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di Francesco Lo Duca Qui le precedenti puntate. Tornato in Piazza Verdi Rocco ascolta gli ultimi aggiornamenti. PCI e sindacati...

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di Francesco Lo Duca Qui le precedenti puntate. "Sta nel fondo dei tuoi occhi sulla punta delle labbra sta nel...

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di Francesco Lo Duca Qui le precedenti puntate. "Sta nel sogno dei teppisti e nei giochi dei bambini nel conoscersi...

camillamenu.gif freccianb.gif Sei qui:    Homepage   frecciabr.gif   Romanzo a puntate

di Francesco Lo Duca

Clash.jpgQui le precedenti puntate.

Tornato in Piazza Verdi Rocco ascolta gli ultimi aggiornamenti. PCI e sindacati non solo non parteciperanno al corteo del movimento, ma rifiutano di esprimere solidarietà e di fatto, nonostante forti tensioni interne e sofferti rifiuti soprattutto da parte di alcuni consigli di fabbrica, indicono il presidio di “vigilanza democratica” davanti al sacrario dei caduti. L’ANSA rilancia agenzie piuttosto contraddittorie circa la natura, la causa e la dinamica degli incidenti. Non si capisce chi sia stato a sparare: un carabiniere? Un graduato? Uno sbirro in borghese sceso da un’auto senza insegne? Ha sparato colto dal panico? Ha preso accuratamente la mira?
Insomma, inizia la consueta ridda d’informazioni e soprattutto disinformazioni in cui apparati dello Stato e Servizi sono maestri.
Davanti al CPS Anselmo, Rosco e Tugu confabulano.
- Ohè Rocco, dove cazzo eri sparito? Sono le quattro e fra meno di un’ora parte il corteo. Andiamo al Piccolo che è più tranquillo, si fa per dire, a bere qualcosa e a tirare fiato ché dopo ne avremo bisogno.

Pubblicato Lunedî 29 Giugno 2009

di Francesco Lo Duca

Bologna1977-3.jpgQui le precedenti puntate.

"Sta nel fondo dei tuoi occhi
sulla punta delle labbra
sta nel mitra lucidato
nella fine dello Stato"

In Piazza Verdi la confusione aumenta, le barricate erette ormai isolano il cuore della cittadella universitaria dal resto della “Bologna grassa, laida e bottegaia”, vetrina ipocrita del buon governo e della pace sociale.
Sono in corso le assemblee di facoltà mentre s’intrecciano contatti con i consigli di fabbrica per chiedere l’adesione alla manifestazione.
Le notizie frammentarie che giungono dai “diplomatici” del movimento non lasciano sperare grandi aperture da parte delle organizzazioni sindacali, chiuse a riccio nella difesa ottusa della legalità democratica contro le provocazioni estremistiche e delinquenziali.

Pubblicato Mercoledî 10 Giugno 2009

di Francesco Lo Duca

SessoSocialista.jpgQui le precedenti puntate.

"Sta nel sogno dei teppisti
e nei giochi dei bambini
nel conoscersi del corpo
nell'orgasmo della mente
nella voglia più totale
nel discorso trasparente…"


Tormenta l’arma che a tratti sembra bruciare in fondo alla tasca. Poi, lentamente ,scivola in una sorta di auto-analisi/auto-assolutoria che ben conosce. “Come è successo che, dopo, al delirio esaltante dello stare insieme per distruggere un mondo marcio, per progettarne un altro perfetto o anche solo per il bisogno fine a se stesso di stare insieme, di riconoscersi e raccontarsi un futuro “radioso” con lo sguardo sempre rivolto al sol dell’ avvenire, si è aggiunto un delirio diverso, altrettanto esaltante ma figlio della morte?”.
Gli torna in mente una domenica mattina, forse era il 1970.

Pubblicato Sabato 16 Maggio 2009

di Francesco Lo Duca

Drago2.jpgQui le precedenti puntate.

"Sta nel nero della pelle
nella festa collettiva
sta nel prendersi la merce
sta nel prendersi la mano
nel tirare i sampietrini
nell'incendio di Milano
nelle spranghe sui fascisti
nelle pietre sui gipponi…"

Rocco tossisce. Il sapore acre dei lacrimogeni brucia ancora la gola e il respiro rimane affannoso. Chiude gli occhi, cerca di rilassare i muscoli in tensione, di placare il battito accelerato ormai da ore, ma non è possibile ritrovare la calma con la morte nel cuore e una pistola in tasca.
Rivede tutta la sua storia “politica” scorrere a ritroso, lentamente, non “tutto in un secondo” come succede, dicono, a chi si trova in punto di morte, ma rivede passare l’ intera vita davanti agli occhi in un istante. Come se la vita stessa volesse imprimere il sigillo al suo essere stata vissuta nel momento stesso in cui svanisce per sempre.

Pubblicato Venerdî 10 Aprile 2009

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Nel pomeriggio il Fuoco Centrale arde come non mai, sono in forma perfetta, ho una buona sincronia, ma non basta. Non basta più. Le operaie stanno lavorando a ritmi infernali, non parlano, non disquisiscono su inutili drammi familiari, gastroenteriti o stitichezza. Fanno Prodotto Interno Lordo senza distrazioni. Ricomincio il giro che ho svolto velocissimo, con la coda dell'occhio mi accorgo che hanno già prelevato due dei quattro semigusci di ABS, il corpo esterno del manufatto. Il resto è formato da un intestino, la massa radiante, e dal sistema nervoso, il lay out del cablaggio elettrico.

Pubblicato Venerdî 3 Aprile 2009

di Francesco Lo Duca

Lorusso.bmpQui le precedenti puntate.

"Sta nell'immaginazione
nella musica sull'erba
sta nella provocazione
nel lavoro della talpa
nella storia del futuro
nel presente senza storia
nei momenti di ubriachezza
negli istanti di memoria…"

Ancora un breve e concitato confabulare con le compagne per decidere come organizzarsi per il corteo, poi Carlotta si ritrova fuori dal Goliardo, a respirare l’aria di sommossa che si leva dalle barricate attorno a Piazza Verdi, fino a Piazza Rossini da una parte e giù, fino a Largo Respighi, dalla parte opposta.

Pubblicato Venerdî 3 Aprile 2009

di Francesco Lo Duca

Bologna1977-2.jpgQui le precedenti puntate

"Sta nel sogno realizzato
sta nel mitra lucidato
nella gioia nella rabbia
nel distruggere la gabbia
nella morte della scuola
nel rifiuto del lavoro
nella fabbrica deserta
nella casa senza porta…"

La notizia della tragedia seguita dall’appello alla mobilitazione si sta spargendo velocemente e i soliti tam tam di movimento sono in fibrillazione. Telefoni, passa parola tra le case popolate da studenti fuori sede, Alice che urla nell’etere libero la rabbia, il dolore e l’urgenza di essere tutti in piazza per dire alla Bologna rossa, di sangue e di vergogna, che la polizia fascista di Kossiga ha ammazzato ancora un compagno, uno studente di 25 anni che lottava semplicemente per un mondo meno infame.

Pubblicato Mercoledî 25 Marzo 2009

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Oggi in mensa ho raccontato che le mappe aziendali affisse in giro sono state modificate in modo artistico. Ho interrotto una discussione che aveva preso una strana piega. La donna al mio fianco aveva chiesto come stava il cagnolino della coppia di coniugi seduti di fronte. Punture di fermenti lattici, merda molle, quasi liquida. Ecco come stava il cagnolino. I miei stessi sintomi, dovrei chiedere qualche fiala ai padroncini. Insomma, le mappe aziendali sono poste in vari punti e spiegano come raggiungere le vie di fuga in caso di incendio. Sono previsti percorsi ragionati e luoghi di aggregazione.

Pubblicato Sabato 21 Marzo 2009

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Il mio è il lavoro peggiore di tutti, forse la condanna più pesante che può essere inflitta. C'è una forma di volontarietà in questo. La passività, la totale chiusura mentale mi ha portato a un lavoro assurdo insieme ai reietti della Cattedrale, sono arrivato al fondo, alla linea D. Mi sono trasformato in un individuo perfetto destinato all'ingiustizia.

Pubblicato Domenica 15 Marzo 2009

di Francesco Lo Duca

Femministe77TanoDAmico.jpg[Nell'ottobre dello scorso anno, Carmilla ha pubblicato il primo capitolo di "Guai a chi ci tocca", romanzo inedito sul '77 a Bologna. Speravamo che il valore anche storico del testo, unico a ricostruire con precisione entomologica linguaggio, valori e punti di vista dei "ribelli di marzo", attirasse l'attenzione di qualche editore. Così non è stato, e quindi proseguiamo col capitolo 2, ringraziando l'amico "Franz" per la concessione.] (V.E.)

"Sta nel fondo dei tuoi occhi
sulla punta delle labbra
sta nel corpo risvegliato
nella fine del peccato
nella curva dei tuoi fianchi
nel calore del tuo seno
nel profondo del tuo ventre
nell'attendere il mattino..."

La circolare esterna 32 è stracarica di gente, come tutti i giorni. E come tutti i giorni Carlotta ha solo voglia di vomitare, compressa tra quella massa lavoratrice e studentesca che promana sudore, aglio e vino rimasti incollati dalla cena della sera precedente e zaffate di profumo scadente per sopperire al poco tempo dedicato all’igiene mattutina.

Pubblicato Venerdî 13 Marzo 2009

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Oggi ho preso per il collo la facilitatrice della mia linea. Sarà che non mi dà mai il cambio per andare in bagno e quasi arrivo alla pausa comune senza avere orinato. Sarà che queste dementi scaricano tutti i problemi in basso nella scala gerarchica.
Non ha mai fatto presente ai superiori che fatica a dare tutti i cambi in tempo utile.
Non è pertanto strano che le masse più che con il potere e i suoi apparati, giochino la vera partita all’interno dei propri mondi, scrive Emilio Quadrelli.

Pubblicato Domenica 8 Marzo 2009

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

La segretaria di Marani ha la pessima abitudine di mangiarsi le pellicine delle dita. Ti guarda da dietro il vetro dell’ufficio e vedi il digrignare di denti, non ha ritegno in questa pratica irritante. È una scimmia. Quando si alza per fare i due passi e mezzo che dividono scrivania e stampante toglie il fiato. La schiena si inarca verso l’immenso, le spalle sono toniche, clavicole bucate, la zona inguinale è ampia e spaziosa. Percentuale di grasso al dieci per cento. Una scimmia con un culo fantastico nonostante due gravidanze scivolate via senza lasciare ferite evidenti.

Pubblicato Lunedî 2 Marzo 2009

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Ho raccontato che Marani ha violentato una ragazza dell'impresa esterna delle pulizie. Il giochino gli si è rotto tra le mani. Poi l’ha fatta sparire con la complicità di uomini fidati della Manutenzione. Una giovane magrebina con cui avevo scambiato poche parole impacciate. Quelli come me si sentono sempre in dovere di allacciare rapporti umani con le minoranze etniche. La reciprocità nella confidenza non è affatto scontata. Specie se la minoranza in oggetto potrebbe concorrere a Miss Maghreb, manifestazione di cui ignoro l'esistenza e che susciterebbe l'interesse degli integralisti islamici e dei servizi segreti occidentali.

Pubblicato Sabato 21 Febbraio 2009

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Sono tornato al mio carretto dopo i giorni al Reparto Imballo, la catena di montaggio è ripartita.
Sono sereno, intontito e beato, l'abitudine è un potente narcotico. Riprendo il lavoro che so eseguire correttamente nei tempi previsti dallo Standard Work. Ogni volta mi stupisco di come una parte di noi, la più grossa e determinante, possa affezionarsi alla prigionia della Cattedrale.

Pubblicato Domenica 15 Febbraio 2009

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Riprende, per otto nuove puntate, la pubblicazione di Cattedrale, il romanzo scritto dentro e sulla fabbrica da Saverio Fattori: un romanzo che la forza degli aventi ha trasformato in un romanzo dentro e sulla crisi. Buona lettura!
Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Oggi in mensa ho raccontato dell’Ufficio Fantasma. Con i polpastrelli ho percorso l’ideale profilo di una porta di cui ricordavo l’esistenza e che è scomparsa. Non posso sbagliarmi, stava in angolo, a un paio di metri da un bagno e altrettanti dall’Ufficio Spedizioni. Prima di essere trombato andavo a redigere nuove procedure e a modificarne altre obsolete.

Pubblicato Sabato 7 Febbraio 2009

frecciabr.gif Tutte le puntate di DISCESE ESTREME pubblicate in precedenza

Con Discese estreme di Enzo Fileno Carabba (il libro è illustrato da Liza Schiavi), "Carmilla" inaugura una nuova modalità di pubblicazione dei "romanzi a puntate". Di alcuni di essi, data l'estensione, si preferisce, con l'accordo degli autori, pubblicare un estratto e, insieme, l'intero file del libro. In questo caso, si tratta di un file in formato pdf, del peso di 4.95M. Per effettuare il download, basta cliccare al link qui sotto riprodotto. [la Redazione]

iconapdf2.jpgEnzo Fileno Carabba - DISCESE ESTREME (con illustrazioni di Liza Schiavi) - 4.95M

Pubblicato Giovedî 6 Novembre 2008

A_regola_e_positivomini.jpgdi Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]
frecciabr.gif Tutte le puntate di DISCESE ESTREME

18. A regola e positivo

E' difficile spiegare, senza eccessi e senza retorica, in cosa consiste avere dei poteri a qualcuno che non ce li ha.
E' un po' come discutere con quegli scrittori che sostengono che l'Ispirazione non esiste e che è tutto duro lavoro. Sono sinceri: per loro l'Ispirazione non esiste, nel senso che non ce l'hanno. Ma chiunque nella sua vita ha visto la Madonna sa benissimo di cosa parlo.

Pubblicato Sabato 6 Settembre 2008

linguasuprema.jpgdi Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]
frecciabr.gif Tutte le puntate di DISCESE ESTREME

17. La lingua suprema

Già in tenerissima età avevo notato che esistevano persone che parlavano altre lingue, rispetto all'italiano. Si dava perfino il caso di gente che parlava tre o quattro lingue. Il fenomeno non mi convinceva. Non che tenessi particolarmente all'italiano, ma secondo me la lingua doveva essere una sola.
Quando poi la Voce ha cominciato a manifestarsi nella mia testa, questa idea si è rafforzata. Della Voce ho già parlato: era il mio shining personale, la mia luccicanza. Mi elargiva rivelazioni o visioni più o meno importanti, quando pareva a lei. Il mio intuito mi suggeriva che questa Voce non la sentivo solo io al mondo. Sicuramente tanti altri la sentivano, con intensità maggiore o minore, o anche uguale. Tanti altri l'avevano sentita in passato e tanti altri l'avrebbero sentita in futuro.

Pubblicato Venerdî 18 Luglio 2008

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Nel pomeriggio ho visto il Frank offrire caffè e sigarette come un soldato americano nel dopoguerra italico e straccione. Ho visto il giovane capo branco strusciato dalle migliori femmine, tutte in temperatura da atto di riproduzione, sento i loro ormoni nell’aria. Anche i facchini della cooperativa gli rendono omaggio per ragioni a me sconosciute, non dovrebbe importargli nulla del miracolo della macchina di collaudo. Sono uomini rudi, padri di famiglia, senza grilli per la testa. Non dovrebbero avere simpatia per un ventenne ornato da quattro orecchini per lobo, dedito alle droghe sintetiche e alla demolizione di auto nel fine settimana.

Pubblicato Domenica 6 Luglio 2008

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Tutti i capitoli di "Cattedrale"

In mensa oggi nessuno ascolta le mie storie. Racconto che hanno trovato i resti di un paio di part-time in un ripostiglio destinato a scope e altro materiale usato dall’impresa di pulizie esterna. Una stanza rimasta chiusa per anni. Il part-time come soluzione contrattuale è stato abbandonato dalle strategie di tutte le aziende. Tenere in regola un dipendente e usufruirne solo per quattro ore è fuori dalle leggi del mercato.

Pubblicato Domenica 29 Giugno 2008

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Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Per sopravvivere devo sforzarmi di esaminare i fatti con logica e lucidità, fregandomene della sofferenza personale. La Cattedrale è solo un laboratorio, un ambiente dove verificare quanto l’essere umano sia una creatura imperfetta e feroce. Il kapetto dell’area imballo segue le direttive e risponde al responsabile di produzione, come gli altri capireparto relaziona al direttore di stabilimento.
La forza del mio rancore è sterile, l’energia del kapetto si esprime verso aspetti concreti legati all’organizzazione e alla gestione della forza lavoro. È orientata correttamente. È la forza del carnefice.

Pubblicato Domenica 22 Giugno 2008

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Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Come vengono individuati i personaggi da proteggere e da esaltare in Cattedrale? Quali le attitudini e le caratteristiche da privilegiare? Come si diventa organo vitale necessario nell’organico della Cattedrale? Le mutazioni sono processi impercettibili che coinvolgono tutta la collettività secondo le proprie funzioni? Oppure telluriche macro-decisioni imposte da divinità bizzose e imprevedibili? Domande a cui non so rispondere, troppo basse le mie funzioni.

Pubblicato Domenica 15 Giugno 2008

lottacoldemone600.jpgdi Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]
frecciabr.gif Tutte le puntate di DISCESE ESTREME

16. La lotta col demone

Se ripenso al maniaco che mi attese alla base della scalinata, giovedì alle 12, solo soletto, mi si stringe il cuore. Come vittima sono stato insensibile.
Ma mi pongo anche un interrogativo: perché dialogavo così tanto coi maniaci? Il motivo è che cercavo di dare ascolto a tutti. E lo facevo per contrastare la mia riottosa natura, che andava in direzione contraria.

Pubblicato Giovedî 12 Giugno 2008

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Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Sindacato e Direzione formano un unico organismo, un mostro a due teste politicamente corretto che sa ciò che è bene per noi cuccioli nati ciechi. Quasi mai ci sono domande o interventi al termine delle relazioni del delegato sindacale. Quando succede si tratta di obiezioni senza sostanza frutto di totale incapacità di analisi critica. Piccinerie molto concrete, nessuna valenza generale.

Pubblicato Domenica 8 Giugno 2008

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Tutti i capitoli di "Cattedrale"

La capo-reparto ha colto qualcosa, deve avere intuito che non parlavamo amichevolmente quando ho impugnato l’avvitatore. Ci guarda dal tavolino su cui compila le carte della produzione, ci viene incontro, mi chiede se voglio il cambio. Il Frank lo chiamano nel piazzale. Il camion di un fornitore avrebbe già dovuto essere in scarico e non se ne ha notizia. Si rischia un fermo-linea per una guarnitura mancante. Hanno quantificato due ore di autonomia, ma le ragazze non rallentano il ritmo, non capiscono che potrebbero rilassarsi, la competizione continua, sembrano ipnotizzate. Tutto a posto? dice la tipa che afferra il carretto per darmi il cambio. Tutto a posto le dico e mi allontano.

Pubblicato Domenica 1 Giugno 2008

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Tutti i capitoli di "Cattedrale"

I ritmi della linea in questi giorni sono infernali, al massimo delle operatrici sei al limite umano, tutto deve essere perfetto, non puoi permetterti errori, non ci devono essere imprevisti o sei fottuto. Lavori sulla soglia del panico. La bottiglia d’acqua, vitamina C e potassio, rimane nella cassetta del cutter per molte ore, non si riesce nemmeno a trovare il tempo di sentire la sete. Nessuno ha mai osato ribellarsi, anche se ho visto ragazze piangere.

Pubblicato Domenica 25 Maggio 2008

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Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Frank è davvero in forma. Già dal pomeriggio l’hanno messo a fare un’operazione complicata, ispira fiducia a pelle anche tra i capi. Il fatto che sia figlio di un notabile del paese potrebbe avere un suo peso. La nostra è una multinazionale provinciale. Mediante il controllo del Sindacato Centrale si è sviluppata una curiosa osmosi tra i poteri forti della Cittadella esterna e la Cattedrale. Il sindacato-partito non segue alcuna direttiva nazionale e tiene la CGIL fuori dalle mura. Gestisce le assunzioni del personale per le mansioni più umili e asseconda la dirigenza in un sano rapporto di concertazione. Non ha mai giocato alla lotta dura e pura.

Pubblicato Sabato 17 Maggio 2008

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Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Oggi in mensa ho parlato. Lo spirito della Cattedrale si manifesta servendosi di me per rivelazioni che altri non colgono. Come medium posseduto da oscure presenze, rivelo misteri di cui nemmeno io sono a conoscenza. Ho raccontato che l’ultima stagista carina è stata assassinata. Quella castana con gli occhioni blu da bambola che affiancava gli ingegneri del Lain Team.

Pubblicato Giovedî 8 Maggio 2008

maniacoinglese472.jpgdi Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]
frecciabr.gif Tutte le puntate di Discese estreme

15. Il maniaco inglese
Ricordo con apprensione il maniaco inglese.
E' vero che certi paesaggi inglesi, con quella luce cupa e corpuscolare, renderebbero inquietante anche San Francesco nei suoi momenti migliori, tuttavia bisogna riconoscere che il soggetto con cui ebbi modo di confrontarmi non era tra i più rassicuranti.
Avevo sui quattordici anni. Mi trovavo in una cittadina sul mare, ospite di una famiglia di forti bevitori, che in compenso risparmiavano sul cibo: perlomeno su quello che davano a me. Si trattava di una di quelle vacanze studio durante le quali si dovrebbe imparare l'inglese. Purtroppo il mio rapporto con l'inglese era di considerevole distanza. Soprattutto per quanto riguarda il parlato. Prima o poi troverò per questo mio problema una giustificazione profonda.

Pubblicato Mercoledî 7 Maggio 2008

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Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Stamattina, verso le nove e mezza, hanno inserito in reparto il ragazzo con il giubbotto scuro. Sembra un tipo sveglio. Concede moderata confidenza alle comari più curiose che lo intervistano immediatamente. Ha intuito quanto siano pericolose, sa come tenerle alla larga senza essere troppo scortese.

Pubblicato Venerdî 2 Maggio 2008

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Tutti i capitoli di "Cattedrale"

La Cattedrale non è il peggiore degli inferni. È solo il mio inferno. Nelle sue viscere si agitano i meccanismi di sempre, i tentacoli sgraziati di una piovra assassina, assurdo pretendere giustizia. Esiste solo il controllo. La Cattedrale ha orecchie buone, una sensibilità che stupisce, sente e spurga tossine ritenute dannose dal sistema immunitario. Di recente alcuni alti dirigenti hanno rassegnato le dimissioni. I loro visi sono apparsi all’interno delle bacheche, piccole foto in bianco e nero, icone fuori dal tempo. Qualche riga in inglese, ringraziamenti per il lavoro svolto, auguri per le prossime funzioni. Da svolgere altrove… Si desume volontarietà. Cazzate.

Pubblicato Venerdî 25 Aprile 2008

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Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Con il neo assunto, un vecchio rognoso come me rivendica la propria capacità nell’eseguire azioni ormai assimilate dall’organismo, movimenti velocissimi da quadrumane impazzito. Devo alimentare scivoli convergenti su posatori dove le operaie assemblano il manufatto della malora. Con un carrettino seguo un percorso obbligato, nulla è lasciato all’iniziativa del singolo, le regole sono chiare.

Pubblicato Sabato 19 Aprile 2008

Illustrazione di Liza Schiavi - Clicca per ingrandiredi Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]
frecciabr.gif Tutte le puntate di Discese estreme

14. Il bagno della donnola

Ricordo quando c’erano meno regole ma la gente che andava per mare era più rispettosa e aveva più occhio. Erano in grado di individuare una testa tra le onde a duecento metri di distanza. Sapevano anche che la testa di solito è attaccata a un bagnante e non va staccata. Una volta, da ragazzo, nuotando, mi ero allontanato troppo dalla riva. Mi si avvicinò una barchetta di legno e il personaggio a bordo - un omino piccolo, sicuramente un gigante del mare, in quanto a sapienza - con poche parole affettuose mi fece capire che ero un cretino. Ne presi atto e tornai indietro.

Pubblicato Venerdî 18 Aprile 2008

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Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Non è successo oggi, perché oggi non esiste, tutto è cristallizzato in una goccia d’ambra che pare troppo scura per essere ambra. Visto mai fosse merda.
Beh, in quest’oggi sospeso, un manager di una multinazionale, si fa l’ultimo giro di saluti, un tour di commiato tra cameratismi e cortesie, strette di mano e sottotitoli ipocriti.
La sua facciona era apparsa all’interno delle bacheche poste in luoghi strategici, i non-luoghi attigui alle macchinette del caffé e ai cessi.

Pubblicato Giovedî 10 Aprile 2008

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Ho dovuto insegnare a un contratto a sei mesi il rifornimento della linea di assemblaggio. È una creatura fragile e insicura. Una quarantenne con marito e prole. Per salvare il suo culo sarà pronta a tradirmi prima che la sirena suoni. Almeno tre volte. Se farà cazzate, se si dimostrerà lenta e impacciata, dirà alla capo-reparto che le ho insegnato male, sciogliendosi in un pianto. Scoppia in lacrime per nulla, è sempre sul limitare di una crisi di panico e il sangue non le ossigena il cervello, non memorizza. La temo. Più sei debole più sei pericoloso. È una completa idiota. È nel posto giusto. Un luogo inquinato di osmosi tra un campo di concentramento, un ospedale psichiatrico e una seconda media. Per farle coraggio dico che la cosa bella di quello che le sto insegnando è che anche una scimmia sarebbe in grado di farlo. Per demoralizzarla a morte le dico che la cosa brutta di quello che le sto insegnando, è che anche una scimmia sarebbe in grado di farlo.

Pubblicato Giovedî 3 Aprile 2008

Discese estreme - illustrazione di Liza schiavidi Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]
frecciabr.gif Tutte le puntate di Discese estreme

13. Le forze dell'ordine - Uno spacciatore in erba

Quando l'attenzione dei molestatori nei miei confronti si indebolì, il loro posto fu preso dalle forze dell'ordine.
Da ragazzo infatti polizia e carabinieri mi fermavano di continuo, e senza neanche offrirmi dei soldi.
La scena tipica era la seguente. Mi prendevano, mi portavano in uno stanzino, o in un angolo all'aperto ma riparato dai venti, e mi dicevano: dai, tanto lo sappiamo che ce l'hai, dicci dov'è che è meglio per tutti.
Sembrava che fossimo in confidenza, anche se in effetti li vedevo per la prima volta.
Trovavo la cosa particolarmente spiacevole: perché darmi del tu? E poi: se gli agenti sapevano qualcosa che me lo chiedevano a fare?

Pubblicato Mercoledî 2 Aprile 2008

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Quindici mesi di catena di montaggio, dopo diciotto anni di Controllo Qualità hanno compromesso il mio equilibrio psichico. Sono debole e incattivito. E scriverne non servirà a curare o a lenire la malattia definitiva. Una vita tra cerebrolesi che alternano scatti d’ira a stati vegetativi. I ritmi lavorativi, i movimenti reiterati all’infinito, gli stimoli intellettuali mortificati delle esigenze pratiche della vita domestica, la televisione sedativa, i ristoranti pizzeria, il ricevimento dei professori, le vacanze estive trascorse nei paesi di origine del sud Italia. Bombardamenti quotidiani.

Pubblicato Giovedî 27 Marzo 2008

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

[Saverio Fattori, oltre ad essere un apprezzato collaboratore di Carmilla, è uno dei più interessanti narratori italiani degli ultimi anni. Dopo l'esordio con Alienazioni padane (2002), ha pubblicato Chi ha ucciso i Talk Talk?(2006), entrambi scaricabili in copyleft dal sito de iQuindici. Siamo quindi molto felici di cominciare oggi la pubblicazione del suo nuovo romanzo Cattedrale (g.d.m.)]

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Pubblicato Giovedî 20 Marzo 2008

liza_schiavi_12.jpgdi Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]
frecciabr.gif Tutte le puntate di Discese estreme

12. Le donne nude

Parlerò delle donne nude.

Fino a quando mi è dato di ricordare, la mia mente è stata visitata da donne nude. La dimora della mia infanzia era piena di libri: parte della biblioteca del bisnonno (una volta ho trovato una dedica autografa di D'Annunzio) e del nonno, e tutti i libri di mio padre. Volumi antichi e nuovi che spaziavano in ogni direzione, nel senso che riguardavano ogni argomento, ma anche nel senso che uscivano dalle librerie, si riproducevano e arrivavano fin quasi in cucina e in bagno.

Pubblicato Giovedî 20 Marzo 2008

amicizia.jpgdi Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]
frecciabr.gif Tutte le puntate di Discese estreme

11. L' Amicizia

Per qualche strano motivo la parola amicizia mi fa pensare all'infanzia. Dico strano perché non posso certo affermare che i miei unici amici appartengano a quel tempo, e che dopo basta. D'altra parte i fatti che accaddero allora hanno lasciato in me un segno così profondo che non posso dimenticare chi li ha vissuti con me. Il bello è che io questi fatti non li ricordo se non a sprazzi - forse perché portavano un peso o una forza insopportabili.

Pubblicato Lunedî 3 Marzo 2008

efccapX.jpgdi Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]

10. L'onda chiara

In un punto imprecisato della Francia mia madre dice: "Potrai tornare qua quando vorrai. Hai tutta la vita davanti a te" e partiamo. Io ho nove dieci anni, mettiamo, i miei sono molto giovani. Mi portano spesso nei loro viaggi in macchina, viaggi avventurosi, e quando le cose scorrono fuori dal finestrino il mondo mi sembra un luogo incredibilmente profondo. Andiamo per deserti, montagne, promontori marini, attraversiamo fiumiciattoli, sempre con una Volkswagen cabriolet rossa, abbastanza ammaccata, che non sembrerebbe adatta per questo genere di impresa. Nelle terre remote, quando le tappe sono lunghe, il pranzo è a base di biscotti, e la macchina non si ferma, non c'è tempo di fermarsi. Penso che anche il Dio del mondo mangi biscotti al cioccolato, mentre guarda e crea le cose dal suo finestrino. Non ha il tempo di fermarsi. Miracolosamente, però, è del tutto rilassato.

Pubblicato Giovedî 21 Febbraio 2008

di Enzo Fileno Carabba

TerreDesolate.jpgD'ora in avanti, i capitoli del romanzo di Enzo Fileno Carabba saranno illustrati da Liza Schiavi, artista di straordinaria bravura. (V.E.)

9. TERRE DESOLATE

Mentre uscivo dall'infanzia andai a vedere il film Lo squalo, di Spielberg, e appena finito il film, in Piazza della Repubblica, fui colto da morbillo. Mia cugina disse che mi era venuto il morbillo dalla paura.
Ma non credo.
Una cosa importante del film è che i fondali in cui si muove lo squalo sono di notevole squallore. Un altro regista avrebbe colto l'occasione per mostrare fondali tetri ma spettacolari. Mentre i paesaggi in cui nuota il pescione protagonista ti fanno veramente cascare le braccia, da quanto sono piatti, fangosi, quasi lagunari (quello è uno squalo che viene da Venezia). E sappiamo cosa accade quando ti cadono le braccia, se c'è in giro uno squalo come quello: irreale, ma non per questo meno affamato.

Pubblicato Martedî 5 Febbraio 2008

di Enzo Fileno Carabba

Inseminoid2.jpg8. LA ZATTERA MATRIMONIALE E IL CORTIGIANO DEGLI ABISSI

Quando – adolescente – cominciai a entrare in relazione con vere e proprie ragazze, i miei dimostrarono grande liberalità. In camera mia il letto singolo fu sostituito da un letto matrimoniale.
E' vero che l'iniziativa fu mia, e che il manufatto era una realizzazione artigianale più simile alla zattera di un naufrago maldestro, piena di fenditure, gobbe e avvallamenti, che a un letto tradizionale. Ma non ci fu una vera opposizione, a parte un po' di tira e molla quando portai i materassi.
Certo, dato che non disponevo di un materasso unico, bisognava stare un po' attenti a non cadere nelle incredibili buche che si spalancavano all'improvviso.

Pubblicato Lunedî 21 Gennaio 2008

di Enzo Fileno Carabba

Paperincas.jpg7. LA RICERCA DELLE UOVA QUADRE

Per anni mio padre mi ha interrogato sui paperi. Apriva una storia di Paperino e io dovevo stabilire, così a colpo d'occhio, sulla base di una singola vignetta, se avevo davanti una storia di Carl Barks, uno dei geni del Novecento, diceva.
Comprava possenti edizioni rilegate di tutta l'opera barksiana grazie ad ambigui mediatori che agivano nell'ombra. L'entità della spesa non veniva comunicata a mia mamma. Stiamo parlando di molti volumi.
D'altra parte, per un vero cultore, nessuna cifra è eccessiva: e questa è passione, proprio quello che manca alla vita di molti. Carl Barks è stato il vero creatore della saga dei paperi (Paperone, Paperino, Qui Quo Qua ecc) per la Disney. Sue sono le grandi storie avventurose, come Paperino nel paese delle uova quadre, dove i protagonisti si misurano con mondi ben più vasti, misteriosi e affascinanti di Paperopoli: regioni dove le uova non sono ovali, appunto. E suoi sono i disegni, che conferiscono a quei paperi una verità piena e rotonda. E direi una luminosità particolare. Quando l'anziano Paperone nuota e balza tra le monete come un giovane delfino, nei disegni di Barks, ci credi davvero.

Pubblicato Sabato 12 Gennaio 2008

di Enzo Fileno Carabba

CassisCornuta.jpg6. IL CONCHIGLIAIO

Per molti anni ho condotto esperimenti della massima importanza. Tali esperienze avevano luogo soprattutto in camera mia e nel bagno attiguo.
La mia idea, me ne rendo conto solo adesso, era che l'anima andasse potenziata per sopravvivere nell'aldilà. Non potevo credere che tutte le anime sopravvivessero dopo la morte.
Non era possibile. E se anche fosse stato possibile, il risultato sarebbe stato una confusione improponibile.
Tuttavia non era neanche possibile che tutto andasse perduto. Ci doveva essere una specie di selezione delle anime. Alcune sopravvivevano. Non tutte.
La mia sì, per esempio.

Pubblicato Venerdî 28 Dicembre 2007

di Enzo Fileno Carabba

Abete.bmp[NOTA: Abbiamo omesso il capitolo IV del romanzo di Carabba perché è già apparso su Carmilla: vedi qui. Si tratta di un capitolo essenziale, che consigliamo di rileggere, perché in esso il protagonista scopre i suoi "poteri paranormali".]

5. IL GIORNALISTA SULLA RUSPA

All'epoca in cui manifestavo le mie perplessità circa le apparizioni di Gesù Bambino, mi fu chiesto – forse con preoccupazione - cosa volevo fare da grande.
Il giornalista sulla ruspa! Risposi io, senza esitare.
Dissi giornalista perché volevo essere come papà. Di ruspisti invece in famiglia non ce n'erano. Ma dissi ruspa pensando a gru (non conoscevo bene le parole). Non c'erano neanche gruisti in famiglia, se è per questo. Ma io immaginavo di scrivere i miei articoli lassù per aria, in cima a una gru gialla. In alto, in bilico a cento metri da terra, lontano da tutti.

Pubblicato Sabato 22 Dicembre 2007

di Enzo Fileno Carabba

CézanneIGiocatoridiCarte.jpg3 - IL QUARTO E' SEMPRE A DESTRA

Verso Natale e durante l’estate le mie capacità matematiche si intensificavano. Ho appreso i rudimenti del calcolo grazie allo scopone scientifico. E’ vero che non sono andato molto oltre i rudimenti, ma bisogna riconoscere che è già qualcosa. Lo scopone ha inculcato in me l’idea che alla base di tutto c’è l’addizione e ha sopperito a eventuali lacune del sistema scolastico. Tre e quattro sette, sei e uno sette, e altre somme del genere, sono state - se non le prime parole che ho sentito - certo le seconde.

Pubblicato Martedî 11 Dicembre 2007

di Enzo Fileno Carabba

Vincigliata.jpg2 - IL NATALE DELLE MUTANDE DI LATTA

A dicembre mia nonna disse che per Natale intendeva regalarmi delle mutande di latta. Abbassò le palpebre, prese quell’aria assorta e spiegò che mi avrebbero protetto dagli stupratori di Campo di Marte e in ogni caso – anche ammesso che uno stupratore più abile degli altri fosse riuscito a sfilarmele – le mutande avrebbero prodotto un rumore tale da dare l’allarme e qualcuno sarebbe accorso. Io immaginai il rumore delle mutande di latta come un boato assordante, tipo i timpani di un’orchestra sinfonica.
Mia nonna era un vulcano di idee, a volte fondate a volte no. Resta il fatto che in quel periodo riscuotevo un successo straordinario presso i molestatori.

Pubblicato Lunedî 3 Dicembre 2007

di Enzo Fileno Carabba

EnzoFCarabba.jpg[Da quando vinse il premio Calvino col romanzo Jakob Pesciolini (Einaudi, 1992) fino al recente Pessimi segnali (Marsilio, 2004), Enzo Fileno Carabba non ha mai deluso i suoi ammiratori. L'estrema eleganza e "leggerezza" della sua prosa, l'ironia garbata degna di un Collodi, il tono deliziosamente trasognato, la profonda cultura ne fanno uno dei migliori scrittori italiani - come chi scrive ebbe a dichiarare, in tempi non sospetti, a un'intervistatrice de Il Corriere della Sera. E' dunque un grande onore, per Carmilla, potere pubblicare a puntate, in anteprima assoluta, il nuovo libro di Carabba, Discese estreme. Non proprio un romanzo, quanto... scopritelo da soli. E' tempo che Enzo Fileno Carabba, di indole modesta e dolce di temperamento, esca dal suo riserbo e divenga autore noto al maggior numero possibile di lettori.] (V.E.)

1 - LE DISCESE ESTREME

C’è un luogo riparato, una specie di cittadella inespugnabile o di baia segreta, dove il mio numero di telefono continua ad essere 602146, mia nonna materna continua ad avere 73 anni e io d’estate continuo a mangiare tacconi al pesce, in Abruzzo.

Pubblicato Martedî 27 Novembre 2007

gazzotti5.jpgdi Carlo Gazzotti

5. La scena bugiarda (1992–93)

Anche la scelta del lavoro successivo, Il Bugiardo di Carlo Goldoni, venne concordata con i funzionari dell’ente teatrale regionale, questa volta all’interno dell’iniziativa denominata ‘Fantafrottole’ dedicata per quell’anno al tema della ‘bugia’. La continuazione più che ovvia della rassegna realizzata l’anno precedente intorno a Pinocchio.

Pubblicato Martedî 17 Aprile 2007

di Carlo Gazzotti

CarloGazzotti.jpg4. La scena meccanica (1991-1992)

All'inizio dell'anno scolastico 1991/92 venni avvicinato da una serie di funzionari del teatro stabile locale che mi proposero di partecipare alle iniziative attraverso le quali l’ente voleva ‘lanciare in città’ il proprio allestimento del Pinocchio di Collodi
In cambio, la più importante istituzione teatrale della regione si impegnava a metterci a disposizione gli spazi necessari all’attività laboratoriale essendo a conoscenza del fatto che il gruppo non poteva più utilizzare la sala SGB chiusa per gli interventi di ristrutturazione e di messa a norma dei quali s'è già parlato.

Pubblicato Sabato 17 Marzo 2007

di Carlo Gazzotti

Trama4.jpg3. La scena alchemica (1989-91)

Scottati sul versante politico affaristico amministrativo, nonché, naturalmente, su quello scolastico, io e i ragazzi non trovammo di meglio da fare che acuire ancor più i toni ludico-spettacolari di una ricerca teatrale altrimenti defatigante, sofferta e chiusa ermeticamente al proprio interno. A giustificare la cosa la necessità di dover legittimare l’isolamento, prima forse subito, poi consapevolmente vissuto e fatto proprio in modo beffardo dal gruppo. Operare all’interno della sala SGB a contatto diretto con numerosi altri gruppi teatrali aveva comunque consentito al collettivo di crescere sia dal punto di vista umano che da quello artistico. Tre i modelli con i quali s’era finito per entrare in contatto.

Pubblicato Sabato 17 Febbraio 2007

di Carlo Gazzotti

Trama3.jpg2. La scena giacobina (1988-89)

L’anno scolastico 1988-1989 si aprì con il mio allontanamento dalle classi quarte e quinte dell’istituto, (troppo pericolose, forse, perchè formate da maggiorenni). Le nuove classi, soprattutto la 1^, la 2^, la 3^ C di quegli anni, luogo punitivo nel quale starsene buoni e remissivi, divennero però il serbatoio dal quale sarebbero scaturiti i nuovi protagonisti di quello che continuava chilometricamente a definirsi ‘Collettivo studentesco di ricerca e di produzione teatrale’. Un gruppo che assorbiva sempre più ogni mia energia e che superava ormai le cinquanta unità. Analogamente estendevo e rafforzavo la collaborazione con la Circoscrizione n. 5 del Comune. Del resto, la sala-teatro SGB eravamo noi.

Pubblicato Lunedî 29 Gennaio 2007

di Carlo Gazzotti

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Introduzione. La scena astratta

Idioti e idiozia sono oggi sinonimi di stupidità, d’insensatezza, di imbecille minorità psichica. A fissare i connotati della definizione corrente qualcosa che porta alla Francia del XII secolo o, più ancora, alla terminologia medica di stampo positivista.
Non così quando ‘idiota’ e ‘idiozia’ definivano tutto ciò che era proprio dell’uomo privato, dell’individuo naturale contrapposto all’uomo propriamente detto, all’uomo pubblico, civile, esperto, politico.
Dostoevskij non c’entra, e non c’entra nemmeno Pirandello. Qualche utile indizio può essere semmai contenuto nell’espressione ‘idiotismo’. Termine che designa, in ambito linguistico, ogni espressione dialettale, provinciale, ogni ‘cretinismo’ delle piccole comunità chiuse.

Pubblicato Martedî 16 Gennaio 2007

Presentazione de "La trama dell'idiozia" di Carlo Gazzotti, il nuovo romanzo a puntate di Carmilla

di Gioacchino Toni

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A breve Carmilla inizierà la pubblicazione a puntate del romanzo “La trama dell’idiozia” di Carlo Gazzotti: è la storia di una follia, di un ostinato tentativo, da parte dell’autore/protagonista, docente di Materie letterarie, di combinare esperienze teatrali e scolastiche rendendole vive e partecipate. Nel racconto, una sorta di diario di bordo, l’autore intreccia riflessioni di teatrologia, spiccia quotidianità e scontri titanici con la burocrazia scolastica e le miopie di tanti suoi operatori.

Pubblicato Lunedî 8 Gennaio 2007

di Riccardo Valla

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CAPITOLO DICIASSETTESIMO

— Ah, è così! — esclamò un’altra voce, dal fondo della sala. — Chi si credono di essere questi autori? So fare di meglio io!
— Perché, c’è qualcosa che non la convince? — chiese Tonnorosa. — E, di grazia, che cosa la autorizza a parlare? è un autore? un critico? ha la tessera da giornalista?
— Mi autorizzano questi. — Mostrò i pugni. — Bisognerebbe darvi quattro schiaffi, e ben dati! Non fate i furbi con me! — L’uomo cominciò ad avvicinarsi minacciosamente.
— Se vuole suggerire, si accomodi... — ironizzò il vescovo.

Pubblicato Martedî 22 Agosto 2006

di Riccardo Valla

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CAPITOLO TREDICESIMO

— Una cosa non mi è chiara, signorina Sophie — chiese Londong, mentre raggiungevano l’auto. — Perché era tanto offesa con suo zio?
La donna lo guardò con una strana luce negli occhi. — Mi hai fatto impazzire per tutto il giorno, ma adesso siamo soli, finalmente... Via, non fare il timidone, il tuo amico è lontano... Cosa preferisci? Ti bacio le palline o facciamo l’amore?
Londong la guardò con sospetto. — Curiosa frase... Allora, cosa le ha fatto suo zio?
— Niente, maledizione! — sbottò lei. — Dopo tante promesse... vederlo nel nostro salotto, tra un coro di “daglielo duro, daglielo mollo, falle tremare le vene del collo”... ho visto che si stavano ... oh, ho capito che...

Pubblicato Mercoledî 16 Agosto 2006

di Riccardo Valla

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CAPITOLO NONO

Quando la biblioteca aprì, il primo che si presentò davanti all’impiegato fu un alto monaco con una strana tonaca color giallastro-verdognolo. — Nei miei studi sulle eresie ho trovato questi versi — gli disse. — Chissà se a fare una ricerca nel computer...
— Non ce n’è bisogno — sorrise l’altro, con aria divertita, dopo avere dato un’occhiata alla scritta. — Abbiamo anche gli altri indovinelli della serie, vada nell’ufficio del Conservatore.
Il monaco lo guardò con sospetto, ma era impossibile che l’uomo l’avesse riconosciuto. — Non credo di capire... — azzardò.
L’uomo gli prese di mano il foglietto. — Sì, questo indovinello di Sommelier:

Pubblicato Mercoledî 9 Agosto 2006

di Riccardo Valla

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CAPITOLO QUINTO

— Voleva dire “mattacchione”? — chiese Londong, cercando di tenersi alle maniglie. Aveva ‘l’impressione di viaggiare dentro una scatola di latta: il rumore non era granché diverso.
— Volevo dire proprio quello che ho detto! Sai, non potevo lasciare che tutto quel ben di Dio marcisse in prigione!
— Prigione?
— Sì, in America la legge funziona, ma qui possono tenerti in prigione per anni senza mai celebrare il processo.
— Scusi, ma dove le ha prese, queste idee dell’America?
— Dai telefilm che vedevo alla televisione commerciale, quando ero in Italia. Dove possiamo andare? Il tuo albergo è pericoloso, casa mia la staranno già sorvegliando. Forse da una mia amica che è fuori Parigi e lascia le chiavi sotto lo zerbino...

Pubblicato Venerdî 28 Luglio 2006

di Riccardo Valla

CoccigeCopertina.jpg
[Siamo orgogliosi di ripresentare, in cinque puntate, uno dei grandi successi di Carmilla: Il coccige Da Vinci di Riccardo Valla, in una nuova versione interamente rivista dall'autore. L'opera ha ricevuto a Fiuggi, nel marzo di quest'anno, nel corso della Italcon (la manifestazione annuale degli appassionati di fantascienza), il Premio Italia per il migliore racconto apparso su pubblicazione professionale. Del testo esiste anche una versione cartacea a tiratura limitata, di recente segnalata dal settimanale Panorama. Ricordiamo che Riccardo Valla è il traduttore in italiano de Il codice Da Vinci di Dan Brown.]

a Laura per i memi, a Lanfranco, che lo odia
quanto sono giunto a odiarlo io,
e a Giorgia che si rifiuta di leggerlo

Avvertenza dell’autore. Persone, luoghi, religioni, sette, documenti e libri citati in questa narrazione sono puramente immaginari. Anche il Codice Da Vinci. Ciascuno di loro è illusione, Maia. Come tutti noi.

Shankara insegnava nella piazza del mercato e un giorno, in uno dei vicini padiglioni, un elefante si imbizzarrì e cominciò a colpire con la proboscide tutto e tutti. Chi assistette alla scena si affrettò ad allontanarsi di corsa. Anche Shankara li imitò e corse via lungo la strada maestra.
Mentre correva, uno dei suoi oppositori lo vide, dalla finestra del primo piano e scoppiò a ridere.
— Perché fuggi, Shankara? — gli chiese. — Non sai che l’elefante è illusione?
— Sì, ma lo sono anch’io! — ribatté il filosofo, e riprese a correre.

Dalla vita di Shankara, citato da Mario Piantelli

Pubblicato Mercoledî 19 Luglio 2006

andersen9.jpgdi Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da Lucio Angelini (nella foto a sinistra), ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia.
Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]

Cap. XXIII
“A quattordici anni, prima della mia fuga a Copenaghen, mi era stato predetto che un giorno la città di Odense sarebbe stata illuminata a festa in mio onore. Quell’antica profezia si compí nella forma piú splendida. Verso la fine di novembre del 1867 ricevetti a Copenaghen una lettera in cui il consiglio comunale di Odense mi annunciava il conferimento della cittadinanza onoraria a Odense, in un incontro che si sarebbe tenuto il successivo 6 dicembre. Subito mi affrettai a ringraziarli di tutto cuore. Erano ormai passati quarantotto anni da quando, ragazzo bisognoso, avevo abbandonato la mia città natale. Adesso, ricco di felici ricordi, vi sarei stato accolto come un figlio diletto nella casa paterna. Mi sentii trasportato in alto non in vanità, ma in gratitudine verso Dio, per le dolorose ore in cui ero stato messo alla prova e i numerosi giorni di felicità che poi mi aveva concesso.”

Pubblicato Giovedî 6 Luglio 2006

lucioangelini.jpgdi Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da Lucio Angelini (nella foto a sinistra), ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia.
Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]

Cap. XX
“Da bambino, a Odense, quando andavo a teatro a seguire le rappresentazioni in tedesco, avevo visto ‘Le fanciulle del Danubio’, un’opera comica di Ferdinand Knauer, e il pubblico acclamava ogni volta l’attrice principale, a cui andavano gli onori e gli omaggi. Ai miei occhi, lei era la creatura piú fortunata della terra. andersen8.jpgAnni dopo, quando ero all’Università, mi recai un giorno in visita all’ospedale di Odense, e in una stanza abitata da povere vedove, dove, come all’ospizio, tutto l’arredamento consisteva in un letto vicino all’altro, con un armadietto, una sedia e un tavolo, vidi appeso sopra uno dei giacigli un ritratto femminile in una cornice dorata: l’ ‘Emilia Galotti’, di Lessing, che sfoglia una rosa. Ma la figura contrastava singolarmente con tutta la povertà circostante. ‘Chi rappresenta?’, chiesi. ‘Oh’, mi rispose una delle vecchie, ‘quello è il viso di madama tedesca’ e vidi una piccola donna, sottile e delicata, con le guance raggrinzite e vestita di un abito di seta liso, che un tempo era stato nero. Era la cantante famosa, che avevo vista nella parte di ‘Donauweibchen’ e che tutti applaudivano. Mi fece un’impressione indimenticabile e spesso mi tornò in mente. A Napoli, poi, avevo sentito la Malibran, la cui voce e recitazione superavano tutto quanto avevo udito, ma il mio pensiero non si staccava dalla povera cantante dell’ospizio di Odense. Entrambe le figure si fusero nel personaggio di Annunziata del romanzo che stavo scrivendo e di cui l’Italia ero lo sfondo: ‘L’improvvisatore’.

Pubblicato Martedî 4 Luglio 2006

lucioangelini.jpgdi Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da Lucio Angelini (nella foto a sinistra), ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia.
Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]

Cap. XVII
“Fin dalla piú tenera infanzia credevo che quanto avvenisse a Capodanno fosse un presagio di ciò che sarebbe accaduto per tutto l’anno. Il mio desiderio piú ardente per l’anno nuovo era di ottenere una parte in un lavoro teatrale e di presentarmi alla ribalta. In secondo luogo veniva la paga. Era appunto Capodanno e il teatro era chiuso, ma l’ingresso al palcoscenico era aperto, sorvegliato da un portiere vecchio e mezzo cieco. Gli sgattaiolai davanti con il cuore in tumulto e mi ritrovai tra le quinte e il sipario. Avanzai sul palcoscenico verso l’orchestra e caddi in ginocchio, ma non riuscivo a ricordare nessun verso. Eppure dovevo pronunciare qualche parola, se desideravo tornare lí a recitare. Allora scandii a voce alta il ‘Padre Nostro’ e scappai via, certo che nel corso dell’anno nuovo avrei recitato una parte.”

Pubblicato Giovedî 27 Aprile 2006

andersen6.jpgdi Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da L.A., ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia. Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]

Cap. XIII
“Stavo per compiere i quattordici anni e la mamma pensò bene di cresimarmi. Era un passo necessario perché potessi presentarmi come apprendista dal sarto e iniziassi a combinare qualcosa di utile. Mi amava di tutto cuore, ma non capiva le mie aspirazioni, né, d’altra parte, le capivo io. La gente che le stava intorno continuava a biasimare la mia condotta, mettendomi in ridicolo, e lei ne soffriva. La nostra parrocchia era quella di San Canuto. I cresimandi potevano iscriversi o dal prevosto o dal cappellano. Dal primo, in genere, andavano i figli delle famiglie per bene, insieme con gli alunni del ginnasio, dal secondo i piú poveri, che rimanevano nel fondo della chiesa. Io mi presentai al prevosto, che fu costretto ad accettarmi, non senza attribuire a pura vanità il mio desiderio di essere inserito tra i suoi cresimandi. Ma io sono certo che non era solo la vanità, la mia: in realtà avevo paura dei ragazzi poveri che mi avevano deriso, e sentivo sempre il desiderio di avvicinarmi agli studenti di ginnasio, che ritenevo molto migliori degli altri. Quando giocavano nel giardino del cimitero li spiavo attraverso l’inferriata e desideravo essere tra quei fortunati, non tanto per il gioco, quanto per i molti libri che possedevano e per ciò che sarebbero potuti diventare nel mondo. Iscrivendomi dal prevosto avrei potuto trovarmi in mezzo a loro, essere come loro.”

Pubblicato Martedî 21 Marzo 2006

andersen5.jpgdi Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da L.A., ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia. Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]

Cap. VII
“Intanto crescevo buono e ingenuo, senza darmi pensiero dei bisogni e delle privazioni a cui ero sottoposto. E benché i miei genitori vivessero, come si suol dire, alla giornata, a me pareva di nuotare nell’abbondanza. Anche nel vestire credevo di essere elegante, perché una vecchia mi adattava gli abiti smessi di mio padre. Tre o quattro grossi ritagli di seta della mamma mi venivano appuntati sul petto l’uno sull’altro, a mo’ di panciotto. Intorno al collo mi veniva legato un panno con un grosso nodo a fiocco, la testa mi veniva lavata col sapone, i capelli arricciati ed eccomi in ghingheri. Cosí acconciato andai per la prima volta a teatro con i miei genitori.”

Pubblicato Giovedî 23 Febbraio 2006

di L. Emmings
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[qui e qui le prime due puntate]

“Le cose non vanno poi così male come può sembrare, Doge”.
La voce, che risuonò nella sala mezza vuota e totalmente silenziosa, fu accolta da lunghi sguardi dubbiosi. A parlare era stato un uomo sulla cinquantina, scavato in visto e nel corpo, i cui ricchi vestiti lo indicavano come facoltoso mercante. Uno di quelli, per la precisione, che costituivano la piccola elite posta alla ufficiosa guida della Serenissima Repubblica di Venezia.
Come lui, una decina di persone era riunita nello sfarzoso salone che era solito ospitare quelle estemporanee riunioni. In effetti, quell’incontro non era previsto. Il Doge li aveva chiamati d’urgenza, quella sera, per questioni della massima importanza “riguardo al futuro della nostra beneamata Repubblica”.

Pubblicato Sabato 18 Febbraio 2006

di L. Emmings

[qui la prima puntata]
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Quando riaprì gli occhi, il primo rumore che sentì fu quello del lieve tintinnare di chiavi arrugginite dietro la porta della cella. A svegliarlo, probabilmente, erano stati i passi pesanti delle guardie sino a lì; passi che ora si erano fermati.
La consapevolezza della fine imminente attraversò la mente del Moncato come una lama gelida. Erano venuti per giustiziarlo, forse l’avrebbero passato a fil di spada, semplicemente, senza una benchè minima parvenza di processo. Ci avevano anche messo più tempo di quanto lui si aspettasse: erano ormai più giorni che non gli facevano avere notizie, ma ora la decisione doveva essere stata presa. Non era ora del magro pasto gettato dentro alla cella, le guardie non dovevano essere lì.

Pubblicato Mercoledî 8 Febbraio 2006

di L. Emmingsc2.3.lemmings.gif

["L. Emmings" è il nom de plume di un laboratorio di scrittura creativa, realizzato all'interno di un progetto didattico nella provincia di Ferrara. La pubblicazione a puntate dei suoi primi esiti è coerente con un'idea di letteratura come pratica attiva e di scuola come luogo di produzione e scambio culturale, dove il sapere è tale solo se viene praticato attivamente, e non vissuto come un momento di ricezione passiva. In opposizione a una certa triste "cultura dell'addio" (scuola addio!, cultura addio!, politica addio!), i partecipanti a questo laboratorio sostengono, con la loro pratica, l'idea di Raoul Vanaigem che "una scuola dove la vita si annoia insegna solo la barbarie" (g.d.m.)]

LA NEBBIA SU ERCOLE D'ESTE

"La città è la Maestra dell’uomo" (Simonide)

Prologo

Essenza, essenza: ecco il fuoco silenzioso che si cela ai nostri occhi, dietro l’ardente realtà delle cose.
Oltre la serena Acqua che ci è vita e morte.
Oltre la rapida Aria che forma i nostri pensieri.
Oltre la solida terra, creatrice della carne e delle ossa.
Oltre, oltre: è il Fuoco, divampante energia che brucia le nostre emozioni e si alimenta dei giorni che passano, senza invecchiare nè morire. Esso è onnipresente, è nel tutto e nel niente. Non lo avvertiamo quando sfioriamo un’altra persona, quando ci avviciniamo ad un altro essere vivente. Eppure è proprio in quella frazione di secondo che le due essenze si intrecciano l’una con l’altra. Come due fiamme che messe vicine si uniscono a dare vita ad un’unica, intensa, colonna infuocata.
L’Anima Mundi esiste.

Pubblicato Sabato 28 Gennaio 2006

andersen4.jpgdi Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da L.A., ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia. Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]

Cap. V
“Un altro fatto che mi si impresse profondamente nella mente fu il soggiorno degli spagnoli in Fionia, nel 1808.”
“Che ci facevano, scusa, gli spagnoli da quelle parti?”
“La Danimarca si era alleata con Napoleone, che aveva dichiarato guerra alla Svezia, e prima ancora che la notizia si risapesse, un esercito francese con truppe ausiliarie spagnole entrò in Fionia per poi passare in Svezia al comando del generale Bernadotte, principe di Pontecorvo.”
“Eri già grande?”

Pubblicato Venerdî 27 Gennaio 2006

di Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da L.A., ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia. Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]

andersenlucio3.jpgIII
“Uno dei miei primi ricordi, in sé trascurabile, ma che si impresse con grande forza nella mia fantasia di bambino, fu una festa familiare tenuta... indovina dove!”
“Dove?”
“Nella prigione di Odense, proprio l’edificio cittadino a cui guardavo con il massimo orrore, lo stesso, immagino, con cui i ragazzi di Parigi dovevano guardare alla Bastiglia. Per me era come il covo dei malfattori nelle storie dei banditi e masnadieri: spesso mi ero fermato a contemplarla, benché da distante, e ad ascoltare i canti dei detenuti e delle detenute intente a filare all’arcolaio. I miei genitori conoscevano il guardaportone, che li aveva invitati a una festa di famiglia, e io dovetti accompagnarli.”
“Che età avevi?”
“Ero molto piccolo, tanto che, finita la festa, mi riportarono a casa in braccio.”
“E come andò?”

Pubblicato Venerdî 13 Gennaio 2006

di Antonio Nucci
Illustrazioni di Pierangelo Rosati
Qui tutte le puntate del romanzo on line Playmaker

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2.

Non gli pareva vero. Le pagine che scorrevano sul video gli ridavano speranza. Soldani aveva unito tutta la documentazione in un unico file che aveva poi spedito al negozio, sentendosi probabilmente in pericolo, per permettere a Walter di poter agire comunque.
“Che roba è?” chiese Sonia incuriosita.
“E’ l’unica cosa che può salvarci. Non immagini quanto è utile quello che hai fatto. Ora devo andare. Mi raccomando, dormi dagli zii le prossime sere.”
“Quando...affronterai quella persona?”
“Presto, forse domani stesso.”
Sonia ebbe un sussulto e qualcosa si mosse in lei.
“Walter” disse guardandolo dritto negli occhi “ci sono tante cose che avrei voluto dirti riguardo...ciò che c’è stato tra noi.”
“Lascia stare, ormai è acqua passata.”

Pubblicato Martedî 10 Gennaio 2006

di Antonio Nucci
Illustrazioni di Pierangelo Rosati
Qui tutte le puntate del romanzo on line PLAYMAKER

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10.

La prima cosa che Walter notò aprendo gli occhi fu il televisore spento. Poi si girò verso l’altro divano e lo vide vuoto. Cercò di alzarsi ma sentiva le gambe incredibilmente pesanti. Fece uno sforzo per riuscirvi e cercò di trascinarsi verso la porta. Per un attimo pensò di essersi preso l’influenza.
Appena entrato nell’ingresso vide la sagoma di Soldani che, con uno sguardo diabolico, brandiva un’accetta e si scagliava contro di lui.
Che idiota sono stato a fidarmi, è suo complice e io ci sono cascato come un pollo pensò in quell’istante. Arrivatogli ad un metro lo vide vibrare un colpo. Walter disperatamente riuscì a bloccare con una mano l’avambraccio e con l’altra il manico dell’arnese. I due caddero e lottarono a terra per un po’, poi Walter riuscì a trovare la forza per divincolarsi dal suo avversario e catapultarsi in fondo al corridoio. Si alzò girandosi. Fu questione di un secondo, sentì lo scroscio di qualcosa di liquido sulla sua faccia e chiuse d’istinto gli occhi. Quando li riaprì vide Soldani che si manteneva a distanza da lui e cercava di calmarlo.

Pubblicato Domenica 25 Dicembre 2005

di Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da L.A., ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia. Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]

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“Vedi questo ricordino funebre? È di mio padre.”
“Ti somiglia”, osservò Hans Christian, e lesse. “‘La sua vita continua nel cielo e nel cuore di quelli che quaggiú lo amarono’. Nato il 15-6-1921, morto il 10-3-1953. Trentadue anni, dunque, non 33!”
“È vero”, sospirai. “Devo aver fatto confusione. Parlami ancora di tuo padre, se ti va. Come si chiamava?”
“Hans Andersen.”
“E ti voleva bene?”
“Certo che me ne voleva. Viveva per me e assecondava ogni mio desiderio. Ero interamente padrone del suo cuore. La domenica mi fabbricava giocattoli, teatrini e figure. Spesso, la sera, ci leggeva a voce alta qualche romanzo o qualche storia tratta da ‘Le mille e una notte’. Era, anzi, solo in momenti come quelli che credo di poterlo ricordare allegro, perché non fu mai felice nella sua vita e nella sua professione.”

Pubblicato Mercoledî 21 Dicembre 2005

di Lucio Angelini
[Lucio Angelini, uno dei migliori autori italiani per ragazzi, ha pubblicato per EL, Emme, Panini Ragazzi, Il Capitello, Loescher, Flammarion-Castor Poche eccetera]

fantasmaandersen.jpgLà fuori, nel mondo, c’è un tale marasma (infuriano guerre, distruzioni, malattie nuove, soprusi appena inventati), che preferisco starmene buono e tranquillo in questa specie di casa-armadio, dove nessuno può venirmi a cercare. Volete sapere perché mi chiamo Solingo? È presto detto. A mio padre, marchigiano di Recanati, piacevano un sacco le poesie di Leopardi e in particolare l’apostrofe:

Tu, solingo augellin, venuto a sera
del viver che daranno a te le stelle,
certo del tuo costume non ti dorrai... ”

Purtroppo, non avendo fatto il liceo classico (e probabilmente nemmeno le scuole medie), era convinto che Solingo fosse il nome della bestiola, cosí, quando nacqui, trovò poetico appiopparlo anche a me. E tuttavia, in qualche misterioso modo, quel nome riuscí a influenzarmi il carattere (i latini dicevano ‘Nomen omen’, no?), perché solitario divenni davvero.

Pubblicato Lunedî 12 Dicembre 2005

di Antonio Nucci
Illustrazioni di Pierangelo Rosati
(Qui tutte le puntate del romanzo on line PLAYMAKER)

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5.

Erano circa le 8.10 quando Walter salì sul fuoristrada di Soldani, un Cherokee color blu.
“Ha un’idea di quale possa essere il punto esatto da dove proviene di solito il fumo?” chiese Walter.
“Credo di sì. Secondo me viene dall’avvallamento opposto a dove si trova la conca. Per questo dal paese si ha l’impressione che il fumo salga da lì.”
Pochi minuti dopo, lasciata la provinciale, Soldani salì per una strada sterrata. Arrivato nel punto più alto si fermò e spense il motore facendo segno a Walter di guardare in basso.”
“Se il posto è quello giusto, da qui potremo vedere senza doverci avvicinare troppo.”
“C’è un edificio laggiù.”
“E’ la vecchia Palestra Comunale di S.Clara, ora in disuso. Lì si allenava la Robur all’epoca in cui Tirelli era sulla breccia. Questo prima che venisse ampliato il Centro Sportivo di Groppiano. Non la conosceva?”
“Da piccolo non mi avventuravo mai fin laggiù.”

Pubblicato Domenica 11 Dicembre 2005

di Riccardo Valla
finecoccige.jpg[Qui tutte le puntate de IL COCCIGE DA VINCI]

Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre, Sommelier, è stato ucciso. Al museo, Madame Madeleine Pâtissière rivela di essere la madre di Valjean; il padre era l’ucciso. Si procede alla lettura di un antico documento, il “Coccige Da Vinci”.

— Quindi il sorriso della Gioconda... — disse Fouché.
— Chiaramente, Madonna Lisa era un’iscritta al Pus Dei, un’agente provocatrice. Nelle mie carte ci sono alcuni accenni... nelle carte che l’Ordine non riesce più a trovare, voglio dire. Ma la pergamena continua: “La sapienza è figliola della sperienzia. Avendo io sperimentato la fellatio che mi era vietata, invito ognuno a porre fine al nostro Priorato. Voi che cercavate l’unione divina, quanti vani disegni in simile cerca avete creati! Accompagnatevi colli cercatori dell’oro.

Pubblicato Giovedî 24 Novembre 2005

di Antonio Nucci
[Qui tutte le puntate del romanzo on line PLAYMAKER]

Il playmaker

1.
playmaker7.jpg“Spero che questa volta sarà un po’ più esauriente delle precedenti” disse in tono cortese Walter.
“Su questo non dubiti. Anche a me piacerebbe trovare la soluzione dell’enigma. Non credo però di saperne molto più di lei.”
“Cominciamo con quello che lei sa e che io non so.”
“La volta scorsa avevamo parlato della persona scomparsa nell’estate del ’78, ricorda?”
“Sì, e ho l’impressione che sia un particolare importante.”
“E’ un’impressione giusta, non fosse altro per il fatto che fu dopo quella sparizione che i fenomeni strani cessarono.”
“Ah, questa è una strana coincidenza.”
“Indubbiamente. Forse cercando di risalire al tipo di persona potremmo riuscire a capire se c’è un nesso con quello che accadde. E con quello che sta accadendo ora.”
“Beh, a questo punto non le resta che dirmi di chi si tratta.”

Pubblicato Giovedî 17 Novembre 2005

di Riccardo Valla
[Qui tutte le puntate de IL COCCIGE DA VINCI]

45120586photo.jpgRiassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre, Sommelier, è stato ucciso. Al museo, Madame Madeleine Pâtissière rivela di essere la madre di Valjean; il padre era l’ucciso. Si procede alla lettura di un antico documento, il “Coccige Da Vinci”.

Fouché diede un’occhiata alla pergamena. — È scritta in codice — disse, mostrandola.
Solo Madame Maledeine lanciò un’occhiata al foglio, mentre gli altri dicevano in coro: — È scritta al contrario, lo sanno tutti.
— Me n’ero scordato... — si scusò il poliziotto. — Qualcuno sa leggerla senza uno specchio?
— Io — intervenne Teadrinker. — E poi conosco di fama il documento, anche se non l’ho mai letto: è sempre stato in mano ai nocchieri del Priorato.
Girò il foglio al contrario e lo accostò alla lampada; poi cominciò a leggere, mentre Fouché mormorava. — Così ero capace anch’io...

Pubblicato Lunedî 14 Novembre 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre, Sommelier, è stato ucciso. Al museo, Madame Madeleine Pâtissière rivela di essere la madre di Valjean; il padre era l’ucciso. Si cerca il movente del delitto.

Londong si voltò verso il monaco per interrogarlo. — L’ha ucciso senza riflettere, vero? Una sorta di movimento riflesso.
— Proprio così — ammise Valjean. — Dovevo ucciderlo. Era giusto.
— Sì, la giusta punizione, ma non delle sue “porcherie”... vere o presunte, signorina Sophie. – Si girò verso di lei e scosse la testa. — Il movente è inconscio, ed è la punizione per un atto di cui non ha alcun ricordo cosciente, ma che resta inciso nella sua memoria, come tutto ciò che passa attraverso i sensi e giunge alla mente. Nessun ricordo va perso, mai. Gli ordini religiosi ereticali, il Priorato, il documento stesso non c’entrano. Il movente affonda le radici nella più intima psicologia del colpevole, in un’idea e non in un oggetto materiale. E il delitto di cui Valjean ha punito Sommeiller, suo padre, è quello di averlo abbandonato quando ancora si chiamava Gourmet ed era un oscuro adepto alchimista soffiatore!

Pubblicato Sabato 5 Novembre 2005

di Antonio Nucci
Illustrazioni di Pierangelo Rosati

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8.

”...in balia di se stessi e delle proprie paure". Cosa avrà voluto intendere? si chiedeva Walter mentre Lucia, la moglie di Enrico, portava in tavola l’insalata con i pomodori.
“Ti vedo pensieroso, Walter. Tutto OK?”
“Sì...sì certo. Sai, oggi ho conosciuto un tizio, un certo Soldani.”
“Il professor Soldani? Fu mio insegnante per un anno alle medie.”
“Lo conosci quindi, che tipo è?”
“Un bravo professore, in gamba. Mi è sempre sembrato una persona seria, a posto. Perché?”
“No, chiedevo così. Abbiamo parlato molto...delle ultime cose insomma.”

Pubblicato Domenica 30 Ottobre 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre, Sommelier, è stato ucciso. Dopo una notte di ricerche, tutti i protagonisti sono tornati al museo. Madame Madeleine Pâtissière rivela di essere la madre di Valjean; il padre era l’ucciso.


— Ah, è così! — esclamò un’altra voce, dal fondo della sala. — Chi si credono di essere questi autori? So fare di meglio io!
— Perché, c’è qualcosa che non la convince? — chiese Tonnorosa. — E, di grazia, che cosa la autorizza a parlare? è un autore? un critico? ha la tessera da giornalista?
— Mi autorizzano questi. — Mostrò i pugni. — Bisognerebbe darvi quattro schiaffi, e ben dati! Non fate i furbi con me! — L’uomo cominciò ad avvicinarsi minacciosamente.
— Se vuole suggerire, si accomodi... — ironizzò il vescovo.

Pubblicato Lunedî 17 Ottobre 2005

di Antonio Nucci
Illustrazioni di Pierangelo Rosati

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Sospetti e vecchi ricordi

1.
Nel centro di Verbania, in un ufficio della Procura della Repubblica, stavano seduti l’uno dinanzi all’altro due uomini divisi da una scrivania. Uno in completo grigio, stempiato e con baffi, l’altro in completo scuro con capelli corti color castano chiaro.
“Pensa che potenziando il numero di unità nella zona le cose potrebbero migliorare? Posso avanzare una richiesta, se lo ritiene necessario” disse l’uomo con i capelli castani.
“Non credo sia un problema di mezzi” disse l’uomo stempiato “e non credo nemmeno che possa essere utile spezzettare le indagini tanti tronconi.”
“Ma lei ha parlato di casi tra i quali non si intravede un seppur vago filo conduttore…”

Pubblicato Giovedî 13 Ottobre 2005

di Antonio Nucci
Illustrazioni di Pierangelo Rosati

9.
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Era di nuovo venerdì, l’ultimo delle sue vacanze e con tanta polizia in giro per Santa Clara come non se ne era mai vista. Toccò a lui questa volta, come già successo a tanti altri del luogo, essere fermato da una pattuglia per accertamenti. Dei due gli parlò quello più anziano.
“Lei vive a Novara. Come mai da queste parti?” disse con tono non proprio amichevole.
“Vacanze. Ho una seconda casa qua vicino.”
“Capisco. Quanto intende fermarsi ancora?”
“Riparto lunedì.”
“Bene. Attenda in auto, per favore.”
Poco dopo il poliziotto gli restituì i documenti.
“Tutto a posto. Buona serata” disse molto più gentilmente di prima.

Pubblicato Martedî 4 Ottobre 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre, Sommelier, è stato ucciso. La nipote Sophie e lo studioso Londong tornano al Louvre con l’esperto inglese Teadrinker. Intanto stanno raggiungendo il commissario Fouché, nello studio del Conservatore, anche il vescovo Tonnorosa, il monaco Valjean e una vecchia amica del morto, madame Madeleine Pâtissière.

“E lei ha risolto quell’indovinello, diabolico, ispettore?” esclamò il monaco, con ammirazione.
Fouché non spostò neppure la testa. “Può pensare se ho tempo da perdere in rompicapi del genere! Per chi mi ha preso, per un pensionato? Nella perquisizione ho estratto i cassetti dal mobile, come avrebbe fatto chiunque, e quando ho visto il doppio fondo ho capito la soluzione di quello stupido indovinello.”

Pubblicato Venerdî 30 Settembre 2005

di Antonio Nucci
Illustrazioni di Pierangelo Rosati

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Misteri

1.

Patrizia Ronchi appoggiò la cipolla sul tagliere e cominciò a sminuzzarla finemente. Alzò la fiamma del fornello mentre il notiziario di Radio Sole stava terminando.
“Va ora in onda Noche caliente. Conduce in studio El Niño” annunciò la voce femminile che usciva dagli altoparlanti dello stereo.
Un piatto di pasta al sugo, un po’ di televisione e poi a letto presto. La giornata lavorativa era stata di quelle che non ti lasciano un briciolo di energia. Lavorare ad agosto nel più grosso supermercato di una località turistica è estenuante. D’altronde non c’era scelta visto che aveva iniziato solo un mese prima a lavorare al Mezzaluna Market e non aveva maturato abbastanza ferie. Pazienza, sarebbe andata in vacanza a febbraio alle Canarie con il suo Pierpaolo.

Pubblicato Mercoledî 28 Settembre 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore Sommelier è stato ucciso. La nipote Sophie e lo studioso Londong decidono di tornare al Louvre. Intanto il commissario attende l’arrivo di una vecchia amica del morto, madame Madeleine Pâtissière.

“Attendo ancora una risposta” disse Londong, non appena la minuscola 500 imboccò l’autostrada e si poté tornare a parlare.
“Che risposta?” volle sapere lei.
“Perché era tanto offesa con suo zio?”
“Te l’ho detto, il rituale...”

Pubblicato Giovedî 22 Settembre 2005

di Antonio Nucci
Illustrazioni di Pierangelo Rosati

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4.

Erano quasi le due quando lasciarono il bar. Lucio e Miriam lo accompagnarono in auto fino al cancelletto di casa. Walter era discretamente sbronzo e molto provato dalla stancante giornata; quasi non aveva gli occhi aperti quando si salutarono mettendosi d’accordo per la sera dopo. Dormì come un ghiro fin quasi a mezzogiorno e, dopo un breve giro al mercato, mangiò qualcosa in un bar che metteva a disposizione vari piatti freddi, ne scelse uno con la pasta fredda condita e si concesse un bicchiere di vino bianco nonostante i sensi di colpa per quanto bevuto la sera prima. Nel rientrare decise di fare la scorciatoia. Gli tornò alla mente quel vecchio episodio mai dimenticato.

Pubblicato Lunedî 19 Settembre 2005

di Antonio Nucci
Illustrazioni di Pierangelo Rosati

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Partenza

1.

Sollevò il ricevitore sperando che non fosse una questione di lavoro. Non era nel giusto ordine d’idee per risolvere problemi.
Spero solo che non sia quello della Tecnomedia Lombarda con le sue solite richieste strampalate. Oggi non lo affronterei.
La riconobbe ancor prima di sentire la sua voce.
“Ciao” attese un istante “volevo salutarti.”
“Ti avrei chiamato io prima di partire.”
“Lo so, ma tra poco devo uscire per un lavoro e ho lasciato il cellulare a casa, così…”
“Capisco. Sei un po’ più calma oggi?”
“La parola giusta è: rassegnata.”
“Sai quant’è importante quello che dobbiamo fare.”

Pubblicato Giovedî 15 Settembre 2005

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Dopo la satira politica di Imperium, dopo la fantascienza di Guerra al sistema (molto penalizzato da carenze redazionali, ma che ha avuto un suo pubblico anche in piena estate), Carmilla On Line continua a proporre romanzi a puntate. Ciò, a nostro parere, consente ad autori sconosciuti o poco noti di presentarsi a un pubblico di gran lunga più vasto di quello che assicurerebbe un piccolo editore. E' infatti bene ricordare che i contatti settimanali, con IP diverso, di questa testata superano largamente quelli di un quotidiano di medie dimensioni.
Poi, ovviamente, non è detto che leggano tutti quanti e per intero i testi proposti. Sta di fatto che, se lo facesse anche solo il 5% degli utenti, il giovane scrittore avrebbe una platea degna dei maggiori bestsellers venduti in libreria (in media, finisce in testa alle classifiche chi riesce a vendere tra le 4000 e le 5000 copie in una settimana; cifra che fa sorridere noi e siti o blog letterari più illustri del nostro).

Pubblicato Lunedî 12 Settembre 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore Sommelier è stato ucciso. La nipote Sophie e lo studioso Londong decidono di tornare al Louvre con l’esperto di religioni Teadrinker.

“Una cosa non mi è chiara, signorina Sophie” chiese Londong, mentre raggiungevano l’auto. “Perché era tanto offesa con suo zio?”
La donna lo guardò con una strana luce negli occhi. “Mi hai fatto impazzire per tutto il giorno, ma adesso siamo soli, finalmente... Via, non fare il timidone, il tuo amico è lontano... Cosa preferisci? Ti bacio le palline o facciamo l’amore?”
Londong la guardò con sospetto. “Curiosa frase... Allora, cosa le ha fatto suo zio?”

Pubblicato Giovedî 18 Agosto 2005

di Federica Vicino

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Segmento C : l’epilogo

Silenzio.
Grazie destino, oppure grazie Grande Spirito, grazie notte fonda o grazie metropoli, per avermi regalato finalmente il silenzio. Semplicemente grazie. Ne avevo bisogno.
Kerrer mi sta svaccato davanti, spalle alla colonna, gambe perse una a nord una a sud-ovest, testa sempre nel buio pesto e occhi sempre che luccicano.
Magari davvero ascoltava. L’ho sentito fremere. O addirittura era lui a parlare… Nel buio, oltre al cuore e al respiro, si sono mescolate anche le ombre e le voci, profili e sguardi, ottone e bagliori metallici.
Di fuori si gela; fa giorno in un mattino tagliente di fumo, come molti altri, del resto.

Pubblicato Giovedî 11 Agosto 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre è stato ucciso. La nipote Sophie e lo studioso Londong cercano di appurare se appartenesse al Priorato di Sion.

“Quella che lei ha visto, signorina Gourmet, era l’annuale riunione di un gruppo di vecchi goliardi. Come vuole la tradizione, la si celebrava in concomitanza con la principale festa studentesca. Per dirla con le parole di un noto studioso dell’argomento: “In quel periodo dell’anno, la caccia alle matricole si è ormai conclusa, gli iscritti al primo anno possono mostrare il loro ‘papiro’ a testimonianza di avere appreso le principali canzoni goliardiche; allora si celebra il rito della pacificazione tra gli anziani che stanno per lasciare l’Università e i giovani che vi sono appena entrati: il giorno di santa Caterina”.”
“E chi sarebbe lo studioso?” domandò lei.
“Io, naturalmente” sorrise Londong.

Pubblicato Lunedî 8 Agosto 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre è stato ucciso. La nipote Sophie e lo studioso Londong si recano dall’esperto di religioni Teadrinker.

“Ti ho colto sul fatto, vecchio briccone!” esclamò giovialmente Londong, entrando nel piccolo soggiorno.
Moi?” fece il padrone di casa, inarcando un sopracciglio.
“Non facevamo nulla che non si potesse fare in pubblico” si affrettò a difendersi Sophie.
La ragazza era arrossita. Londong la ignorò. “Certo!” proseguì in tono d’accusa, rivolto allo studioso. “Quello non è un telefonino? Giuravi che non ne avresti mai comprato uno.”
Teadrinker sollevò l’apparecchio posato accanto al microonde e lo guardò incuriosito. “E infatti me l’hanno regalato i miei allievi. Ma in genere lo tengo spento.”
“Controlla” gli suggerì il collega. “Magari c’è qualche messaggino di Sommelier che ci aiuta a risolvere l’ultimo indovinello. Altrimenti non ci resta che andare a controllare tra le sue carte, al museo.”

Pubblicato Lunedî 1 Agosto 2005

di Federica Vicino

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XLII

L'avvocatuccio mi siede davanti. Apprezzo lo sforzo disumano per far finta di niente: non devo essere uno spettacolo gradevole a vedersi. Ho la bellezza di 38 punti di sutura equamente suddivisi sui due lati della faccia.
Opera mia. Ho mandato in pezzi lo specchio del bagno. Dovrò ripagarlo, me l'hanno già comunicato per iscritto: il mio debito con la giustizia include ora anche uno specchio rotto.
L'avvocatuccio d'ufficio si chiama Pasqualino Izzo. Lo guardo disporre con cura tutte le carte sul tavolo dinnanzi a sè; lo ascolto riportarmi con giuridica precisione il risultato delle indagini che, su mio mandato, ha svolto. E' puntuale nei dettagli quanto prudente nell'esposizione: da questo, dal tono della voce, dai frequenti sospiri che tira, capisco che non c'è molto da fare.
- No, Eric, - mi confessa, infatti - non riusciremmo nemmeno a scalfire nessuno di quei medici, nemmeno se li avessimo visti di persona praticare l'iniezione...
- Va bene, va bene, ho capito. - lo interrompo.

Pubblicato Mercoledî 20 Luglio 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre è stato ucciso. La nipote Sophie e lo studioso Londong si sono recati a chiedere informazioni all’esperto di religioni Teadrinker.

Quando la biblioteca aprì, il primo che si presentò davanti all’impiegato fu un alto monaco con una strana tonaca color giallastro-verdognolo. –Nei miei studi sulle eresie ho trovato questi versi– gli disse. –Chissà se a fare una ricerca nel computer...–
–Non ce n’è bisogno– sorrise l’altro, con aria divertita, dopo avere dato un’occhiata alla scritta. –Abbiamo anche gli altri indovinelli della serie, vada nell’ufficio del Conservatore.–

Pubblicato Giovedî 7 Luglio 2005

di Federica Vicino

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XXXII

Un sole così immediato non potrà che rendere esecutiva la condanna all'istante. Non riesco a pensare ad altro, mentre riprendo la corsa proprio dalla parte della discarica. La melma solidifica sotto i miei piedi; preferisco non domandarmi cosa ci sia imprigionato qui sotto. Ho preso alla lettera le prime parole che Ester mi ha detto quand'è riemersa dal fiume di fango:
- Abbiamo avuto culo, stavolta, ragazzino. Meglio approfittarne.
Straordinaria, Ester! Davvero straordinaria.

Pubblicato Martedî 5 Luglio 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre è stato ucciso. La nipote Sophie e lo studioso Londong si recano dall’esperto di religioni Teadrinker a chiedere informazioni.

–Lascia almeno che mi infili una giacca. Non ricevo gli amici in maniche di camicia, mi caccerebbero dal mio club.–
Un minuto più tardi, la porta si aprì per lasciar vedere la faccia tonda e la giacca da camera di Teadrinker, che sorrideva deliziato.
–Robert, non ti aspettavo fino a domani. A che devo questa visita così, ehm, prematura?–
–La signorina è convinta che mi vogliano arrestare per l’uccisione di suo zio, il Conservatore del Louvre; veniamo a chiederti un consulto.–

Pubblicato Giovedî 30 Giugno 2005

di Federica Vicino

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XXIV.

- Sei sicura che ti vogliano addormentare?
- Sì.
- Come fai ad esserne sicura?
- Gliel'ho sentito dire.
- L'hanno detto davanti a te?
- Sì.
Ci fu una pausa: Sara si fece triste, più silenziosa del solito. Continuava a guardare la TV ed io continuavo a guardare lei: i suoi capelli corti, troppo corti per far parte di questo mondo; gli occhi grandi, stessa cosa: troppo grandi per appartenere all'umanità... eppure limpidi. Il tutto immerso in un pallore spettrale: ora sì, era evidente che si trattava di un clone. Bella, bellissima, ma un clone.
La descrizione, certo, è solo questione di convenzioni: in altri tempi, il pallore sarebbe stato candore e lo sguardo vitreo lo specchio d'un cuore sincero.

Pubblicato Giovedî 23 Giugno 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre è stato ucciso. La nipote Sophie e lo studioso Londong decidono di indagare sui moventi dell’omicidio, che pare legato a un antico documento.

«Uno fa un favore e la polizia lo prende per i fondelli» commentò Londong, seccato, spegnendo il cell. «Quel Fouché fa troppo lo spiritoso.»
«Gioca come il gatto col topo. Ti vuole arrestare. Aspetta che tu torni da lui.»
Lo studioso fece spallucce. «Prenda la strada per Versailles. Le dirò io dove girare per arrivare da Teadrinker. Inutile cercare di avvertirlo, la sera spegne il cell.»
«Sì, ma non ho capito una cosa» lo interruppe Sophie. «Com’è la storia del prepuzio che passa di bocca in bocca?»

Pubblicato Sabato 18 Giugno 2005

di Federica Vicino

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XVIII

La prima sorpresa era stata la verginità.
Troppo bello per essere vero, avevo pensato - scoprendomi più tradizionalista e bigotto dei predicatori ecclesiastici! - la mia donna ideale che si rivela tutta solo mia; mia e di nessun altro prima di me. Lei mi aveva chiesto che vuol dire "essere vergini". Bella domanda!
- Non sai che vuol dire essere vergini? - mi ero stupito, e con un cattivo gusto degno della peggiore delle belve metropolitane avevo anche riso. Subito dopo m'era scivolata la mano sulla spalla di Sara, sul tatuaggio di origine - e il tempo s'era fermato e dilatato in un singulto di indescrivibile tensione, come la puntina che si inceppa sul vinile quando, per pura esigenza antiestetica, viene voglia di ascoltar musica alla vecchia maniera.

Pubblicato Martedî 14 Giugno 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre è stato ucciso dal monaco Valjean. La nipote Sophie e lo studioso Londong decidono di indagare sui moventi dell’omicidio.

«Magister, notizie del mio documento?»
«Vescovo, notizie del mio milione di euro?»
«Appena il documento sarà in mano mia, le trasferirò la somma a mezzo bonifico; ho con me il portatile. Però, lei mi assicura che quella pergamena mi otterrà il riconoscimento dell’Ordine?»
«Perché questi dubbi? E le vengono proprio adesso, dopo tuttoil tempo che ho perso per rintracciarlo?»

Pubblicato Lunedî 13 Giugno 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre è stato ucciso dal monaco Valjean, che ora si reca a Vezelay per recuperare un’antica pergamena.

«Valjean, sei ancora a Parigi? Non ho trovato nulla. Adesso faccio qualche telefonata ad amici per vedere se sanno qualcosa. Tutt’al più mando qualcuno alla biblioteca del Louvre, domani. Non chiamarmi, mi metto in contatto io. Tanto siamo ormai sulla pista giusta!»
«Va bene; del resto, sull’autostrada, non c’è abbastanza campo.»
*
«Voleva dire “mattacchione”?» chiese Londong, cercando di tenersi alle maniglie. Aveva ‘l’impressione di viaggiare dentro una scatola di latta: il rumore non era granché diverso.

Pubblicato Giovedî 9 Giugno 2005

di Federica Vicino

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XIV

"Artificiale", bella parola: "artificiale". Eppure davanti alla capigliatura fosforescente della dottoressa, mi viene in mente un altro aggettivo: "artificioso". Sono le ultime novità del mio vocabolario: "aggettivo" - "artificiale" - "artificioso", altre tre parole che ho memorizzato e compreso - e che so ripetere, naturalmente.

- La differenza fra un clone e la sua origine risiede in quest'area del cervello - (e mi tocca la testa, in un punto ben preciso) - qui, secondo gli ultimi studi, hanno sede tutte le terminazioni nervose che determinano il carattere, la personalità, le attitudini, le predisposizioni, ereditarie e non, di ogni singolo individuo: l'intelligenza, se vogliamo impiegare un termine un po' abusato. Ed è sempre qui che si annidano i punti di collegamento caratteristici, o meglio caratterizzanti dell'io; i più delicati. In medicina si chiamano "sinapsi".

Pubblicato Lunedî 6 Giugno 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. L’ispettore Fouché informa Robert Londong, esperto di religioni, della morte del Conservatore del Louvre. L’assassino, il monaco Valjean, trova a Notre Dame un misterioso messaggio.

*
«Valjean, torna alla macchina, devi lasciare Parigi, ho la soluzione.»
«Bene, Magister, e cos’era? Ho provato a pensare a quella sorta di indovinello, ma non ne ho capito granché. Il primo verso parla del vento, ma dov’è che il vento ha abbattuto i soldati? Potrebbe essere la prima guerra mondiale. Il vento che porta i gas tossici. Infatti poi cita una guerra lunga, combattuta nell’Adriatico.»
«Avanti, continua!» rise il Magister. «Sentiamo le tue deduzioni.»

Pubblicato Domenica 5 Giugno 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. L’ispettore Fouché informa Robert Londong, americano esperto di religioni, della morte del Conservatore del Louvre. L’assassino, il monaco Valjean, cerca a Notre Dame un secolare segreto.

Il cell ebbe il tempo di squillare una sola volta, poi il Magister rispose: «Valjean, sei sempre davanti al portone?»
«No, Magister, sono dentro! Ho lasciato passare dieci minuti poi ho detto al citofono: “Sta arrivando l’imam della moschea di Parigi. Incazzatissimo. Hanno nascosto dietro una statua un pacco di volantini contro il chador. Non vorrà mica che li trovi?” e la suora mi ha aperto senza fiatare; ormai l’unica cosa che li smuova è il timore di offendere gli islamici.»
«Bravo! E hai trovato il gargoyle?»
«Sì, ed è brutto come il peccato. Nel foro c’era una pergamena arrotolata.»
«Bene, è la nostra! Che dice?»

Pubblicato Mercoledî 1 Giugno 2005

di Federica Vicino

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IX

Fingere: ultima spiaggia o àncora di salvezza. Arranco, ormai da troppo tempo: troppi impossibili minuti mi separano dalla mia storia. Ma non ho scampo. Dovrei essere più cinico.
Mi arrischio a gettarmi nella trappola tesa ad arte dal direttore dello United World Daily News. Ho la voce rotta dalla finta emozione: interpretazione penosa, la mia.
Chiedo:
- Perchè vogliono sopprimerla, se non ne hanno sentito la voce?
- Per una questione politica, credo.
- Una questione politica?
- E' lo stesso motivo per cui il dottor Brauler ha messo a tacere la notizia sul clone risvegliato. Gliel'ho detto, Drexter: qualcosa dev'essere andato storto. Immagini che casino succederebbe se io la mandassi ora in diretta in un'edizione straordinaria dei nostri quotidiani d'informazione! Immagini quale imbarazzante situazione si genererebbe a livello internazionale! Immagini quali reazioni potrebbe avere l'opinione pubblica!

Pubblicato Lunedî 30 Maggio 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il nuovo conservatore del Louvre viene ucciso dal monaco Valjean. L’ispettore Fouché ne informa Robert Londong, professore americano esperto di religioni.

Capitolo secondo

«Come cittadino americano, voglio parlare con il mio avvocato» disse infine Londong, dopo parecchi minuti di ostinato silenzio.
L’auto era ferma al semaforo, prima di svoltare per il Louvre. Fouché si girò verso il suo passeggero e rise. «Perché? Crede che la ritenga colpevole?»
«Certo, il mio alibi...»
«No, sappiamo benissimo chi è l’assassino. Sommeillère ha fatto in tempo a scattargli una foto con il telefonino. Come dicono al suo paese, l’abbiamo preso con la pistola fumante. Si tratta di una mia vecchia conoscenza, un certo Valjean.»

Pubblicato Sabato 28 Maggio 2005

di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il nuovo conservatore del Louvre viene ucciso dal monaco Valjean, il quale poi procede nella sua missione recandosi a Notre Dame

Capitolo primo

Era quasi mezzanotte quando Robert Londong sentì squillare il telefono nella sua camera del Jolly. «Monsieur le Docteur, può passare dalla conciergerie? C’è un signore che la cerca».
«Sì, stavo quasi per scendere, un momento».
Qualche minuto più tardi, il professor Robert Londong, americano, docente di tradizioni religiose in visita sabbatica a Parigi, usciva dall’ascensore al piano terreno e sfoderava un sorriso radioso, quello che riservava ai Potenti della Terra.

Pubblicato Giovedî 26 Maggio 2005

di Riccardo Valla

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I romanzi pubblicati a puntate su Carmilla On Line ci stanno dando soddisfazioni inattese, tra cui un sensibile aumento dei nostri lettori. Per questo, sebbene il fortunato Guerra al sistema di Federica Vicino non sia ancora concluso, proponiamo già un secondo romanzo, completamente diverso dall'altro. Il suo autore, Riccardo Valla (nella foto mentre, da maoista qual è, mostra con orgoglio il Libretto Rosso), è molto noto nel campo dell'editoria: già insegnante, libraio, direttore di collane è oggi, oltre che saggista, un traduttore dall'inglese tra i più apprezzati. Tra le altre cose ha tradotto Il codice Da Vinci di Dan Brown, col quale il romanzo che presentiamo ha qualche attinenza... (V.E.)

Avvertenza dell’autore. Persone, luoghi, religioni, sette, documenti e libri citati in questa narrazione sono puramente immaginari. Anche il Codice Da Vinci. Ciascuno di loro è illusione, Maia. Come tutti noi.

Pubblicato Martedî 24 Maggio 2005

di Federica Vicino

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IV

- Il senso di disagio accentua le difficoltà di elocuzione. La colpa è un po' di tutti noi: dovremmo riuscire a trasmettere a questa creatura maggiore sicurezza.

Disagio. D - i - s - a - g - i - o. So dirlo. Già da ieri so dirlo. E quel che è peggio: so cosa significa.
Questa dottoressa mi osserva con più freddezza degli altri. Mi guarda fisso, come se mi cercasse qualcosa dentro. Di lei ho paura; di lei che si finge mia amica, e continua ad invitarmi a parlare, ho paura.
E' così da due giorni, ormai; da quando mi sono svegliata. Vogliono ad ogni costo che io parli: non so perchè, ma fanno di tutto perchè io parli.

Pubblicato Domenica 22 Maggio 2005

di Federica Vicino

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SEGMENTO B: L'ELEMENTO MASCHILE

I

- E va bene: d'accordo, signor... signor?
- Drexter.
- Signor… Drexter?
- Drexter. Eric Drexter.
- Va bene, signor Eric Drexter: la ascolto.
Non facile ottenere l'attenzione di questo figlio di puttana qua. Cacciatore di notizie, lui: vale a dire uno che sbava per uno scoop, come si sbaverebbe per una delle donne dei commercial in 3D. So cosa vuol dire: l'ho fatto anch'io, il giornalista. Mi è capitato di farlo, perchè so scrivere. Scrivere è l'unica cosa che mi riesce di fare; ce l'ho nel DNA. Così, a scuola, gli pseudoinsegnanti che ridevano dei miei capelli blu mi dissero: fa' il giornalista! - e io, mite e remissivo come sempre, ho fatto il giornalista. Mi avessero detto "fa' l'ascensorista" non sarebbe cambiato un bel niente. Sarei comunque insoddisfatto e disoccupato.

Pubblicato Mercoledî 18 Maggio 2005

di Federica Vicino

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4. IL PIANO DI DECONTAMINAZIONE (antefatto)

Si cominciò con l’idroscalo. E non perché Boris Durkneim fosse andato a contagiarsi con una puttana dell’idroscalo o perché effettivamente si trattava del quartiere col maggior numero di contagi: no. Si cominciò con l’idroscalo per via di Fernando Savio Antigua.
Fernando Savio Antigua era un palazzinaro e il suo curriculum vitae la diceva lunga su quanto e quale rilievo potesse avere in ambienti ministeriali un progetto da lui presentato. Amico personale del sottosegretario all’edilizia urbana residenziale di tipo A, tale colonnello Aristeo Vaime; assiduo frequentatore della casa d’appuntamento di Aleksa Drexter; già responsabile dell’arredo urbano dell’Agglomerato Nord (quello dei vip); già presidente dell’Ordine Professionale dei Costruttori Edili indipendenti (ex costruttori abusivi – ma questo non lo diceva mai nessuno); progettista degli uffici centrali dell’emittente satellitare di Stato, al secolo Interchannel Plus.

Pubblicato Martedî 10 Maggio 2005

di Federica Vicino
[Qui tutte le puntate del romanzo]

3. SOLUZIONI DI COMODO
Aleksa.jpg- La peste dei sobborghi non è un problema solo suo: la peste dei sobborghi è una minaccia per tutto il regime.
Aleksa Drexter accavallò le gambe di modo che il rigoglio delle cosce risaltasse sul manageriale divanetto ascolta-cazzate, tirato a lucido per l’occasione: non l’aveva mai ammesso nemmeno con se stessa, ma il generale Kozinskij le suscitava un certo formicolio. Più precisamente, la sua perbene aria di ragazzone tutto d’un pezzo stuzzicava in lei un istintivo senso di sfida: le faceva venir voglia di minare la sua strenua resistenza alle tentazioni della carne. Ancor più precisamente, voleva scoparselo. La mossa delle cosce risultò, però, inefficace. Non passò inosservata per nessuno dei presenti, con la sola esclusione del generale. Kozinskij: continuava a parlare del Sistema e dei rischi che si correvano per via della PLA. Grande ardore e grande concitazione, invidiabile energia, mascolinità indiscutibile – ma null’altro. Aleksa si scosse: formicolio a parte, quella conversazione stava diventando noiosa. Le facevano male le scarpe. 30mila kontinental buttati al vento, pensò. Si guardò la punta dei piedi: era impossibile non sedurre un militare, con un paio di scarpe così ai piedi.

Pubblicato Martedî 3 Maggio 2005

peste.jpgdi Federica Vicino
[Qui tutte le puntate del romanzo]

1. LA PESTE DEI SOBBORGHI
Aleksa Drexter si accomodò sulla fake leather poltrona da 100mila kontinental. Cercò non il migliore, ma il più umano dei suoi sorrisi. Con la docilità di una tigre anestetizzata, si lasciò acconciare i capelli alla perbene signora. Era pronta al segnale di okay, quando guardandosi nel monitor scoprì che la camicia del tailleur era sbottonata un bottone di troppo. Deformazione professionale, pensò. Bloccò tutti e chiuse la scollatura in eccesso. In cuor suo le veniva da ridere. Con un cenno fece intendere che ora sì, era pronta davvero. La macchina televisiva si rimise velocemente in moto. Le dettero il count-down, le dettero il nero, le dettero l’ on the air, i dieci secondi, la sigla, il via.

Pubblicato Venerdî 15 Aprile 2005

di Federica Vicino
[Qui tutte le puntate del romanzo]

VI.
gas3.jpgAvverto uno scricchiolìo, un cling-clang di portellone a chiusura ermetica in fase di innesco.
L’onda gelida del reflusso organico scompare in pochissimi istanti. Tutto il liquido che carambolava giù con la violenza di un turbine si riduce ad un esile gorgoglio, dietro l’oblò a tenuta stagna che si serra con forza. Il pozzo è così stretto e profondo, che l’imboccatura dalla quale ci siamo tuffati è già invisibile.
Kerrer, poco più giù di me, con i piedi puntati contro le pareti umide, che adesso offrono all’attrito degli scarponi tutt’altra resistenza, impreca.

Pubblicato Giovedî 7 Aprile 2005

Un romanzo di Federica Vicino

Guerraalsistema2.jpg
Nel panico generale, ha perfino trovato il tempo di gridarmi:
- Scappa! Gli io ho obbedito. E adesso scappo, spinta da non so quale disperata forza interiore, nella direzione che lui mi ha indicato.
- Scappa, e non fermarti finchè non trovi l'acqua!

Messaggio ricevuto: corro - corro e corro finchè non mi ritrovo con i piedi a mollo. Sono sulla riva del fiume che taglia la città da parte a parte - lo chiamo "fiume", ma il termine più consono sarebbe "rigagnolo", e dato il rancido olezzo che emanano le sue acque marroni, direi che sarebbe già un bel complimento chiamarlo "fogna". Ma tant'è: mi infilo nel canneto, e lì provo a raccapezzare le idee.

Pubblicato Lunedî 28 Marzo 2005

Un romanzo di Federica Vicino

Guerraalsistema1.jpg
Lettore, chiunque tu sia, sappi che questa storia è iniziata solo 30 secondi fa

(esistono metropoli nelle quali davvero si vive secondo la legge del più forte: il corpo umano è una di queste)

segmento A : l’elemento femminileI.

Se dovessi fermarmi ora e domandarmi a che punto sono arrivata, come ci sono arrivata e perché ci sono arrivata, le tre domande avrebbero tre risposte identiche:
- non avevo scelta
- non avevo scelta
- non avevo scelta.

Pubblicato Giovedî 24 Marzo 2005

Vicino3.jpg
Gli ampi consensi con cui è stato accolto Imperium, il romanzo di Luca Nutarelli e di Fabio Ciabatti che Carmilla On Line ha pubblicato a puntate nelle settimane scorse (e, a quanto sembra, già destinato a un avvenire cartaceo, segno che anche qualche editore ci segue), ci induce a proseguire sulla stessa strada. Il romanzo che proporremo nei prossimi giorni, al ritmo di circa due puntate a settimana, è Guerra al sistema, di Federica Vicino.
Carmilla On Line non ha mai nascosto - dopo l'entusiastica recensione della nostra redattrice Daniela Bandini al romanzo Il clone - la sua viva simpatia per questa giovane scrittrice di Pescara, e ne ha già accolto racconti, poesie e interventi. Federica Vicino, di professione insegnante, è del resto figura nota della scena culturale pescarese, senz'altro meritevole di essere meglio conosciuta anche al di fuori dell'ambito locale.

Pubblicato Mercoledî 23 Marzo 2005

Romanzo di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli
Le foto di Emilio Periglio sono di Tito Kurtz
Qui tutte le puntate

5. Francesco d’Assisi
imperium-08.jpgAltro che informale. Questo locale sembra una discarica degli anni settanta: puff, divani zebrati in similpelle e specchi con cornici in peluche lilla, manca solo l’ombelico di Raffaella Carrà. Guarda, c’è pure un enorme acquario. Che belli questi pesci. Tutti colorati. Sembrano drag-queen. Si muovono con allegria. Per forza, per loro è sempre festa tra tronchetti, sassi, alghe e scarpe con il tacco a spillo. Che sono quei cubi bianchi in fondo al locale? Buffo. Ci sono degli schermi dentro. Fammi vedere. E ti pareva, non potevano mica mancare. Quattro postazioni promozionali per il virtual love. Ehi ciccina, ti stai divertendo? Sembra proprio di sì. Qual è il tuo sogno erotico? Se ci fossi io dall’altra parte del terminale te la spasseresti come non mai. Troppo tardi! Ti è andata male.
Per voi invece c’è ancora speranza! Tra un assaggino e un prosecco, mie belle giovanotte, potreste fare la mia conoscenza. Siete pronte ad incontrare la potenza costituente della monade Emilio? Arrivo.

Pubblicato Domenica 20 Marzo 2005

Romanzo di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli
Le foto di Emilio Periglio sono di Tito Kurtz
Qui tutte le puntate

imperium7.jpg4. Il Portale dell’Amore, ovvero il lavoro affettivo
Mi sembra di navigare in un mare di cazzi ad alto tasso di acidità. Del resto la metafora genitale oramai mi rappresenta adeguatamente. Capirai, con il lavoro che ho fatto in questi ultimi mesi! Addetto al costumer sentimental care del Portale dell’Amore. Che strano, a pensarci bene le mie vicende lavorative non mi sembrano casuali. E pensare che quando ho litigato con Enrico mi appariva tutto così insensato. Ero incazzato nero. Sembrava un bonaccione e invece… Anche lui apparteneva al vecchio mondo, gerarchico e disciplinare. Anche lui non aveva capito l’importanza dell’attività cooperante e solidale: “Non stiamo mica giocando qui! Io devo mandare avanti la baracca. E senza commesse finiamo tutti col culo per terra. Pretendi spiegazioni e sputi sentenze. Se non ti sta bene te ne puoi pure andare. Anzi, sai che ti dico... Mi hai davvero rotto i coglioni. Vattene e non farti più vedere!” Ero davvero deluso, amareggiato. Mi sembrava che tutto questo mio agitarmi fosse senza senso. E invece … è come se ci fosse una rigorosa logica sistemica che regge tutto quanto.

Pubblicato Martedî 15 Marzo 2005

Romanzo di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli
Le foto di Emilio Periglio sono di Tito Kurtz
Qui tutte le puntate

imperium6.jpgEcco, qui va a finire che il colpevole sono io. Che sono stato io a copiare. Dopo tutto il culo che mi sono fatto. Che testa di cazzo che sono stato. ‘Sta minchia di tesi l’ho praticamente volantinata in giro per il mondo. E uno fra i tanti potrebbe essere un amico, un conoscente di Antonio Monti o di Michael Hunt. Un loro collaboratore, più che altro un collaborazionista. Bastardo! Vatti a fidare degli amici. Mi fido troppo della gente. Sarà, forse sono un po’ ingenuo. Sì, sono stato davvero un coglione a fidarmi di Cermugnati. Solo un vero scemo poteva stargli appresso e seguirlo nelle sue follie. Come quella storia del convegno. “Vada pure e non si preoccupi. Può utilizzare la prima parte della tesi e farne un intervento. Mica se la mangiano. Gli accademici abbaiano, ma non mordono!” E ora invece, secondo lui, sarebbero pronti ad ammazzare. Ma dai! E io come un cretino a farmi il culo per quel cazzo d’intervento. Ma aspetta.

Pubblicato Domenica 13 Marzo 2005

Romanzo di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli
Le foto di Emilio Periglio sono di Tito Kurtz
Qui tutte le puntate

imperium-05.jpgEcco, adesso sono tutto sudato. Basta con i ricordi. Sono venuto in questa libreria per avere delle risposte. Calma e vediamo un po’ di sbrigarci. Wu-wu-wu-punto-google-punto-it. Ricerca avanzata. E dai, quanto ci metti! Era ora! “Trova i risultati che contengono la seguente frase”: Antonio Monti Ketteposse. Speriamo bene. “Visualizza i risultati quando i termini selezionati appaiono… nel titolo della pagina”. Proviamo ad evitare l’inessenziale. “Cerca con Google”. E soprattutto trova, con chi ti pare, ma trova. Ecco qua. Beccato: www.ketteposse.it. Vediamo un po’. Uffa! Oggi la rete delle reti è la madre di tutte le lumache. Ci siamo. Contatto. “Ketteposse. Rivista di politica e filosofia. Direttore: Antonio Monti. Clic. Antonio Monti ha insegnato Storia delle Dottrine Politiche all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Negli anni settanta…”
Ma chi se ne frega degli anni settanta, io voglio sapere che fa adesso ‘sto tipo.

Pubblicato Martedî 8 Marzo 2005

Romanzo di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli
Le foto di Emilio Periglio sono di Tito Kurtz

Imperium03.jpg
Mio dio, che era ’sto puzzo diabolico? O cazzo fa veramente schifo, è insopportabile, mi gira la testa. Fermate il mondo. Voglio scendere. La mia faccia, è sporca, è un succo viscido. Le mie mani sono sporche di sangue. Sto per cascare. Un appoggio. Il tavolino. Mamma mia. È passato. Piazza San Callisto, Trastevere, Roma, Italia. Sono qui. Le mani? Il viso? Sono puliti. È tutto a posto. Cavolo, le allucinazioni non le avevo mai avute. Sì, per carità un paio di funghetti, sì. Ma solo per espandere la coscienza, che a volte dopo alcuni lavaggi inaccurati s’infeltrisce. Ma che Cristo era quella puzza infernale? Sarà passato il cane zombie putrefatto di qualche barbone. Boh, mi sembra impossibile, ma il tanfo proveniva dalla bibita che stava bevendo la ragazza. Doveva essere una succo di frutta all’albicocca, no alla pesca. Non mi ha mai fatto questo effetto. L’ho sempre bevuto senza badare a controindicazioni. Forse il peroncino di prima mattina, con questo caldo, non è stata una scelta saggia. Un altro po’ e svenivo! Sì, deve essere stata la birra. Basta, andiamo via. Che ci rimango a fare qua?

Pubblicato Giovedî 3 Marzo 2005

Romanzo di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli
Le foto di Emilio Periglio sono di Tito Kurtz

Imperium18.jpg
Quella sua combattività di altri tempi mi affascinava. Me la sognavo pure la notte. Lucia alla testa di un gigantesco corteo. Con un sorriso luminoso. Poi il corteo si trasforma in una festa. Tutti quanti ballano ubriachi di gioia. Fumogeni di mille colori schizzano verso il cielo, come fuochi d’artificio. Prendo un volantino cullato dal vento: incita il proletariato alla lotta. Sul retro una poesia surrealista. Anche i celerini lo stanno leggendo. Lasciano cadere i fogli per terra, uno dopo l’altro. I loro visi si distendono. Si spogliano e sotto le uniformi compaiono fasci di muscoli coperti da canottiere e slip di latex con tanto di borchie. Si accarezzano tra di loro con manganelli di peluche. Poi si baciano. Le camionette della polizia si trasformano in space scooter che volteggiavano nel cielo. Io e Lucia riusciamo a impadronirci di uno di questi veivoli e ci lanciamo verso il sole.

Pubblicato Sabato 26 Febbraio 2005

Romanzo di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli
Le foto di Emilio Periglio sono di Tito Kurtz

Imperium02.jpg
E fosse solo questo! La comunicazione produttiva, Baruch Spinoza, la moltitudine… già la moltitudine, questa rete di individualità sociali ricche del proprio sapere, altro che il vecchio proletariato, rigido, serioso, pipposo, asservito e deprivato delle sue conoscenze! Basta con il proletariato, tu sei solo una massa informe di individui. Tu riconosci la tua unità e socievolezza solo trasferendo sovranità allo stato. Sei soltanto uno zombie! E non mi rompere i coglioni, capito! Ora c’è la moltitudine. La moltitudine è una gran figata! La moltitudine coopera spontaneamente nella produzione attraverso il linguaggio. Una cooperazione bocca a bocca, con il rifrullo. La moltitudine è una rete di individui per sua natura esterna allo stato e al comando capitalistico. Una rete che ha la propria unità in se stessa, che costituisce senza troppi cazzi una sfera pubblica non statuale. Ora è tutto così chiaro.

Pubblicato Mercoledî 23 Febbraio 2005

Romanzo di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli
Le foto di Emilio Periglio sono di Tito Kurtz

imperium 01.jpg
Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Francesco d’Assisi, Il cantico delle creature


1. La talpa e il serpente

Cristo che sete. Una fontanella. Quello che ci voleva. Quando hai sete non c’è nulla di meglio. Una bella sorsata. E un po’ d’acqua sul viso per riprendermi. Che c’ha da riprendermi quello là? Cavolo di turista con sandali e pantaloncini d’ordinanza, ma non hai proprio niente di meglio da filmare? Boh, forse sono molto pittoresco. Contento tu! Con tutto quello che potresti vedere a Trastevere.

Pubblicato Lunedî 21 Febbraio 2005

Nei prossimi giorni Carmilla inizierà la pubblicazione a puntate (una decina circa, al ritmo di due o tre a settimana) di un intero romanzo, a nostro parere geniale e curiosissimo: Imperium, di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli. Eccone la presentazione, accompagnata dalla biografia dei due autori:

Imperium17.jpg
BREVE PRESENTAZIONE

Come è possibile che alcune parti della tesi di Emilio Periglio, eterno laureando in filosofia, e Imperium, il best seller filosofico del momento, siano identiche? Casualità, plagio o qualcosa di peggiore? Quale entità terrificante si nasconde dietro la categoria d’“Imperium”? Periglio, in dodici ore di flussi coscienziali, monologhi interiori tra il post-coatto e il post-moderno, flashback, telefonate e ricerche su Internet, cerca di risolvere il mistero.

Pubblicato Giovedî 17 Febbraio 2005


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frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
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Binocolo puntato su Venezuela e Sudamerica, contro la disinformazione che i media liberisti attuano per demonizzare una rivoluzione geopolitica in atto.


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fabbriche_big.jpgHanno deciso di farmi uscire fuori di testa. Si sono riuniti e stanno iniziando una lenta strategia della tensione. Sono ignoranti ma non stupidi. Tutti sanno quanto sia vitale astrarmi dalla Cattedrale con l’mp3.
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intro.gif CATTEDRALE - Capitolo XIV di S. Fattori
fabbriche_big.jpg La forza del mio rancore è sterile, l’energia del kapetto si esprime verso aspetti concreti legati all’organizzazione e alla gestione della forza lavoro. È orientata correttamente. È la forza del carnefice.
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo XIII di S. Fattori
fabbriche_big.jpg È mission della Cattedrale essere riconosciuta dal cliente come il migliore dei fornitori, standard di qualità altissimi, poche parti di scarto per milione di parti prodotte. Si ambisce alla perfezione.
intro.gif DISCESE ESTREME - capitolo 16 di Enzo Fileno Carabba [Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire] Tutte le puntate di DISCESE ESTREME 16. La...
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo XII di S. Fattori
fabbriche_big.jpg Sindacato e Direzione ci vogliono così, segmentati in minuscole unità di produzione che non si riconoscono corpo unico. Pulviscolo fastidioso che non si fa materia solida.
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fabbriche_big.jpgPensavo fosse colpa delle sostanze da taglio, oggi ho dubbi e non saprei datare l’inizio dei disturbi. Per non avere problemi di dipendenza assumo eroina solo per tre giorni, al centro della settimana operaia.
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo X di S. Fattori
fabbriche_big.jpgNel mio reparto per un paio d’anni ha agito indisturbato un dirigente che ha tagliato risorse umane, non so se nelle scelte abbia inciso il Direttore. Nel dubbio, odio.
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fabbriche_big.jpg Un movimento sindacale che gestisce da sempre la Lotta di Classe come un’enorme bufala. Il tempo pare dare ragione a questa cinica visione. Lo scontro duro sarebbe inutile, farebbe solo danni. Gli operai sono cuccioli nati ciechi.

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