente contro il provincialismo erudito degli studiosi locali, che lui chiamava in senso spregiativo...

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a cura della Redazione Dopo due anni di femo ritorna agli inizi di febbraio in edicola il magazine dei libri...

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di Fiorenzo Albani

MammaJones.jpgFaccio seguito al pezzo di Valerio Evangelisti Una "sovversiva" che non muore: Mamma Jones per scusarmi pubblicamente con lui per i ritardi di questo progetto editoriale - e i miei ingiustificati silenzi - e per far sapere a tutti che, alla fine, Mamma Jones è arrivata in libreria.
Ripubblicare l’Autobiografia di Mamma Jones in italiano è, dal punto di vista editoriale, una piccola scommessa, perché il libro parla di temi argomenti oggi poco praticati nel dibattico politico e culturale del nostro: lavoro duro, sfruttamento, lotte operaie. Quando il libro venne pubblicato per la prima volta in Italia, nel 1977, il nostro paese viveva ancora la stagione dei grandi scontri sociali iniziati nel 1967.

Pubblicato Mercoledî 3 Marzo 2010

antonelloriccibuona.jpgdi Alberto Prunetti

Luciano Bianciardi polemizzava ferocemente contro il provincialismo erudito degli studiosi locali, che lui chiamava in senso spregiativo “archeologi” e “medievalisti”. Li attaccò ferocemente nelle pagine iniziali de Il lavoro culturale e rispose al loro cicalio abbandonando il retroterra grossetano per seguire un nuovo progetto editoriale nella Milano del preteso “boom economico”. Rimase impantanato con un piede nella provincia e l'altro nel jet-set degli intellettuali mainstream, guadagnandosi gli odi degli uni e degli altri e conducendo male una vita agra, pieno di grappa cattiva e sensi di colpa.

Gran parte delle sue accuse contro i “localisti” erano giustificate. E lo sono anche adesso, in un'epoca in cui “locale” vuol dire qualcosa di peggio dell'epoca di Bianciardi.

Pubblicato Giovedî 11 Febbraio 2010

stilostestatarivista.jpga cura della Redazione

Dopo due anni di femo ritorna agli inizi di febbraio in edicola il magazine dei libri Stilos, nato nel 1999 e diventato poi un quindicinale a diffusione nazionale. Direttore è ancora il suo fondatore, Gianni Bonina, che ha trasformato il giornale in una rivista mensile di 150 pagine a colori e caratteristiche tecniche di alta qualità. Pressoché immutata la compagine dei collaboratori (con i contributi fissi di Antonio Debenedetti, Andrea Di Consoli, Enzo Golino, Giuseppe Montesano…), ma l’interesse si è esteso anche, con rapide escursioni, a cinema, teatro, arti figurative e fumetti. Ogni mese poi l’appuntamento con le rubriche a tema libero di Benedetta Centovalli, Arnaldo Colasanti, Guido Conti, Andrea Cortellessa, Aurelio Grimaldi, Filippo La Porta, Giulio Mozzi, Sergio Pent, Silvio Perrella e Vanni Ronsisvalle. A ciascun numero sarà inoltre allegato un libro inedito in omaggio. Il primo sarà Lo stivale di Garibaldi di Andrea Camilleri, parodia in dialetto siciliano di avvenimenti veri nella Sicilia postunitaria, illustrata da Piero Guccione.

Pubblicato Venerdî 5 Febbraio 2010

di Alberto Prunetti

patagoniacover.jpg[Pubblico la mia introduzione all'edizione italiana della Patagonia rebelde di Osvaldo Bayer, da me tradotta e ridotta per l'editrice Elèutera. L'autore, sconosciuto in Italia, rappresenta in Argentina il simbolo vivente della resistenza alla dittatura militare. La sua opera, un tempo data alle fiamme nelle pubbliche piazze, è adesso diffusa sui banchi delle scuole mentre l'autore, costretto dai militari all'esilio, rappresenterà il paese australe nella Fiera del libro di Francoforte, dove l'Argentina è ospite d'onore nel 2010. Segnalo ai lettori di Carmilla una mia intervista all'autore della Patagonia rebelde realizzata per il Manifesto nel 2005 e il mio romanzo Il fioraio di Perón in cui Bayer figura come uno dei protagonisti] A.P.

La Patagonia rebelde di Osvaldo Bayer è un libro perseguitato. Gli esemplari del volume hanno conosciuto, nell’Argentina dei sequestri di Stato, lo stesso destino toccato in sorte alle persone: qualcuno è venuto a prenderli e se li è portati via. Scomparsi nel nulla. Ma la tenacia dell’autore alla fine l’ha avuta vinta. Ricomparso da anni in Argentina, finalmente Patagonia rebelde arriva anche sugli scaffali italiani, seppur in edizione ridotta. Quella raccontata da Bayer è una storia lunga e tormentata. La storia di uno sciopero insurrezionale che si conclude con millecinquecento operai rurali fucilati dall’esercito argentino e sepolti in fosse comuni non poteva che essere tragica.

Pubblicato Mercoledî 27 Gennaio 2010

di Chiara Cretella

PadrePadronePadreterno.jpg[A trent'anni di distanza dalla sua prima e unica pubblicazione torna in libreria un classico della cultura alternativa degli anni '70: Joyce Lussu, Padre padrone padreterno. Breve storia di schiave e matrone, villane e castellane, streghe e mercantesse, proletarie e padrone a cura di Chiara Cretella, Gwynplaine, Camerano, 2009. Joyce Lussu traccia una contro-storia delle donne dall'età romana al Novecento inquadrando i temi fondamentali della condizione femminile nel percorso dello scontro di classe in Occidente. Quello che segue è un estratto dall'introduzione.]

La ristampa di Padre, padrone, padreterno è un fatto importante nel nostro panorama editoriale. Pubblicato per la prima volta nel 1976 per l’Editore Mazzotta, il libro divenne subito un classico per la generazione di donne che in quel momento era impegnata nel movimento femminista. Nonostante i contrastati rapporti della Lussu con alcuni aspetti del movimento delle donne, non vi è casa di femministe di quella generazione in cui non abbia trovato un’edizione devotamente annotata di Padre, padrone, padreterno.

Pubblicato Sabato 2 Gennaio 2010

di Matteo Dean

PuntoEACapo.jpgE' uscito finalmente in Italia "PUNTO E A CAPO. Presente, passato e futuro del movimento zapatista", la traduzione del libro "CORTE DE CAJA. Entrevista al Subcomandante Marcos", arrivato alla sua quarta ristampa in Messico e già tradotto in tedesco, che comprende una lunga intervista realizzata in due sessioni dalla giornalista messicana Laura Castellanos alla più nota figura e portavoce dell’EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale), il Subcomandante Insurgente Marcos a 7 anni dall’inizio dell’esperimento autonomo delle Juntas de Buen Gobierno e a 4 anni dal lancio dell’iniziativa politica della Otra Campaña, proposta come alternativa dal basso al sistema politico fondato sulla rappresentanza dei partiti tradizionali.

Pubblicato Venerdî 11 Dicembre 2009

di Vittorio Catani

[È in edicola Il quinto principio di Vittorio Catani (Mondadori, Urania "speciale". Pagg. 543, € 5,50. In copertina, una immagine di Franco Brambilla di notevole impatto, qui visibile nelle dimensioni originali).
L’autore ha lavorato vari anni a questo romanzo, un’opera “corale” nella quale alle storie di protagonisti Prima di copertina piccola.JPG di maggiore evidenza si aggiungono quelle di altri personaggi secondari; alcune di queste storie si risolvono da sole, le maggiori confluiscono nel finale. Lo scenario viene a delinearsi attraverso le vicende narrate e si colloca nel 2043. Ruolo fondamentale ha una nuova tecnologia delle telecomunicazioni, la “pem” (protesi elettronica mentale) che consente una sorta di Internet psichica. La società descritta è il risultato di un post-post-capitalismo a doppio binario i cui burattinai agiscono in modo occulto, manovrando immense quantità di denaro, influenzando in modo schiacciante il mercato mondiale del lavoro e della produzione; mentre lo strapotere politico-economico passa attraverso il controllo della mente. Virus cerebrali, intere città vendute, degrado ambientale, metropoli ipogee per i meno abbienti (come Uny, Underground New York), turismo delle catastrofi, Seconda Secessione degli Usa, “democrazia estesa” (di fatto azzerata) in Italia, enormi fazendas con milioni di schiavi, sono alcuni aspetti di un mondo in cui si amplificano tendenze odierne. In tale contesto, dove i protagonisti si muovono avventurosamente, si manifestano all’improvviso eventi apocalittici che contraddicono le leggi fisiche note.

Pubblicato Venerdî 4 Dicembre 2009

slamx.jpgdi Giuseppe Genna

frecciabr.gif Milano, Agenzia X presenta: SLAM X - Reading performance letture - "Per fare rivoluzione servono belle parole" - Sabato 28 e domenica 29 novembre 2009 - @ Csoa COX 18, Via Conchetta 18 Milano.

Che cosa è diventata Milano? A parte alcune eccezioni, è lo svuotamento di ciò che fu la cultura, dopo che la cultura fu considerata "terziario" e poi ancora "terziario avanzato". Energie latenti (musica, letteratura, creatività, design, comunicazione) sono bloccate da indecenti situazioni di ordine politico (impolitico...) e generalmente di classe anagrafica. SLAM X è un tentativo di risposta a una paralisi apparente del corpo vivente milanese: un crogiolo di culture, idee, esperienze e volontà che necessitano di adeguate sedi di espressione. Insieme ad altri tentativi (penso a Officina Italia), gli scrittori si mobilitano dal basso, sollecitano la reazione della repubblica dei lettori, commistionano parole a musica e intervengono con nomi esaltanti che, da Milano e altrove, avvertono la medesima esigenza: scuotere menti e cuori, rimettere in circolazione buone vibrazioni...

Pubblicato Giovedî 26 Novembre 2009

di Alberto Prunetti

zerocalcare-web copia.jpgIn un'epoca di artificiose costruzioni securitarie la gente si “percepisce” sempre più insicura digerendo telegiornali che minacciano l'avvento di orde di invasori migranti, bande di rom dediti a presunti sequestri di bambini, accolite di terroristi anticristiani. Per ridicolizzare questa propaganda del terrore un gruppo di attivisti del collettivo Collane di ruggine ha dato alle stampe una serie di divertenti cartoline sul tema del Babau. Chi è il Babau? La risposta arriva dagli stessi creatori del progetto:
“Il Babau è l’ultima frontiera nella politica dell’ansia. Semplice e primordiale paura. Diverso dal terrore, più simile alla goccia che ti cade in testa e pian piano ti porta incosapevolmente alla pazzia. […]

Pubblicato Domenica 1 Novembre 2009

PrecarieMenti.jpgE' on line PrecarieMenti, il blog dei lavoratori intellettuali sottosalariati e senza tutele. A fronte dell'immenso tsunami che il mondo del lavoro nella sua totalità sta per subire (e già sta in parte subendo), sarebbe ozioso e indegno non considerare la classe lavoratrice in àmbito cognitivo come una tra le altre. Le condizioni di lavoro di chi collabora a editoria, università, scuola, ricerca - e a tutte le altre inziative che delineano il popolo del "cognitariato" - costituiscono un'anticipazione di movimenti più vasti, pronti a investire il mondo del lavoro tutto. PrecarieMenti è uno spazio dedicato a tutti i lavoratori precari che operano tra istruzione, ricerca ed editoria. Il dibattito di queste ultime settimane (riportato sulle pagine di Carmilla) è sfociato in questa iniziativa di informazione e rete partecipative, grazie all'opera di Serena Adesso, Claudia Boscolo, Silvia Casilio, Valentina Fulginiti, Simone Ghelli, Barbara Gozzi, Gianluca Liguori e Domenico Marino. Qui la presentazione dell'iniziativa. Collaborazioni, testimonianze e commenti sono un contributo indispensabile: la mail della redazione è precariementi@gmail.com.

Pubblicato Mercoledî 23 Settembre 2009

La redazione di Carmilla segnala questo intervento di Domenico Gallo sui referendum del 21-22 giugno.
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Pubblicato Venerdî 19 Giugno 2009

ruggine_01.jpg[Segnaliamo la pubblicazione in formato cartaceo del numero 1 della rivista Ruggine, magazine autoprodotto dedicato allo steampunk e alla fantascienza d'impronta radicale. Di seguito proponiamo ai lettori di Carmilla l'editoriale e un breve racconto estratto da Ruggine] A.P.

Editoriale

Se pensate che in tempi di crisi la cosa migliore da fare sia aspettare, con le braccia conserte e lo sguardo assente, un nuovo miracolo che venga a risollevarci dal baratro in cui siamo caduti, probabilmente non troverete interessante continuare a leggere queste righe.
La crisi è l’ennesima conseguenza di un sistema votato al collasso che ci vuole spaventati e rassegnati, l’ennesimo spettro che ci terrorizza, non il primo e sicuramente nemmeno l’ultimo. Nelle discariche che costituiscono la geografia esaurita di un mondo violentato quotidianamente da un progresso (altra parola magica di fronte a cui tutti dovrebbero inchinarsi, fino a spezzarsi) che è fatto di morte, sfruttamento, sperimentazioni, distruzioni e “necessarie” ricostruzioni, ci muoviamo ormai da tempo immemorabile, cercando i pezzi di ricambio per ridisegnare un altro modo di vivere.

Pubblicato Venerdî 12 Giugno 2009

di Simone Sarasso

Settanta.jpg[Le pagine che seguono, lette in anteprima al festival letterario Officina Italia, sono uno dei molti cuori neri del mio nuovo romanzo, Settanta. Scrivere in questo Paese degli anni di piombo è delicato quanto marciare in tenuta da battaglia su una distesa di cristalli: il rischio di essere fraintesi è dietro l’angolo. A pochi giorni dall’uscita del libro è già successo: qualcuno, neanche troppo velatamente, ha voluto rintracciare nel pezzo che segue un’indulgenza verso le Brigate Rosse, un invaghimento senza testa, una fascinazione per nulla ragionata. Mi pare quasi superfluo negare con tutte le mie forze un atto del genere. In Settanta ho raccontato una pluralità di storie (dal golpe Borghese, alla mala milanese del Giambellino, a Piazza della Loggia, al rapimento Moro, alla bomba di Bologna). Le ho raccontate sempre con la voce dei protagonisti. Non c’è mai stata identificazione dell’autore con nessuno dei personaggi. E, se proprio quest’identificazione la si vuole trovare da qualche parte, sarebbe bene cercarla laddove parlo delle vittime. Degli innocenti rimasti sul selciato. Sì, è vero: con loro – e con loro soltanto – mi sono identificato fino alla mimesi totale. Fino a piangere le stesse lacrime di chi è loro sopravvissuto. Tutto il resto, è fuffa da quotidiano. A scanso di equivoci, leggete e giudicate voi stessi. E poi ditemi da che parte sto.] (Simone Sarasso)

Pubblicato Giovedî 4 Giugno 2009

RyG CAr00.jpgdi Filippo Casaccia

Per molti anni ho avuto sopra la testa, come vicino di casa, un pianista - oltretutto molto scarso - che suonava tutto il giorno fino a sera inoltrata. Per cui so cosa significa vivere con un vicino fastidioso. Nel caso del popolo messicano avere un vicino fastidioso significa grosso come Schwarzenegger, aggressivo come Rambo e intelligente come Rocky.
Ed è quindi anche con un senso di rivincita che seguo da un po’ l’ascesa di Rodrigo e Gabriela : in un momento in cui ci fan credere che dal Messico arrivi solo una fantomatica febbre suina (sicuramente meno pericolosa di un singolo di Povia), è un piacere vedere due musicisti locali conquistare prima il mercato indie e poi intaccare le sicurezze di quello mainstream USA. E farlo con due chitarre acustiche.

Pubblicato Sabato 16 Maggio 2009

demetrio_paolin_cover.jpgdi Giuseppe Genna

Esce il 13 maggio un libro che ritengo importante (come scrissi qui): "Il mio nome è Legione" di Demetrio Paolin, edito da Transeuropa. E' un oggetto narrativo che implica un affrontamento di tematiche fondanti e fondamentali. Un testo che si incide automaticamente in una tradizione narrativa che si sta facendo, collettivamente, e che mette in gioco la totalità dell'umano nel contemporaneo - la sua potenza di percezione e di trascendimento, messa a confronto con la deriva teologica che etichetta l'apertura umana e la aliena. Prima di una compiuta riflessione sul romanzo in questione, mi permetto di segnalarne la pubblicazione e la presentazione alla Fiera del Libro di Torino: insieme con l’autore, interverranno Giulio Mozzi, Dario Voltolini e Giorgio Vasta (lunedì 18 maggio alle 12.30, Sala Autori B).
Qui sotto, il booktrailer e, di seguito, un intervento dell'editore sul libro di Paolin.

Pubblicato Sabato 9 Maggio 2009

di Giuseppe Genna

dj_elektropier.jpgDj ElektroPier (1973 - qui su MySpace, qui su Facebook), già fondatore con Dj Pablito degli Analogic Mantra, è uno dei nomi più interessanti nella scena techno milanese. Ha recentemente tenuto una memorabile sessione al Cox18 nell'àmbito della manifestazione "Exploding Cave". Dalla session è stata mutuata una pista remixata, Claude Vonstroke Rave Recognize Rave Mix da "The Human Bond" dello storico Kevin Saunderson, che fa da base al video che qui presento. I materiali sono tratti da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970), in patchwork da Cremaster Cycle di Matthew Barney (1995-97) e (in opposizione a Cremaster) dal leggendario Meditation on violence di Maya Deren (1948). Il testo è un remix di un celebre passo dalle Confessioni di Sant'Agostino. Il video è disponibile anche su YouTube (se ne consiglia la visione in alta definizione, cliccando la funzione HD nel menù).

Pubblicato Mercoledî 29 Aprile 2009

di Alberto Prunetti

candelina_thumbnail.jpgL'affare s'ingrossa. Avevamo già segnalato su Carmilla (qui) l'uscita della prima raccolta delle storie del tremendo Don Zauker, il prete psicopatico, manesco, arrogante e ossessionato dal sesso che ogni mese devasta con le sue gesta le pagine de Il Vernacoliere, leggendario giornale satirico livornese.
Da allora Don Zauker, un mix tra Clint Eastwood e il gangster Torpedo partorito da Emiliano Pagani e Daniele Caluri, ha continuato a far parlare di sé, dentro e fuori le cornici dei fumetti.

Cominciamo dalla carta stampata.
Innanzitutto è uscito Secondo avvento, la nuova raccolta: le storie più recenti, dove il vecchio porco in tonaca nera e tatuaggi continua a far tremare a suon di bestemmie le colonne di San Coso... scusate, Pietro. Oltralpe i francesi, notoriamente inclini al libertinaggio, non si sono fatti bastare la traduzione del primo volume e già progettano di pubblicare anche la seconda uscita, i dissoluti.

E le brutte notizie per Beppe-16 non finiscono qui.

Pubblicato Martedî 31 Marzo 2009

bartleby-49ca138032f19.jpgI would prefer not to...” sono le parole di Bartleby lo scrivano, il nome comune scelto dagli occupanti e dalle occupanti dello spazio sito in via Capo di Lucca 30.

Bartleby è il tentativo di chiudere definitivamente con l'era Cofferati, di far uscire l'università dal suo miope autismo, di ripensare Bologna a partire da chi la abita, la vive, la rende ricca ogni giorno.

Bartleby figura della diserzione radicale e solitaria ha ora trovato casa e apre le porte alla città. Da una piega dell’Onda, nasce questa sperimentazione, una forma nuova di occupazione: un atelier in cui aprire un cantiere di ricerca, di riflessione e di connessione sulla produzione artistica in questa città con tutti quei soggetti che hanno attraversato il movimento di questi mesi. Dai musicisti del teatro comunale, ai ragazzi dell’Accademia di Belle arti e del conservatorio, agli scrittori che con noi costruiscono i seminari di autoformazione e gli eventi in università.

Pubblicato Venerdî 27 Marzo 2009

di Alberto Prunetti

angeli.jpgAlessandro Angeli, Maginot, Nardò, Controluce, 2008, p. 96, 12 euro

“Ero stato a Roma a sentire la presentazione di "ardecore", il primo disco omonimo degli Ardecore, che riprendono le canzoni della tradizione popolare romana, dove spesso si parla di storie di coltelli e galera e del Tevere come di un corso vitale impervio e minaccioso. I pezzi mi piacquero molto, comprai il cd e al quarto quinto ascolto decisi che avrei provato a buttar giù una storia su Roma… scrivendo, è venuto fuori il titolo e poi il racconto…”

Così, intervistato da chi scrive, Alessandro Angeli ricostruisce la genesi del suo ultimo romanzo. Una storia su Roma, una storia “nera” che racconta le vite marginali di alcuni proletari di borgata: l’iniziazione alla violenza nello schiaffo di un adulto, l’amore in una camerata polverosa di un centro sociale, poi i lavori a termine come stradini e infine la svolta illegale: gli espropri, le rapine, i regolamenti di conti.

Pubblicato Sabato 21 Febbraio 2009

frecciabr.gif Alessandro Besselva Averame - Pink Floyd - The Lunatic. Testi commentati - Arcana - € 19.50

pink.jpgCritico musicale e letterario, collaboratore da molti anni del Mucchio Selvaggio, al suo terzo libro per Arcana, Alessandro Besselva Averame scala l'Everest: affronta il corpus lirico dei Pink Floyd e, analizzando e introducendo i testi dei pezzi, restituisce un panorama complesso, sia di un'epoca decisiva per la definizione culturale e politica che conduce alla nostra vieta contemporaneità sia di personalità geniali come Barrett o Waters che hanno esplorato possibilità linguistiche e sonore, creando un'arte dei sensi che perdura coi suoi germogli storici e con le eredità dinamiche regalate al nostro presente musicale, poetico e narrativo.
E' con una conoscenza filologica della materia e della storia in cui si intride che Besselva Averame centra pienamente il bersaglio: mostrare "i percorsi di un immaginario così peculiare e ordinario allo stesso tempo, con la speranza di non parlare solamente ai convertiti e di spingere i possessori di The Dark Side Of The Moon e The Wall a scavare, se non lo hanno ancora fatto, sotto una superficie diventata ormai luogo comune".
Da PINK FLOYD - THE LUNATIC. TESTI COMMENTATI, pubblichiamo il primo capitolo, ringraziando per il permesso autore ed editore. [gg]

Pubblicato Lunedî 16 Febbraio 2009

Sì, va bene. Però nel mio piccolo una cosa voglio dirla. L’appello per Cesare Battisti – e quello precedente per Paolo Persichetti – non era legato solo alla sua vicenda, ma implicava la denuncia della giustizia emergenziale degli anni ’70 e ’80 come risposta politica a un’«esperienza di antagonismo radicale che vide coinvolti centinaia di migliaia di giovani italiani e che spesso sfociò nella lotta armata». Non si trattò di specchiato garantismo, come sostiene oggi un disinvolto e pressoché unanime coro patriottico in rapida espansione, ma di abominio inquisitorio, come mostrò subito, fra gli altri, Italo Mereu, autorevole giurista democratico. Fu una negazione in termini dello Stato di diritto, sfociata, per citare un episodio tra i tanti, nell’atroce nemesi che uccise Enzo Tortora. È questa la causa che Saviano dichiara non appartenergli? Perché è esattamente di questo che bisogna rispondere. Chiedo quindi a Carmilla, «per rispetto di tutte le vittime» (di tutte davvero però), di mantenere la mia firma sotto quell’appello, poiché appunto, al di là della cronaca, la sua sostanza non è affatto superata «dal trascorrere degli eventi», ma ha informato di sé passato, presente e futuro del paese. Che lo si voglia sapere oppure no.
Pubblicato Mercoledî 21 Gennaio 2009

RobertoSaviano.jpgRoberto Saviano ci invia il seguente testo, che pubblichiamo volentieri:

"Leggo e stimo la rivista online Carmilla che da anni è un costante riferimento per la discussione letteraria e d'inchiesta di questo paese. Mi segnalano la mia firma in un appello per Cesare Battisti. Vedo che è accaduto nel 2004, due anni prima di "Gomorra". Finita lì per chissà quali strade del web e alla fine di chissà quali discussioni di quel periodo. Qualcuno mi mostra quel testo, lo leggo, vedo la mia firma e mi dico: non so abbastanza di questa vicenda, non mi appartiene questa causa. E' una storia dolorosa, con strascichi infiniti. Chiedo quindi a Carmilla di togliere il mio nome, per rispetto a tutte le vittime."

La stima è reciproca, e ci conformiamo senza problemi alla volontà di Saviano. D'altra parte, chiunque intenda ritirare la propria iniziale adesione all'appello di quattro anni fa per Cesare Battisti - superato dal trascorrere degli eventi e, oggi, di non facile reperibilità - non ha che da chiederlo.

Pubblicato Mercoledî 21 Gennaio 2009

di Valerio Evangelisti

AVoltoCoperto.jpg[Questa è la mia breve introduzione al fumetto di Luana Vergari (sceneggiatura) e Francesco Mattioli (disegni) A volto coperto, ed. Tunué, 2008, pp. 92, € 11,00. Lettura consigliatissima a chi ami il cinema noir francese degli anni '60 e '70.]

Un omaggio alla grande tradizione del noir francese anni Sessanta-Settanta, con le sue propaggini nella fine dei Cinquanta e negli inizi degli Ottanta. Così si presenta questo A volto coperto, al di là degli insistiti riferimenti al film di Jean-Paul Godard Fino all’ultimo respiro (che peraltro è molto più di un noir). L’intento rievocativo, oltre che alla storia, è legato alle immagini: umbratili, tratteggiate e frastagliate, mai troppo definite. Si immagina un lavoro certosino, compiuto dal disegnatore, per coniugare la nitidezza di una vicenda in corso alla dimensione del ricordo, riguardante l’ambiente.

Pubblicato Martedî 23 Dicembre 2008

di Valerio Evangelisti

PentitiDiNiente.jpg[Pubblico la mia prefazione a un piccolo, importantissimo libro: Antonella Beccaria*, Pentiti di niente. Il sequestro Saronio, la banda Fioroni e le rivelazioni di un presunto collaboratore di giustizia, ed. Nuovi Equilibri, 2008, pp. 212, € 12,00.]

Forse è inevitabile che, a lato di fluviali movimenti di massa, durante fasi importanti di trasformazione politica e sociale, si formino pozze oscure, in cui sguazza una fauna dall’incerto profilo. Dostoevskij, con "I demoni", ne fornì un esempio, romanzando magistralmente un episodio di cronaca: l’assassinio, da parte di un gruppetto di rivoluzionari russi guidato da Nestor Nečaev, di un loro compagno.
Anche l’Italia degli anni Settanta, in preda alle convulsioni positive e negative di mutamenti profondi, destinati a lasciare il segno sui decenni successivi, ebbe il proprio Nečaev: Carlo Fioroni. Figura ancora più sinistra, per non dire diabolica, dell’antesignano, il quale quanto meno non tradì mai il credo gelido cui si era consacrato, né il ferreo catechismo (“una regola benedettina”, lo definì Bakunin) che ne sorreggeva la messa in pratica. Invece Fioroni, ucciso il compagno e supposto amico Carlo Saronio, tradì un po’ tutti: chi era stato suo complice e chi non lo era stato affatto. Senza altre finalità se non quella della salvezza propria.

Pubblicato Sabato 20 Dicembre 2008

michele_vaccari.jpgdi Michele Vaccari

[Nello storico giorno in cui, sulle pagine della "Gazzetta dello Sport", Margaret Mazzantini dichiara: "Io non sono come la Meyer, quelle sono fiammate usa e getta senza qualità. Io faccio Letteratura, con la L maiuscola", sono orgoglioso di pubblicare un brano dal romanzo inedito Habemus Power!, di cui è autore Michele Vaccari, già apprezzato per il suo esordio con Italian Fiction, uscito per i tipi ISBN. Non accenno alla trama scorticante di questo libro: basta assaggiare la lingua e lo spasmo immaginifico di una prosa che, a mio modestissimo parere, divora ogni tentazione postmoderna con i mezzi del postmoderno e dovrebbe essere immessa all'istante nel circuito editoriale cartaceo. In calce, un'intervista video all'autore, in veste di regista (non fa solo lo scrittore; oltre a dirigere la collana VerdeNero, è anche sceneggiatore). Tenete d'occhio Michele Vaccari - il libro s'ha da fare, solo uno stupido lascerebbe impubblicato un simile scrittore. giuseppe genna]

CAPITOLO UNO SUL SERIO
-Vent’anni prima dell’eludibile-

Con i pensieri ancora luridi d’infanzia, Santo varca il soglio del suo meretricio. Il clero è ovviamente esaltato nell’accogliere tra le schiere dei suoi futuri presbiteri una mente già pervasa di convinzioni che non necessita di essere vaticinata da zero, convinzioni che, in realtà, chissà quanto gli appartengono, essendo per loro natura artificiose cioè inculcate senza contraddittorio, radicate con l’idioma profondo degli editti: Santo si appresta al lettorato e all’accolitato ignaro dell’eventuale messa in dubbio delle tesi nucleari alla sua catechesi.
Lui, almeno lui, lo intuirà prima o poi: la vocazione obbligatoria per il pargolo è solo un rubinetto che Salvatore Bustarelli apre a pieno regime quando ha bisogno di lavarsi la rettitudine, Santo in seminario ha lo stesso ruolo di uno straccio che arriva dal passato per spazzare gli acari sopravvissuti di una verità trattata come un germe micragnoso e nocivo.

Pubblicato Domenica 14 Dicembre 2008

di Franco Ricciardiello

Persson.jpgDa parecchi anni ho uno convinzione: non vale la pena di conoscere di persona gli scrittori, molto meno interessanti dei loro stessi libri. Tuttavia, dopo avere letto i tre romanzi del ciclo del Välfärdsstatens di Leif GW Persson, pubblicati in Italia da Marsilio, devo ammettere che vorrei avere l’occasione di ricredermi.
Sulla scia di Henning Mankell, il primo tra i giallisti svedesi a raggiungere fama mondiale con le nove indagini del commissario Wallander, Leif Persson è arrivato dalle nostre parti insieme a numerosi colleghi; solo per fare qualche nome: Liza Marklund, Ǻsa Larsson, Arne Dahl, John Ajvide Lindqvist, Stieg Larsson. C’è chi ha scritto che i giallisti scandinavi sono più freddi e meno splatter rispetto ai colleghi americani, ma la differenza non è così banale. Gli autori di cui parliamo non hanno paura di osservare il delitto con un severo occhio morale, sorretto da una solida visione politica. Da indagine/rebus, il poliziesco si trasforma in indagine sociale, per fortuna esente da qualsiasi velleità alla James Ellroy.

Pubblicato Martedî 9 Dicembre 2008

monina_ultimo_stadio.jpgdi Michele Monina

[Esce il nuovo gonzo-reportage di Michele Monina, probabilmente l'autore italiano più dotato e impegnato nel genere che fu codificato da Hunter Thompson. Dopo tv, musica, spettacolo, tocca allo sport: frecciabr.gif Ultimo stadio - In viaggio tra i tifosi italiani (Rizzoli 24/7, € 17) è un'immersione nelle curve e tra i protagonisti anonimi degli stadi italiani, nell'anno fatale 2007, in cui l'ispettore Raciti e il tifoso laziale Sandri hanno perduto la vita. Cronaca e finzione, divagazione e comicità, tragedia e puro racconto: il new journalism di Monina continua ad aprire la crepa nella nostra narrativa. Riportiamo parte dell'incipit del libro, ringraziando autore ed editore per il permesso. gg]

SCENA PRIMA: NATURA MORTA CON BIDET (ovvero: La curva)

“E questo chi cazzo è? Uno della Digos?”
La pioggia folle scroscia sulle mie membra zuppe di nostalgia.
Piove che Dio la manda. In cima alla curva di uno stadio del nord-ovest, uno stadio qualsiasi, mi viene posta questa domanda, secca, diretta, e rivolta in tono non certo amichevole.
O meglio, viene posta al ragazzo che mi sta di fianco, perché Manolo, questo l’autore di queste poche, concise parole, non è a me che sta parlando, ma di me.

Pubblicato Giovedî 4 Dicembre 2008

frecciabr.gif Carlo Lucarelli - NAVI A PERDERE - VerdeNero Edizioni Ambiente - 10 euro

Un uomo entra in un bar, prende un caffè, risale in auto e muore. Chi è? Perché niente nella sua storia è quello che appare? Carlo Lucarelli racconta la vicenda di Natale De Grazia, unico testimone al processo della Jolly Rosso, la nave dei veleni, per scoprire la verità celata dietro uno dei più grandi scandali dell’ecomafia italiana: un micidiale traffico di rifiuti tossici e radioattivi affondati nel Mediterraneo insieme alle navi, a perdere, che li trasportano.
Pubblichiamo, a corollario dell'importante libro di Lucarelli, parte di un'inchiesta di Riccardo Bocca, vicedirettore dell'Espresso, che nel 2004 affondò il bisturi nel pantano radioattivo del caso "Jolly Rosso".

Pubblicato Sabato 22 Novembre 2008

williamdollace.jpgdi William Dollace

[Quando il talento è profondo, smuove corde intime, spiazza, mette in discussione le certezze che manutengono una vita alienata com'è la mia, allora entro in contatto con un principio di salute. La scrittura per me porta salute, quando si tratta di scrittura autentica. E cos'è una scrittura autentica? Per rispondere non basterebbe stendere un trattato, però è possibile fornire esempi. Come la scrittura di William Dollace, incontrata sul Web, che mi ha incantato, sbalestrato, fatto pensare profondamente ai limiti dello stile a cui guardo. Archi sinaptici allo stato puro. Assoni linguistici elettrificati. Mi sono trovato davanti a una testa vorticosamente pensante e a un orecchio metrico istintivo ma sapientissimo. Si incrociano autori che ritengo fondamentali, da Kafka a Miller a Burroughs a Ginsberg, da Pynchon a Foster Wallace a Hoellebecq, mentre le riflessioni si muovono tra cinema (una meditazione continua), letteratura, filosofia ed estetica, piano apparentemente sociologico, richiamo teologico. Ogni riflessione è, a ben vedere, una narrazione. Mi limito a segnalare questo autore. Se fossi un editore, non mi lascerei scappare un talento del genere. Però non sono un editore: sono un lettore. William Dollace mi legittima a pieno in questa condizione, e non ho che da ringraziarlo. Potete leggere i suoi blog ufficiali (questo e questo). Qui mi limito a riportare alcuni testi, scusandomi per la superficialità con cui lo faccio. Bisognerebbe aprire una discussione, sulla proposta letteraria di William. Coincide con proposte che stanno facendosi pressanti. giuseppe genna]

nel parco

Alvin se ne sta seduto sulla panchina. Solo. Succhia una caramella. Il suo maglione rosso ciliegia esibisce una prominenza, laggiù, in basso. Ogni tanto Alvin batte la mano destra sulla gamba. Pac. Pac. Chissà che i minuti passino più alla svelta. Pac. Pac. Pac. Chissà che le ore passino più velocemente. Chissà che la caramella tardi a sciogliersi. Alvin osserva il mare. Chissà le barche. I puntini bianchi che in lontananza mostrano fieri i propri stendardi di latte.

Pubblicato Venerdî 7 Novembre 2008

L'esercizio della lingua[E' uscito per l'editore Le Lettere di Firenze un triplice "oggetto poetico", libro + dual disc (cd + dvd video) che, nel raccogliere e ripercorrere la multiforme opera declamante di Lello Voce (poesie scritte dal 1991 al 2008), al contempo getta ponti in avanti, proseguendo nel lavorìo "ad alta voce" (versificatorio e musicabondo) che da anni contraddistingue il poeta/attivista/rapper/griot napoletano trapiantato nel Nord-est. Il libro si chiama L'esercizio della lingua, il disco allegato è Piccola cucina cannibale. Nel libro, tra i vari contributi, ce n'è uno in versi di Wu Ming 1.
In questo speciale proponiamo:
una scheda relativa al versante audio & musicale del progetto;
mp3 scaricabili e testi di due brani del cd (Il verbo essere e la title-track);
il video della canzone La buona fede di Luca Bassanese feat. Lello Voce
diversi link a video disponibili in rete (Lello Voce live);
la presentazione in versi di WM1;
una nota biografica su Lello Voce. Red.]

Dalla fin de siècle-et-millènaire alla cucina cannibale

La poesia ha camminato per mano con la musica per millenni e solo nella cosiddetta modernità sembra essersene staccata.
Da tempo però in tutto il mondo poesia e musica sono tornate a dialogare, e non solo in ambiti hip-hop, ma anche in territori di confine (si pensi a Lynton Kwesi Johnson, o a Saul Williams) e in ambiti spiccatamente poetici, si pensi all’attualissima spoken music newyorkese, o all’esperienza radicalmente innovativa di gruppi come i Last Poets.
Il pioniere italiano di questo genere di sperimentazioni in ambito poetico è il napoletano Lello Voce, che per primo ha iniziato un rigoroso percorso di sperimentazione, contaminando i suoi versi con la musica di importanti musicisti internazionali.

Pubblicato Giovedî 23 Ottobre 2008

n32217368015_1331.jpgdi Giuseppe Genna

[Il nuovo romanzo di Tommaso Pincio, frecciabr.gif Cinacittà, edito da Einaudi Stile Libero, mi sembra un'acquisizione importante per la narrativa contemporanea italiana. In attesa di scriverne dovutamente, pubblico qui un video "impressionista": sono immagini che emblematizzano alcuni aspetti della mia lettura di Cinacittà. Spero che possa incuriosire. Il ragionamento sul libro merita una forma strutturata, non una semplice recensione, poiché bisogna effettuare una ricognizione sulle modalità in cui Pincio evita il postmoderno, nonostante qualcuno possa cadere in un fraintendimento - fraintendimento che anche il video rende possibile. Chi, comunque, volesse leggere qualcosa di denso e a mio avviso molto profondo, può superare il video e cliccare per visualizzare la recensione che Daniele Giglioli ha scritto su Cinacittà nelle pagine di "Alias", supplemento letterario de il manifesto. Oggi, 22 ottobre, alle 18.30, Tommaso Pincio presenta Cinacittà a Milano, alla Libreria Feltrinelli di piazza Piemonte 2. gg]

Pubblicato Mercoledî 22 Ottobre 2008

di Franco Ricciardiello

NealStephenson.jpgMi domando se verrà mai tradotto e pubblicato in Italia The System of the World, il terzo volume dello straordinario Ciclo Barocco di Neal Stephenson. I primi due romanzi, “Argento Vivo” (Quicksilver, 2003) e “Confusione” (The Confusion, 2004) sono apparsi presso Rizzoli prima del 2005, mentre non è al momento reperibile nessuna notizia editoriale a proposito del terzo romanzo, pubblicato nei paesi anglosassoni già nel 2004. Sarebbe un vero peccato se l’edizione italiana non venisse completata, perché si tratta di una grandiosa ricostruzione, tutt’altro che ortodossa, di un momento cruciale nella storia del mondo occidentale: la gestazione di un nuovo “sistema globale”, non una dottrina filosofica ma un vero e proprio ordine nuovo economico: il ciclo di Neal Stephenson è una sfrenata incursione visionaria alle lontane radici del capitalismo nella scienza del XVII secolo, gli albori di una globalizzazione che muoveva i primi, timidi passi.

Pubblicato Sabato 27 Settembre 2008

di Ghislaine Ribeyre (da Paris Match)

StiegLarssonMarsilio.jpg[Di Stieg Larsson ci siamo già occupati, pare per primi in Italia. Curioso ma non unico caso di uno scrittore che vende milioni di copie, in Europa, dopo la morte, soprattutto in Francia e in Germania. Jacopo De Michelis, della Marsilio, ci manda questo articolo apparso su Paris Match, che pubblichiamo volentieri. A titolo di omaggio a un antifascista militante, che scelse la narrativa "di genere" quale mezzo per esprimere le proprie convinzioni. E morì prima di essere riuscito a pubblicare una sola riga.] (V.E.)

«Non indovinerai mai cosa ha appena fatto Lisbeth Salander!» Questa frase, Eva Gabrielsson la sente per due anni, fra il 2002 e il 2004. Seduto sul divano bianco del loro piccolo appartamento pieno di libri, il suo compagno, Stieg Larsson, le racconta le ultime avventure dell’eroina dei suoi romanzi, una strana ragazza superdotata, sociopatica e dal fascino irresistibile.

Pubblicato Martedî 8 Luglio 2008

borghinicover.jpgdi Gianpaolo Borghini

[Pubblichiamo un estratto dal bel romanzo Il Tango dell'Angelo Perduto, una storia nera che riporta ai tempi della dittatura argentina, a una Buenos Aires da affrontare con il coraggio dei reduci, alla ricerca senza fine di un'identità solo apparentemente "desapacida". Il libro di Gianpaolo Borghini, edito da La riflessione, è acquistabile a 12 euro qui]

[...] Mai come oggi ho benedetto quel grido stridente che mi ha sradicato dal 1978, da quell’incubo reale come la vita. Mi ha già visitato tante volte ormai, ma da molto tempo non aveva più avuto il coraggio di presentarsi. Mi sento come un viaggiatore nel tempo, la cui umanità si è appena scontrata direttamente con un orrore del passato: nessun libro o immagine potrà mai rendere la realtà di un olocausto. Niente è come averlo vissuto. Quei sogni mi hanno costretto a ripercorrere ogni volta quegli avvenimenti sciagurati come si stessero realizzando di nuovo, in una spirale della memoria dalla quale è impossibile liberarmi.

Pubblicato Lunedî 30 Giugno 2008

di Gioacchino Toni

Operaismo.JPGSteve Wright, L'assalto al cielo. Per una storia dell'operaismo, 2008, Edizioni Alegre, Roma 2008, pp. 336, 20,00 €.

Ho letto gli scritti che poi hanno dato vita a questo testo per la prima volta in forma di bozza sul finire degli anni ‘90, in lingua inglese, quando la destinazione ultima dell’enorme ricerca compiuta dall’australiano Steve Wright sembrava “limitarsi” a una tesi di dottorato. Con un certo stupore mi sono trovato di fronte a una ricostruzione puntuale e metodica delle teorie e delle prassi sviluppate dall’operaismo italiano non finalizzata ai soliti e soli “iniziati”. Fortunatamente quelle pagine dattiloscritte, oltre a produrre una tesi di dottorato, sono diventate un libro pubblicato prima in lingua inglese (S. Wright, Storming Heaven. Class composition and struggle in Italian Autonomist Marxism, Pluto Press, London 2002) e ora, finalmente, anche in italiano grazie alle Edizioni Alegre.

Pubblicato Martedî 24 Giugno 2008

Eracle indossa la pelle del leone nemeo

Eracle indossa la pelle del leone di Nemea. La belva, figlia di Tifone ed Echidna, era invulnerabile. La sua pelle non poteva essere perforata da alcuna arma. Da tempo terrorizzava e uccideva la popolazione dell'Argolide, sbranava pecore e mucche, riempiva l'aria coi suoi ruggiti. Affrontarlo fu la prima delle dodici fatiche di Eracle. Nella lotta l'eroe perse un dito, ma alla fine riuscì a strangolare la belva, e da quel momento ne indossò la pelle come armatura. L'immagine ricalca quella realizzata da Giorgio Ferrero per Astronavi sulla preistoria di Peter Kolosimo (Sugar, Milano 1972), a sua volta ispirata a un reperto trovato a Vulci, presso Tarquinia.

Pubblicato Domenica 15 Giugno 2008

di Valerio Evangelisti

LussuTeoriadellInsurrezione.jpg[Le edizioni Gwynplaine, dopo un'ottima antologia di scritti di Gramsci, hanno appena ripubblicato il saggio di Emilio Lussu Teoria dell'insurrezione, pp. 253, € 15,00. Il testo che propongo è la mia introduzione al volume, omaggio sentito a uno dei più nobili politici antifascisti italiani. Mi permetto di rimandare al mio articolo Rifugiati italiani in Francia, 1937-1940, per una migliore comprensione del contesto.]

Che io sappia, nessun rivoluzionario italiano, prima di Emilio Lussu, aveva scritto un vero e proprio manuale sull’ “arte” di insorgere, e nessuno lo avrebbe fatto dopo di lui. E’ vero che il saggio rappresenta, in larga parte, una disamina delle rivoluzioni dei primi decenni del Novecento, e soprattutto della rivoluzione russa. Però è anche vero che l’analisi non è puramente storica o filosofica, ma persegue un fine preciso: individuare i mezzi necessari per abbattere il fascismo attraverso la lotta armata.

Pubblicato Venerdî 16 Maggio 2008

di Giuseppe Genna

officinaitalia2ediz.jpgL'anno scorso era sembrato un miracolo: centinaia di persone stipate nello splendido spazio della Palazzina Liberty, a Milano. Non la si vedeva così strapiena dai tempi in cui Fo, occupatala, ci recitava Mistero Buffo o invitava John Cage e gli Area di Demetrio Stratos. Molto più difficile riempirla oggi, facendo leggere inediti da scrittori, in una città che - fatta eccezione per il festival Milanesiana voluto e artisticamente diretto da Elisabetta Sgarbi - della cultura ormai sembra strafottersene ampiamente. Il miracolo lo avevano compiuto Antonio Scurati e Alessandro Bertante, riuscendo a coagulare fondi e sponsor per un'impresa disperante, riuscitissima e coinvolgente. Il duo ha ripetuto il miracolo: da mercoledì 14 a venerdì 16, sempre alle 21.00, alla Palazzina Liberty di Largo dei Marinai va in scena la seconda edizione di Officina Italia, con un programma straordinario di narratori che presentano inediti, da Walter Siti a Sandro Veronesi, da Paolo Giordano a Valeria Parrella, da Sebastiano Vassalli a Michele Mari.

Pubblicato Lunedî 12 Maggio 2008

di Chiara Cretella

CrashPuerto.jpg[E' uscita, alla fine dell'anno scorso, un'opera importante e singolare in tre volumi: AA. VV., Atlante dei movimenti culturali dell’Emilia-Romagna. I. La Poesia; II. La Narrativa; III. Scritture, arti, controculture, a cura di Piero Pieri, Chiara Cretella, CLUEB, Bologna, 2007, € 58. Si tratta di una mappatura completa di quanto prodotto nella regione tra 1968 e 2007 nell'ambito della letteratura, della comunicazione, delle culture sia ufficiali che antagoniste. Per presentare l'opera riproduciamo qui un estratto dell'introduzione di Chiara Cretella al vol. III, con particolare riguardo alle pagine dedicate all'attività dei writers, tanto detestati dai benpensanti sia di centrodestra che di centrosinistra.] (V.E.)

La stesura di un percorso storico sulle esperienze culturali non strettamente poetico-narrative dell’Emilia-Romagna – ed in particolare di Bologna – ha da subito manifestato sorprendenti correlazioni tra ambiti e discipline differenti. In tutti questi saggi, infatti, vi è un filo invisibile, si colgono rimandi ad universi tangenti e sfumati, che ci hanno convinto a delineare delle “escursioni letterarie” più che a compilare piatte cronologie di luoghi e date.

Pubblicato Venerdî 25 Aprile 2008

di Serge Quadruppani

roberto_silvi.gifVenerdì 4 aprile, prima vera giornata di primavera parigina, la dolcezza e la luminosità che c'era nell'aria si accordava perfettamente con la personalità di Roberto Silvi, morto tre giorni prima, e al quale abbiamo detto addio quel giorno, al cimitero di Père Lachaise. La cerimonia, con dei canti di lotta, letture di poesia, prese di parola e scherzi in napoletano, è stata di una bellezza all'altezza del ricordo del nostro amico. Tra i presenti, oltre alla sua famiglia e a Jani, la sua fervente e incrollabile compagna, c'erano molti esiliati italiani, quelli che non possono ancora rientrare nel loro paese, perseguiti dalla vendetta di Stato. Affetto da una malattia degenerativa, Roberto Silvi viveva da molto tempo su una sedia a rotelle.

Pubblicato Sabato 12 Aprile 2008

di Franco Pezzini

Vamp.jpgA distanza di quasi vent’anni dall’avvio di quei Novanta che hanno visto un forte rinnovamento del fantastico e un revival del gotico, sembra una banalità sottolineare il peso assunto nell’immaginario collettivo dalla figura del vampiro. Certo è possibile che il successo della maschera conosca flessioni, forse persino imminenti: a livello cinematografico, per esempio, le fasi di crescita e apogeo del tema – gli anni Trenta/Quaranta e poi Sessanta/Settanta – sono state seguite da periodi di silenzio, quegli anni Cinquanta (fino al ’58) e Ottanta in cui troviamo le produzioni diradarsi in pochi titoli minori. Non stupirebbe dunque se l’età gothica iniziata coi Novanta e giunta ormai a muovere interi settori del mercato – quello, per esempio, vampiresco-adolescenziale alla Stephenie Meyer – dovesse presto vedere una fase di crisi e ripensamenti.

Pubblicato Martedî 8 Aprile 2008

di Danilo Arona

ZioSilas.jpg1. La vita, tra editoria e letteratura, è un percorso fatto di scommesse. Agoni che si possono vincere o perdere e che fanno parte del vivere quotidiano di chi vive di scrittura, sua o altrui. Se poi il genere di riferimento è l'horror e il campo d'azione è l'Italia, i paragoni corrono il rischio di diventare biblici e le metafore potrebbero rimandare a quella "valle di Elah", parafrasata in un recente film, dove David sfidò Golia (e vinse, se non ricordiamo male).
Maldigerito persino da parte dell'autore il pistolotto iniziale, di che stiamo parlando?
Ma di uno dei temi ciclici di cui amiamo occuparci a ogni volgere di decennio, giusto per verificare se siamo sempre al palo o qualcosa è cambiato in editoria per l'horror in Italia. Risposta univoca, ovvero un apprezzabile salto di qualità e di quantità.

Pubblicato Giovedî 3 Aprile 2008

di Vittorio Catani

[E’ uscito, edito da Delosbooks, il libro di Vittorio Catani Mi sono perso col cosmo tra le mani. Nuove spigolature di fantascienza quotidiana (pagg. 293, euro 13,90; introduzione di Silvio Sosio). Il volume raccoglie una serie di saggi e articoli incentrati su temi e personaggi della fantascienza o su argomenti con la fantascienza confinanti. Il “pezzo” più esteso (oltre settanta pagine) è Musiche da tutti gli universi, che esplora il fecondissimo rapporto tra science fiction eCat.jpg arte dei suoni: le reciproche contaminazioni, i vari generi musicali, i media che coinvolge (rock, metal, canzonetta, cabaret, opera rock, opera lirica, brani sinfonici o strumentali, balletti, musiche folkloristiche; musica elettronica, d’avanguardia, sperimentale, musica dei computer, musiche dallo spazio interplanetario; colonne musicali, teatro, radio, tv, spot pubblicitari e altro). Senza pretesa di essere esaustivo data la vastità dell’argomento, l’autore ne fornisce un’ampia panoramica. Riportiamo alcune pagine con in coda l’Indice del volume.]

(Da: MUSICHE DA TUTTI GLI UNIVERSI)
(…) Con Atomtod (“morte atomica”) di Giacomo Manzoni (1965), opera lirica concepita e scritta con un aspro e provocatorio linguaggio musicale d’avanguardia, siamo nella fantascienza più ortodossa, anche se verosimilmente il pubblico dell’epoca neanche se ne rese conto. L’opera riprendeva un genere di teatro polemico che aveva avuto precursori in Brecht e Majakowskij.

Pubblicato Martedî 1 Aprile 2008

di Alberto Prunetti

Luca_prodan.jpgSegnalo su Alias di sabato 22 marzo una pagina dedicata a Luca Prodan curata da Luca Gricinella. Chi è Prodan? Un italiano che a Buenos Aires è un mito, e che qui nessuno conosce. Rissoso, sudato, pelato, disgustato dalla società borghese, Luca vive su quasi ogni muro di Buenos Aires, nelle scritte e nelle magliette che ricordano ogni giorno la sua rivolta permanente.
Figlio di un italiano e di una scozzese, Luca nasce a Roma nel 1953. Cresce negli ambienti dell’alta borghesia, finisce suo malgrado in un collegio in Inghilterra (lo stesso che frequentò il principe Carlo), conosce la Londra degli anni del punk, inizia a farsi di eroina e alle pressioni dell’ambiente circostante risponde con la fuga. Irreperibile per i parenti che lo cercano con l’Interpool, Luca torna a Roma: lavora nei mercati e dorme dove può, anche per strada.

Pubblicato Domenica 23 Marzo 2008

di Giuseppe Faso

LessicoRazz copia-1.JPG[Segnalando l'imminente pubblicazione del Lessico del razzismo democratico di Giuseppe Faso (DeriveApprodi, pp. 140, 10 euro) — di cui Carmilla ha già ospitato una voce in anticipo qui — proponiamo ai lettori l’analisi di tre lemmi diffusi a profusione nell’isteria giornalistica di questi tempi] A.P.

Clandestino
Il buonsenso vorrebbe che si prendessero le distanze con severità
da chi innesta su una infrazione amministrativa (la mancanza di
documenti) uno stigma squalificante e sospettoso, il «clandestino»:
non una persona che lavora in mezzo a noi (e spesso nelle nostre
famiglie, come colf o assistente per la cura degli anziani), ma
uno infiltrato di nascosto per commettere chissà quale crimine.

Pubblicato Venerdî 21 Marzo 2008

[Simone Sarasso e Daniele Rudoni lanciano l'interessantissimo progetto UNITED WE STAND. Se l'iper-portale Manituana ha fatto scuola e se a qualcosa è servito l'esperimento personale condotto con Medium, è possibile considerare UWS come l'immediata espansione di una narrazione che si appropria di retoriche multiple e scavalca l'intermediazione editoriale, non escludendola a priori. Invitiamo dunque a seguire gli sviluppi di questo progetto sul sito ufficiale unitedwestand.it, dal quale desumiamo il trailer e, di seguito, le linee essenziali che descrivono questa esaltante operazione. gg]

Pubblicato Sabato 23 Febbraio 2008

ruspa.jpg


Continua per leggere il pezzo in memoriam di Jacopo Fo...

Pubblicato Martedî 12 Febbraio 2008

di Valerio Evangelisti

Cometto.jpgSe mi chiedessero, a bruciapelo, qual è l’autore italiano di narrativa fantastica che preferisco, risponderei Maurizio Cometto. Naturalmente farei torto a molti altri scrittori, come sempre capita nel caso di domande del genere. Sono tantissimi gli autori nostrani, specializzati nel fantastico in tutte le sue varianti, bravi o bravissimi, ma Cometto mi è particolarmente gradito. Un piacere particolare, nel fare quel nome, mi viene dal fatto che è conosciuto da pochissimi. Averlo scoperto è un merito della casa editrice Il Foglio di Gordiano Lupi. Forse non sono del tutto d’accordo (in parte sì) con Gordiano sulle sue valutazioni su Cuba e su certi miei colleghi. Ma su Cometto non si discute: un fior di scrittore, e averlo reso noto, sia pure a un numero circoscritto di lettori, e scommesso su di lui, è stata una dimostrazione di fiuto e di buon gusto.

Pubblicato Lunedî 31 Dicembre 2007

di Fabrizio Caruso

SexAddict.jpg[Fabrizio Caruso gestisce il sito www.sexpol.it, dedicato al tema della rivoluzione sessuale e ispirato, sia pure in maniera non pedissequa, alle idee di Wilhelm Reich e di Herbert Marcuse. Caruso è anche drammaturgo, e ha scritto un testo teatrale, per l'appunto Sex Addict. Ne riporto qualche brano: l'intera pièce è un dialogo tra due amanti, un uomo e una donna, che discutono della loro sessualità. L'autore conta di farlo rappresentare anche grazie all'apporto dei frequentatori del suo sito. L'operazione sembra avere successo.] (V.E.)

U: « Ho sete di vita… lotto contro la solitudine… Cerco di sfuggire alla morte che ci uccide quotidianamente… un po’ alla volta… Cerco l’amore… amore senza limiti,. senza distinzione… donne, uomini… certo, le donne le preferisco… la loro dolcezza…. I loro corpi… opere d’arte… ma anche un corpo maschile.. apollineo, mi eccita… ecco, mi definirei etero all’ 80% e omo al 20… o forse 85% e 15%...

Pubblicato Lunedî 24 Dicembre 2007

di Valerio Evangelisti

Resistenze.jpg[E' uscita di recente una grossa e ricchissima raccolta di fumetti: Resistenze. Cronache di ribellione quotidiana, a cura di Claudio Calia ed Emiliano Rabuiti, ed. Becco Giallo, Ponte di Piave, 2007, pp. 306, € 18, 00. Gli autori sono una quarantina, elencati sul sito della casa editrice, piccola ma combattiva. Riporto la mia introduzione a questo libro, splendido e importante.] (V.E.)

Il fumetto può essere veicolo di critica sociale? Sicuramente sì. Non è che una forma di letteratura che agglutina arti differenti, fondendosi principalmente a quelle grafiche. Un po’ ciò che accade con il cinema, ma con una virtù ulteriore: quella della sintesi.
Troverete in questa raccolta un esempio straordinario, ed estremamente significativo, di ciò che dico. E’ una sola tavola, firmata Nanni [Giacomo Nanni, riminese, classe 1971]. Un gatto passeggia su un divano, poi si raggomitola. Dice “Mi annoio”. Qualcuno gli risponde: “Resisti”.

Pubblicato Giovedî 25 Ottobre 2007

culturaconvergente_thumb.jpgdi Wu Ming

[Da tempo vi parliamo di Henry Jenkins, docente al Massachusetts Institute of Technology e autore di alcuni dei più importanti saggi degli ultimi dieci-quindici anni sull'odierna cultura pop, soprattutto nei suoi aspetti di partecipazione e creazione di comunità. Abbiamo fatto talmente tanti riferimenti al suo lavoro che, in occasione di alcune presentazioni di Manituana, i presenti ci hanno fatto domande sui suoi libri (finora mai tradotti in italiano) anziché sui nostri!
Ebbene, finalmente il più importante libro di Jenkins, Convergence Culture, è stato tradotto nella lingua di Petrarca (cioè, più o meno), ed esce in questi giorni per le edizioni Apogeo. La prefazione l'abbiamo scritta noi. Eccola.]

Nel migliore dei mondi possibili, la pubblicazione di questo libro scuoterebbe come un terremoto il dibattito italiano su Internet e le nuove tecnologie di comunicazione. Se non produrrà nemmeno uno scarto, significa che quel dibattere è una parvenza di vita, finestre sbattute dal vento in una villa disabitata, mortorio al cui confronto un poltergeist è il Carnevale di Rio.
Cultura Convergente è un saggio rivoluzionario per molte ragioni. La prima è un marchio di fabbrica anglo-sassone: l'essere comprensibile, appassionante, farcito di prove ed esempi. Nel testo si fa spesso riferimento ad autori europei, capaci di brillanti costruzioni teoriche, ma molto meno dotati nel tradurle in un linguaggio immediato e in pratiche sociali osservabili. Come per magia, nelle pagine di questo libro ogni oscurità concettuale si fa cristallina.

Pubblicato Martedî 25 Settembre 2007


babsicoverrcs.jpgdi Babsi Jones

[E' in libreria frecciabr.gif Sappiano le mie parole di sangue (Rizzoli 24/7, 16.50 euro), il quasiromanzo di Babsi Jones. Ne pubblichiamo uno stralcio: torneremo a scrivere, di questo sconcertante reportage dall'umano, libro di guerra esteriore e interiore, compendio dell'alienazione brutale e brutale confessione di chi ha il coraggio di mettersi a nudo, chiedendo una risposta al suo assalto in forma di visione aperta e quasi insostenibile. Per il momento, oltre al brano che riproduciamo di seguito, vi invitiamo a visitare il sito del libro, che è una zona Web labirintica quanto l'Amazzonia, un'esperienza artistica di Rete in cui il testo deborda per immagini, scrapbook, booktrailer, mp3, citazioni, documenti, analisi - si entra e si fatica a uscirne. gg]

Terzo piano.
Entro a caso in un appartamento.
Muri su muri su muri su muri.
Li tocco.
Dovrebbero raccontare qualcosa di me, Direttore: perciò li ho ritratti con la Nikon che mi hai regalato. A questo sono ridotta: a far parlare in mia vece fenditure, fessure, cemento, crepe, calce e calcina, e mattoni spolpati. Qualche particella di ferro già divorata dalla ruggine.

Pubblicato Giovedî 13 Settembre 2007

di Alberto Prunetti

040630piqueteros.jpgL’Argentina è un paese affascinante, segnato però da una tradizione repressiva e da una vocazione all’oblio che ha reso malata la sua società. Un sintomo di questa malattia è l’incapacità di chiudere certi capitoli della propria storia, quali ad esempio la presenza di reparti occulti militari (clicca qui per il caso López). L’Argentina però è anche uno dei più interessanti laboratori di conflittualità e di autogestione. Le esperienze dei piqueteros, delle fabbriche autogestite e delle assemblee di quartiere sono una risposta concreta alle cassandre del neoliberalismo, che hanno confinato nell’utopia ogni alternativa al loro incubo di plastica. Da un paio di anni mi dedico a leggere libri su questi argomenti e adesso ho deciso di condividere con i lettori di Carmilla la mia bibliografia argentina.

Pubblicato Sabato 1 Settembre 2007

di Valerio Evangelisti

CostruttorediBiciclette.jpg[Propongo qui la mia introduzione al romanzo di Maurizio Cometto Il costruttore di biciclette, ed. Il Foglio, 2006, pp. 160, € 10,00. Personalmente ritengo Cometto, ancora noto a pochi, uno dei più promettenti autori del fantastico italiano, per freschezza di idee e di scrittura. Merita di essere seguito.] (V.E.)

Il lettore non si faccia trarre in inganno. Le prime pagine di questo romanzo fanno pensare alla solita storia di serial killer, per di più con l’assassino già individuato. Si rimane colpiti dal contesto ambientale di provincia, descritto estremamente bene, ma si pensa: roba già vista.
E invece no: piano piano si prepara la sorpresa. Si avanza perplessi tra le pagine, finché l’incrociarsi degli sguardi tra un uomo poco raccomandabile e un roditore sbucato dal terreno fa capire che la vicenda è completamente diversa da quella che si era ipotizzata.
E, da quel momento, sottrarsi al suo fascino diventa praticamente impossibile.

Pubblicato Lunedî 6 Agosto 2007

di Valerio Evangelisti

RagazzadeiMieiSogni.jpg[E' uscito pochi mesi fa un romanzo horror molto particolare: Francesco Dimitri, La ragazza dei miei sogni, ed. Gargoyle, 2007, pp. 195, € 10,50. Questa è la mia introduzione al volume. I lettori potranno trovare qui la recensione dell'autorevole L'Indice dei libri del mese, firmata da Franco Pezzini, autore tra l'altro di ben due libri dedicati alla nostra prediletta vampira Carmilla.] (V.E.)

Non è ormai un evento che esca un romanzo horror italiano. Abbiamo nella penisola decine di autori validissimi: Tiziano Sclavi, Eraldo Baldini, Alda Teodorani, Danilo Arona, Gianfranco Manfredi, Gianfranco Nerozzi e moltissimi altri. Semmai è insolito che esca un romanzo che non somiglia a ciò che è già stato fatto, in Italia e, in parte, persino all’estero.
Ciò che colpisce, in questa storia di Francesco Dimitri, è il sapore della novità. A parte un riferimento a Lovecraft, nel nome di uno dei suoi personaggi (“Dagon”), non c’è nulla, ne La ragazza dei miei sogni, che si riallacci a precedenti, italiani o stranieri. Niente atmosfere gotiche, niente situazioni splatter (appena accennate). Mancano vampiri, fantasmi, mostri, leggende terrificanti e imperiture. La paura nasce invece in un contesto di discoteche e di vita universitaria, scapestrata il giusto ma non necessariamente trasgressiva. Nasce, insomma, dalla “normalità”.

Pubblicato Venerdî 3 Agosto 2007

di Ernesto Screpanti

UnMondoPeggiore.JPG
[La casa editrice Odradek riserva sempre liete sorprese. Una di queste è il libriccino di Ernesto Screpanti, economista e matematico all'università di Siena, pubblicato alla fine dell'anno scorso: "Un mondo peggiore è possibile" (pp. 128, € 12,00). Un tuffo nell'intelligenza e nell'ironia. Da esso traiamo un breve saggio scritto nel maggio 2000, subito dopo la vittoria elettorale di Berlusconi. E' facile desumerne le ragioni scientifiche del prevedibile crollo del nascente Partito Democratico, e i rischi insiti in un sistema di voto bipolare che ormai la maggioranza degli italiani rifiuta, visti gli esiti.] (V.E.)

Alla base della passione dei liberali moderni per il sistema maggioritario c'è un teorema politico noto come teorema dell'elettore mediano.

Pubblicato Domenica 22 Luglio 2007

di Valerio Evangelisti

Zorro.jpg[Questa sera a partire da mezzanotte, presso il cinema Lumière di Bologna, avrà luogo la "maratona" notturna intitolata "La notte degli Zorro-spaghetti". Si tratta del ciclo di proiezioni di film molto rari che organizzo ogni anno, nell'ambito del festival Le parole dello Schermo, con la Cineteca e l'Assessorato alla Cultura di Bologna. Per i precedenti vedi qui e qui. Questa è la presentazione di una notte, prevedibilmente, davvero strana.] (V.E.)

Non molti conoscono l’origine di Zorro (o El Zorro, “la volpe”), leggendario difensore, in California, dei diritti dei messicani poveri contro le prepotenze dei latifondisti e dei colonialisti spagnoli. L’origine del mito sta in un romanzo, The Curse of Capistrano, scritto nel 1919 da un tipico autore americano di narrativa popolare, Johnston Mc Culley (1883-1958). Il successo della storia fu tale che in seguito Mc Culley consacrò al suo eroe, sulle rivistine pulp, numerosi altri romanzi e racconti, sebbene la fama (molto relativa) dello scrittore resti piuttosto legata a Black Star, una specie di Fantomas americano. Non si contano gli apocrifi, fino al recente omaggio da parte di Isabel Allende (Zorro: l’inizio della leggenda, 2005).

Pubblicato Sabato 14 Luglio 2007

di Simone Sarasso

ConfineDiStato.jpg[Un anno fa Carmilla pubblicava la recensione di Daniela Bandini, estremamente elogiativa, del romanzo Confine di Stato di un esordiente, Simone Sarasso, pubblicato da un piccolo editore (Effequ). Pare che proprio grazie a quella recensione il romanzo esca adesso presso un editore di primo piano, Marsilio (pp. 416, € 18,00). Celebriamo l'evento proponendo le prime pagine di Confine di Stato e augurando all'autore la meritata fortuna.] (V.E.)

Sandro Arlacchi
Il 12 dicembre smisi di essere ragazzino. Mio padre quel giorno non aveva in programma di andare a Milano. Verso mezzogiorno lo chiamò invece un suo collaboratore dicendo di raggiungerlo nella piazza della banca, dove ogni venerdì si svolgeva il mercato degli allevatori. C’era un affare da concludere, gli disse.
La vendita di un terreno: doveva fare da mediatore.
Il primo a sapere cos’era successo fu il parroco, ma non ebbe il coraggio di dircelo.

Pubblicato Mercoledî 4 Luglio 2007

solidarietasebaste.jpgLo scrittore Beppe Sebaste, che ha appoggiato una lista di sinistra alle ultime elezioni amministrative di Parma, vinte dal centro-destra (ovvero dalla lista "A Parma con Ubaldi"), è stato e continua ad essere oggetto di intimidazioni e attacchi da parte dell'ex sindaco Ubaldi (padrino dell’attuale sindaco). Dagli attacchi personali a mezzo stampa, alle minacce di querela, fino alla messa all'indice per la strada, Sebaste è attualmente bersaglio politico per aver dichiarato e argomentato il suo dissenso critico – politico e culturale – nei confronti dell’amministrazione di centro-destra di questi ultimi anni a Parma. Conoscendo Beppe Sebaste, e stimando lo stile del suo lavoro e delle sue argomentazioni, desideriamo qui testimoniargli pubblicamente tutta la nostra solidarietà.
Se desiderate fare pervenire a Sebaste la vostra solidarietà in merito a questa vergognosa vicenda, l'invito è a farlo recandosi sul suo blog ufficiale.

In Rete, relativi all'ex sindaco parmense Elvio Ubaldi e all'attuale sindaco Pietro Vignali:
» L'Italia di Mezzo chiede spiegazioni ad Ubaldi sui conti del Comune
» Il film di Ubaldi & C. Parma, la conta sui grandi affari.
» Ubaldi sul ballottaggio.
» Pietro Vignali, un uomo con due Codici Fiscali e tantissime Poltrone e Affari

Pubblicato Lunedî 18 Giugno 2007

di Cristiano Governa

IlCatechista.jpg“C’è una donna che mi telefona da casa tua” mi ha detto stamattina Valerio Evangelisti.
Provo a pensarci. Questa frase sarebbe uno strepitoso elemento detonatore per un noir, una donna sconosciuta che, dal mio numero telefonico di casa, cerca il ‘papà’ dell’oscuro Eymerich.
Ma parlandoci, io e Valerio capiamo subito che il nostro modo di porci di fronte agli enigmi è quello di coltivarli, fare in modo che crescano, lasciandoli in pace a produrre ansia e, se tutto va bene, un filo d’angoscia. Un’inerzia produttiva direi.

Pubblicato Mercoledî 28 Marzo 2007

appelloIt.jpgfrecciabr.gif ADERISCI

Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani. Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”.
Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.
Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.
Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.

EMERGENCY

Pubblicato Lunedî 26 Marzo 2007

Pubblicato Sabato 3 Marzo 2007

di Lucio Angelini e Carla Forcolin

CarlaForcolin-MammaNonMamma.jpgLa ragazza che corre nella copertina di Mamma non mamma è la mia amica Carla Forcolin, single, 55enne, fondatrice dell'associazione La gabbianella. Il libro, edito da Marsilio, è reperibile in libreria dal 7 febbraio. Vi si racconta "il passaggio dal carcere alla vita normale di due fratellini nigeriani di tre anni staccati dalla mamma detenuta e dati in affidamento" a lei, il "loro dolore lenito ma non cancellato dal costituirsi di una tenera relazione con l'affidataria, l’incertezza del futuro in bilico tra una Nigeria temuta e sognata e l’Italia, familiare e rassicurante".

Pubblicato Venerdî 23 Febbraio 2007

di Valerio Evangelisti

Annunciazione.jpg[La nostra collaboratrice Chiara Cretella ha scritto il suo secondo romanzo: Annunciazione in metropolitana, Fazi Editore, 2007, pp. 162, € 14,50. Mi permetto di segnalarlo proponendo la bandella che ho scritto per il libro.]

Che sia il decadentismo lo strumento culturale più adatto a descrivere una generazione che non ha vissuto gli anni della rivolta e non riesce ad accettare quelli della restaurazione? Chiara Cretella sembra optare per questa sorprendente chiave di lettura.

Pubblicato Giovedî 15 Febbraio 2007

Oaxaca2.jpg[Segnalo la pubblicazione di uno speciale sui fatti di Oaxaca, La libre commune d'Oaxaca, a cura della rivista marsigliese CQFD e delle edizioni L'Insomniaque. L'ultima pagina riporta un appello di Raoul Vaneigem in difesa degli insorti e una dichiarazione del forum per l'autonomia indigena, ospitato lo scorso novembre a Mezcala. Il testo indigenista è riportato di seguito, l'appello di Vaneigem si trova in italiano qui. Due sensibilità diverse per la stessa lotta] A.P.

I. Noi siamo nati nella madre terra, noi siamo in lei, siamo ospitati nel suo seno; i nostri popoli, le nostre comunità abitano la terra madre sin dall’origine: in lei le nostre vite, le nostre culture e i nostri saperi crescono e si radicano.
II. La madre terra, irrigata dal sangue dei nostri antenati, conserva la parola, la memoria e la storia dei nostri popoli, in lei vive la nostra cultura e riposano i nostri morti; pertanto non è una merce che si compra e si vende.

Pubblicato Martedî 30 Gennaio 2007

Tra il Luxembourg e il Jardin des Plantes, non molto lontano dal centro del mondo…
di Yves Le Manach

debord.jpg[Ripreso dal blog di Transnext. Yves Le Manach è un operaio parigino che da trent’anni vive a Bruxelles. In un periodo di disoccupazione ha iniziato a scrivere dei fogli volanti di critica sociale, che ha diffuso informalmente sotto il titolo di Artichauts de Bruxelles. Nel 1999 la casa editrice L’Insomniaque ha pubblicato un’antologia dei suoi “artichauts”. Ecco un brano dedicato alle memorie di un quartiere dal passato situazionista, ormai ridotto a una vetrina dell’alta borghesia di Parigi]


Terminata la guerra, lasciammo Toul-an-Neunet e tornammo a Parigi nel VI° arrondissment, in rue Saint-Placide (dove nacque il poeta Hégésippe Moreau e dove morì lo scrittore J.K. Huysmans). Ho trascorso i miei anni d’infanzia nel quartiere Sèvres-Babylone. Frequentavo la scuola materna di rue Vanneau[i] (dove vissero Karl Marx e George Darien, e dove viveva ancora André Gide), poi la scuola elementare di rue Chomel. Con mio fratello e mia sorella, più piccoli, andavamo a giocare nel giardino pubblico di Commaille o in quello del Bon-Marché[ii]. Mi recai presto all’oratorio Olier, in rue d’Assas…A quell’epoca incontravo spesso Michèle Bernstein e Guy Debord che abitavano in rue du Bac e venivano anche loro a rilassarsi nel giardino di Commaille.

Pubblicato Martedî 16 Gennaio 2007

Logoglam1.gif[Anteprima da Giap#5, VIIIa serie - 29 novembre 2006. Cliccando il simbolo play.gif che precede il link audio puoi ascoltare l'mp3 senza lasciare questa pagina di Carmilla. E' il Playtagger di del.icio.us, informazioni qui. Se invece vuoi salvare il file sul tuo disco rigido: clicca col destro sul link testuale e scegli "salva come" (se usi un PC) o vai sul link testuale e fai ctrl + click (se hai un Mac).]

di Wu Ming

Clicca qui per ascoltare Hasta siempre nella versione di Jet Set Roger y los Perros de Saturno (mp3 128k, 3:50)

Quarant'anni fa.
Nella seconda metà del novembre 1966 Ernesto "Che" Guevara e i suoi compagni entravano nella macchia boliviana, dando avvio all'ultima, fatale campagna di guerriglia.
Meno di un anno dopo, la cattura, l'uccisione, il clamore e l'entrata nel mito.
"Tutto abbastanza bene;" scrive il Che sul suo diario boliviano, traendo il bilancio del primo mese. "il mio arrivo, senza inconvenienti; la metà del gruppo è giunta anch'essa senza inconvenienti anche se con un poco di ritardo; i collaboratori principali di Ricardo sono pronti a lottare contro ogni ostacolo. Le prospettive appaiono buone in questa regione sperduta dove tutto sembra indicare che potremo restare indisturbati fin tanto che lo riterremo conveniente."

Pubblicato Lunedî 27 Novembre 2006

ricarica.gif[Da giorni questo appello gira in Rete. La tassa sulla ricarica dei cellulari è una sperequazione unicamente italiana, che dovrebbe fare montare l'ira dei consumatori ben più dell'innalzamento di certe aliquote per ricchi imprenditori. Aderiamo volentieri all'iniziativa e invitiamo a firmare la petizione, ci cui al link in calce]

Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male pagare la tassa di ricarica sui cellulari e ha chiesto alla Commissione Europea l'abolizione dei costi di ricarica che esistono solo in Italia.
Una delle tante imposizioni che ci rendono (inconsapevolmente) più poveri.
Lo hanno preso sul serio e la Commissione Europea ha contattato l'Authority.
Bastano 800.000 firme per toglierci dai piedi la tassa sulla ricarica.
Firmate la petizione!

http://www.petitiononline.com/costidir/petition-sign.html

Pubblicato Domenica 26 Novembre 2006

libro_gilberto.jpgQUI il riassunto delle puntate precedenti.
Questo invece è un flash di aggiornamento: la quarta copia del libro di Gilberto Centi Luther Blissett. L'impossibilità di possedere la creatura una e multipla (Synergon, Bologna 1995) è stata venduta a €171.
La quinta è all'asta adesso, l'inserzione scade alle 11:45 di giovedì 02/11. Per contribuire o anche soltanto per dare un'occhiata, basta cliccare sulla copertina qui a destra.
Dalla vendita della quarta, quinta e sesta copia trarremo un
finanziamento per Supporto Legale.
Il 10% della nostra quota andrà a finanziare Carmilla.

Qui di seguito, l'ultimo saluto a Gilberto e il video di una sua performance...

Pubblicato Sabato 28 Ottobre 2006

Monica Mazzitelli, una delle anime de i Quindici, ha realizzato un video low budget sui paradossi e le autentiche ruberie che la legge sul copyright impone. Proponiamo qui il suo cortometraggio: è in inglese, ma sottotitolato in italiano, e merita di essere visto: il suo titolo completo è The Disney Trap: How Copyright Steals Our Stories.


N.B. Si può anche scaricare (formato AVI, 88 mega) qui.

Pubblicato Venerdî 27 Ottobre 2006

logoemergency.gifbanner144x120.gifIl 28 ottobre EMERGENCY ti aspetta in piazza. Ségnalo sul calendario! EMERGENCY sarà presente con migliaia di volontari in oltre 200 piazze italiane per far conoscere i 12 anni di attività dell’associazione e dire insieme "no alla guerra". Presso tutti i nostri banchetti, con una piccola donazione, potrai ricevere il nuovo calendario 2007 realizzato con i disegni originali di 12 illustratori italiani. I fondi raccolti andranno a sostegno del Centro chirurgico per vittime di guerra “Tiziano Terzani” di Lashkar-gah, in Afganistan.
Spot e banner possono essere scaricati qui.

Pubblicato Mercoledî 25 Ottobre 2006

[Segnaliamo un nuovo blog dedicato a un approccio radicale ai problemi della traduzione, del lavoro editoriale e del precariato. Carmilla pubblica il post inaugurale del blog Transnext, visitabile qui.] A. P.

trans2.jpgCon questo post inauguriamo TransNEXT, per cui abbiamo scelto il sottotitolo “Gilda di traduttori radicali”. Oltre che una gilda è però in realtà anche un collettivo d’idee in affinità, un laboratorio di traduzione sotto nome collettivo, un duetto di braccia rubate, quale più quale meno, alla cultura, due amici traduttori che, stanchi di svolgere a cottimo uno dei lavori più antichi e precari del mondo, hanno provato il salto.
Un salto che nel pianeta della traduzione sarebbe parso imprevedibile, e che imprevedibile resta, nelle sue mosse e nel suo esito. Abituato com’è da sempre al precariato, chi traduce esita più di molti altri a mettere in dubbio la propria condizione precaria, e in un’epoca in cui l’interinale sembra estendersi all’universo intero, nel mondo della traduzione nulla pare cambiato: dalle cartelle dattiloscritte di Bianciardi siamo passati al computer e alle ricerche in Internet, ma tra traduttori non sono nate quelle reti di critica e solidarietà che fioriscono in questi tempi bui tra le comunità precarie.

Pubblicato Giovedî 12 Ottobre 2006

dal sito di peacelinkliberta_stampa.jpg

Sono contrario all'imposizione di una tassa sulle rassegne stampa realizzate senza scopo di lucro.

Chiedo pertanto che il Parlamento abolisca con un opportuno provvedimento il primo comma dell'articolo 32 del capo IX del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, recante "Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria", con cui sono state anticipate alcune delle misure previste dal disegno di legge finanziaria 2007.

Questa tassa non aggiungerebbe niente al lavoro dei giornalisti e degli scrittori, ma sarebbe solo un ingiusto guadagno per i gruppi editoriali a cui questi autori hanno ceduto la gestione dei loro diritti.

Pubblicato Sabato 7 Ottobre 2006

di Valerio Evangelisti

QuagliaMito911.jpg
Roberto Quaglia, Il mito dell’11 settembre e l’opzione Dottor Stranamore, ed. PonSinMor, Gassino Torinese, 2006, pp. 452, € 26,00..

Roberto Quaglia è un personaggio singolare. Scrittore di fantascienza, amico strettissimo e collaboratore dello scomparso Robert Sheckley, in Italia è quasi sconosciuto, mentre nell’Europa dell’Est è considerato tra i più grandi maestri della SF in assoluto.
A lui si deve quella che, a mio parere, è la più stringente, brillante, documentata controinchiesta sugli attentati dell’11 settembre 2001. Tanto che – normalmente scettico verso le controversie fra “complottisti” e debuggers, sfocianti troppo spesso in opposti dogmatismi – ho accettato di farrne la prefazione (a titolo gratuito: lo preciso per chi volesse vedere in ciò che sto scrivendo un "conflitto di interessi").

Pubblicato Mercoledî 27 Settembre 2006

di Lucio Angelini

AldoBusiBisogna.jpg
Il titolo dell'ultimo libro di Aldo Busi Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo, Mondadori editore, è meglio spiegato a p. 15:

"Di definitivo direi queste due cosette: la prima, nemmeno inedita e qui ribadita a uso degli immemori, che gli eterosessuali si prendono il piacere dove e come DEVONO e gli omosessuali dove e come e con chi CREDONO... [cut]...; la seconda, che mentre per prenderlo nel culo DI NASCOSTO basta avere un buco del culo, per prenderlo nel culo IN PUBBLICO e dirlo bisogna avere i coglioni - anche a costo, per ritorsione sociale, di non prenderlo più nemmeno in privato". [Mie le evidenziazioni in maiuscolo]

Pubblicato Martedî 26 Settembre 2006

Di questo video si parla approfonditamente qui

Pubblicato Mercoledî 20 Settembre 2006

di Alberto Prunetti, pubblicato su "Il Manifesto" del 13 settembre 2006

americacarmilla.jpg[Pubblico il mio articolo su Carmilla con il titolo originario, ovvero "America". Purtroppo la scelta redazionale de "Il Manifesto" si è orientata su un taglio più sensazionalistico, "L'adolescente che amò la belva", che non si allontana dagli stereotipi con cui la stampa argentina degli anni Trenta commentò le vicende di America e Severino Di Giovanni] (A.P.)

America Josefina Scarfò, detta Fina, è morta a Buenos Aires sabato 26 agosto. Aveva 93 anni. Nel suo nome, America, sono raccolte le speranze dei suoi genitori, una famiglia di calabresi emigrati in Argentina. Sono gli anni ’20 del secolo scorso e gli italiani si trasferiscono in massa nel paese australe, che ha aperto le porte all’emigrazione: servono inglesi, tedeschi, nordeuropei che stemperino la pelle dei creoli. Invece arrivano italiani e spagnoli. Non portano solo la pelle olivastra e i capelli neri, ma diffondono anche il seme dell’anarchia e del socialismo. Su 5 milioni e mezzo di immigrati arrivati in Argentina entro gli anni ’30 del Novecento, la metà sono italiani. Tra questi c’è un maestro elementare nato a Chieti nel 1901, scappato al fascismo e arrivato nella città rioplatense nel 1923 con moglie e figli: si chiama Severino Di Giovanni.

Pubblicato Mercoledî 13 Settembre 2006

di Valerio Evangelisti

ManchetteChroniques.jpg
E’ uscito un libro di un’importanza decisiva per chiunque si interessa alla narrativa di genere e alle sue problematiche. Si tratta di Jean-Patrick Manchette, Le ombre inquiete. Il giallo, il nero e gli altri colori del mistero, a cura di Doug Headline e François Guérif, ed. Cargo, Napoli, pp. 338, € 16,00. Il titolo originale era Chroniques. Si tratta della raccolta delle note critiche che Manchette scrisse, su varie testate, dal 1976 al 1995, anno della sua morte: in prevalenza recensioni librarie, ma con incursioni nel cinema e continui riferimenti alla vita politica e sociale.
Non ci sono parole sufficienti per raccomandare questo libro. Dalle sue pagine emergono la statura intellettuale di Manchette, l’estrema coerenza che ne improntò la vita, il rigore che ispirò la sua visione della letteratura e, più in generale, della società. Pungente, disincantato, aggressivo, sempre ironico, Manchette offre una lezione tuttora preziosa a chi si occupa di scrittura, non necessariamente di genere.

Pubblicato Sabato 24 Giugno 2006

Rev0165.jpgZona150.jpgEsce dalla meritoria Editrice Zona il volume 2006 di Re: viste sulla letteratura e le arti - ITA - ES- USA, progetto culturale semestrale a cura della redazione di http://www.re-vista.org. Un volume che raccoglie testi, interventi, traduzioni da originali interessantissimi e che dichiara la propria poetica senza compromessi, in forma interrogativa ma radicale:

Perché la letteratura, ancora, piuttosto che il nulla, in una società senza classi, della modificazione perpetua, nella comunicazione simultanea e planetaria, ridda di ruoli intercambiabili, di simulacri, di telegenie? Perché la buona letteratura piuttosto che la cattiva? Un reportage–fiction sulle grazie e le disgrazie della prostituzione di un William Vollmann piuttosto che uno di un’Oriana Fallaci sull’universo islamico in via d’espansione? Perché la letteratura buona può dirsi tale?

Pubblicato Sabato 24 Giugno 2006

Pubblicato Domenica 30 Aprile 2006

Galassia51.jpg
[Sebbene non sia consuetudine di Carmilla segnalare premi letterari (ne saremmo sommersi), facciamo un'eccezione per il premio Galassia, cedendo alla richiesta dell'amico Vittorio Curtoni. Galassia fu una storica collana di fantascienza degli anni '60 e '70. Fu diretta da Roberta Rambelli, da Ugo Malaguti, dallo stesso Curtoni e da Gianni Montanari. Valorizzò per prima autori che in seguito avrebbero acquisito un riconoscimento non limitato al genere, come Philip K. Dick e molti altri. La natura materiale del premio intitolato alla collana è, come si vedrà, molto inconsueta.] (V.E.)

Dopo il successo delle prime due edizioni, culminate con la consegna dei premi ai vincitori presso Palazzo Galli a Piacenza, viene bandita dalla BANCA DI PIACENZA la terza edizione del Premio letterario "Galassia – Città di Piacenza".

Pubblicato Giovedî 20 Aprile 2006

di Valerio Evangelisti

Valla.jpg
Dal 23 al 26 marzo si è svolta a Fiuggi la 32^ Italcon, cioè la riunione annuale degli appassionati di fantascienza, in simultanea con la settima Deepcon, meeting dei cultori della SF cinematografica e televisiva.
Nel corso del raduno, affollatissimo e molto ben organizzato, si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Italia, assegnato ogni anno dalla sezione italiana della World SF Association, presieduta da Ernesto Veggetti.
Ebbene, quest'anno il premio, nella categoria "racconto professionale", è andato a Riccardo Valla (nella foto, mentre sventola il libretto rosso di Mao) per il suo Il Coccige Da Vinci, pubblicato a puntate su Carmilla.
Ricordiamo che Valla è il traduttore in Italia de Il Codice Da Vinci di Dan Brown.
Tutta la redazione di Carmilla si congratula con il vincitore. Per festeggiare l'evento, presto pubblicheremo in tre puntate un'edizione rivista del racconto, che ha già avuto decine di migliaia di lettori.
Un altro Premio Italia, nella sezione saggistica, è andato a un altro collaboratore di Carmilla, Salvatore Proietti, per un articolo apparso sul n. 48 della rivista Robot.

Pubblicato Martedî 28 Marzo 2006

mcenroe.gif

E' on line Nandropausa #9. Fanne buon uso.

Dedicato a Richard Pryor (1 dicembre 1940 - 10 dicembre 2005). Rest in peace, brother.

"Sto parlando del mito, qui. Nel nostro immaginario quei match (come Ali-Foreman a Kinshasa, o Argentina-Inghilterra al Mundial messicano dell'86) valgono la gara di pugilato tra Polluce e il re dei Bebrici durante la spedizione degli Argonauti, o il combattimento tra Eracle e Alcioneo nei Campi Flegrei, durante lo scontro fra Dei e Giganti. Chiunque canti quelle imprese (al bar, a tavola, in pausa caffè, a teatro), ha in quel momento qualcosa in comune con Omero, con Virgilio, ci vuol tanto a capirlo? Raccontando di quelle tenzoni, ampliamo le possibilità del nostro immaginario, potenziamo il presente, allunghiamo il respiro del tempo."

Pubblicato Lunedî 12 Dicembre 2005

q-napoli.jpgQ di Ermanno C., spettacolo ispirato e dedicato al romanzo di Luther Blissett, scritto e diretto da Annamaria Russo e Ciro Sabatino.
Da sabato 26 novembre al teatro Il pozzo e il pendolo, dal giovedì alla domenica, per tre settimane ore 21 (domenica ore 19)
Sconti per studenti. Prenotazioni 081.5422088

...Qualcuno, del resto, ci ha già messo in guardia: non penserete che si possa fare Q con tre attori e un atto unico! L'operazione è tutta metatestuale, ovvio: c'è una compagnia che vuole provare a fare uno spettacolo da Q, ma non ci riesce, e lo spettacolo è tutto sull'impossibilità di fare Q con tre attori e un atto unico. Capito?
Sì, d'accordo. Peccato che nemmeno questo gingko abbia le foglie a ventaglio.
Certo, c'è l'aspetto metateatrale. E d'accordo, c'è la compagnia che prova a mettere in scena Q. Ma quel che davvero colpisce, alla fine della serata, è che Q, il romanzo, c'è davvero...

Pubblicato Lunedî 21 Novembre 2005

zarnonemorto.jpg[Presso Sironi Editore è in uscita una riscoperta eccezionale, che si deve a Giulio Mozzi: Lo Zar non è morto, con tanto di sottotitolo, "Grande romanzo d'avventure", macrosaga di fantapolitica che fu edita nel 1929, scritta con empito salgariano da un collettivo di autori d'eccezione. Tra i dieci autori di questa avventura impressionante per quanto è attuale, Marinetti e Bontempelli, schierati con giallisti e autori di romanzi rosa. E' un'uscita importante: non perdetevi il libro, che sarà sui bancali il 17 novembre. gg]

«Lo Zar non è morto» è uno dei libri più misteriosi del Novecento. Pubblicato nel 1929, gratificato a suo tempo da un istantaneo e formidabile successo, è oggi completamente sparito dalla memoria, letteraria e non. Eppure si tratta di un libro sorprendente: un romanzo di «fantapolitica del presente» scritto in collaborazione da dieci tra i più celebri scrittori dell’epoca, basato sull’idea che nel 1931, in Cina, appaia all’improvviso un uomo che assomiglia in tutto e per tutto allo Zar Nicola II.
È un sosia manovrato da oscuri poteri? È un usurpatore che cerca chissà quale profitto personale? È un mitomane aiutato da una prodigiosa rassomiglianza? Oppure è il vero e autentico Zar, misteriosamente scampato – come alcune voci sussurrano – all’eccidio di Ekaterinburg?

Pubblicato Venerdî 11 Novembre 2005

Una brevissima segnalazione: la polemica di Valerio Evangelisti contro la recensione di Silvia Dai Pra' a Lo sbrego di Antonio Moresco è divenuta una divertente e geniale poesia. Si intitola per l'appunto Puem Bactrimien e ne è autore Francesco Forlani. La trovate sul blog di Georgia, Georgiamada: uno dei più noti blog della rete dedicati a politica e letteratura.
Per una migliore comprensione, è raccomandabile leggere le note.

Pubblicato Venerdî 30 Settembre 2005

n22_1.jpg- Partecipa con un racconto breve ad una raccolta di narrazioni sulla scuola -
di Gianluca Gabrielli e Antimo Santoro
[COBAS e CESP di Bologna]

Sulla scuola hanno raccontato in molte, in molti. Racconti divertenti, sarcastici, ricordi di umiliazioni infantili, di imbarazzi adulti, di incontri scombinati, di folgoranti scoperte. Narrare esperienze reali e immaginarie, fantascienza, ricordi, cronache.
Abbiamo pensato di farlo anche noi, o meglio, di invitare a provare la scrittura narrativa ad vasto gruppo di persone cui la scuola sta a cuore. Maestre e professori, ma anche studentesse e ex studenti (ognuno lo diviene), scrittori. Ognuno può scrivere di scuola.
Abbiamo pensato di proporre la formula del racconto breve, 4000-10000 battute, per essere in molti e per giungere – se l’idea trova risposte – ad una pubblicazione.

Pubblicato Martedî 5 Luglio 2005

di Girolamo Grammatico

Copyleft_COP.jpg[Per i tipi di Alberto Gaffi Editore, esce in questi giorni un'interessantissima antologia curata da Girolamo Grammatico, COPYLEFT - Istantanee dal sommerso letterario (7 euro). In apertura, un'intervista a Wu Ming 2, dove si affermano cose decisive sui rapporti tra comunità e storie. A seguire, testi all'altezza di scrittori e intellettuali, tra cui alcuni molto conosciuti come Francesco Pacifico, Girolamo De Michele, Giuseppe Casa o Monica Mazzitelli de i Quindici. Riproduciamo la piccola introduzione del curatore, segnalando che il testo è - visto il titolo - disponibile in formato elettronico presso il sito di Gaffi.
Nino G. D'Attis, geniale curatore di BlackMailMag, presenterà COPYLEFT il 6 luglio a Roma, alle 19.30, presso la libreria Motamot di Roma, in via Giulio Rocco 37/39. Invitiamo i lettori di Carmilla residenti o di passaggio a Roma a partecipare! gg]

Si fa tanto parlare di letteratura in Italia.
Tra cultura e contro-cultura, laboratori di scrittura creativa e ricreata, editoria dissidente e dissociata, scrittori di sinistra e di destra, centrali e centrati, polemici e postnet_romantici è difficile proporre scritti e autori senza cadere nell’ingranaggio e farne parte come trasformati dal tocco del re Mida. Quest’antologia, nel panorama letterario, si pone lontano dall’industria della cultura e la lascia indietro spiazzandola e ignorandola, non per snobbismo, ma per ingenua incomprensione dei meccanismi di marketing e di lobby relations.

Pubblicato Lunedî 4 Luglio 2005

Galassia.jpg
Non è consuetudine di Carmilla segnalare concorsi letterari: dovremmo farlo quasi ogni giorno, tra illustri e meno illustri. La presente eccezione è dovuta sia alla natura davvero insolita del premio in palio, sia al fatto che con l'iniziativa si celebra Galassia, una rivista che ha fatto storia nell'ambito della fantascienza in Italia. Vittorio Curtoni, che ci ha trasmesso il bando, tiene a precisare che il tema "spazio" va inteso in senso lato, e non si riferisce unicamente allo spazio cosmico. (V.E)

Dopo il successo della prima edizione, culminata con la consegna dei premi ai vincitori nel febbraio 2004 presso Palazzo Galli a Piacenza, viene bandita dalla BANCA DI PIACENZA la seconda edizione del Premio letterario "Galassia - Città di Piacenza".
Questo Premio intende celebrare la tradizione di editoria fantascientifica che ha caratterizzato Piacenza negli anni Sessanta e Settanta, con l'attività della Casa Editrice La Tribuna,in primo piano nel panorama editoriale nazionale con collane librarie (SFBC) e da edicola (Galaxy, Galassia, Bigalassia).

Pubblicato Sabato 2 Luglio 2005

logoquapic.jpg“Quaderni d’Altri Tempi ri-parla di fantascienza, un fenomeno d’altri tempi, sia il genere letterario che i suoi appassionati fan e/o studiosi, e per questo motivo una rivista in/attuale, perché quando si parla di sf, si parla di letteratura (e poi di fumetto, cinema e telefilm) che racconta d’altri tempi. Quindi, parliamo di libri, cinema, fumetti e altro, ma a partire dal loro paesaggio naturale, ovvero artificiale: le merci intelligenti, i non luoghi, l’ibridazione dei corpi. Scorribande tra il presente e la science fiction (la memoria narrata), un viaggio possibile se utilizziamo, metaforicamente, un’invenzione del genere: la macchina del tempo”.
In piena aderenza a questa dichiarazione di intenti, è on-line una nuova rivista di fantascienza che ha per titolo: Quaderni d’Altri Tempi – Culture e Fantascienza di Massa (www.quadernisf.altervista.org).

Pubblicato Giovedî 30 Giugno 2005

Stilos.jpg
Quello che era forse il migliore inserto libri di un quotidiano - Stilos, allegato settimanalmente a La Sicilia, dal 21 giugno acquista vita propria e diviene un quindicinale diffuso in edicola su scala nazionale.
Noi di Carmilla ce ne rallegriamo e facciamo al direttore, Gianni Bonina, i nostri auguri per la nuova impresa.
Riportiamo qui sotto il comunicato della trasformazione e il sommario del primo numero.

Dal 21 giugno Stilos esce dal quotidiano La Sicilia e diventa una testata indipendente. Cambia veste, pagine e collocazione: un quindicinale (in edicola il martedì) a diffusione nazionale, con 24 pagine al costo di un euro. A sette anni dalla nascita, il magazine nato con La Sicilia compie un salto importante. Stilos uscirà nelle edicole italiane e del Canton Ticino con una rinnovata veste grafica più mossa e vicina a una vera e propria rivista letteraria.

Pubblicato Lunedî 20 Giugno 2005

gonarscampo3.jpgUn libro che è una lacerante richiesta di ascolto. Una ricerca, partita una decina di anni fa con il rinvenimento nell’Archivio di Stato di Udine di una trentina di sconvolgenti lettere di internati del campo di concentramento di Gonars, in provincia di Udine. In tempi di revisionismo facilone e, per questo motivo, ancora più drammatico, questo saggio si propone di contribuire, attraverso l’approfondimento della storia specifica di questo campo detentivo, a diffondere la conoscenza dei crimini di guerra fascisti nella seconda guerra mondiale. E’ una vicenda tremenda quella che si è svolta a Gonars nel 1942-43, con l’internamento da parte del regime fascista e dell’esercito italiano di molte migliaia di sloveni e croati, uomini, donne, vecchi, bambini e la morte di 500 di essi fra sofferenze inenarrabili. Queste persone provenivano per il 90% dal Gorski Kotar, la regione montuosa a nord-est di Fiume, che subì un vero e proprio martirio da parte dell’esercito italiano.

Pubblicato Mercoledî 25 Maggio 2005

asce_thumb.jpgIl 3 maggio torna in libreria, aggiornato con una Premessa 2005 e una lunga postfazione, un libro che, rispetto ai conati revisionisti di questi anni, equivale a un antiemetico: Asce di guerra, il romanzo scritto da Wu Ming insieme a Vitaliano Ravagli, è trasmigrato in Einaudi e tra pochi giorni sarà sugli scaffali di tutte le librerie italiane. Qui la sezione del sito di Wu Ming dedicata ad Asce di guerra, ricca di extra e materiali complementari al testo. Dal quale estraiamo e pubblichiamo il secondo prologo, che si intitola

COLUI CHE RIMANE SVEGLIO QUANDO TUTTI DORMONO

Quanti nomi ha avuto? E quante vite?

Nasce Nguyen Sinh Cung, nella provincia di Nghe Tinh, Vietnam centrale, Indocina francese. E’ l’anno 1890.
La sua è una terra arida, povera e sovrappopolata, in balìa di tempeste e tifoni. Sui suoi abitanti circola una storiella, quella del “pesce di legno”: quando un uomo dello Nghe Tinh si mette in viaggio per cercare lavoro, porta con sé un pesce finto. Nelle locande può permettersi appena una ciotola di riso e una scodella di salsa nuoc-mam, e per non sembrare troppo povero infila il pesce nel condimento. Inoltre, il legno si impregna di salamoia, e durante la marcia lo si può succhiare per placare la fame.

Pubblicato Martedî 26 Aprile 2005

di Valerio Evangelisti

Gargoyle.jpg
Normalmente, su Carmilla non riportiamo comunicati stampa. Se questa volta violiamo la regola, è perché l'evento segnalato è di notevole importanza. Nasce infatti in Italia una casa editrice specializzata in horror di qualità: la Gargoyle Books di Roma (cliccate sul nome e visitate il loro sito: ne vale davvero la pena). Non che in Italia l'horror non avesse cittadinanza. A parte il "fenomeno" Stephen King e la popolarità di autori come Anna Rice o Clive Barker, numerose case editrici grandi e piccole (più numerose di quanto lasci intendere il comunicato) propongono da anni titoli buoni o eccellenti: Fanucci, Sperling & Kupfer, Larcher, Datanews, Dario Flaccovio, ecc. Esistono anche scrittori horror italiani che godono del giusto apprezzamento, come il nostro Danilo Arona, Alda Teodorani e alcuni altri. Però è vero che, mentre i restanti filoni della narrativa di genere hanno ormai affermato la loro presenza, per non dire la loro egemonia (termine che lascio agli imbecill e agli ingenui che denunciano la minacciosa avanzata della "paraletteratura" ), l'horror è rimasto in qualche modo al palo.

Pubblicato Domenica 30 Gennaio 2005

di Valerio Evangelisti

TrappoleVic.jpg
Chi non conosce Vittorio Curtoni? Oltre a essere uno dei traduttori più contesi sul mercato editoriale, fu tra coloro che diedero alla fantascienza la dignità culturale che in Italia ancora le mancava, attraverso riviste come Galassia, Robot, Aliens e altre ancora. Senza considerare l’attività di scrittore svolta in proprio, di cui l’antologia Retrofuturo, pubblicata dalle Edizioni Shake nel 1999, costituisce il più rappresentativo florilegio.
Chi ha sempre apprezzato la scrittura di Curtoni, ora pensosa, ora ricca di verve, come è l’uomo stesso, si è dovuto dolere negli anni del fatto che il suo esercizio fosse sempre più limitato alle traduzioni. Solo i concittadini di Piacenza potevano assaporare con la dovuta frequenza gli interventi di Curtoni, divertenti, graffianti, spesso polemici, ospitati dal quotidiano La Libertà.

Pubblicato Mercoledî 19 Gennaio 2005

essentialnews.gifIl sito Essentialnews ha come ogni anno selezionato le sette notizie più assurde del 2004. Rigorosamente documentate, sono apparse nel corso dell’anno su testate fondamentali di tutto il mondo. Le segnalazioni originali e le fonti sono consultabili sul sito.
Ecco la mirabolante classifica...

Pubblicato Mercoledî 5 Gennaio 2005

Croce Rossa Italiana Medici Senza Frontiere Unicef Caritas Emergency Save the Children ManiTese Cesvi Cidi Islamic Relief



...o invia un SMS vuoto al 48580 per donare 1 euro, senza alcun ricavo per gli operatori e senza che il messaggio sia tassato.

Pubblicato Venerdî 31 Dicembre 2004

rossanoastremo.gifE' scaricabile dal sito www.musicaos.it La carne muore, il primo romanzo di Rossano Astremo.
La carne muore ricostruisce la storia dello scrittore di Melpignano Edoardo Vittore, morto suicida nel 1993, prima che il piccolo paese diventasse il punto di riferimento del turismo culturale salentino. Nell'estate del 2003, un giovane giornalista leccese, Leo Monsanto, redattore della rivista La cultura del sud, cerca di ripercorrere gli ultimi giorni di vita dello scrittore Vittore, giungendo a degli esiti del tutto inaspettati. La carne muore è un romanzo sui limiti della critica letteraria, ma anche un romanzo sul fermento culturale degli ultimi anni che ha investito il Salento, molto spesso degenerato in semplice svuotamento turistico. La scelta di pubblicarlo sulla rivista letteraria Musicaos , tra le più interessanti e più attive del panorama italiano, curata da Luciano Pagano e Stefano Donno, sottolinea il ruolo centrale della Rete nel rappresentare uno strumento sicuro di interscambio continuo tra autore e lettore. Chiunque fosse interessato, può inviare una recensione, una riflessione, una stroncatura del romanzo all'email rossanoastremo@libero.it, che verrà pubblicata sul blog vertigine.clarence.com.

Pubblicato Domenica 12 Dicembre 2004

Dal blog Lipperatura, curato da Loredana Lipperini:

Coltrane3.jpgBologna, 1 dic. Il romanzo New Thing di Wu Ming 1 (Stile Libero Einaudi) è stato il libro più acquistato nella libreria Mel Bookstore durante le due ore di "autoriduzione" con sconto al 30% concordate tra il direttore Giangi Marrali e alcuni manifestanti staccatisi dal corteo contro la finanziaria. Lo scrive l'edizione locale del quotidiano La Repubblica di oggi, in coda a un'intervista a Marrali, che dichiara:
"Mi hanno spiegato che non volevano causare problemi, che non avevano intenzione di creare tensione. E allora mi sono detto: perché no? In fondo l'autoriduzione fatta così, in modo civile, può avere un senso. Il problema del costo eccessivo dei libri, come di tutto il resto, è reale. Iniziative come questa erano nell'aria, lo sanno anche gli editori, i più sensibili hanno mandato una nota chiedendoci di essere concilianti, nei limiti del possibile. Ora spero che mi rimborsino, almeno in parte, anche con dei libri."
L'autoriduzione è durata dalle 10.30 alle 12.30, e ha fatto registrare vendite da record, con i manifestanti e gli altri clienti ordinatamente in fila per lo scontrino.
"Domani presenterò agli editori la lista dei libri venduti", ha dichiarato Marrali, "e chissà che non gli possa servire come sondaggio sui gusti dei clienti. Una cosa è certa, che tra i libri dell'autoriduzione non ce n'è uno di Vespa".
"Tra i più gettonati", ha chiosato La Repubblica, "i libri di Michael Moore e molte, moltissime copie dell'ultima fatica di Wu Ming".
Wu Ming 1, membro del noto collettivo di autori con base operativa a Bologna, ha elogiato la condotta tenuta da Marrali e si è detto lusingato della preferenza accordata al suo libro dagli autoriduttori.

Pubblicato Mercoledî 1 Dicembre 2004

logoPFFp.gifPitiFest 2004 - Settimo Festival di Cinema e Cultura Ebraica
5/8 Dicembre 2004, Pitigliano (GR)

af.jpg“Anna Frank: un’eredità di speranza, un’eredità di memoria”
Quattro giorni di cinema e cultura ebraica a Pitigliano tra film, documentari, mostre d’arte, visite guidate ai luoghi ebraici, degustazioni di dolci e vini ebraici…
La Settima Edizione del PitiFest - Festival di Cinema e Cultura Ebraica, nato nel 1998 da un’idea di Michela Scomazzon Galdi, che ne è il Direttore Artistico, ed organizzato all’Associazione “Pitigliano Film Festival” di Roma – dal 2003 in collaborazione con l’Associazione “La piccola Gerusalemme” di Pitigliano - si svolgerà dal 5 all’8 Dicembre 2004 a Pitigliano (GR).

Pubblicato Giovedî 25 Novembre 2004

cervi02.jpgdi ezio rocchi balbi/mpc buletin

La notorietà di Gino Cervi e di Simenon in tv esplode, nel 1964, con "Le inchieste del commissario Maigret". Non è un caso che la serie di libri Mondadori abbia, nello stesso periodo, lo stesso titolo e i disegni delle copertine, affidate a Ferenc Pinter, ritraggano un Maigret con le fattezze dell'attore bolognese.
Il primo ciclo (dal 27 dicembre 1964) andò in onda la domenica sera, alle 21, sul programma Nazionale (c'era solo quello). La regia era di Mario Landi, la sceneggiatura di Diego Fabbri e Romildo Cravelli. L'indice d'ascolto medio della serie fu di 13,4 milioni di telespettatori. Tutti gli episodi delle varie serie figurarono, comunque, tra i dieci programmi più visti dell'anno.
La seconda serie, "Le nuove inchieste del commissario Maigret", va in onda nel 1966 con un ascolto medio di 13,5 milioni; la terza, "Le inchieste del commissario Maigret", nel 1978, con un indice di ascolto di 14 milioni, e nel 1972 Cervi ritorna in tv con l'episodio finale "Maigret va in pensione", registrando il record d'ascolti per la serie: 18,5 milioni di telespettatori.

Pubblicato Lunedî 15 Novembre 2004

Friedrich.jpg
La Piccola Biblioteca Oscar Mondadori ha appena pubblicato un volume di straordinaria importanza: Guerra alla Guerra. 1914-1918: scene di orrore quotidiano. Ne è autore il polacco Ernst Friedrich (1894-1967), militante libertario e antimilitarista, obiettore di coscienza durante la prima guerra mondiale, costretto per questo al manicomio, al carcere e infine all'esilio.
Non si tratta di un romanzo, bensì di una serie di agghiaccianti fotografie provenienti dai fronti del conflitto '14-'18: morti, feriti, mutilati, vittime di decimazioni e rappresaglie. Il progredire del raccapriccio è graduale: al seguito di un ideale battaglione di interventisti, sul genere di quello di All'ovest niente di nuovo, passiamo dalla retorica iniziale ai primi feriti, a mucchi di cadaveri, a un'allucinante immagine di donne impiccate nei loro abiti contadini, fino all'orrore degli orrori: le immagini di chi è tornato dal fronte recando sul corpo terribili mutilazioni, di quelle che spingono a rimpiangere di avere evitato la morte. Salutiamo l'uscita di questo libro - autentico evento - proponendo la bellissima introduzione di Gino Strada.
(V.E.)

INTRODUZIONE
di Gino Strada

Krieg dem Kriege! - Guerra alla guerra - viene pubblicato per la prima volta in Germania nel 1924. L'opera di Ernst Friedrich esce dieci anni dopo l'inizio di quella che Isaac Deutscher definì la «guerra civile europea»: un lungo periodo in cui, a partire dal 1914 e per più di trent'anni, i popoli dell'Europa e poi del mondo intero conosceranno una escalation di violenza senza precedenti nella storia dell'umanità.

Pubblicato Venerdî 5 Novembre 2004

di Giuseppe Genna

altieri.jpgSugli autori italiani di genere non sono abituato a sbilanciarmi, però una cosa devo dirla: Sergio Altieri, in arte Alan D., ha da sempre conquistato il mio cuore di lettore di thriller. Per me è il Clancy italiano e bisognerebbe che un accorto editore decidesse di farlo emergere definitivamente come tale - non soltanto in Italia, intendo. Stimo moltissimo questo autore e riedito qui una recensione che scrissi, in tempi non sospetti, sul suo splendido L'uomo esterno, probabilmente il miglior action thriller mai scritto da un italiano e, in calce, un'intervista rilasciata da Altieri stesso al Maltese. Se inizio un romanzo di Altieri, non riesco a smettere, me lo bevo, tutto di un fiato: è una qualità talmente rara, al giorno d'oggi, che devo immensa gratitudine a questo autore schivo e appassionante, che mi incanta mentre aspetto sempre sulla riva del fiume il passaggio del cadavere di quel genere fintopolitico, ridicolmente noioso e pseudonero che certuni italiani tentano di pompare con adrenalina anche in fase postmortem (sul fiume, galleggeranno prima o poi pure loro). Alan, in realtà, si chiama Sergio, e oltre a essere un grande del thriller nostrano fa il traduttore di testi di genere e lo sceneggiatore. Se il genere thrilling in Italia ha una sua dignità, lo si deve soprattutto a questo ingegnere milanese, che andrebbe celebrato con immenso affetto. Qui posso limitarmi solo a poco: grazie, Alan D.!
Pubblicato Martedî 19 Ottobre 2004

Salmagundi.jpg
Viene rappresentato in questi mesi, in molti teatri italiani e stranieri, uno spettacolo teatrale originale e insolito, di grande potenza. Si tratta di Salmagundi, ultimo lavoro del Teatro delle Albe di Ravenna. Scritto da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, diretto dal primo, lo spettacolo si inserisce nell’attività di sperimentazione condotta dal Teatro delle Albe, che oltre alle rappresentazioni vere e proprie comprende la gestione del centro Ravenna Teatro e la “non-scuola” (guidata dal presupposto che “Il teatro non si insegna, e meno che mai nella non-scuola. Nella non-scuola, l’asino è l’adolescente, nella non-scuola l’asino è la guida: entrambi ragliano forte”).
Contiamo di tornare sul Teatro delle Albe; intanto pubblichiamo due recensioni a Salmagundi. La foto che correda l’articolo è di Enrico Fedrigoli.

Per chi conosce il lavoro di Marco Martinelli, il percorso è chiaro, coerente. E’ il suo modo di fare teatro politico, mescolando Brecht e Jarry, la Romagna e Karl Valentin. Si parte dai Refrattari e, passando per I Polacchi e Tingel Tangel, si approda a Salmagundi, di cui il dialoghetto Vi e Ve (visto a Santarcangelo) era una sorta di avamposto per temi e interpreti (Michele Bandini ed Emiliano Pergolari). Ma non è necessario aver visto gli “antefatti” per comprendere e apprezzare il senso di quest’ultimo spettacolo del regista emiliano.

Pubblicato Martedî 19 Ottobre 2004

cracking.jpg[da WebMasterPoint.org]
Chiedetelo a sir Paul McCartney: lui ne sa qualcosa. Nel 2000 un computer della Morgan Grenfell Asset Management, società che curava i suoi interessi economici, finì nel circuito dei PC di seconda mano senza essere azzerato. Un tecnico curioso diede una sfogliata al disco rigido e vi trovò in bella mostra un centinaio di file che dettagliavano le sue abbondanti transazioni finanziarie, oltre a quelle di un'associazione benefica e di una duchessa. Imbarazzante.
Ancora più imbarazzante è la figura rimediata dai servizi segreti britannici, i cui computer portatili contenenti segreti militari hanno una stupefacente tendenza ad andarsene a spasso da soli. Non è merito di uno dei soliti gadget di Q: il Ministero della Difesa di Sua Maestà (e di sir Paul) ammette che dal 1997 al 2001 ne andarono persi ben 205. Dico duecentocinque. Alcuni furono rubati, ma la maggior parte fu semplicemente smarrita, dimenticata sui mezzi pubblici o addirittura, in un caso, abbandonata in un bar da un'agente troppo ubriaca per ricordarsi di avere con sé un laptop targato MI6.
Pubblicato Sabato 16 Ottobre 2004

di Francesco Gattoni

Gattoni.jpg
Oggi alle 18,30 presso la FNAC di Milano, in via Torino, Francesco Gattoni inaugurerà una mostra di sue fotografie, che ha già toccato diverse città italiane e altre ne toccherà. La mostra durerà fino al 3 novembre. Poiché si tratta di un evento - Gattoni, che vive a Parigi, è specializzato in ritratti di scrittori per conto di Le Monde e di altre testate illustri - lo celebriamo con un'autopresentazione dell'artista, e con un articolo che una giornalista del quotidiano per cui lavora gli ha dedicato.

Da oltre 10 anni collaboro con Le Monde. E da più di un decennio sul giornale parigino appaiono i volti di scrittori ripresi dal mio obiettivo. Se oggi ho messo insieme alcune di queste foto - destinate inizialmente all’effimero di un quotidiano - è per condividere con un pubblico di amatori le emozioni che mi hanno riservato tanti incontri con protagonisti di spicco della cultura.

Pubblicato Giovedî 7 Ottobre 2004

di Valerio Evangelisti

Lavorareconlentezza.jpgIl 1° ottobre esce il film Lavorare con lentezza, che solo il pubblico della Mostra del cinema di Venezia ha finora potuto vedere. Rimandando ogni giudizio sulla pellicola, mi preme per ora segnalare il sito che le è dedicato. Non è il classico sito messo su in tutta fretta per pubblicizzare un film, e destinato a essere abbandonato subito dopo. Qui siamo di fronte a un percorso ragionato, che ruota attorno all’evento chiave su cui è imperniata la pellicola di Guido Chiesa: la rivolta che scosse Bologna l’11 e 12 marzo 1977, dopo l’uccisione da parte della polizia del militante di Lotta Continua Francesco Lorusso.

Pubblicato Giovedî 30 Settembre 2004

asawa.jpgAutori emergenti e affermati per un cd controcorrente
di Tiziana Lo Porto

eggers.jpgSi sarebbe dovuto chiamare “I libri sono noiosi”, oppure “Alcuni dei nostri amici sono famosi”. Poi però è diventato As Smart As We Are, che a dirlo in italiano sarebbe più o meno: “Fichi come siamo”. A suonare e cantare sono i One Ring Zero, band fondata nel ’95 a Richmond, Virginia, da Michael Hearst e Joshua Camp. L’idea era quella di fare musica usando strumenti assurdi, come pipe ad acqua, una non meglio definita “claviola” e cose così. Dalla Virginia il duo approdò nel giro di due anni a New York, incappando più o meno per caso nella libreria di Dave Eggers (quello di Opera struggente di un formidabile genio).

Pubblicato Sabato 25 Settembre 2004

di Gian Antonio Orighi

gabonuovo.jpgIl Nobel colombiano Gabriel García Márquez, 76 anni, torna nelle librerie di Spagna ed America Latina il mese prossimo. Non, come ci si aspettava, con la seconda parte della sua autobiografia Vivir para contarla, uscita nel 2002, bensí con un romanzo, Memoria de mis putas tristes (Memoria delle mie puttane tristi). La «novela», di un centinaio di pagine, era una sorpresa che stava preparando la grande agente letteraria di Gabo, la mitica barcellonese Carmen Balcells, con la casa editrice Random House Mondadori. Ma il supplemento letterario "Ñ" del quotidiano argentino Clarín le ha rovinato la fiesta anticipando la ghiottissima novità.

Pubblicato Venerdî 10 Settembre 2004

di Valerio Evangelisti

da il manifesto del 20 agosto 2004

Almanodradek.jpg
Le edizioni Odradek, a furia di insistere con una pervicacia che rasenta l’incoscienza, hanno finito per imporsi. Oggi rappresentano un punto di riferimento non eludibile nel quadro dell’editoria italiana. Mica male, per una casa editrice che propone ciò che altri, anche i più disinvolti, rifiuterebbero con scandalo e addirittura con orrore.
Dire Odradek significa evocare l’inverso del “pensiero unico”. Significa pubblicare autori, titoli, approfondimenti tematici che il mainstream di destra e di centrosinistra cerca di ignorare o di far passare per morti, superati, travolti dalla storia e cancellati dalla memoria.
In teoria, le edizioni Odadrek non dovrebbero nemmeno esistere. Invece eccole lì, attestate nella libreria romana che ne è stata la culla, intente a produrre libri come sparassero pallottole. Ciò non avverrebbe se quei libri non li comperasse nessuno. E invece qualcuno li compera, e il numero di quei “qualcuno” non è così scarso. Segno che il mainstream di cui sopra qualche calcolo deve averlo sbagliato. Il suo progetto di omologazione globale, infatti, non tollera minoranze. Se la minoranza c’è, e agisce con la determinazione di una maggioranza, la colonizzazione delle coscienze è lungi dall’essere compiuta.

Pubblicato Domenica 22 Agosto 2004

di Fabrizio Billi

Zapruder4.jpg
La rivista Zapruder - storie in movimento è frutto di un percorso
assembleare che ha coinvolto centinaia di giovani storiche e storici che
hanno deciso di mettersi in movimento aprendosi al confronto con altre
discipline. Zapruder e il progetto Storie in movimento vorrebbero essere
ambiti di confronto e approfondimento culturali dai quali riflettere attorno
a storie e storiografie altre.
Vorremmo dare spazio a quanti/e non si riconoscono nelle tendenze oggi
prevalenti nel panorama storiografico: quella ideologica, funzionale a un
uso mediatico e politico-istituzionale, e quella - speculare in ogni senso e
altrettanto carica di valenze ideologiche - tendente alla loro
deideologizzazione.

Pubblicato Domenica 25 Luglio 2004

controinchiestag8.jpgTre anni dal G8 di Genova: La storia di Genova - la nostra storia - va alla sbarra e le prove processuali sono i mille occhi del g8.
[ http://italy.indymedia.org/features/genova/ ]

Avvocati e avvocatesse del genova legal forum hanno a disposizione un enorme archivio, audiovisivo e cartaceo. Ma e' difficilmente utilizzabile, in
quanto non sistematizzato. Indymedia italia ha deciso di rimboccarsi le
maniche. Da giugno a ottobre 2004 saremo di nuovo a Genova e lavoreremo
sull'archivio G8, per renderlo uno strumento utilizzabile a pieno per il
lavoro legale e metterlo a disposizione della memoria storica collettiva. [ http://italy.indymedia.org/controinchiesta.php ]
Abbiamo bisogno di denaro per finanziare questo progetto. Qualsiasi tipo
di contributo è per noi di vitale importanza, dalle donazioni alla
realizzazione di iniziative per la raccolta fondi e di informazione sulla
nostra storia di Genova 2001.
Per le donazioni per sostenere il lavoro di supporto legale, stiamo
utilizzando il conto del glf:
intestato a don Antonio Balletto
Banca Carige - sede centrale
6135980
Cod. Abi 06175
Cod. Cab 01400

Pubblicato Mercoledî 21 Luglio 2004

delucacol.jpg(ANSA) - ROMA, 16 GIU - "Quando non ci saranno piu' detenuti e si stara' alla pari, allora si potra' discutere e ascoltare una piu' vasta verita', quella degli uomini e delle donne, senza la camicia di forza di essere giudici o imputati". Erri De Luca, lo scrittore ed ex militante di Lotta continua, spiega cosi' le sue parole pronunciate alcune settimane fa nel corso della presentazione del libro di Aldo Cazzullo sul Caso Sofri. In quella occasione De Luca disse che per avere la "verita' umana" sull' assassinio del commissario Luigi Calabresi occorre che siano "restituiti" i corpi di Adriano Sofri e Ovidio Bompressi, condannati con Giorgio Pietrostefani a a 22 anni per l' omicidio del commissario: un' affermazione che aveva suscitato polemiche e prese di distanza, tra cui quella dello stesso Sofri che, dal carcere di Pisa, sottolineo' di non avere "ordinato o autorizzato" l'assassinio di Calabresi.

Pubblicato Sabato 19 Giugno 2004

Tarchetti.jpg
Solitamente, i manuali scolastici di storia della letteratura italiana citano di sfuggita Igino Ugo Tarchetti (1839-1869). Viene ricordato quale esponente del movimento della Scapigliatura, ma cosa abbia effettivamente scritto normalmente non viene detto.
Una parte della censura che lo ha colpito è stata probabilmente dovuta alla sua ampia produzione di racconti fantastici, che la critica italiana ha sempre considerato con riluttanza. Un’altra parte, però, va collegata alle posizioni politiche di Tarchetti, e in particolare al suo acceso antimilitarismo, maturato allorché partecipò nell’esercito dei Savoia alle feroci campagne contro il brigantaggio meridionale.

Pubblicato Venerdî 11 Giugno 2004

di Carlo Formenti (dal Corriere della sera del 25 maggio 2004)

Mostri.jpg
Ha ottenuto l'esclusiva delle opere di Philip K. Dick - un tempo autore di culto per gli appassionati di fantascienza, oggi rivalutato come uno dei grandi scrittori della seconda metà del '900 -; ha pubblicato gli ultimi romanzi - uno in anteprima mondiale - d'un maestro del cyberpunk come Bruce Sterling; ha esplorato - con la collana AvantPop - il confine fra letterature di genere e avanguardie letterarie: naturalmente parliamo di Fanucci che, nel giro di pochi anni, si è guadagnato l'immagine di unico editore italiano capace di prosperare sul mercato - in crisi d'identità e idee - della science fiction. Un successo ottenuto attraverso scelte editoriali che, spesso, costeggiano o si allontanano dai «canoni» di genere, in cerca di idee forti, capaci di gettare luce sulle trasformazioni epocali in corso più che di solleticare il gusto del meraviglioso.

Pubblicato Sabato 29 Maggio 2004

Vernacoliere.gif
Il Vernacoliere è ormai da tempo un fenomeno giornalistico assolutamente unico. Se non è la sola rivista satirica esistente in Italia, è certamente la più longeva e, soprattutto, di gran lunga la migliore. Iconoclasta, volgarissima, feroce, di una lucidità sfrenata, è l'unica che possa dirsi erede del filone che in Italia ebbe le sue più valide e recenti espressioni ne Il male e in Cuore e in Francia nella mitica Hara-Kiri (di cui l'ancora esistente Charlie Hebdo è un fiacco fantasma). A differenza di quegli esempi, però, Il Vernacoliere esce da vent'anni e non accenna a scomparire; anzi, la sua popolarità e le sue vendite sono in continua crescita.

Pubblicato Sabato 22 Maggio 2004

di Valerio Evangelisti

Fanucci ha appena pubblicato una nuova traduzione del celebre racconto Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu (152 pp., € 6,00). Proponiamo l'introduzione al volume scritta da Valerio Evangelisti.

Carmilla.jpg
Riesce difficile credere che l’autore della più bella e trasgressiva di tutte le storie di vampiri sia stato, nella vita, un personaggio mite e conservatore, senza passioni evidenti e dall’esistenza quotidiana tendente alla banalità. Eppure tale fu – come lo fu più tardi un altro evocatore di incubi, H. P. Lovecraft - Joseph Sheridan Le Fanu (1814-1873). Irlandese protestante di origini francesi, direttore di periodici un po’ codini che non hanno lasciato il segno e, malgrado il soprannome suggestivo (Principe Invisibile) di cui si fregiava nella società dublinese, confinatosi, dopo la vedovanza, in una solitudine che poco aveva di principesco.

Pubblicato Venerdî 21 Maggio 2004

di Beppe Sebaste (da L'Unità, 3 maggio 2004)

Lansdale1.jpg
“Papà, perché le cose hanno i contorni?”, chiedeva la piccola Mary Catherine al filosofo e scienziato Gregory Bateson, che dedicò al tema uno dei suoi “metaloghi” in Verso un’ecologia della mente. Dialogo che oscillava, come una poesia di William Blake, tra due estremi indecidibili: “solo i pazzi vedono i contorni”, “solo i saggi vedono i contorni”. Al rassicurante nitore dei contorni dedicai un racconto dopo un viaggio in California, in realtà sulla luce e l’abitare; e non è un caso che l’incanto mi torni dopo la lettura dell’ultimo romanzo di Joe R. Lansdale, La sottile linea scura (Einaudi).

Pubblicato Giovedî 20 Maggio 2004

blavatsky.gif“…M.me Blavatsky… si eleva come la sorgente del pensiero occulto moderno; essa fu sia l’iniziatore che il divulgatore della maggioranza dei termini e delle idee che si sono riunite un secolo dopo nel movimento New Age. La Società Teosofica, di cui fu la cofondatrice, è stata la maggiore sostenitrice della filosofia occulta in occidente e la sola più importante strada dell’insegnamento orientale all’occidente”. (J. Gordon Melton, New Age Almanac, Detroit, Michigan, Gale Research Inc. 1991, pag. 16).
La vita di H.P.B., come essa preferiva chiamarsi, fu molto avventurosa. Negli archivi della Società Teosofica ad Adyar esiste il passaporto di H.P.B. che documenta, anche se parzialmente, le date ed i paesi da lei visitati; inoltre sono state raccolte varie testimonianze di persone che ebbero l’opportunità di incontrarla nei vari periodi della sua esistenza. Da tutti questi elementi si può ricostruire la biografia della "sfinge del XIX secolo”, come fu definita a suo tempo da un giornalista americano.

Pubblicato Giovedî 20 Maggio 2004

silvio.gifAgiografia? Non basta. per definire questo pezzo di prosa d'arte bisogna scomodare la letteratura patristica, evangelica, talmudica, qabbalistica. E' più divertente dei momenti catartici, sembra uscita dalla sceneggiatura di un 'Non-Stop' di Enzo Maria Trapani, nemmeno lo scriba faraonico arriva a tanto. Godetevela, Claudio Sabelli Fioretti ha da imparare il mestiere, Verdone anche. E' la biografia che la federazione di Forza Italia di Coriano (il qual paese non so neanche dove cazzo stia) ha steso e pubblicato sul suo prestigioso sito. E' come leggere ottomiladuecento frasette da baci perugina senza pagarne il prezzo o accumulare calorie... [gg]

Chi è veramente il leader di Forza Italia, come vive l’uomo che vuole cambiare il Paese? Abbiamo ripercorso la sua vicenda umana, dall’infanzia milanese al liceo dei Padri Salesiani. E poi, l’università, il lavoro, le sfide e le vittorie. Ma, soprattutto, vi raccontiamo gli affetti, le passioni, le amicizie, gli amori di Silvio Berlusconi

Pubblicato Venerdî 7 Maggio 2004

di Valerio Evangelisti

Vicino2.jpg
Vicino1.jpg
Di recente, a un intervistatore che mi chiedeva quali fossero gli autori italiani di fantascienza che ultimamente mi avevano colpito, risposi con tre nomi: Tommaso Pincio, Wu Ming 5 e Federica Vicino. Tutti e tre i nomi sorpresero il mio interlocutore, visto che, nel caso dei primi due, la loro collocazione corrente era nell’ambito della letteratura generale; quanto al terzo, gli era completamente sconosciuto.

Pubblicato Martedî 4 Maggio 2004

casimirri.jpgANSA 3.5.04 - Alessio Casimirri è nicaraguense a tutti gli effetti e perciò non può essere estradato in Italia. Questa le sentenza emessa dalla Corte Suprema di Managua e riportata dal quotidiano 'El Nuevo Diario'. L'ex brigatista rosso, 50 anni, è l'unico componente del commando Br che rapì Aldo Moro ancora latitante. Per la partecipazione al rapimento Moro e ad altri attentati, è stato condannato a sei ergastoli nel processo Moro-ter. Vive da 21 anni in Nicaragua - vi era giunto sotto falso nome nel 1983 - dove ha moglie e tre figli, ed è cittadino nicaraguense dal 1988. La sentenza della Corte Suprema ha confermato la sua cittadinanza non entrando neppure nel merito dell'ennesima richiesta di estradizione inoltrata dal governo italiano.


MANAGUA, PARLA ALESSIO CASIMIRRI

di Joaquín Tórrez A. [da 'Nuevo Diario', tradotto da ReporterAssociati]]

Parla per la prima volta Alessio Casimirri: la militanza nelle Brigate Rosse, l’estraneità con il sequestro Moro, l’infanzia vissuta in Vaticano. Un racconto-intervista esclusivo raccolto da un giornalista de El Nuevo Diario di Managua, tradotto integralmente da ReporterAssociati.

Alessio Casimirri Labella vive in Nicaragua da 21 anni, “ma solamente i primi anni riuscii a viverli serenamente" afferma, "gli ultimi 11 anni li ho passati cercando di sfuggire a delle autentiche persecuzioni delle quali sono vittima, accusato di cose che non ho mai compiuto”.

Pubblicato Lunedî 3 Maggio 2004

di Alberto Feoli
[docente presso l'università del Sannio]

pianeti.jpgLa scoperta di una «zona abitabile» oltre alla Terra nella nostra galassia e le spedizioni su Marte riaprono la discussione sulla possibilità di altre forme di vita nell'universo

Nell'ultimo numero della rivista Science viene avanzata l'ipotesi che la nostra galassia avrebbe una «zona abitabile» oltre al nostro sistema solare. Un'équipe di astronomi australiani avrebbe identificato una precisa area della Via Lattea dove la probabilità di trovare vita extraterrestre sarebbe non trascurabile. In particolare ci sarebbe una maggiore probabilità in quella zona di trovare pianeti solidi e di media grandezza con caratteristiche simili a quelle della Terra o di Marte e quindi adatti ad ospitare la vita. Che la vita si sia lì effettivamente sviluppata è chiaramente ancora da dimostrare, ma già il fatto che sia possibile trovare nella nostra stessa galassia dei pianeti simili alla Terra, ha comunque delle forti implicazioni sul nostro ruolo nel cosmo.

Pubblicato Domenica 2 Maggio 2004

di Danilo Arona

Fulci.jpg
Nel luglio 1984 organizzai incredibilmente al Teatro Comunale di Alessandria una settimana cinematografica dedicata al cinema di Lucio Fulci. L’evento si apriva con un convegno al quale partecipavano, oltre al regista romano, altri noti personaggi come Karel Thole, il disegnatore Silver, Giuseppe Lippi e un certo numero di “addetti ai lavori”. Ricordo che, in compagnia di Gian Maria Panizza, mi fiondai a Linate per prelevare Lucio e condurlo nella città grigia.

Pubblicato Martedî 27 Aprile 2004

di Valerio Evangelisti

Venere.jpgUrania Collezione, nel suo n. 15 attualmente in edicola, propone un altro testo importante della fantascienza: Venere sulla conchiglia, di Philip J. Farmer. Riportiamo l'introduzione di Valerio Evangelisti (e segnaliamo, in appendice, un brillante profilo di Farmer scritto da Riccardo Valla).

Verrebbe da chiamare Venere sulla conchiglia un “capolavoro”, come è stato più volte ripetuto in passato. In effetti lo è, ma bisogna precisare “della fantascienza”. Il suo peso, nella letteratura generale, è scarso o nullo. E’ invece decisivo all’interno del genere in cui si colloca.
Perché questa precisazione? Per arrivare a dire che Kurt Vonnegut non ebbe poi tutti i torti, quando pretese e ottenne che lo pseudonimo con cui Philip José Farmer aveva firmato il romanzo – “Kilgore Trout” – fosse rimosso dalla copertina.

Pubblicato Venerdî 16 Aprile 2004

Portoseat.jpg
Sabato 7 febbraio avrà luogo al teatro di Casale Marittima, presso Cecina (Livorno), la rappresentazione dello spettacolo dei Maggy Mistake intitolato Storie di porti, storie di morti. Ci preme segnalarlo perché si tratta di un omaggio alla letteratura e all'immaginario di genere, "a Giorgio Scerbanenco, a Fred Buscaglione, a Piero Ciampi, a Gabriella Ferri, alle canzoni della Mala, a Felice Andreasi, a James Ellroy...".
Lo spettacolo inizia alle 22 circa, l'ingresso è libero.
Con l'occasione riportiamo i versi di una delle canzoni (Astronanna) che Alessandra Falca, voce cantante e recitante, esegue nel corso della serata.

SOTTO I FILI, LENTAMENTE
SI FANTASTICA NOTTATE
MUOVE I BULBI, LA CORRENTE
E CANTICCHIA LE ALTERNATE

Pubblicato Giovedî 5 Febbraio 2004

Dettagli, appunti e considerazioni sulla nuova edizione in DVD, director’s cut, del film culto di William Peter Blatty.
di As Chianese

al mio amico Danilo Arona

nonaconfigurazione.jpgOnore e gloria alla Alan Young Pictures: casa di produzione cinematografica capace, in poco più di un anno, di restituirci con tutta la qualità digitale del DVD alcuni film di culto. Il trattamento è sempre lo stesso, per tutti: siano essi I Fichissimi dei fratelli Vanzina che La Nona Configurazione del premio Oscar William Peter Blatty, ogni film viene lanciato sul mercato con interessanti e rari special e soprattutto con una eccellente qualità audio/video, rigorosamente digitale. Proprio nella collana “Cinema d’Autore” di AYP, troviamo un film che oggi come oggi, in piena crisi irachena e proprio mentre si mette in discussione un certo monopolio americano delle menti, potrebbe tornare alla ribalta e farsi riapprezzare ripartendo dal mercato home video: La Nona Configurazione (1981) scritto e diretto dal creatore de L’Esorcista, William Peter Blatty, che ha adattato per il grande schermo un suo romanzo: Twinkle, Twinkle Killer Kane, mai pubblicato in Italia.

Pubblicato Sabato 31 Gennaio 2004

di Paolo Attivissimo
[Non per fargli pubblicità, ma perché è un autentico messia della pedagogia informatica: Paolo Attivissimo merita questo e altro. Nella sua ultima newsletter, i consigli più chiari e completi per tutelarvi rispetto all'invasione in mail causata dalla diffusione dell'ormai noto virus MyDoom]

virus.jpgNon lasciatevi ingannare dal titolo dei messaggi intitolati "Test", "Status", "hi", "hello", "Mail Delivery System", "Mail Transaction Failed", "Server Report", "Status Error" o contenenti frasi apparentemente tecniche come queste:
"The message contains Unicode characters and has been sent as a binary attachment"
"Mail transaction failed. Partial message is available"
"The message cannot be represented in 7-bit ASCII encoding and has been sent as a binary attachment"
NON APRITE L'ALLEGATO e AGGIORNATE IL VOSTRO ANTIVIRUS. Si tratta infatti di un virus (più correttamente di un worm), precisamente Mydoom/Novarg, che si è scatenato ieri 26/1/2004.

Pubblicato Giovedî 29 Gennaio 2004

di Giuseppe Genna

umanagloria.jpgMi permetto di segnalare un libro che non rientra nei canoni letterari usuali di cui si discute su Carmilla. E' un libro di poesia: si intitola Umana gloria, l'autore è Mario Benedetti, 48 anni, originario del Friuli, e la raccolta è pubblicata nella prestigiosa collana Lo Specchio di Mondadori. E', a mio avviso, uno dei libri più importanti usciti in Italia in questi ultimi anni. Come fa Giulio Mozzi sul suo blog, pubblico una poesia da Umana gloria, perché l'esperienza dell'emozione che irradia la letteratura è un patrimonio che va messo in comune.

Borgo con locanda
Come in un volo la corriera mi ha dato lo spiazzo con la facciata.
Era bello, i calzoni che cadevano larghi sulle scarpe grosse,
stare in mezzo alle foglie qua e là.
Mattine senza sapere di essere in un posto, dentro una vita
che sta sempre lì, e ha la fabbrica di alluminio, i campi.
Si muove il bancone quando si parla,
le finestre con i vasi, le tende minutamente ricamate.
Fuori i cortili corrono piano, le foglie vanno piano sotto le mucche.
Il cielo gira verso Cividale, gira la bella luce
sulle manine che avevamo, che è stata la vita essere vivi così.

Pubblicato Mercoledî 28 Gennaio 2004

bombay.jpgNoi, movimenti sociali riuniti in Assemblea nella citta' di Mumbai, India, condividiamo le lotte del popolo dell'India, cosi' come quella dei popoli asiatici e reiteriamo la nostra opposizione al sistema neoliberista che genera crisi economiche, sociali, ambientali e conduce alla guerra. Le nostre mobilitazioni contro le guerre e le profonde ingiustizie sociali ed economiche sono servite a smascherare il neoliberalismo.
Ci siamo riuniti qui per organizzare la resistenza e lottare per costruire alternative al capitalismo. La nostra resistenza iniziata in Chiapas, a Seattle e a Genova ci ha condotto all'enorme mobilitazione mondiale contro la guerra in Iraq del 15 di febbraio 2003, che ha delegittimato la strategia di guerra globale e permanente del governo degli Stati Uniti e dei suoi alleati, ed alla vittoria contro l'OMC a Cancun.

Pubblicato Venerdî 23 Gennaio 2004

di Lenka Staníčková

Boldy.jpg
"Prima di cominciare a scrivere canzoni, la mia vita fu un inferno." racconta Ladislav Boldy. E veramente, l’esistenza di questa nuova stella della pop-music ceca somiglia a un romanzo molto duro. Láďa non conobbe mai i suoi genitori e i primi anni della sua vita li passò nell’orfanotrofio. L´ambiente duro, la forza da orso e il carattere impetuoso lo trascinarono sempre più in basso, tanto che a 15 anni finì nel carcere correzionale più severo, a Obořiště. Il primo giorno che vi trascorse fu “battezzato” da una rissa sanguinosa col “capo“ dei detenuti, per conquistare il rispetto degli altri. Ma questo fu solo un prologo ai quattro anni pieni di violenza e pestaggi.

Pubblicato Giovedî 22 Gennaio 2004

Prigioniero.jpgRiportiamo il testo di un appello contro la "guerra preventiva" e per il ritiro dei soldati italiani impegnati nell'occupazione coloniale dell'Iraq. Il testo integrale si trova sul sito del Forum contro la guerra. Le adesioni possono essere spedite via e-mail a questo indirizzo:adesioni@forumcontrolaguerra.org.
Il primo incontro nazionale degli aderenti all'appello si terrà a Milano domenica 11 gennaio, dalle 11 alle 16, nel salone dell'ANPI (via Pietro Mascagni 6 - Metro S. Babila - linea rssa).

1) La "guerra preventiva" condotta dagli Stati Uniti contro l’Iraq (e ripetutamente minacciata contro altri Paesi), ha dimostrato con evidenza crescente di avere alle spalle interessi economici, geopolitici e strategici che contrappongono la superpotenza americana e i suoi più stretti alleati al resto del mondo, a gran parte dell'opinione pubblica e a molte potenze fino a ieri "partner" nella NATO.
Il tentativo di riscrivere con la guerra la mappa del Medio Oriente, la geografia del petrolio e l'insieme delle relazioni internazionali, è un ricatto inaccettabile.

Pubblicato Mercoledî 7 Gennaio 2004

Wuming.gifLe parole lapidarie di Wu Ming e la musica dei CSI hanno trovato efficacissima fusione in un breve video realizzato da un loro ammiratore e ospitato nel sito che indichiamo qui sotto. Poche espressioni artistiche contro la guerra coloniale in Iraq ci sono sembrate altrettanto incisive. Letteratura e musica, quando si esprimono ai massimi livelli, sanno colpire con straordinaria potenza, specie se il loro oggetto è - come in questo caso - una verità spoglia di retorica. VE

Clicca qui per accedere al video

Pubblicato Sabato 22 Novembre 2003

di Giulietto Chiesa
[da “il manifesto”, 4 novembre 2003]

911.jpgPerdonate i teorici della cospirazione! Se hanno fantasie più o meno malate c'è, talvolta, più d'un motivo. Per esempio la faccenda dell'11 settembre. Sono passati due anni e ancora non si sa niente di certo. Anzi, quel poco che se n'è saputo, dalle fonti ufficiali, è talmente inattendibile che solo gente che desidera tenere gli occhi bendati e giocare a mosca cieca può crederci. Il caso, per altro, è complicato. Molto più complicato della spiegazione, buona per i gonzi, secondo cui tutto cominciava e finiva con un certo Osama bin Laden. Ma i gonzi da questo orecchio non ci sentono. Allora poniamo la domanda in altra forma. Sono passati due anni e in tutto questo tempo le persone più informate in materia - quelle che, per altro, hanno in mano le indagini - hanno dei documenti , probabilmente essenziali, ma non li vogliono consegnare agli inquirenti. Per essere più precisi: la Casa Bianca ha fatto tutto il possibile per impedire prima l'avvio della speciale commissione d'inchiesta, e poi per ostacolarne i lavori in tutti i modi.

Pubblicato Mercoledî 19 Novembre 2003

di Valerio Evangelisti

Guerraeterna.jpg

In occasione dell'uscita in Urania Collezione n. 10 del romanzo di Joe Haldeman Guerra eterna, pubblichiamo l'introduzione al volume scritta da Valerio Evangelisti.

Quando si parla di fantascienza, e in particolare di fantascienza statunitense, bisognerebbe smettere di adoperare le classificazioni nate all’interno stesso del genere, per mano di critici di dubbia profondità o di direttori di collana ignari del valore culturale della narrativa che proponevano. Ciò vale in particolare per la definizione space opera. Essa designa quasi in toto la fantascienza avventurosa, e in particolare quella che ha al centro le esplorazioni e le guerre spaziali. Pare riferirsi più alle modalità dell’allestimento che ai contenuti. Raggruppa testi profondamente diversi e li comprime a livello di Flash Gordon. E’ in sé impacciata e un po’ ridicola; se poi la riferiamo a Joe Haldeman, diventa addirittura insultante.

Pubblicato Giovedî 13 Novembre 2003

di Gian Paolo Serino

khadra.jpgDa pochi giorni Mondadori ha pubblicato Le rondini di Kabul dello scrittore algerino Yasmina Khadra: si tratta di un romanzo che è un grido lacerante nel cuore della notte dell’oscurantismo e che ci catapulta in quell’anticamera dell’aldilà che chiamano Kabul. Una città dove gli uomini sono “relitti umani”, ormai del tutto trincerati dietro la propria ombra, mentre le donne “mummificate in sudari dal colore della paura” sono assolutamente anonime.
Eccovi un ritratto di Yasmina Khadra.
Pubblicato Giovedî 6 Novembre 2003

richtercover.gifrichter.gifE' in libreria un testo fondamentale per chi ama l'arte contemporanea: Gerhard Richter - La pratica quotidiana della pittura, di Hans Ulrich Obrist, edito da postmedia (euro 16.60). Riprendiamo alcune citazioni da Richter e parte della prefazione al libro.

1983
Il nostro sistema libero e democratico utilizza altri modi per mostrare la propria ostilità all'arte. Invece di bandirla, i politici e lo stato la promuovono su larga scala, assicurando grandi risorse per l'arte cosiddetta istituzionale dei musei, spazi espositivi, associazioni artistiche, importanti mostre, festival, congressi e un flusso incontrollabile di pubblicazioni, per non parlare delle criminali sovvenzioni ai teatri. Con tali provvedimenti, insieme a molti altri, l'arte viene piegata, mutilata, sepolta e assassinata, sostituita da masse di denaro. Schiere di artisti vengono istruiti a lavorare in questo senso per un sistema completamente devoto alla gestione finanziaria e all'intrattenimento. È colpa loro, prima che di altri, se l'arte viene ostacolata e distrutta.
L'arte è altrove.

Pubblicato Martedî 28 Ottobre 2003

di Gian Paolo Serino

[Il prode Gian Paolo Serino aveva scritto spedito questo ritratto di J.M. Coetzee prima che lo scrittore sudafricano venisse insignito del Nobel. Non che Serino sia un profeta: sono io un cretino a non averlo postato. Mi scuso col prode e coi lettori tutti... gg]

coetzee.jpgA volte capita a chi legge per lavoro, oltre che per piacere, di lasciarsi sfuggire un libro o un autore che poi, a distanza di mesi, si scopre eccezionale.
A chi legge per lavoro capita, per esigenze di mestiere, di doversi sciroppare le mille e passa pagine di un Wallace qualsiasi o di sprecare giorni di vita preziosa sulle avventure di un Baudolino che “sentivi” inutile sin dalla quarta di copertina e di farsi sfuggire un capolavoro come Vergogna del sudafricano J.M. Coetzee, autore che in Italia non è nuovo all’oblio dei recensori. Prima della recente riscoperta Einaudi (che ha pubblicato anche Aspettando i barbari) e del rilancio da parte di Adelphi (editore di Vita con gli animali) diversi testi di Coetzee erano già stati pubblicati negli anni ’80 da Donzelli senza che nessuno se ne accorgesse: titoli e autore completamente persi nell’oblio di librerie supermercato e di quotidiani paludosi dove la carta sembra assorbire soltanto libri di eco.

Pubblicato Domenica 26 Ottobre 2003

di Valerio Evangelisti

Matheson.jpg

Tra le tante idee felici che caratterizzano la produzione Fanucci, c'è anche la riproposizione di un autentico classico della narrativa fantastica contemporanea: Io sono leggenda, di Richard Matheson. Proponiamo la postfazione al volume scritta da Valerio Evangelisti, quale invito ad avvicinarsi a un autore che in Italia ha avuto finora vita troppo effimera e marginale.

Quando un autore ha costruito la propria arte e le proprie fortune sulla dimensione del raccon-to, c’è molto da temere se decide di cimentarsi col romanzo (e viceversa, ma non nella stessa misura). Ciò sembra valere, in particolare, nel caso della narrativa fantastica. Ci sono pochi dubbi sul fatto che il Gordon Pym di Poe regga male il confronto con la sua novellistica; che H.P. Lovecraft, quando si azzarda a sfornare testi più lunghi del consueto, sfoci nel disastro (Le montagne della follia) o nella riuscita solo parziale (Il caso di Charles Dexter Ward, o il ciclo della “sconosciuta Kadath”, oscillante tra il sublime e il soporifero).

Pubblicato Giovedî 23 Ottobre 2003

polizia.jpgEra già successo l'altro giorno a Roma e Viterbo. Sta succedendo in queste ore a Milano. Ecco il lancio di agenzia delle 22.59: "Inchieste Br-Pcc, scattate numerose perquisizioni - Numerose perquisizioni - disposte dal pm Stefano D'Ambruoso - sono state compiute nelle ultime ore dai carabinieri di Milano in ambienti di presunti fiancheggiatori o sostenitori dell'eversione di sinistra, in particolare di persone indiziate di essere vicine alle nuove Br-Pcc. Le perquisizioni sarebbero state in tutto poco meno di una trentina, la maggior parte delle quali a Milano e nel milanese. L'ipotesi di reato è quella di associazione sovversiva. Uno degli episodi di riferimento di questo troncone di indagine sarebbe, comunque, quello dell'attentato alla Cisl di Milano, che risale al 6 luglio 2000, quando vennero rinvenuti due ordigni incendiari nascosti in fioriere al piano terra della sede di via Tadino. L'attentato fu rivendicato da un Nucleo Proletario Rivoluzionario, con un documento dettagliato, corredato di stella a cinque punte, in cui si faceva riferimento fra l'altro all'omicidio D'Antona". Vi terremo aggiornati.

Pubblicato Mercoledî 22 Ottobre 2003

telefonino.jpgFacciamo finta che già non sia così (sappiamo bene che è già così). Educhiamoci, stiamo tranquilli, dormiamo: vigilano per noi...

Così il telefonino « rivela » dove sei
Dalle aziende alle famiglie: un abbonamento per rintracciare al computer chi usa il cellulare

Mariti ( o mogli) infedeli: attenti. Lavoratori amanti del cappuccino ( o della spesa) in orario di ufficio: pensate bene a quello che fate. Adolescenti pronti a trasferte notturne all’insaputa dei genitori: la pacchia sta per finire.
Tra breve potrebbe diventare operativo un sistema in grado di localizzare con uno scarto di appena 50 metri la posizione di una persona. Ovunque si trovi. Satellite? No, telefonino: e non si tratta di una tecnologia da « 007 » . Tutt’altro: in Gran Bretagna, dove il servizio è attivo già da qualche tempo, a offrirlo sono diverse società Internet in collaborazione con i principali operatori telefonici come Vodafone, Orange e T- Mobile, come riferisce il londinese Sunday Times: si chiama Lsb, Location based service ( Servizio di localizzazione). Prezzo: 5 sterline al mese, ovvero circa 7,5 euro.

Pubblicato Martedî 21 Ottobre 2003

trocchi.jpgadam_b.jpgUn'ora fa uscivo dal cinema milanese Colosseo, dove mi sono annullato nella visione di Young Adam, il film tratto dal romanzo del leggendario Alex Trocchi, che le Edizioni Socrates hanno appena pubblicato, mentre Fandango si è data al Libro di Caino. Parlerò più avanti direttamente dei libri di Trocchi, quando li avrò letti. Trocchi, figura mitologica e anticipatrice del situazionismo, è una sagoma per me confusa, scoperta in occasione del bellissimo speciale che qualche settimana fa gli ha dedicato Alias. Faccio appello ai direttori e ai redattori di Carmilla, che hanno l'età e lo spirito per saperne un po' più e meglio di me. Però dopo la visione di questo film grigiazzurro, sorta di noir esistenzialista camusiano, mi sembra necessario che, se ancora non abbiamo qui affrontato il mito di Trocchi, almeno si lasci la parola a qualcuno in grado di farlo. Questo qualcuno è il brillantissimo Simone Barillari, che su RaiLibro ha dedicato un lungo intervento a quest'italoscozzese che Ginsberg definì "la mente più brillante che abbia mai incontrato"...

Pubblicato Domenica 12 Ottobre 2003

di Gian Paolo Serino

smailcover.jpgsmail.jpgAli le Magnifique è stato il caso letterario francese del 2001, con tutti gli ingredienti per far discutere: firmato con uno pseudonimo, Paul Smaïl, che dà adito a qualsiasi illazione [ma in seguito Jack-Alain Léger ha rivelato di essere Paul Smaïl, ndr], è ispirato alla storia del serial killer dei treni francesi Sid Ahmed Rezala, morto suicida un paio d'anni fa nel carcere di Lisbona. Il libro ha fatto discutere prima ancora di uscire: ritirato in extremis dalla casa editrice Calmann-Lévy a causa, pare, dei troppo feroci e violenti attacchi all'establishment culturale e politico non solo francesi, è stato successivamente pubblicato dalla Denoel, casa editrice storica e nota per aver pubblicato i migliori scrittori stranieri e non (da Philip K. Dick a Ray Bradbury, da Jack Kerouac a Norman Mailer sino a Arto Paasilinna).
In Italia Alì il magnifico, tradotto da Feltrinelli (pp. 538, 18,00 €), almeno sino ad oggi è passato quasi del tutto inosservato: un peccato perché nel romanzo si respira davvero “un soffio di rivolta” ed il suo autore merita di essere letto e di essere ascoltato. Anche perché Paul Smaïl – che abbiamo incontrato in un’intervista via mail - non solo ha scritto un attacco al cuore di ogni stato cosiddetto democratico, ma ha evidenziato uno dei problemi fondamentali di ogni arte contemporanea: il fatto che si dia più peso all’autore che al contenuto, che ci si interessi di più (e si valuti di più) CHI ha scritto (cantato, suonato, dipinto) rispetto a COSA è scritto, cantato, suonato, dipinto.
Proprio da questo punto è partita la nostra conversazione.

Pubblicato Domenica 12 Ottobre 2003

di Angelo Sica
[da Liberazione]

na.jpgSono trascorsi cinquant'anni da quando Moravia e Alberto Carocci presentavano il primo numero di «Nuovi Argomenti» del marzo-aprile 1953. Di questo lungo arco temporale molti ricordano soprattutto la celebre intervista a Palmiro Togliatti sul XX congresso del Pcus e sulla destalinizzazione, dove si delineavano già i motivi portanti della "via italiana al socialismo". Altri si sono appassionati alle inchieste. Indimenticabile quella di Franco Cagnetta nel 1954 su Orgosolo; quando l'allora Ministro dell'Interno Mario Scelba denunciò all'autorità giudiziaria l'autore e i direttori per "reato di vilipendio delle forze armate" e "pubblicazione di notizie atte a turbare l'ordine pubblico", ottenendo il sequestro della rivista.

Pubblicato Domenica 12 Ottobre 2003

killbill1.jpgDa giorni sono rimbambito dalla visione on line di tutti i trailer, gli speciali, i backstage di Kill Bill, il quarto e nuovo film di Quentin Tarantino. Con costui ho ormai più familiarità che col mio giornalaio: è giorni che lo sento parlare a me, conosco l'andamento della sua basletta e mi irritano i suoi continui applausi alla fine di una scena venuta bene. Fastweb mi sta facendo malissimo. Io ho pure scritto un libro con una copertina cinese, per cui sono entusiasta del fatto che Kill Bill ha una lunghissima estanuante sequenza con la Thurman che indossa la tuta di Bruce Lee e fa fuori ottantamila samurai della yakuza che non sono sicuro che siano giapponesi, penso siano cinesi. Per cui capirete che sono rimasto a bocca aperta nello scoprire che, come state per scoprire anche voi, Kill Bill è stato in realtà girato a Empoli...

Pubblicato Sabato 11 Ottobre 2003

di Gian Paolo Serino

amadoricover.jpgberluscaserio.jpgC’è qualcuno in Italia che ha capito il vero pericolo che il nostro Paese sta correndo: il delinearsi non di un nuovo regime, ma di una dittatura democratica che sta trasformando la vita politica in uno spettacolo. Più che un regime è un Reame. Di questo e di molto altro tratta il libro di Francesco Amadori Mi consenta (pp. 165, € 12,50, Edizioni Scheiwiller) che, come recita il sottotitolo, indaga sulle “metafore, i messaggi e i simboli” attraverso i quali Silvio Berlusconi ha conquistato il consenso degli italiani. Amadori - direttore del Dipartimento Ricerche motivazionali dell’Istituto CIRM, presidente di EUREKA!, società specializzata in corsi di formazione alla creatività e alle tecniche di comunicazione- è tra i pochissimi saggisti capaci di comunicare con un linguaggio lontano dai contorcimenti accademici: non a caso affianca alle proprie cariche istituzionali un’ampia esperienza di autore televisivo avendo collaborato a numerose trasmissioni nazionali ed essendo stato il supercampione di “Superflash” di Mike Buongiorno nel 1985.

Pubblicato Sabato 11 Ottobre 2003

di Valerio Evangelisti

Rane1.jpg

Se mi avessero detto che un tema lovecraftiano si sarebbe potuto tradurre in un racconto esilarante, non ci avrei creduto. Eppure il mostro è lì che incombe, mucillaginoso come si conviene: una narrativa fantastica italiana di tono umoristico. Ce ne erano stati alcuni esempi e non mi avevano persuaso. Questo Le Rane di Ko Samui, di Paolo Agaraff (ed. Pequod, numero di pp. impreciso, prezzo eccessivo) mi persuade, eccome.
Mi dà anche qualche preoccupazione. La narrativa fantastica, nel nostro paese, è stata a lungo emarginata, ma molto peggio è capitato a quella umoristica. Ci sono voluti anni e anni per sdoganare Achille Campanile, tanto che per farlo si è dovuto aspettare che fosse ben morto. A Stefano Benni è andata meglio, però spesso, nell’elencare i migliori scrittori italiani, il suo nome viene dimenticato. Dario Fo ha avuto il Nobel, ma in patria una folla di critici ancora mugugna. E nessuno ricorda Carlo Manzoni, e altri autori che ebbero il torto di far ridere chi li leggeva. Gli unici scritti comici ammessi sembrano essere solo quelli prodotti da attori di varietà, e unicamente presso il grande pubblico.

Pubblicato Mercoledî 8 Ottobre 2003

blackhole.gLo stato dell'arte è parecchio più evoluto dello stato dell'arte della cosmologia. Si susseguono a ritmo continuo le suggestioni e le ipotesi con cui gli astrofisici esotizzano il problema dell'origine, della struttura, della sostanzialità e della realtà dell'universo. A colpi di titoli accademici di prestigio, una ridda di teorie cosmologiche anglosassoni viene a più riprese gettata in pasto al popolo: ognuna degna di attenzione, di rispetto, perfino eccessivo. E' il paradosso dello scientismo: trionfante nella sua colonizzazione del senso comune e tuttavia in profonda crisi funzionale. Sul piano della ricerca della teoria unica e della spiegazione dell'origine - o, il che è lo stesso, della struttura fondamentale - la fisica non è arrivata a dirci molto di più di quanto ci diceva un secolo fa. Giusto per aggiornarsi, e anche per sorridere dello stato confusionale della cosmologia, ecco alcuni estratti da Le Scienze degli ultimi due anni: sono argomenti attualissimi e in voga, potete usarli per farvi lustro. Altra questione è invece intercettare la costante di base: che è fisica in senso ultimativo, cioè è spirituale. Per coglierla basta vedere un quadro di Richter o leggere le saghe di Pantera by Evangelisti.

Pubblicato Mercoledî 17 Settembre 2003

cm1.jpgcm2.jpgNon sono un critico cinematografico, parlo a pelle (e parlerò di pelle): e chiedo quindi perdono per avere intercettato soltanto in parte l'incredibile patrimonio cinefilo e citazionista che Daniele Ciprì e Franco Maresco mettono a disposizione nell'impressionante organismo rabelaisiano de Il ritorno di Cagliostro, ultima fatica dell'infaticabile e non tanto cinico duo. Però io credo non sia fondamentale, in quest'epoca di devastazione civile, occuparsi solamente del linguaggio, o della struttura, o del background. Sono convinto che il discorso diretto sulla poetica, sulla suggestione di un sogno possibile, sia ben più incisivo. Nel caso de Il ritorno di Cagliostro, quanto a incisività, siamo a livelli che il cinema occidentale si sogna e che soltanto per un complesso di colpa si esplora nella cinematografia slava, medio ed estremo orientale. Ciprì & Maresco hanno allestito un'interzona che precipita l'artificialità al grado zero della sua espressione: si tratta di un indimenticabile sfregio perpetrato nei confronti non soltanto dell'effettistica speciale, bensì di ogni automatismo creativo, di ogni soluzione che si sia fossilizzata modularmente al di fuori del libero spirito umano. Il libero spirito umano è un bambino che gioca: il film di C&M è un gioco - universale, incantevole, liberissimo e perciostesso liberatorio. Salva, salva lo sguardo, salva dal pensiero - salva dal macchinico che si candida a recluderci in un simulacro di libertà.

Pubblicato Martedî 16 Settembre 2003

spf.gifFestival Internazionale della Fantascienza di Trieste
25 – 30 novembre 2003

scienceplusfiction è il Festival Internazionale della Fantascienza di Trieste, manifestazione multidisciplinare dedicata all’esplorazione dei mondi del fantastico, dei linguaggi sperimentali e delle nuove tecnologie nelle produzioni di cinema, televisione, arti visive e dello spettacolo [qui il sito ufficiale]. La kermesse – organizzata dal Centro Ricerche La Cappella Underground - giunge al quarto anno di indagini nella galassia del fantastico, dopo aver raccolto il testimone del leggendario "Festival Internazionale del Film di Fantascienza" di Trieste, di cui si celebrano nel 2003 i quarant’anni dalla prima edizione. scienceplusfiction_03 sbarca nuovamente a Trieste con la sua maratona di anteprime, sezioni speciali, incontri e riscoperte nel mondo del fantastico dal 25 al 30 novembre 2003. Il festival da quest’anno cambia sede e sarà ospitato nelle sale del multiplex Cinecity di Trieste.

Pubblicato Lunedî 15 Settembre 2003

dal Campo antimperialista riceviamo e volentieri pubblichiamo

iraqci.gifIraq - Secondo Al Kalemji, ospite del Campo, le azioni di resistenza antiamericane e antinglesi sono molto piu' numerose di quelle che filtrano sulla stampa, cosi' come piu' alto di quanto dichiarato e' il numero dei caduti tra gli occupanti. Al Kalemji ha portato numerosi esempi. Il fatto e' che la Resitenza non ha ancora costruito un fronte unitario, non ha un comando generale, ne' un centro di raccolta delle informazioni. La Resistenza e' animata da centinaia di nuclei guerriglieri che combattono senza ancora essere coordinati. Solo a Bagdad si contano una decina di azioni d'attacco giornaliere, non solo contro l'occupante, ma pure contro i collaborazionisti. Intere zone della citta' sono interdette alla rappresaglia americana, segno indiscutibile del sostegno popolare alla lotta di liberazione.

Pubblicato Giovedî 11 Settembre 2003

carta.gifvonnegut2.jpgBisogna necessariamente contribuire alla diffusione della Carta. Non sterminando gli alberi, è ovvio. E' un'altra carta che bisogna disseminare per il pianeta: la rivista Carta. Se ancora non lo avete fatto, connettetevi al sito, leggetevi che cos'è Carta, spulciate gli archivi e constatate direttamente come, a volte, un castello di Carta sia la costruzione più reale che c'è. A luglio Carta ha pubblicato una gnomica intervista a Kurt Vonnegut. Si parla di stronzi, tra i quali viene facilmente annoverata l'attuale marionetta presidenziale americana. Riproduciamo il colloquio con il grande autore americano che, grazie alla riedizione feltrinelliana di Mattatoio n°5 e Giaccio Nove, ha dominato l'estate letteraria italiana.

Pubblicato Domenica 7 Settembre 2003

Turlupinate anche voi la campagna contro il fumo con i copripacchetti dei f.lli Mattioli! Stampateli e usateli per coprire le funeree scritte sui pacchetti di sigarette.


fumo02.jpg

(altri ne troverete sulla pagina dei f.lli mattioli)

Pubblicato Sabato 6 Settembre 2003

bondi.jpg

«Un difetto di Berlusconi... un difetto di Berlusconi... è dura... Non riesco a trovarlo... È imbarazzante... un difetto di Berlusconi... non so...» Sandro Bondi, su Sette

Sandro? Boh! Cosa è successo a Sandro Bondi? Non dico solo dal punto di vista fisico: direste mai che l'uomo ritratto qui a fianco ha 44 anni? Ma cosa gli è capitato? Era in vacanza a Chernobyl con vista sulla Centrale? Si trucca perché, per inesplicabili motivi, vuole farsi passare per Adriano Galliani? E' un eunuco? Mah. A parte il fisico, è il comportamento a preoccuparci, però. Gli eventi di cui è stato protagonista quest'estate inducono a pensare che il mansueto portavoce di Forza Italia sia divenuto ex tale. Ha contratto un virus? La moglie l'ha lasciato? Ha inalato sostanze tossiche? Si è emancipato dalla mamma edipica e ha perso la verginità? Ha bevuto una Red Bull durante un rave e ha perso l'inibizione? Sandro Bondi non è nuovo a imprese metamorfiche di profonda revisione della sua personalità. Costantemente afflitto da un amimismo facciale inquietante, che ricorda la paresi espressiva dei bambini colpiti dall'invecchiamento precoce, Bondi è noto per essere stato sindaco comunista di Fivizzano e per essersi trasmutato nell'ultimo prediletto killer di Berlusconi. Con l'aria mite e la vocina da coro bianco, ha definito la magistratura milanese "un manipolo di eversori", invocando una Commissione d'inchiesta contro l'operato del Palazzo di giustizia meneghino; ha martoriato la sacca testicolare di Romano Prodi in merito all'invenzione Telekom Serbia; ha attaccato la Resistenza, secondo lui autentica colpevole dell'eccidio di Marzabotto; ha fatto fuori Scajola all'interno del partito. Portare la voce di Berlusconi nel mondo non è un lavoro facile: si rischia volontariamente la comicità involontaria, si pensa di fare il James Bond e si diventa James Tont. O James Bondi. Godetevi la sua Final Anthology: è meglio dei consigli di Frate Indovino.

Pubblicato Giovedî 28 Agosto 2003

mari_foto.gifmaricover.jpgTutto il ferro della Torre Eiffel di Michele Mari è un romanzo straordinario. Se ve lo siete perduto, recuperate un'esperienza di altissima letteratura visionaria e classica in un tempo che sembra avere perpetrato l'omicidio del classico. Non è un libro classicista, etichetta un po' imprecisa che posso appiccicare ai precedenti romanzi di Michele Mari, generosi di una magistralità linguistica di cui l'autore di Tu, sanguinosa infanzia è riconosciuto tutelare. Qui, invece, seguendo le tracce e le aure di Bloch e Benjamin, ci si addentra in un complotto immaginifico, una specie di allegoria allargata, una favola che è un'antiangelologia. L'Angelo Gobbo è l'emblema dell'idea dell'illusione totale che la forma non concede, se non attraverso simulazioni che risucchiano il patrimonio energetico, conoscitivo ed emotivo dell'umanità. Un romanzo fantastico sui vampiri, siano essi artisti o politici o filosofi - una fiaba nera complessissima, labirintica e straordinariamente eccessiva. Riprendiamo un'intervista rilasciata tempo fa da Michele Mari ad Aida Zoppetti.

Pubblicato Giovedî 24 Luglio 2003

maoii.jpgrevmoon.jpgCon la riedizione di Mao II, il complesso capolavoro di Don DeLillo, si torna a parlare di religione americana e planetaria. La leggendaria scena di apertura di Mao II è un matrimonio di massa, celebrato in uno stadio di football dal Reverendo Moon. Dalla cosiddetta fiction alla realtà: pubblichiamo un intervento - uscito anni fa su L'Espresso - di Steven Hassan, uno psicologo americano di famiglia ebraica che a 19 anni viene agganciato all'università dalla setta del Reverendo Moon, il santone coreano che ha creato una vasta rete internazionale alla quale aderiscono decine di migliaia di persone (anche in Italia). Per 27 mesi Hassan lavora nella setta, sempre più condizionato: recluta e indottrina nuovi adepti, raccoglie fondi, fa propaganda politica. Poi i suoi genitori lo convincono a parlare con alcune persone che riescono a salvarlo. Hassan si specializza in tecniche di decondizionamento. Sulla sua esperienza ha scritto un libro (Mentalmente liberi. Come uscire da una setta, Avverbi editore). Nel brano che pubblichiamo racconta il bombardamento psicologico messo in atto dalla setta per cooptarlo.

Pubblicato Lunedî 21 Luglio 2003

powersint2.jpgpowersint1.jpgRichard Powers, l'autore dello splendido Galatea 2.2 uscito per Fanucci e da noi recensito con entusiasmo, ha rilasciato una lunga intervista ad Atlantic Unbound. Ne traduciamo una parte.

In Plowing in the dark, il primo romanzo che hai dedicato al mondo della programmazione, descrivi la tentazione che emana dalla Realtà Virtuale asserendo che si tratta del "luogo con cui il cervello ha interpretato fin dall'inizio, sbagliando, il mondo: l'avventura originaria, profonda, principiale".

Il desiderio di vivere in un mondo immaginario viene sperimentato a partire dal sospetto che noi siamo sensibilità disincarnate precipitate in un carcere corporeo. Si tratta di un'idea che è penetrata in quasi tutto il nostro comparto ideale, sin dalle origini. Credo fermamente che la poesia abbia da sempre esplorato questo discrimine, avvertendo la necessità del corpo e tuttavia trovandosi sempre sul punto di scartarlo come irrilevante o debilitante. E' su questo discrimine fondamentale che intendo posizionare la rivoluzione digitale e la realtà virtuale.

Pubblicato Giovedî 17 Luglio 2003

di Marco D'Eramo
da il manifesto, 6 giugno 2000

boltanskicover.jpgcapitalismo.jpgOrmai persino la parola capitalismo è quasi in disuso. Al suo posto è adoperato il termine "i mercati" al plurale, neanche più al singolare: "la tal misura è stata bene accolta dai mercati". Non parliamo poi della critica al capitalismo. E' quindi già di per sé un'anomalia il libro di Luc Boltanski ed E've Chiapello, un testo di sociologia di 700 pagine che s'intitola Le nouvel exprit du capitalisme (Gallimard). Tanto più poi, se l'argomento dichiarato del libro "sono i cambiamenti ideologici che hanno accompagnato le trasformazioni recenti del capitalismo" (ideologia è un altro termine screditato). Politicamente, è il saggio di cui in Francia si è parlato di più quest'anno. Ecco perché vado alla Maison des Sciences de l'Homme, boulevard Raspail, a intervistare Luc Boltanski. E anche per rivedere, dopo 23 anni, la persona che era mio assistente nel corso di dottorato di Bourdieu. Rispetto a Bourdieu, il suo itinerario si è separato. Ma ritrovo gli stessi baffetti, solo più grigi, stessi occhiali, stessa gentilezza, stesso tic nell'intercalare continuo "se vuoi...".

Pubblicato Mercoledî 16 Luglio 2003

willocks.jpgwillockscover.jpgGli amanti del thriller d'autore lo adorarono: Il fine ultimo della creazione, violentissimo e atrabiliare romanzo di Tim Willocks, poteva lanciare uno scrittore di sicuro successo - e invece abortì un disperso. La critica internazionale elevò Willocks sui gradini più alti del parnaso di genere, Mondadori lanciò il libro con un impegno di marketing notevolissimo - e faceva bene: un ragazzo inquietante, ex psichiatra, morbosamente pallido coi capelli rosso fiamma che sembrava uscito da un romanzo di Anne Rice, una scrittura veloce e la capacità di inoculare suspence direttamente nelle vene del lettore: pareva un investimento sicuro. Invece Willocks sparì. La sua odissea redentrice, un capolavoro di satanismo condotto ai ritmi di una scrittura folgorante, è a oggi l'ultimo libro di Willocks. Era il '95. Che ha fatto Willocks nel frattempo? Tornerà ad allietare i suoi molti fan con quel mix di efferatezza e stile che ha segnato i molti amanti del thriller più iniziatico degli ultimi anni? Lo rivela in un'intervista...

Pubblicato Martedî 15 Luglio 2003

clancy.jpgStrani i destini. Uno fa l'assistente di Henry Kissinger, di Cyrus Vance, di James Baker. Viene cooptato nell'infame CFR, il Council on Foreign Relations. Viene in Italia, su mandato della CIA, a coordinare il gabinetto che gestisce il caso Moro e, morto Moro, se ne torna in America. Dopo due decenni, spunta nuovamente sul Corriere della Sera, per affermare che "il Vaticano ha una rete di intelligence che noi americani ce la sogniamo". E però, se qualcuno se ne ricorda, lo ritrova quale autore di bestseller: è il braccio destro di Tom Clancy, con cui ha firmato un buon numero di romanzi. Strani i destini. A volte si incrociano. I destini di intelligence e letteratura, per esempio, si incrociano nel nome e nell'esistenza ambigua di Steve R. Pieczenik: esperto di terrorismo su scala planetaria e autore di vendutissimi libri. Pieczenik è, da anni, l'uomo dei misteri. Pochi si occupano di lui. Colmiamo questo buco di conoscenza: al mondo c'è qualcuno che ci interessa di più di Massimo De Carolis.

Pubblicato Lunedî 14 Luglio 2003

cossiga.jpgmasi.jpgRiportiamo la trascrizione della puntata di Report, magazine condotto e curato da Milena Gabanelli, andata in onda il 27 aprile 2003. Tra gli intervistati, Francesco Cossiga. Che, tra il lusco e il brusco, ha detto cose pesantissime, che fanno riflettere e dovrebbero anche fare riscrivere la storia di anni altrettanto pesanti. Ciò che l'ex presidente Cossiga dice, per esempio, sull'omicidio di Giorgiana Masi, meriterebbe probabilmente un supplemento d'inchiesta. Tra messaggi trasversali e minacce dirette, emerge una situazione - quella dei servizi segreti italiani - che esige un imponente lavoro di controinchiesta e controinformazione, per denunciare e impedire una politica criminale dello Stato che ha in Cossiga un magistrale interprete, quando la sintetizza in questo modo: "Il sevizio segreto esiste per agire in modo illecito, in modo lega...cioè secondo la legittimità costituzionale ma in maniera illecita, altrimenti non ci sarebbe bisogno dei servizi segreti. Quando un Paese ritiene di aver bisogno dei Servizi Segreti sa che poi i servizi agiscono illecitamente".

Pubblicato Martedî 8 Luglio 2003

gelli.jpgLa procura di Aosta, si sa, è molto invisa all'avvocato berluscòn Carlo Taormina, che difende gli interessi di Annamaria Franzoni, principale indagata per il delitto di Cogne. L'assalto alla procura di Aosta viene di giorno in giorno condotto da Taormina con esasparata violenza mediatica. Taormina chiede il trasferimento dell'inchiesta a Torino. Non sarebbe la prima volta che un'importante inchiesta viene sottratta alle competenze della procura aostana. Pochi ricordano, per esempio, il caso Phoney Money: un'inchiesta aperta dal pm di Aosta David Monti, che fu tolta a Monti da Maria Del Savio Bonaudo (attuale protagonista del caso Cogne) e trasferita in seguito a Roma, quindi archiviata. I bene informati dissero ai tempi: si era sull'orlo dell'abisso, si stava per scoprire una nuova P2. Tutte bazzeccole, come ha decretato il tribunale di Roma. Monti, un ex affiliato alla massoneria, stava indagando su una presunta lobby politico-affaristica che faceva perno attorno al consigliere italoamericano Enzo De Chiara, Lorenzo Necci e l'ex-amministratore della Stet Enzo Pascale. C'entrava anche Chichi Pacini Battaglia: uno bene informato, come dimostrarono le intercettazioni ambientali che pubblicò il Corriere della Sera, con uno scoop attualmente introvabile nell'archivio. Rileggiamoci un'intervista che Monti rilasciò a Panorama il 12 dicembre 1996. E' un godibile ritratto dell'Italia...

Pubblicato Lunedî 7 Luglio 2003

opus1.jpgdi Rita Pennarola
[a cura del sito www.lavocedellacampania.it
e presente anche su disinformazione.it e www.informationguerrilla.org]

Prove generali di franchismo in Italia. A lanciare l'allarme giusto due anni fa era stata Filorosso, associazione antirazzista veronese collegata col gruppo nazionale di Peacelink. Una grande manifestazione contro l'integralismo cattolico alla base di violenze e razzismo: era questa la proposta di Filorosso, che denunciava apertamente la presenza di un "laboratorio avanzato delle destre", per mettere a punto le strategie del "nuovo blocco di consenso che va dalla Lega a Forza Italia, da Alleanza Nazionale a Forza Nuova fino agli integralisti cattolici". "Vogliamo dire con fermezza che oggi nella nostra città - aggiungevano i pacifisti - il fascismo è cosa reale e che a questa educazione al razzismo non sono estranee neppure le alte gerarchie ecclesiastiche, legate ai potentati dell'Opus Dei, che a Verona controlla la maggior parte dell'economia". Un modello "esportabile in breve tempo anche al di fuori del nostro territorio". A maggio 2001 quello stesso blocco di potere avrebbe trionfato alle politiche in Italia. A ottobre 2002 il fondatore dell'Opus Dei Josemaria Escrivà de Balaguer, amico e consigliere del dittatore fascista Francisco Franco, viene proclamato santo.

Pubblicato Giovedî 26 Giugno 2003

galli.jpggalli2.jpgNel tuo intervento sulla rivista "Pluriverso" (Politica e New Age, marzo 1997) hai parlato del rapporto tra crisi della democrazia rappresentativa e riemergere di antiche culture "irrazionali" o pre-razionali.

Ci si chiede se il rapporto tra crisi della democrazia rappresentativa e riemergere di antiche culture potrebbe essere storicamente casuale. Non credo che sia casuale: credo che ci sia una relazione tra i due fenomeni, che la democrazia rappresentativa così come ha funzionato dal Seicento in poi abbia realizzato il massimo delle sue possibilità e, come dice Robert Dahl, o si amplia o tende a restringersi in una "repubblica di custodi", e questo è un fenomeno. L'altro fenomeno è il crescere dell'interesse per quelle che vengono definite culture alternative (astrologia, alchimia, ecc.). Ecco, il fatto è che l'esaurirsi della forma storicamente più razionale di gestione politica viene a coincidere con il riemergere di queste culture e naturalmente può essere ritenuto un fatto casuale, io credo invece che ci sia una relazione tra i due fenomeni.

Pubblicato Mercoledî 25 Giugno 2003

di Valerio Evangelisti

Manchette1.jpg

Esce in questi giorni, presso Einaudi Stile Libero, il romanzo di Jean-Patrick Manchette Un mucchio di cadaveri (Morgue pleine, trad. di Luigi Bernardi, 206 pp., € 8,50). Pubblichiamo la postfazione di Valerio Evangelisti, che vuole essere anche una piccola guida alla lettura di questo straordinario scrittore francese (nato nel 1942, morto nel 1995), di cui Einaudi, attraverso la bravura di Luigi Bernardi, sta meritoriamente traducendo tutte le opere.

Il maestro è senza dubbio Dashiell Hammett, e Jean-Patrick Manchette non ha remore a riconoscerlo. Dall’americano lui ha ereditato anzitutto la chiave di lettura del presente: nelle moderne società occidentali potere politico e interessi criminali sono ormai intrecciati in maniera inestricabile. Il corollario è che solo il romanzo “nero” riesce ormai a fornire della realtà un quadro attendibile. Sì, ma quale tipo di romanzo “nero”? Non certo il poliziesco che si pretende tale, magari perché è un po’ più violento della norma.
Qui si colloca la seconda eredità di cui Manchette è grato ad Hammett. Il tipo di noir capace di assolvere la funzione di specchio credibile del sociale è solo quello behaviourista, in cui dai comportamenti si risale a psicologie e intenzioni, e in cui esclusivamente la descrizione degli eventi ne fa intuire la logica occulta.

Pubblicato Lunedî 23 Giugno 2003

dreamland1.jpgLa spazzatura della spazzatura della storia: questa è il giudizio unanime che si dovrebbe dare dei lavori deliranti di quella combriccola americana che eietta à go go cazzate paranoidi note come "teoria delle cospirazioni", e avente come leader David Icke, recentemente sbarcato anche in Italia. Mentre il complotto è una forma letteraria affabulante e uno straordinario grimaldello per occuparsi della storia civila accaduta o che sta accadendo, quando l'adesione psichica comporta una totale credulità rispetto ad alieni, lucertoloni apocalittici, massoni e banchieri satanisti, bisogna tagliare corto e screditare simili bazzeccole che, oltretutto, sono congeniali a un'opera di irrisione che ogni Sistema attua nei confronti dell'assalto controinformativo. Una delle ossessioni più tipiche di quest'ambientino trash è l'inutilissimo mistero che è celato dalle autorità Usa nell'Area 51 dove, a seconda dei deliri, si nascondono dischi volanti, armi segrete, men in black et similia. Un'ossessione che va affrontata solo in una prospettiva: quella della cultura popolare. Il che ha fatto Phil Patton, col suo Dreamland , uscito tempo fa perFanucci: ne pubblichiamo l'incipit.

Pubblicato Lunedî 23 Giugno 2003

di Agostino Spataro

sbarco.jpgCome previsto, la Sicilia è divenuta la principale porta europea dell’immigrazione clandestina proveniente dall’Africa e da altri paesi del sud del mondo.
Paradossalmente, una regione ad economia sottosviluppata e a forte tradizione migratoria (ancora attiva) e con un tasso elevatissimo di disoccupati è costretta a fronteggiare un fenomeno epocale, a dimensione globale, che è illusorio pensare di fermare con misure d'ordine pubblico o con le cannonate proposte da Bossi, che non è un marziano, ma ministro dell’attuale governo di centro-destra che ha raccolto in Sicilia il massimo possibile di consenso elettorale.
I dirigenti dell’UDC, che hanno “votato” la Sicilia alla Madonna della Lacrime, dovrebbero spiegare ai loro stessi elettori cattolici come possono continuare a governare insieme al capo della Lega nord il quale invoca le cannonate contro i disperati e accusa i vescovi italiani e la “Caritas” di praticare l’ostruzionismo contro l’inefficace legge Bossi-Fini.

Pubblicato Lunedî 23 Giugno 2003

tcoopercover.jpgtcooper.jpgT Cooper (questo il suo sito ufficiale) ha ventitré anni, un'infanzia allucinata in Los Angeles, un mentore messianico in un altro Cooper, Dennis. Il suo some of the parts ha conquistato pubblica e critica americana. Non è difficile capire perché: insieme a Trevis Jeppesen, T Cooper è la scoperta dell'autore di Ziggy, autentico talent scout della Akashic Books. Una produzione seriale, ma di qualità quella di Dennis Cooper: sia Jeppesen che TC sembrano cloni di JT Leroy - cloni d'eccellenza, sia chiaro. some of the parts è un cocktail mortale a base di lesbismo e transgenderismo, antideologia neoconservatrice, pompini, sieropositivi, suicidi, borderline in libertà, crimini tratti dalla cronaca. E' un gran libro, anche per chi nutre legittime irritazioni davanti al facile puzzle di materiali consimili praticati dagli ultimi arrivati tra gli avantpopper. Abbiamo tradotto l'incipit del quarto capitolo del libro di T Cooper, proprio per dimostrare che il ragazzino non è soltanto frizzante ed eversivo - è maturo e affonda radici autentiche nel male umano.

Pubblicato Giovedî 19 Giugno 2003

di Giuseppe Genna

mercenari0.jpgmercenari.jpgE' da verificare anche se è difficile verificarla: intendo l'ipotesi che dietro le esplosioni a Riyadh, l'altro mese (nella foto a destra, Colin Powell sul luogo degli attentati), non ci fosse un'intenzione di attacco indiscriminato ai civili americani che popolano un intero quartiere residenziale nella capitale saudita. La verità potrebbere essere più scottante e imbarazzante per l'Amministrazione Bush. Nei palazzi presi di mira dagli attentatori si troverebbero, infatti, non semplici civili, bensì agenti Cia impiegati nell'ambiguissima rete mercenaria statunitense - una sorta di longa manus dell'Agenzia Usa, svincolata dalle normative congressuali che temperano il ricorso a covert action e azioni illegali dal punto di vista delle convenzioni internazionali. Questa rete vergognosa, cui si devono scelleratezze disumane nei Balcani, ha un nome: MPRI, acronimo neutro che nasconde la sigla inquietante Military Professional Resources Incorporated. Nulla di segreto, c'è anche un sito (questo), che pubblicizza il servizio privato di militari a domicilio. La MPRI è al centro di una galassia infinita di corporation militari, tra cui alcune controllate dal Carlyle Group, nel cui board figurano i Bush e Cheney. Una stella di questa galassia è la O'Gara Protective Services, che fornisce il servizio di sicurezza ai regnanti sauditi e i cui uomini sono tutti agenti ex Cia, abitanti in Riyadh, nel quartiere preso di mira dai "terroristi".

Pubblicato Mercoledî 18 Giugno 2003

Il carmillo Sandrone Dazieri ha ricevuto via mail una proposta che, per il suo contenuto di alta civiltà, pensiamo sia il caso che venga divulgata il più possibile.

Carissim*,
greenpeace.jpgti scrivo per chiederti di unirti a Greenpeace in una singolare iniziativa per la tutela delle ultime foreste del pianeta.
Le foreste primarie sono tra le più incredibili espressioni viventi dei tre miliardi di anni di vita sulla terra. Forniscono habitat unici e vitali a due terzi delle specie terrestri di piante ed animali; inoltre, molti popoli e culture dipendono da queste foreste per la loro sopravvivenza spirituale e fisica. Le foreste primarie svolgono anche un ruolo fondamentale nel mantenere stabile il clima terrestre perché assorbono grandi quantità di anidride carbonica che altrimenti andrebbero ad aggiungersi al riscaldamento globale. In tutto il mondo queste foreste sono in pericolo. Uno sconcertante 80% è già stato distrutto ed il rimanente 20% è minacciato da pratiche di taglio del legno illegali o distruttive in regioni quali Canada, Indonesia, Finlandia, Russia, Brasile e Africa centrale ed occidentale. L'Italia è tra i maggiori importatori in Europa di legname illegale e prodotti derivati, come la carta.
Per la prima volta la nostra associazione si rivolge agli autori per eliminare l'utilizzo di carta derivante dalle foreste primarie e per orientare il mercato dell'editoria verso alternative sostenibili. In Canada la stessa iniziativa ha dato ottimi risultati. Le voci di J.K Rowling, Margaret Attwood, Alice Munro si sono rivelate essenziali nell'aiuto prestato a Greenpeace, persuadendo una parte importante dell'industria editoriale canadese ad introdurre l'uso della carta eco-sostenibile. Venticinque editori, tra cui Random House Canada e Penguin Canada, hanno accettato l'invito.

Pubblicato Lunedî 16 Giugno 2003

bushmoon.jpgNell'immaginario americano, il Reverendo Moon occupa lo stesso luogo tenebroso e inquietante che L.Ron Hubbard ha nell'immaginario europeo. Una mattinata limpida dell'86, la coscienza collettiva degli americani fu scossa dalla dimostrazione di forza data dalle truppe del Rev. Moon, fondatore della Chiesa dell'Unificazione: a Washington, uno stadio di football riempito come se fosse in corso un SuperBowl; assiepati sugli spalti, i parenti delle centinaia e centianai di ragazzi e ragazze, uomini e donne che andavano a farsi sposare dal Reverendo stesso, scelti e accoppiati a caso dal boss religioso. Uno choc americano, solitamente, ha strascichi imprevedibili. Nel caso del Rev. Moon la reazione fu impressionante: lotte legali, accuse di lavaggi del cervello e, alla fine, la chiusura della Chiesa nel '94. La cultura pop reagi con la medesima intensità: Don DeLillo dedicò all'evento Mao II e, venti anni più tardi, il genio di Chuck Palahniuk si ispirò alla vicenda degli unionisti per il suo capolavoro Survivor.

Pubblicato Giovedî 12 Giugno 2003

fc.gifcpalahniuk.jpgE' tornato in libreria e, contravvenendo alla celebre prima riga, ne parliamo: il Fight Club ha riaperto. Il capolavoro di Chuck Palahniuk, che anche grazie al film di David Fincher ha segnato una generazione, riapre i suoi battenti e torna ad accogliere lettori adrenalinici e sadomasichisti. Ora Fight Club non è più in versione Edimar (la piccola casa editrice che l'aveva pubblicato anni orsono), bensì Mondadori Strade Blu, che ha per l'occasione spostato in coda al libro il pezzo di Fernanda Pivano, che sciaguratamente rivelava il colpevole alla terza riga. Per celebrare degnamente Palahniuk, di recente sbarcato in Italia per presentare Soffocare, ne riprendiamo una storica intervista: si parla di Fight Club e di Invisible Monsters, il suo terzo e più delirante romanzo.

Pubblicato Mercoledî 11 Giugno 2003

metallica.jpgdi Nicola Gaiarin

metallicacover.jpgOk, non ce ne frega niente se ormai hanno quarant’anni suonati, gli perdoniamo anche quell’aria da rockstar che c’è l’hanno fatta. Se lo possono permettere, perché quella musica, quelle accelerazioni improvvise, quei cambi di tempo da orologio impazzito, quelle ritmiche serrate e compresse le hanno inventate loro. Un po’ di storia per i più giovani: nel 1983 quattro ragazzi di San Francisco con addosso più brufoli che anni spazzano via tutte le menate da metallo tamarro con un disco che oltrepassa violentemente l’idea stessa di metal: niente sfumature progressive, niente impennate epiche, solo velocità e potenza, in un wall of sound che macina i riff del metal inglese (Diamond Head su tutti) e la furia nichilista dell’hardcore dei primi anni ’80 (Discharge in primis). Il risultato? Kill’em all, un disco (che doveva intitolarsi Metal up your ass, capito il senso?) che nella genealogia della musica estrema coincide con la creazione di quella particolare curvatura che va sotto il nome di Thrash Metal. Oltre a loro, ovviamente, c’erano compagni di strada importanti (dalla Bay Area venivano anche gli Exodus, da NY gli Anthrax, da LA gli Slayer). Ma il primo masterpiece assoluto del genere l’hanno sputato fuori quei quattro: James Hetfield, Lars Ulrich, Cliff Burton e Kirk Hammett.

Pubblicato Lunedî 9 Giugno 2003

wright.jpgInsieme a Paul Di Filippo, uno degli autori SF che hanno declinato l'avantpop in direzione decisamente fantascientifica è Stephen Wright. Leggendario il suo Going Native (in Italia, Partenze notturne, uscito nel '97 da Feltrinelli), altrettanto sconcertante M31 (uscito da Fanucci), sorta di rielaborazione SF della grande tradizione letteraria di quella fascia torrida (climaticamente, perché dal punto di vista umano è raggelante) del sud degli Stati Uniti (e, infatti, è soprattutto Faulkner il referente poetico di Wright - assieme a Wilhelm Reich). Da un'esacerbantemente lunghissima intervista che AltX fece a Wright, riportiamo i passi che concernono proprio M31, delirante avventura di fantascienza sudista.

M31 è, anche se soltanto occasionalmente, una storia di UFO...

Mi è capitato di leggere un vecchio libro, Messaggeri dell'inganno. Quand'ero bambino, a Cleveland, prima di andare a letto ascoltavo un talk show radiofonico e spesso c'erano ospiti che parlavano di alieni, di rapimenti da parte degli Ufo. E' roba da brivido, soprattutto se sei un bambino e la stai ascoltando a notte fonda nel buio. Ti aspetti che queste astronavi atterrino da un momento all'altro. Con a bordo questi esseri tra il bizzarro e lo spaventoso.

Pubblicato Giovedî 5 Giugno 2003

di Daniela Bandini

Coccia.jpg

“Perché lo squartasti?”.
“Volevo vedere come era fatto dentro”.
“Perché gli strappasti le interiora?”
“Volevo vedere se aveva il cuore”.
“E lo trovasti il cuore?”.
“No, non feci in tempo a vederlo”.
“Perché non strappasti fino in fondo?”.
“Perché non veniva via nient’altro”.

Pubblicato Venerdî 30 Maggio 2003

di Valerio Evangelisti

Sbancor.jpg

Pubblichiamo integralmente l'introduzione di Valerio Evangelisti al volume di Sbancor American Nightmare, Nuovi Mondi Media, da poco in libreria (176 pp., 12 euro). Sbancor, come viene ricordato anche nel testo, è operatore finanziario presso uno dei più importanti istituti di credito italiani. Riteniamo il suo libro lettura obbligatoria per chi voglia farsi un'idea non superficiale delle forze in campo, su scala planetaria, in quella che ormai viene chiamata l'era Bush.

Sbancor, rispetto ad altri uomini del mondo finanziario divenuti noti sotto pseudonimo, ha una caratteristica: sa scrivere. I suoi interventi, ormai notissimi a chi frequenta i siti di Internet "alternativi", "antagonisti" e di controinformazione, non sono mai fredde rassegne di dati e di interpretazioni. In essi, alla lettura critica degli eventi economici e all'esposizione delle connessioni che permettono di intenderne il significato, si sommano riferimenti alla storia, all'esperienza personale, a fatti di cronaca trascurati o non valorizzati il giusto. Sbancor e', in questo senso, una straordinaria macchina per la conservazione della memoria o, se vogliamo usare un esempio piu' pittoresco, il guardiano di uno di quei pannelli su cui, negli uffici o in qualche scuola, vengono fissati gli appunti con puntine da disegno.
Normalmente, dei piu' ingialliti tra quegli appunti ci si scorda. Sbancor invece li ha tutti presenti e, quando occorre, interviene a illustrarcene una possibile coerenza. Piu' suggerendola, pero', che cercando di renderla totalmente visibile.

Pubblicato Martedî 27 Maggio 2003

di Susanne Bach

ruff.jpgMatt Ruff è nato nel 1965 o nel 1966 (dipende se si crede a lui o al suo editore). Ha studiato scrittura creativa alla Cornell University, e tra i suoi professori figura Alison Lurie (autrice che ha vinto il premio Pulitzer nel 1985 con Foreign Affair, pubblicato in Italia da Feltrinelli con il titolo Cuori in trasferta). Ruff ha ottenuto un ottimo consenso di pubblico e critica già con The Fool on the Hill, il suo primo romanzo del 1988. Lo stesso è accaduto nel 1997 per la Trilogia dei lavori pubblici (Fanucci). Quelli che seguono sono alcuni estratti di un'intervista tenuta in Austria nel 1998, durante un tour promozionale per la traduzione in tedesco del romanzo.

Pubblicato Venerdî 23 Maggio 2003

futurosangue.jpgSegnaliamo disordini in varie librerie d'Italia: fan impazziti di Carmilla si sono disputati a sangue e futuro l'antologia carmillica curata da Vittorio Catani e affettuosamente ribattezzata Carmillone. Sembrava di assistere alla ressa di diseredati iraqeni intorno ai camion che distribuivano acqua e cibo a Baghdad. Almeno, queste le notizie trasmesseci da Magdi Allam e noi non abbiamo alcun motivo di ritenere che siano distorte o false, vista la credibilità del prestigioso giornalista repubblichino. Trasmettiamo quindi un accorato appello ai carmilli in crisi d'astinenza da Carmillone: arriveranno a breve nuove copie in tutte le librerie del Paese. Per chi se lo fosse scordato, ripetiamo che il Carmillone è la migliore antologia di fantascienza italiana mai prodotta a memoria d'uomo: il titolo è Il futuro nel sangue , sono 19 racconti sul potere, un totale di 354 pagine al prezzo politico di 9 euro. Qui ci sono tutti i nomi degli autori e i titoli dei racconti antologizzati. Potete acquistare il Carmillone in queste librerie. Oggi vi proponiamo un nuovo estratto dal libro, che solo per disguidi tecnici non è stato dedicato a Magdi Allam. [gg]

da Frammenti degli occhi di Tiberio
di Franco Ricciardiello
Durante il trasferimento, Arduino Marchetti ricordò il breve flash di indignazione negli occhi del dottor Ferrari quando gli aveva spiegato che sarebbe stato preferibile iscrivere sua figlia nella lista delle meretrices.
– Naturalmente, è per evitare di essere giudicata come adultera – aveva aggiunto Marchetti divertito, sperando in segreto che il suo cliente mandasse a monte il viaggio. – Nella tarda epoca repubblicana, molte signore anche della classe degli equites si dichiaravano prostitute per aggirare il disonore dell’adulterio.

Pubblicato Mercoledî 21 Maggio 2003

futurosangue.jpgIl primo Carmillone è finalmente in libreria. Si intitola Il futuro nel sangue e - scusate l'immodestia - è la migliore antologia di fantascienza italiana che esca da quel dì. Sono diciannove racconti di SF sul potere, accorpati dalle cure amorose di Vittorio Catani. Un'operazione che è letteraria e civile: no, dico, avete mai pagato soltanto 9 euro per 354 pagine? Avete mai provato piacere e pensato a una cifra tanto irrisoria, in tempi grami in cui vi fanno pagare il piacere e il pensiero? Curiosi di conoscere gli scrittori antologizzati? Cliccate qui, allora. Potete acquistare il Carmillone in queste librerie. Intanto godetevi quest'estratto dalla summa fantascientiae targata Carmilla. [gg]

da IL FUNERALE DELLE ROSE
di Alberto Cola

La sonda computerizzata ha il diametro di una manciata di capelli. Si snoda tra le mani del chirurgo come un serpente addestrato, senza obiezioni. Il laser che ha sulla punta comincia a incidere la pelle del braccio di Lê quasi con eleganza, emettendo appena un effluvio acre.

Pubblicato Martedî 20 Maggio 2003

baliani.jpgbalianicover.jpgE' uscito per i tipi Rizzoli il racconto dei 55 giorni di prigionia di Aldo Moro su cui Marco Baliani ha costruito un celeberrimo spettacolo di teatro civile: Corpo di Stato. Il delitto Moro (costa soltanto 7 euro) è uno degli esempi più folgoranti della presenza di una letteratura politica e civile in Italia, oltre che l'archetipo che dovrebbe governare ogni ricordo dell'uccisione dello statista democristiano - completamente fuori del cerchio celebrativo allestito dalla fiction di potere. Pubblichiamo l'intervento autografo di Marco Baliani sul suo spettacolo, oltre che un'intervista pubblicata nel '98 dal Manifesto, a cura di Oliviero Ponte di Pino. [g.g.]

CORPO DI STATO
di Marco Baliani
Il tessuto di Corpo di stato è il rapporto conflittuale tra esigenza di rivolta contro l'ingiustizia e assunzione del ruolo di giustiziere.
E' sempre stato difficile raccontare qualcosa che ci è tanto vicino - siamo nel nostro passato prossimo, solo vent'anni fa - specie se quel qualcosa ha inciso profondamente sulle nostre esistenze e sulle nostre scelte.
La materia è ancora così pulsante e non dipanata dalla lontananza, che si rischia allora di leggerla col senno di poi, filtrandola e mettendola a distanza di sicurezza.

Pubblicato Lunedî 19 Maggio 2003

euridice.jpgeuridicef32.jpgL'hanno definito "il romanzo più pericoloso mai scritto da una donna". F/32 (pubblicato negli States nel corso del 1992 e uscito in italia per ShaKe Edizioni) è un romanzo impazzito e certamente piuttosto pericoloso. La scrittrice, che ha raccolto l'eredità di Kathy Acker e che ha scelto lo psudo Euridice, è autrice anche di un romanzo oceanico, Ehmh. Attualmente insegna letteratura alla Brown University.

Hai avuto un'infanzia piuttosto esotica.
Sono cresciuta ad Alessandria d'Egitto. Sono nata sull'isola di Lesbo. Sono venuta alla luce esattamente nel punto scelto da Saffo per suicidarsi tuffandosi in mare. E' il medesimo punto in cui, secondo il mito, le ceneri di Orfeo furono spazzate via dopo che il semidio era stato ucciso e smembrato. Sono nata precoce. Nessuno si aspettava che le acque si rompessero lì e in quel momento. Ho vissuto ad Alessandria ma non ho mai imparato l'arabo. Ho letto molto. Sono restata a casa, educata dai miei e da alcuni insegnanti privati. Leggevo moltissimo. Ho sviluppato una fervida fantasia. Mio padre desiderava che diventassi scrittrice. Da quando avevo tre anni mi parlava di scrittori e filosofi. E' anche vero che ho riscritto Beckett e Omero, quand'ero piccola: mio padre conserva ancora quelle versioni. Cancellavo parti dei libri originali e le riscrivevo - con una grafia da bambina, secondo i plot che mi piacevano di più. Non mi piaceva la letteratura mediocre.

Pubblicato Venerdî 16 Maggio 2003

di Giuseppe Genna

cia.jpgciadroga.jpg"E' stato calcolato che il consumo illegale di droghe negli Stati Uniti dalla fine degli anni '80 è arrivato ad un giro finanziario di 110 miliardi di dollari ogni anno" (Paul Johnson, Modern Times, p.782). La cosiddetta Drug War non fa altro che arrestare qualche spacciatore e mantiene alti i profitti dei grandi trafficanti. Ma chi sono questi trafficanti? Prima del traffico, bisogna parlare della produzione. La CIA provvede all'elaborazione di nuove molecole stupefacenti (è una sua tradizione...) e poi le immette nel mercato di massa, a partire da quello americano. Nel 1998, l'Agenzia ha lanciato pubblicamente "quattro nuovi eccitanti, di grande qualità e sicurezza", secondo le parole dell'allora direttore John Deutch. Le quattro droghe, riprodotte nella foto, sono: 1) il Blue Glass, da fumarsi per ottenere cinque minuti di sballo euforico seguito da catatonia; 2) il Brainscratch, un allucinogeno che, utilizzato come collirio, raggiunge immediatamente la corteccia cerebrale e dura almeno dieci ore; 3) lo Zoom-B, narcotizzante da iniettarsi, che la CIA prevede sostituire il popolarissimo crack in pochi anni; e 4) lo Spike, allucinogeno, in pillole da ingerirsi per due ore di anestesia totale (fonte The Onion).

Pubblicato Mercoledî 14 Maggio 2003

internationalanswer.jpgIl 17 e 18 maggio la città di New York sarà la scena di un evento straordinario: i partecipanti alla comunità A.N.S.W.E.R. Coalition, una delle sigle più importanti del movimento pacifista americano, si ritroveranno per una due giorni in cui verranno scambiate informazioni, prodotte documentazioni ed elaborate strategie da proporre ai movimenti no global internazionali. E' soprattutto la messa in comune di informazioni che ogni gruppo ha raccolto in quest'ultimo anno a costituire un motivo di interesse notevolissimo: si attende un salto di qualità per quanto concerne la controinformazione sui panni sporchi del regime Bush, siano essi lavati in famiglia o davanti agli occhi di tutto il pianeta. Si parte con la messa a fuoco dell'affermazione rilasciata il 7 maggio da Karl Rove, uno degli architetti più perniciosi dell'Amministrazione Bush: "In Iraq abbiamo soltanto assistito a una battaglia: la guerra è più vasta".

Pubblicato Lunedî 12 Maggio 2003

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“Qui in Scozia, ci battiamo per una repubblica socialista indipendente che possa diventare un simbolo internazionale di equità e giustizia, una Scozia che si opponga e sconfigga i parassiti e i signori della guerra.”

La citazione colpisce subito l’immaginazione. Evvai, Braveheart, stermina i landlords inglesi al suono ritmato dei tamburi e delle cornamuse della Marcia di Guerra dei Clan!

Pubblicato Mercoledî 30 Aprile 2003

di Giancarlo Marino

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Definirlo il romanzo della maturità di una ventunenne può sembrare un ossimoro, è vero. Ma con Ethlinn, la Dea nascosta, la sua opera prima, pubblicata dalla casa editrice Dario Flaccovio, Egle Rizzo, studentessa di Lettere palermitana, dimostra una consapevolezza già adulta della tecnica narrativa e dei canoni del fantasy. Canoni che applica e subito rovescia, a dispetto delle schematizzazioni facili e dei luoghi comuni. Niente tuniche bianche per i “buoni” e nere per i “cattivi”, quindi (anzi il contrario, semmai). Niente gnomi, elfi e folletti – «perché non erano funzionali alla storia,» spiega Egle – né un ricorso eccessivo alla magia, a parte la capacità telepatica. Pochi, nel romanzo, pure i personaggi positivi o negativi a tutto tondo. Dal punto di vista psicologico, Egle Rizzo mostra di preferire sfumature e contraddizioni. In sintesi, ha voglia di sperimentare, utilizzando ma anche violando certe convenzioni del fantasy.

Pubblicato Mercoledî 23 Aprile 2003

di Chiara Cretella

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Il romanzo di Chiara Cretella Gli insetti sono al di là della mia compassione, Pendragon, 2003, non pare destinato all'oscurità. Proposto e difeso da un letterato di valore, subito stroncato da un critico illustre, suscita reazioni contrastanti ma sempre viscerali. Oggetto dello scandalo non può essere il tema: molti romanzi sul sesso scritti da donne hanno per argomento una degradazione progressiva in chiave sado-masochistica (ma soprattutto masochistica: gli psicanalisti mi perdoneranno se scindo i due aggettivi). Non può essere nemmeno il linguaggio, che coniuga esperienze d'avanguardia allo slang delle giovani generazioni.
Che cos'è, dunque, che colpisce tanto nel libro? Forse è l'accento di verità che lo impronta. E' relativamente facile scandalizzare dando libero sfogo alle proprie fantasie sessuali; molto più difficile, e perturbante, è farlo conferendo al racconto un'aria di completa, quasi disarmata sincerità.
Proponiamo poche pagine del romanzo, con l'avvertenza che, per capire di cosa tratti realmente, è necessario leggerlo per intero. Poi le reazioni potranno differire, ma l'importante è che ci siano. Sono così rari, oggi, i romanzi capaci di scuotere sul serio l'annoiata serenità del lettore mid-cult.
(V.E.)

mi sveglio tardi il giorno dopo, sono le due del pomeriggio ma è tutto perfettamente in orario perché siamo rientrati alle sei. C'è una specie di gara a chi rientra più tardi, pare che chi arriva ultimo si è divertito di più. Invece spesso ci si trascina da un locale all'altro senza sapere che fare, ma il bello è cazzeggiare in compagnia, passare da un pub all'altro ordinando ogni volta un drink, e dopo il terzo posto sei già brillo. Vince chi resiste di più sobrio prima di andare in spiaggia a farsi di altre cose.

Pubblicato Martedî 22 Aprile 2003

Sopra l'immagine della statua di Saddam che crolla, CNN propone il senso profondo della democrazia che gli Stati Uniti sono andati a esportare in Iraq. [Specifico che questo è un gifpack a loop=2: il messaggio non tanto subliminale è deducibile dalla sequenza di immagini alternate di finta libertà newage e Amministrazione Bush. Ricaricate la pagina, se l'immagine qui sotto si è arrestata sulla faccia blu di Donald Rumsfeld. Una pubblicità di rivista, una promozione mercantile sopra le foto di sangue provenienti dall'Iraq ha, a mio parere, un valore e una significazione simbolici. Nulla di più. gg]

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Pubblicato Mercoledî 9 Aprile 2003

di Enzo Fileno Carabba

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Esce in Francia, nella Série Noire Gallimard, il romanzo Pessimi segnali (tradotto Mauvais Signes) di Enzo Fileno Carabba. E pessimo segnale è di per sé il fatto che il romanzo di uno dei migliori narratori italiani debba uscire prima in Francia che in Italia.
Sarà per il carattere schivo o per la levità della sua prosa, ma in Italia l'autore di Jakob Pesciolini, de La regola del silenzio, de La foresta finale (tutti pubblicati da Einaudi), non ha mai incontrato l'attenzione che meritava. Eppure la scrittura elegantissima, colta e ironica di Carabba, le sue storie tra il poetico e il delirante, sfidano e vincono in originalità tutta la nostra produzione letteraria corrente.
Pubblichiamo le pagine iniziali di Pessimi segnali, precisando che l'azione si svolge in un Pronto soccorso, in cui il protagonista presta servizio civile (V.E.).

Morivano di continuo, come per un'ossessione. Non li capivo. Erano dappertutto: per le strade e nelle case. Noi li portavamo via, con la sirena che urlava e incendiava l'aria. Mi sembravano tutti uccisi. Correvamo nel ghiaccio e nel sole. Incidenti, malattia, lamiere, andavamo incontro a questo senza sapere nulla. L'unica cosa che sapevo era che sicuramente esisteva un colpevole, da qualche parte. C'è sempre un colpevole.

Pubblicato Martedî 8 Aprile 2003

di Paolo Chiocchetti
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"I ROTS (Reactive Oxygen Toxic Species) o, come sono comunemente conosciuti, "radicali liberi", rappresentano uno dei principali nemici contro cui l'uomo moderno, teso nello sforzo di migliorare la lunghezza e la qualità della propria vita, dovrà affinare le armi per vincerne i subdoli attacchi." (tratto da http://www.o2o3.it/archive.htm)

Pubblicato Giovedî 3 Aprile 2003

presidantialpray.jpgQuella che vedete qui a fianco è l'immagine logo di un'associazione che sta raccogliendo in Rete il consenso della destra millenarista intorno a Bush. Si chiama The Presidential Prayer Team: cioè "il gruppo di preghiera per il Presidente". Si appoggiano alle spalle di George Bush Jr. due che con lui non hanno nulla a che spartire: sono gli spettri di Abraham Lincoln e George Washington. Il dipinto, che pare una tavola della Domenica del Corriere negli anni Cinquanta, è di tal Ron Di Cianni. Vi supplico, fatevi un giro nel sito del Presidential Prayer Team: vi aumenterà il quoziente di coscienza civile e pacifista. Per esempio potreste iscrivervi alla manifestazione di preghiera per il Presidente e la Nazione che si tiene nei campi da golf di mezza America. Cose così, insomma...

Pubblicato Giovedî 3 Aprile 2003

Intervista a François Muratet

fermate_small.jpgEsce nella collana Marsilio Black Fermate le macchine, un romanzo davvero insolito di François Muratet: un noir ambientato in una fabbrica francese durante uno sciopero.
Pubblichiamo l'intervista che l'autore del romanzo ha rilasciato a L'Humanité, seguita da una sintesi della trama e dai dati editoriali.

Qual era la sua intenzione mettendosi a scrivere Fermate le macchine?

Volevo scrivere una storia senza pietà, mostrare l'umanità senza maschere. Ma una volta finita la storia, i miei amici hanno trovato che i personaggi erano uno più duro dell'altro, interessati solo ai soldi. Così ho tentato di umanizzarli un po'. E alla fine questo mi ha richiesto un lavoro enorme! Ho scritto e riscritto per tre anni.


Pubblicato Mercoledî 26 Marzo 2003

sabotaggiotelepatico.jpgdi Giuseppe Genna

L'iniziativa del sabotaggio telepatico non è un gesto situazionista. Almeno: non lo è per l'Amministrazione Bush. Di cosa si tratta, anzitutto? Di questo: osservata l'impossibilità a farsi valere in maniera democraticamente istituzionalizzata, che sembra essere l'unico piano apparentemente sensibile per Bush e i suoi orridi camerati texani, proponiamo ai partecipanti alle manifestazioni per la pace un divertente giochetto. Tra mezzogiorno e l'una, se vi capita, formulate un pensiero così strutturato: 1) pensate a George Walker Bush; 2) pensate che gli venga un brutto male invalidante (non un tumore, poiché siamo nonviolenti; bensì una gonorrea, una colite spastica cronica, un orzaiolo che gli impedisca di ragionare e/o apparire in tv, che per Bush è la stessa cosa).
Vediamo se milioni di persone, formulando un augurio telepatico come questo, smuovono sufficiente energia psichica da colpire sul serio il cuore del Cattivo Potere. Questa è una campagna seria che proviamo a lanciare a partire dall'Italia. Sembra uno scherzo, vero? Beh, non lo è affatto. Ecco perché.

Pubblicato Martedî 25 Marzo 2003

controinformazione.jpgPistolotti patriottici di Bush e Blair; Saddam e la sua cricca che, Lazzari redivivi, vengono dati per morti e ricompaiono dopo poche ore; inglesi e americani che hanno preso gusto ad abbattersi aerei ed elicotteri da soli; città bell'e conquistate che continuano a resistere e a mietere vittime tra gli invasori...
Come orientarsi in questo mare di propaganda di guerra?

Ecco alcune utili segnalazioni:
- Warblogs:cc, commenti e aggiornamenti in tempo reale sulle ultime notizie.
- ZNet, la più prestigiosa web community della sinistra americana, con articoli di Chomsky, Albert, Pilger, Brecher...
- AlJazira.it, traduzioni e filmati dai media arabi.
- What really happened, "la storia che il governo spera di tenerti nascosta".
- WWWar, il blog contro la guerra di Clarence in collaborazione con Information Guerrilla.
- L'empire contre l'Irak, quaderno di Le Monde diplomatique sulla crisi del Golfo e la strategia neo-imperiale degli Stati Uniti.
- REDS, mensile marxista italiano con un interessante speciale sulla storia dell'Iraq e della sinistra irachena.

Pubblicato Lunedî 24 Marzo 2003

bamford.jpgPenguin ripubblica in tascabile uno storico saggio di James Bamford sulla Nation Security Agency. Diciamo subito che non si tratta del solito libretto di accozzaglie farneticanti da teorici dei complotti ultrareazionari.
Quello di Bamford è, insieme al più recente Body of Secrets pubblicato dallo stesso autore, il testo che più scientificamente e rigorosamente esplora gli apparati e le operazioni strategiche della massima tra le Agenzie di intelligence statunitensi. Body of Secrets, versione 2.0 di The Puzzle Palace: A Report on America's Most Secret Agency, ha riscosso recentemente un successo inaspettato nel mondo anglosassone, finendo nella classifica dei libri più venduti in America, sulla scorta dell'orrido mercato editoriale che è andato configurandosi dopo gli attentati dell'11 settembre. Tuttavia è abbastanza complesso ricostruire il discorso di Bamford senza avere letto The Puzzle Palace: laddove si assiste a una mitragliata di rivelazioni su fatti ormai storicamente accertati e su altri che il Sistema ritiene sia cosa buona e giusta non pubblicizzare - basti pensare che Bamford parlava di Echelon nell'83 e ha dovuto aspettare che i documenti desegretati gli dessero ragione quattordici anni dopo.

Pubblicato Martedî 18 Marzo 2003

governatoricover.jpgRoma, 2005. Berlusconi, vinta ogni resistenza politica, è impegnato a organizzare un nuovo grande evento mediatico: il gemellaggio dell’Italia con il Texas di Bush. La voce del presidente risuona per le strade della città, è quasi tutto pronto ma c’è qualcosa di strano, il sospetto che qualcuno stia progettando l’attentato più irridente che si sia mai sentito, un attentato a reti unificate...
Venere in topless (fernandel, 12 euro) è l'esordio narrativo di Michele Governatori, pesarese, classe 1972. Ecco un assaggio della scrittura di Governatori: veloce coloquialità declinata con notevole abilità ritmica.


Ditemi voi come si fa a fissare l’incontro coi professori il sabato mattina. Ditemi, forza. Che testa bisogna avere? Il sabato mattina. Allora cosa l’ha iscritto a fare il figlio a una scuola privata se poi non le evita nemmeno le rotture di scatole tipo questa? Il sabato mattina. Alle undici di mattina, con tutte le sue amiche già bell’e prenotate dall’estetista e dal parrucchiere, a lei le tocca andare dai professori a colloquio.

Pubblicato Venerdî 14 Marzo 2003

loriga.jpgRay Loriga è, a detta delle giornaliste delle pagine culturali americane, il "figo della letteratura" a livello planetario. Spagnolo di origine, da anni trapiantato a New York, diversi romanzi alle spalle (di cui soltanto uno tradotto in Italia: Tokyo non ci vuole più bene, Mondadori), Ray Loriga è uno dei massimi esponenti dell'underground>overground spagnolo: musica, cinematografia e letteratura (una grande letteratura) sono i suoi àmbiti prediletti, nei quali fa esplodere impazzimenti personali e collettivi che, ormai, fanno da specchi fedeli a una realtà in clamoroso movimento. Basti vedere la sua pellicola La pistola de mi hermano (purtroppo reperibile quasi soltanto grazie a circuiti off su newsgroup o chiedendo informazioni qui) o leggersi l'ultimo suo romanzo Trifero, per comprendere fino a che punto lo sguardo e la sintassi artistica di Loriga valgano la pena di essere attraversate con entusiasmo. Alle affezionate carmille: a poco vale la vaga somiglianza che Loriga spartisce con Vincent Gallo - il ragazzo è sposato, con figli, e soprattutto fedele. Pubblichiamo l'estratto da un'intervista che Ray loriga ha rilasciato tempo fa a BoldType.

Pubblicato Giovedî 13 Marzo 2003

fura.jpgDopo il grande successo alla prima teatrale a Barcellona dove ha registrato il tutto esaurito, la Fura dels Baus è stata al Teatro Smeraldo di Milano per la prima volta con il nuovo spettacolo XXX, prima di ripartire alla volta di Lisbona.
Ispirato al romanzo La filosofia nel boudoir del Marchese de Sade, la compagnia catalana propone il nuovo spettacolo dal titolo “XXX”, uno spettacolo che ha l’intento di assestare “un colpo alla morale ipocrita” del XXI secolo, come afferma la Fura dels Baus.
“XXX” è un viaggio nell’erotismo, nella pazzia e nella perversione di una giovane donna chiamata Eugenie, che viene iniziata al sesso da un gruppo di libertini cui fa capo la sensuale porno star Madame Lula. Altro personaggio è Dolmancè, un uomo egoista, crudele e intellettualmente vicino a De Sade; e poi c’è Giovanni, fratello di Lula, con cui quest’ultima intrattiene rapporti incestuosi.

Pubblicato Giovedî 13 Marzo 2003

petermoore.jpgEsce da Feltrinelli La strada sbagliata - Da Londra a Sydney per la via più lunga dell'autore fuori di testa Peter Moore. A Carmilla, dove siamo tutti fuori di testa, piacciono i bei viaggi: e quelli di Peter Moore sono davvero bei viaggi. Convinto da sempre che gli hippie hanno avuto ragione, disponendo "della musica migliore, delle droghe migliori, dei modi di fare sesso migliori", Moore si è caricato sulle spalle l'intera eredità dell'epoca lisergica e se ne è andato in giro per il mondo. In particolare, si è fatto da Londra a Sidney senza ricorrere all'uso dell'aereo. Feltrinelli ci regala (beh, insomma... costa 18 euro - ma ne vale la pena) la traduzione dell'itinerario impazzito che Moore non ha programmato ma si è sciroppato, poiché è sciroppato. L'australiano peter Moore ci ha preso l'abitudine. Insieme a The Wrong Way Home, ha pubblicato altri tre libri di genere (Swahili for the Broken-Hearted, The Full Montezuma, No Shitting in the Toilet) e si può tranquillamente identificarlo con il riesumatore geniale di un genere che stava sonnecchiando: quello del reportage di viaggio.

Pubblicato Mercoledî 12 Marzo 2003

zimlercover.jpgRabbini Investigatori: una categoria che sembra bizzarra e che invece mette a nudo la radice più autentica del genere giallo & noir. L'anima metafisica, perennemente risolta nella figurazione mistica della Caccia alla Preda, è uno dei perni fondamentali della letteratura di genere, declinata secondo ogni prospettiva possibile: dalla metafisica materialista all'indagine laica, dal discorso sociologico a quello teologico. Richard Zimler è uno dei migliori autori della schiera in cui militano i Rabbini Investigatori. In Italia abbiamo letto - e non comprato secondo quanto meritava - Il cabalista di Lisbona: storia di occultismo talmudico (e non solo) e di penetrazione geografica straordinaria - forse il romanzo più vicino al Club Dumas di Perez Reverte. E' già un evento, non qui da noi bensì negli States, l'annunciata uscita, a luglio, del nuovo romanzo di Zimler, Hunting Midnight. Per chi non conoscesse Zimler, in attesa che HM raggiunga i litorali italici, presentiamo The Angelic Darkness, il libro successivo allo splendido Cabalista.

Pubblicato Giovedî 6 Marzo 2003

brite.jpgE' appena uscito in America The Value of X, il nuovo romanzo di Poppy Z. Brite, autrice tra le più interessanti e dinamiche della scena under-overground mondiale. Brite questa volta mutua ed esalta temi e stilemi dal divino Dennis Cooper, facendo esplodere una pubertà impazzita che entra nel cerchio dell'omosessualità non prestabilita.
Poppy Z. Brite è una delle autrici avantpop più celebrate. E' nata il 25 maggio 1967, ha lavorato come modella per artisti, custode estiva di criceti, stripteaser e, dal '91, scrittrice a tempo pieno. Ha pubblicato tre romanzi, Lost Souls, Drawing Blood ed Exquisite Corpse (dei quali in Italia è stato pubblicato soltanto l'ultimo, nel '97, da Frassinelli, col titolo Cadavere squisito). Con la raccolta Wormwood - Her short stories and essays ha conquistato fama mondiale. Presentiamo un'intervista a Poppy Z. Brite sul suo libro precedente, la biografia Courtney Love: The Real Story, che ha scandalizzato i puristi dell'horror, schieratissimi sin dall'esordio di Brite nel sostenere che era comparsa una Messia del genere. Ma Brite disorienta chiunque: sempre e a ogni costo. Il che non toglie che The Value of X sia un romanzo eccezionale. Per informazioni, news e link, cliccate qui.

Pubblicato Mercoledî 5 Marzo 2003

simenon.jpgCento anni fa nasceva uno dei nobili padri della letteratura di genere (in questo caso si tratta del giallo): Georges Simenon, il papà di Maigret, l'uomo dal quale, insieme ad altri grandissimi come Léo Malet, ha contribuito a elevare ad arte ossessioni borghesi e antiborghesi, tutte giocate nell'allegoria dell'Indagine e della Caccia alla Preda, oltre che, ovviamente, nell'infinitudine di figurazioni della morte - individuale e collettiva. In un secolo, il giallo ha letteralmente (e letterariamente) sbancato. La letteratura più venduta (anche la fuffa) è comunque in gran parte figlia dell'evoluzione di una forma che, via via, da gialla si è fatta nera, atrabiliare, bianca (si pensi alla struttura thriller di White noise di DeLillo) e, infine, senza colore. Per ricordare Simenon, segnaliamo il pezzo scritto da Alessandro Zaccuri, che segue qui sotto. Zaccuri è un grande conoscitore di generi e di cultura pop (chi non l'avesse ancora fatto, si legga il suo Citazioni pericolose, edito da Fazi). Il pezzo è stato pubblicato su Avvenire.

Pubblicato Venerdî 28 Febbraio 2003

Un osservatorio per la civiltà giuridica

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Tempi, circostanze e modalità con le quali è stata portata a termine l’estradizione di Paolo Persichetti hanno fornito all’intera vicenda un carattere esemplare. Si è trattato di un episodio paradigmatico, indizio di un fenomeno ben più vasto e inquietante che sta inquinando dalle fondamenta l’edificio europeo in costruzione: la giudiziarizzazione della società come modello di governo e l’idea che l’azione penale possa essere lo strumento di regolazione della vita sociale.

Pubblicato Sabato 22 Febbraio 2003

carmillaold.jpgVi fa schifo la nuova Carmilla on line? Siete nostalgici del sapore rusticano e verace che sprizzavamo prima di questo restyling? Volete navigare ancora, insomma, nelle pagine della vecchia versione? Da oggi si può. Tutto è stato doverosamente trasferito ed è nuovamente disponibile on line. Penetrate negli oscuri anfratti delle genialate e delle incazzature dei Carmilli. Entusiasmatevi all'urlo dei nostri amatissimi editoriali. Nulla è cambiato, a parte la grafica: la bile e la maniacalità euforica dei Carmilli non si toccano né si discutono. Però abbiamo a cuore chi ci ha avuto sempre cuore. Per accedere alla "old" Carmilla, basta cliccare qui...

Pubblicato Venerdî 14 Febbraio 2003

anarlivres.gifSe sapete il francese e se lavorate, personalmente e/o collettivamente, alla costruzione di una coscienza incivile (incivile nei termini di Bush jr), non potete mancare di leggere le splendide pubblicazioni segnalate da Pascal Bedos attraverso una straordinaria bibliografia messa in Rete. Sono testi anarchici o sulla tradizione anarchica, raccolti in un catalogo ragionato che è stato realizzato a partire da importanti database: il Centre de documentation anarchiste della Fédération anarchiste, l'Institut français d'histoire sociale e il CIRA di Losanna.

Pubblicato Giovedî 13 Febbraio 2003

repubblica.gif> Nico Gallo wrote: "questo link su repubblica è oltre la fantascienza..."

cinaids.jpgNella regione dello Henan un milione e mezzo di contadini
sono stati contagiati dopo aver venduto plasma allo Stato

Cina, la città che muore di Aids
"Vendevamo il sangue per fame"

di PIETRO DEL RE

DONGHU - Il morto che cammina ci accoglie nella sua casetta di fango e paglia, dove l'inverno fa così freddo che nessuno si toglie mai il cappello. L'uomo si chiama Liu Shijun, ha 43 anni, e tra il 1992 e il 1995, incoraggiato dalle autorità della sua provincia, e costretto dalla povertà, vendette il proprio sangue. Cinquecentocinquanta volte. Quei soldi gli servirono a pagare le tasse, mandare i figli a scuola, acquistare concime e sementi.

Pubblicato Lunedî 10 Febbraio 2003

Tutti noi abbiamo ben presenti davanti agli occhi le immagini di un popolo iracheno provato da vent’anni di guerra, dal regime totalitario del Ba’ath e da un decennale strangolamento economico (che rasenta il genocidio).
Non tutti conoscono però la storia delle eroiche e sfortunate lotte di quei contadini e operai, che reagirono a più riprese con vere e proprie insurrezioni di massa contro l’imperialismo straniero, i governi oppressivi e le scandalose ingiustizie sociali.
Su REDS Ilario Salucci ci fornisce un’approfondita analisi di questa storia sconosciuta e un bilancio degli errori e delle potenzialità di una sinistra, che potrebbe avere ancora un ruolo da giocare sulle rive del Tigri.

Pubblicato Domenica 9 Febbraio 2003

amministrazionebush.jpgQuesto articolo è tratto dal numero di febbraio della rivista Solidarietà, esponente italiano del network di Lyndon LaRouche, il padrino della Executive Intelligence Review. LaRouche è un personaggio ambiguo, inviso alla destra, alla sinistra e alla tecnocrazia (di cui, però, fa parte a pieno titolo). Pericolosissimo narcisita, perennemente candidato alla presidenziali americane nelle liste democratiche, pur non avendo contatti istituzionali coi Democratici stessi, LaRouche vanta amicizie altolocate in campo industriale, geopolitico e d'intelligence (per esempio, vi ricordate qui in Italia il POE, il Partito Operaio Europeo? Era la sugna dei tecnoreazionari italiani: beh, lo fondò LaRouche). I suoi obbiettivi sono eterogenei, alcuni condivisibili e altri detestabili: vuole andare in culo all'establishment anglosassone che, a sua detta, è attualmente l'élite che governa il mondo attraverso organismi squisitamente tecnocratici quali il Fondo Monetario Internazionale; accusa il movimento no-global di essere parte di una cospirazione che mira al sottosviluppo planetario; mira al triangolo geopolitico Cina/India-Russia-Europa quale perno dell'equilibrio planetario. Insomma un'accozzaglia estremamente pericolosa di furia reazionaria e di database aggiornati. Il giornalista tradizionalista cattolico Maurizio Blondet, per esempio, luminoso esponente del reazionariato italiano, ha copiato LaRouche nella stesura dei suoi Complotti, la trilogia cospirazionista più venduta in Italia. E' un àmbito spinoso, quello dei complotti: ed è spinoso in senso eufemistico, perché in realtà è alienante e allarmante. Comunque è chiaro che, insieme ad altri siti di intelligence, EIR offre particole interessanti dei suoi database. Per esempio questo articolo: la configurazione attendibile dell'Amministrazione Bush jr rispetto a quanto sta per accadere con l'Iraq ed è già accaduto con l'Afghanistan. Da anni ripeto: non aderiamo alle distorsioni codine di LaRouche, però usiamo in maniera disinibita certe sue informazioni, utilizziamole per andare in culo a entrambi i fronti del potere costituito. Se vi interessa questo genere di database, mi raccomando, fatemelo sapere.

Pubblicato Martedî 4 Febbraio 2003

altx.whitePer chi legge l'inglese e avesse voglia di farsi un'esperienza di altissimo avantpop, segnaliamo un testo a firma della geniale London Spy, il memorabile A visit to the Invisible College, all'interno di quell'infernale delirio che è AltX, il maelstrom dove "the digerati meet literati", la bibbia laica di chi desidera lasciarsi alle spalle il postmoderno. I materiali più interessanti, su AltX, non sono limitati alla letteratura, bensì all'incontro tra tradizioni retoriche consolidate e nuova frontiera digitale. Zona intermedia in cui si incrociano geni assoluti dello stravolgimento dei generi (da Mark Amerika a Euridice, da Dennis Cooper a Bret Easton Ellis), questo bacino di acide intelligenze è, a suo modo, inconsultabile. Fateci un giro, oppure continuate a seguirci, perché da Altx continueremo a pescare, a tradurre e a segnalare. Stay tuned.

Pubblicato Lunedî 3 Febbraio 2003


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