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di Valerio Evangelisti (da il manifesto, 13 luglio 2008) [Questo articolo è apparso su il manifesto in forma abbreviata. Non...

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di Luca Barbieri

Autonomia21.jpgQui le precedenti puntate.

c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Il resto di Aprile

A partire dal 15 aprile, con Toni Negri trasferito a Rebibbia, si fanno insistenti le voci che alla base dell’inchiesta ci sia un “supertestimone”, probabilmente un brigatista che ha vuotato il sacco, ed emerge la possibilità che l’inchiesta venga trasferita a Roma (Unità). Il Manifesto invece, in polemica con le notizie pubblicate da Ibio Paolucci dell’Unità sulla cena con Alessandrini e Negri pubblica la testimonianza diretta di Tiziana Maiolo e una dichiarazione di Antonio Bevere, ospite della serata, che conferma il racconto della giornalista del Manifesto.

Pubblicato Lunedî 25 Agosto 2008

di Luca Barbieri

Rosso.jpgQui le precedenti puntate.

[Avvertenza. E' capitato, e capiterà di nuovo, che Carmilla abbandoni una pubblicazione a puntate, provvisoriamente o per sempre. Ciò si deve o a palese sgradimento dei lettori, oppure a difficoltà tecniche. Mai e poi mai a "tagli o censure" che, su Indymedia Emilia Romagna, il solito imbecille ha di recente voluto attribuirci, senza peraltro portare esempio alcuno. La lunga sospensione della pubblicazione del testo di Luca Barbieri è stata dovuta proprio a problemi tecnici, di natura grafica. Pensiamo di avere risolto la cosa e di poter garantire che le prossime puntate si susseguiranno a scadenza ravvicinata.]

c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

CAPITOLO III - LA NARRAZIONE DEL 7 APRILE SUI QUOTIDIANI ITALIANI

1. Una periodizzazione

La storia del processo 7 aprile dura quasi un decennio. Seguirne la narrazione attraverso le pagine dei quotidiani è lavoro lungo e complesso.

Pubblicato Lunedî 18 Agosto 2008

di Valerio Evangelisti (da il manifesto, 13 luglio 2008)

Antirazzismo.jpg[Questo articolo è apparso su il manifesto in forma abbreviata. Non per censura del giornale, bensì per ragioni di spazio, che mi hanno costretto ad alcuni sacrifici volontari. Ecco la stesura originale.]

I centri sociali, a Bologna come dovunque, furono un tentativo di perpetuare l’eredità del Settantasette in anni duri e di feroce repressione. Facevano leva su due temi salienti dell’Autonomia: il “contropotere territoriale” e la socialità alternativa, prima di allora teorizzata da Lotta Continua, quando era ormai prossima allo sfascio. In pratica si trattava di sperimentare pratiche di vita comune autogestita, distanti dalle logiche di potere, e destinate a dilatarsi sul territorio. Nessun modello esistenziale valido fuori doveva riprodursi dentro: dall’ansia di competere alle discriminazioni sessiste. Ma non ci si doveva ritirare in una sorta di Shangri-La, o in un monastero benedettino resistente ai barbari (come ha di recente teorizzato a sorpresa Bifo, vinto dal pessimismo). Compito dei CSOA (Centri Sociali Occupati Autogestiti) era compattarsi dentro per proiettarsi fuori. Definire uno stile di vita per poi imporlo, con le buone o con le cattive. Conquistare spicchi di metropoli.

Pubblicato Giovedî 14 Agosto 2008

di Tommaso Di Francesco e Manlio Dinucci (da il manifesto, 10 agosto 2008)

SoldatoGeorgiano.jpg[Se fosse stato ancora vivo Sbancor, avremmo affidato a lui un commento sul conflitto tra Russia e Georgia. Aveva infatti previsto da tempo, come nota un post su Indymedia, che i confini meridionali della Russia erano a forte rischio di deflagrazione. Scomparso Sbancor, è apparso per fortuna su il manifesto - dove è stato pubblicato purtroppo in seconda pagina, su una colonnina - un articolo di Di Francesco e Dinucci che fa chiarezza sulla situazione. Altri interventi che meritano di essere letti li indichiamo alla fine del pezzo. Da notare che TUTTE le forze politiche in Parlamento, inclusi il PD e L'Italia dei Valori (la sedicente "opposizione"), sono schierate a sostegno della Georgia. Per non dire dei Radicali, filoimperialisti da sempre.] (V.E.)

«La Georgia è oggi un faro di libertà per questa regione e il mondo», diceva il presidente George Bush in visita a Tbilisi nel maggio 2005. A cosa si deve un tale riconoscimento della Casa bianca?

Pubblicato Martedî 12 Agosto 2008

di Marco Vecchi

BrigataLincoln.jpg[Nel porto di San Francisco è stato di recente danneggiato, con scritte inneggianti a Orwell e a Durruti, un memoriale dedicato ai militanti della Brigata Lincoln, provenienti dagli Stati Uniti, nella guerra di Spagna. Un documento apparso su Indymedia (della Bay Area, dell' Emilia-Romagna, italiano) rivendica il gesto. Chiama "arte stalinista" il memoriale, rievoca la repressione sanguinosa contro il POUM, e gli anarchici che lo avevano difeso, operata dai comunisti fedeli all'Unione Sovietica. Tutto vero, se non fosse che la Brigata Lincoln, in tutto ciò, non ebbe alcuna responsabilità. Fu sempre al fronte, non partecipò alle stragi di Barcellona contro libertari e trotzkisti.

Pubblicato Giovedî 7 Agosto 2008

di Laboratorio Sociale PAZ

Rimini.jpg[Il 9 giugno di quest'anno, dopo una lunga resistenza, il Laboratorio sociale occupato PAZ di Rimini è stato sgomberato, da una giunta di centrosinistra accecata dal mito ormai universale della "legalità". "Legalità" che nessuno si sognerebbe di imporre allo spietato sfruttamento su cui si regge l'industria delle vacanze nella riviera romagnola. Per fortuna il PAZ non si è lasciato tacitare, e ha condotto questa inchiesta, a nostro avviso straordinaria.]

La sicurezza dello sfruttamento

Gli strumenti di analisi. Ovvero la narrazione dello sfruttamento Per affrontare un discorso serio e realistico sullo sfruttamento delle lavoratrici straniere stagionali nel territorio della riviera romagnola, era necessario creare una sorte di ponte per aprire un "varco", ovvero una comunicazione diretta con le stesse lavoratrici/lavoratori del mercato turistico.

Pubblicato Lunedî 4 Agosto 2008

di Valerio Evangelisti

RiccardoRasman.jpgLe sue foto sono strazianti. Una specie di bambino troppo cresciuto, con gli occhi grandi e chiari, ingenui, e un perenne mezzo sorriso sulle labbra, lo stesso che aveva da piccolo. Un “ragazzone” triestino di 34 anni (pesava 120 chili, era alto 1,85), per testimonianza di tutti mite e gentile, un po’ goffo, incapace di fare del male. Era afflitto da “sindrome schizofrenica paranoide”, che lo aveva colpito dopo il servizio militare nell’aeronautica, e gli scherzi feroci a cui era stato sottoposto dai commilitoni. Da quel momento nutrì un timore folle verso chiunque indossasse una divisa. A posteriori, potremmo dire che aveva ragione.
Era seguito dai servizi psichiatrici, ma viveva solo, tanto si sapeva che non era pericoloso. Il 27 ottobre 2006 è stato massacrato e fatto morire da quattro agenti di polizia, tre uomini e una donna. Per “asfissia da posizione”, come nel caso di Federico Aldrovandi.

Pubblicato Lunedî 7 Luglio 2008

di Nevio Galeati

UrbanChaos.jpg[Nevio Galeati, giornalista dell’edizione ravennate de Il Resto del Carlino, collaboratore di Carmilla, è autore di alcuni romanzi polizieschi che hanno per protagonista l’ “investigatore di provincia” Luca Corsini, di cui l’ultimo è Improvvisazioni per chitarra e batteria. A Luca Corsini è intitolato il blog di Galeati. Ne riprendiamo un articolo su un episodio accaduto a Ravenna, ma che somiglia a tanti che succedono in Italia, il paese più razzista d’Europa, praticamente ogni giorno.] (V.E.)

Pomeriggio di inizio giugno. Le ricetrasmittenti della Polizia municipale di Ravenna si surriscaldano. Voci concitate, richieste perché vengano inviate altre pattuglie; il bailamme arriva naturalmente anche alla Centrale operativa della Questura. Si muove una Pantera dell’Ufficio di prevenzione generale. Sono le 16.30: sulla strada che collega la città al mare, via Canale Molinetto, è scoppiato il caos.

Pubblicato Domenica 6 Luglio 2008

di Tito Pulsinelli

AllanMacDonald.jpgAumenta il prezzo del petrolio e dei cereali, sprofonda in cantina il dollaro. Di chi è la colpa? All’unisono, la megamacchina mediatica scandisce: è l’egoismo dei Paesi petroliferi che rifiutano di aprire i rubinetti di una risorsa in via di esaurimento. La dinamica è un’altra: crolla il dolaro e vanno alle stelle i prezzi del grano, mais e riso. Perchè?
Solo gli Stati Uniti possono emettere liberamente la quantità di dollari che ritengono preferibile. Al di fuori di ogni controllo, non c’è contropartita in oro, né il retroterra di un’economia ormai vedova di crescita ed espansione, sposa poligama dell’indebitamento interno ed estero.

Pubblicato Venerdî 20 Giugno 2008

di Alberto Prunetti

giulianobruno.JPGItalia, nordest, febbraio 2007. Giuliano Bruno è un liceale antifascista. Di ritorno da una manifestazione a Treviso viene aggredito e picchiato da un gruppo di Skinheads neofascisti.
Giuliano non esce più di casa, ha paura.
Da quell’episodio passano alcuni giorni, gli amici lo invitano a uscire. Partono in macchina, vanno verso il centro di Treviso, uno di loro scende, va in cerca di un altro compagno. Poi torna e dice a Giuliano: "Non uscire! Stanno arrivando gli Skinheads!" Arrivano. Aprono la porta della macchina. Giuliano è rimasto dentro assieme a un altro ragazzo. Gli chiedono: "Sei Giuliano Bruno?". "Sì, sono io".
Lo colpiscono con violenza in testa. L'amico prova a difenderlo. Gli rompono il naso.

Dopo la seconda aggressione Giuliano lascia la scuola, non vuole più stare nel trevigiano. Comincia a vagabondare per l’Europa. Partecipa alla manifestazione contro il G8 di Haligendamm, in Germania. Torna in Italia, trova alcuni lavori occasionali. Poi riprende a studiare, questa volta a Trieste.

La mattina del 5 maggio 2008 lo trovano a terra, sotto casa sua. Suicida.

Pubblicato Venerdî 13 Giugno 2008

di Carlo Loiodice

Jatevenne.jpgIn un appello per Chiaiano, firmato fra gli altri da Valerio Evangelisti e da Wu Ming, si legge:
[...] Nei capannelli che si formano tra i gazebo all'ingresso delle cave, le persone ripercorrono a mente fredda gli ultimi avvenimenti, analizzando il resoconto fatto dai media degli eventi di cui sono state protagoniste. E in quei racconti, nessuno si riconosce. [...]
* * *
E' un'esperienza che abbiamo fatto in tanti, anche se non abbastanza da produrre significativi mutamenti nei comportamenti della stampa e del suo ruolo nelle vicende sociali.

Pubblicato Domenica 8 Giugno 2008

di Carlo Loiodice

FerraraLanciaPomodori.jpgAvrei voluto intervenire subito dopo gli eventi, ma in casi come questi, scattano meccanismi terribili di imperdonabile cautela o d'inconscia autocensura. Credo che a solidarizzare con i manifestanti contro Ferrara siano stati tanti di più rispetto alle voci che si sono sentite. Ma il pensiero unico e la supponenza strategica induceva comportamenti contrari. Bisognava "accreditarsi"; ed è quello che han fatto Mafai, Bertinotti, Giordano, Cofferati e gli altri "marrani". La parola tra virgolette non è dispregiativa ma storica. Si riferisce a quegli ebrei che, per sfuggire al bando di espuulsione emanato da Isabella e Ferdinando nella Spagna del 1492, si convertirono al cattolicesimo, così come tanti oggi si sono convertiti dal leninismo e dallo stalinismo al liberalismo.

Pubblicato Domenica 6 Aprile 2008

di Enrica Collotti Pischel

Tibet.jpg[Sul Tibet esiste una pessima informazione, specie in questi giorni in cui la regione è all'onore delle cronache. Per fare un minimo di chiarezza sulla questione tibetana, riportiamo questo articolo della celebre sinologa Enrica Collotti Pischel, scomparsa nel 2003. L'articolo fu pubblicato da Il manifesto il 9 gennaio 2000. Naturalmente, narrare gli antecedenti e liberarli dalle speculazioni non significa legittimare la repressione violenta delle attuali autorità cinesi contro la protesta tibetana. Ringrazio l'amico Roberto Sassi per la segnalazione.] (V.E.)

La notizia della fuga dalla Cina del giovanissimo Lama Ugyen Trinley Dorje, terza autorità nella gerarchia delle reincarnazioni del buddhismo tibetano è stata ritenuta molto ghiotta dai giornali italiani e viene considerata un grave scacco per il governo cinese che non sarebbe riuscito a impedirla, nonostante il proprio apparato militare.

Pubblicato Martedî 25 Marzo 2008

di Blicero

Bolzaneto.jpgMartedì 11 marzo 2008 i pubblici ministeri Petruzziello e Ranieri Miniati hanno letto le loro richieste di pena per i 45 imputati per i fatti di Bolzaneto: le condanne ammontano a qualcosa come 76 anni complessivi, ma solo per 15 degli imputati la pena supera la soglia della condizionale (ventiquattro mesi) e solo per 8 di questi quella dell'indulto (tre anni). Per i restanti trenta le condanne sono di circa un anno (o meno) a testa, anche considerata la peculiarità delle condizioni che si sono verificate a Bolzaneto - hanno detto i pm. Il problema è che non c'è nulla di straordinario in Bolzaneto, se non il fatto che ciò che è accaduto sia sostanzialmente di dominio pubblico.

Pubblicato Giovedî 13 Marzo 2008

di Alberto Prunetti

viterbo.jpg[Questo testo è debitore della lettura del saggio inedito di Silvio Antonini sull’avvento del fascismo a Viterbo, di prossima pubblicazione, e dello spettacolo teatrale “Sottoassedio” di Antonello Ricci] A.P.

Viterbo, 2 maggio 1921. Piazza Verdi ospita un comizio del fascista Giuseppe Bottai. L’oratore non riesce a prendere la parola: lo sfida un giovane scalpellino, il repubblicano Duilio Mainella. Alcuni socialisti intervengono, la tensione sale, i fascisti si ritirano scortati dalle forze dell’ordine verso la sede del Fascio. Per strada la folla tumultuante getta contro di loro dei sassi. La reazione degli “italianissimi” arriva attraverso dei colpi di pistola esplosi a casaccio. Ci sono feriti da entrambe le parti. A terra rimane il muratore Antonio Prosperoni, di 21 anni. Secondo alcune testimonianze, i reali carabinieri avrebbero assecondato la reazione dei nerocamiciati.

Viterbo, 9 luglio 1922. Viene accoltellato lo scalpellino anarchico Antonio Tavani, ardito del popolo noto per la forza fisica e il coraggio. Antonio è figlio del cavallaio Olindo, che si vanta di essere stato tra i butteri maremmani che il 4 marzo 1890 avevano sconfitto Buffalo Bill nella tappa del Wild West Show a Cisterna. Tavani è accoltellato fuori da un’osteria, nel corso di una colluttazione che scaturisce da motivazioni politiche, tradimenti e animosità personali.

Pubblicato Mercoledî 12 Marzo 2008

di Tommaso De Lorenzis, Valerio Guizzardi, Massimiliano Mitaparcolambro.jpg

Pubblichiamo un estratto da Avete pagato caro non avete pagato tutto. La rivista «Rosso» (1973-1979) (DeriveApprodi, pp. 108+DVD-ROM, 18 euro), che ripercorre la storia di una delle più sperimentali e innovative riviste dell'Autonomia operaia.

Il 7 dicembre del ’76, giorno di sant’Ambrogio, a Milano fa freddo. La colonnina di mercurio è inchiodata sullo zero. Gelo e nebbia. Tempo da lupi. Tempaccio buono per paltò e pellicce. Ma anche per tolette e smoking. Alla Scala, infatti, è fissato l’Otello di Verdi, che apre la stagione lirica e di balletto. È l’immancabile appuntamento dell’alta borghesia meneghina: la celebre “prima”, divenuta leggenda rossa dal giorno in cui Mario Capanna organizzò la contestazione del movimento studentesco ai signori di Milano. Correva l’anno 1968.

Pubblicato Domenica 17 Febbraio 2008

Testimonianza di Pasquale Valitutti

Pinelli.jpg[La settimana scorsa è andato in onda su Rai Tre un "Ballarò speciale" che aveva tra i protagonisti Mario Calabresi, corrispondente da New York de La Repubblica, figlio del commissario Luigi Calabresi e autore del libro di grande successo Spingendo la notte più in là, Mondadori, 2007. Posto che è giusto che un figlio difenda la memoria del padre, certe affermazioni, come quella relativa all'assenza di Luigi Calabresi dalla stanza da cui cadde, il 15 dicembre 1969, il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli - incolpato della strage di Piazza Fontana, di cui era innocente - sono più controverse di quanto la trasmissione facesse trasparire. Ecco, per esempio, la testimonianza resa a suo tempo dall'anarchico Pasquale Valitutti, arrestato con Pinelli. Alcune considerazioni in appendice.] (V.E.)

Io sottoscritto Pasquale Valitutti dichiaro che: giunto in questura all'ufficio politico verso le ore 11 di sabato 13 dicembre, sono rimasto due o tre ore in sala d'attesa. Spostato quindi nel salone seguente quello dove vi è la macchina del caffè ho visto Pinelli seduto vicino ad Eliane Vincileone.

Pubblicato Giovedî 31 Gennaio 2008

di Luca Barbieri

ProcessoAutonomia.JPGc) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

6. Il blitz del 21 dicembre 1979

L’operazione coinvolge le procure di Roma, Padova e Milano. Quattrocento uomini della Digos sono impegnati a Milano, centinaia a Torino, Padova, Genova, Roma, Firenze e Bergamo.

Tra gli arrestati: Mauro Borromeo (50 anni, direttore amministrativo dell’Università Cattolica); Francesco Cavazzeni (44 anni, prof. di Storia della Filosofia all’Università di Pavia); Alberto Magnaghi (architetto, prof. universitario); Marco Bellavista (31 anni, giornalista di Controinformazione); Franco Tommei (42 anni, giornalista di Rosso); Adriana Servida, 29 anni (nessun collegamento con Potere operaio, liberata dopo un paio di mesi); Romano Madera (31 anni, docente di Sociologia all’università di Cosenza, messo in libertà dopo un anno); Arrigo Cavallina; Jaroslav Novak (32 anni, direttore della libreria Memoria); Oreste Strano; il medico Giorgio Reiteri; Antonio Liverani che ospitò nell’appartamento di Negri Carlo Casirati; Giannatonio Baietta (titolare della tipografia dove veniva stampato Autonomia); Antonio Temil (intestatario del numero telefonico di Radio Sherwood); Augusto Finzi; Alberto Funaro; Caterina Pilenga (programmista regista della Rai di Milano); Gianni Sbrogiò.

Pubblicato Domenica 27 Gennaio 2008

Amen.jpg[Sulla vicenda del presunto divieto di far tenere la Lectio Magistralis inaugurante l'anno accademico alla Sapienza di Roma al dottor J. Ratzinger, chiunque sembra in grado di dire la sua: a condizione di condannare l'atto violento, intollerante, laicista, e via turpiloquiando, di quella che viene comunque definita "una minoranza". Gli unici che non sembrano avere cittadinanza nella repubblica delle idee sono gli studenti protagonisti della protesta, definiti dall'onorevole Gasparri «tossici e terroristi». Pubblichiamo qui il loro comunicato, nell'interesse di chi voglia conoscere anche il loro punto di vista. Per completezza d'informazione, qui la lettera di Marcello Cini che ha per primo protestato contro l'invito a Ratzinger, qui la lettera di protesta di 67 docenti, rapidamente aumentati sino a raggiungere 700 adesioni, per i quali sempre l'on. Gasparri ha chiesto l'allontanamento dal servizio.
Qui, infine, una cordiale risposta della redazione di Carmilla all'on. Gasparri.] (g.d.m.)

Una grande vittoria, una pagina importante della vita politica del paese. Non tanto e non solo perché il papa ha deciso di rinunciare all'inaugurazione dell'anno accademico de La Sapienza previsto per giovedì 17 gennaio, ma anche e soprattutto perché una verità è stata confermata. La decisione del papa, infatti, dimostra in modo evidente che le istituzioni ecclesiastiche di Benedetto XVI non accettano dissenso, né differenza, né libertà di parola.

Pubblicato Giovedî 17 Gennaio 2008

Pubblicato Martedî 8 Gennaio 2008

di Manolo Morlacchi

Morlacchi-LaFugaInAvanti.jpgManolo Morlacchi, La fuga in avanti. La rivoluzione è un fiore che non muore, ed. Agenzia X, pp. 216, € 15,00.

La fuga in avanti è uscito nelle librerie da qualche settimana e ci sono alcune osservazioni, provocazioni, domande, che appaiono in modo ricorrente nelle presentazioni a cui partecipo e nelle recensioni che ho potuto sin qui leggere, in particolare, la segnalazione di Wu Ming 1 su Nandropausa. Quindi mi sono convinto della necessità di approfondire alcune questioni intorno al mio libro.

Pubblicato Giovedî 3 Gennaio 2008

di Saverio Fattoriunobianca.jpg

Antonella Beccaria, Uno bianca e trame nere. Cronaca di un periodo di terrore, prefazione di Andrea Purgatori, Stampa Alternativa, pp. 164, 10 euro

il blog di Antonella Beccaria

Antonella Beccaria ci mette in leggera registrata, torna sulla vicenda della banda della Uno Bianca, una manciata di anni sanguinosi che ha avuto come epicentro Bologna e ha percorso l’Emilia, la Romagna, fino alle Marche. Sono anni di transizione tra la Piramide di Craxi e Tangentopoli, un’era di confusione di potere, assestamenti per nuovi equilibri. Tra il 1987 e il 1994 luoghi banali come aree di servizio, Ipercoop, autostrade sembravano essere diventati zone di guerriglia urbana.

Pubblicato Lunedî 24 Dicembre 2007

di Tito Pulsinelli

NoTrattatoEuropeo.jpg[Sullo stesso tema, si consiglia di leggere le critiche al trattato espresse dall'organizzazione Attac. Un altro passo indietro della democrazia rappresentativa, e una conferma della sua crisi forse definitiva.] (V.E.)

L'Unione Europea ha una nuova Costituzione, alleluia! Fiato alle trombe, inni, giubilo, gaudio e... facciatosta.
Finalmente è stato trovato l'inghippo per aggirare l'ostacolo rapresentato dalla bocciatura sonora dei cittadini francesi e degli olandesi. La Francia e l'Olanda, infatti, rimangono gli unici due Paesi in cui fu concesso respingere alle urne l'oltranzismo liberista della élite tecnocratica continentale. Poi sospesero democraticamente tutte le consultazioni, anche quelle dei parlamenti nazionali.

Pubblicato Sabato 15 Dicembre 2007

di Luca Barbieri

Autonomi.jpgc) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

CAPITOLO II - IL "7 APRILE", LA STORIA

1. Una storia non raccontata

Con il nome “7 aprile” si indica l’inchiesta partita a Padova il 7 aprile 1979 su ordine del procuratore della Repubblica Pietro Calogero. Ma tentare di scrivere una storia organica di quell’ampia serie di procedimenti polizieschi e giudiziari che prendono il nome di “7 aprile” non è impresa facile.

Pubblicato Venerdî 23 Novembre 2007

di Luca Barbieri

BrigateRosse.jpg(c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Il terrorismo

Come si è visto, la grande trasformazione sociale che interessa il nostro Paese è accompagnata da tensioni molto vaste che inaugurano una lunga e crescente stagione di violenza politica che darà all’intero decennio dei Settanta la denominazione di “anni di piombo”. Ma il fenomeno terroristico, pur rilevantissimo, non esaurisce la comprensione di un fenomeno così complesso come quello della protesta sociale. Ripercorrerne a grandi linee l’evolversi è utile per capire il clima in cui giunse l’operazione “7 aprile”.

Pubblicato Lunedî 22 Ottobre 2007

di Blackswift

Milano11marzo2006manifesto.jpgIl principio più importante su cui si costruisce molta dell'offensiva culturale e politica della destra moderna è la confusione. Una confusione scientifica tutta mirata a mistificare concetti tutto sommato semplici, ma che con un ragionevole impegno dialettico possano essere vòlti ai propri fini.
Sempre più spesso violenza e sicurezza diventano binomi inscindibili: più sicurezza, meno violenza; più violenza, meno sicurezza. Basta una pennellata al contorno per far diventare la sicurezza non quella di una vita dignitosa e della propria libertà, ma quella dell'esercizio arbitrario dei poteri di repressione e di controllo, nell'illusione che alimentare la pressione in una pentola sigillata non la faccia esplodere ma ne dissipi il potenziale distruttivo.
E la violenza diventa quella rappresentata delle curve dello stadio o di una piazza in cui brucia una piccola barricata.

Pubblicato Giovedî 11 Ottobre 2007

di Luca Barbieri

Rosso1.jpg(c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Autonomia Operaia

L’area dell’autonomia propriamente detta nasce nel corso del ’73, periodo in cui comincia a prendere consistenza il coordinamento nazionale delle assemblee e comitati autonomi. Il primo prodotto di questo coordinamento sarà il “Bollettino degli organismi autonomi operai”, che nasce nel maggio del ’73 e porta le firme di: Assemblea autonoma Alfa Romeo, Assemblea autonoma Pirelli, Comitato di lotta Sit-Siemens, Gruppo operaio Fiat, Assemblee autonome di Porto Marghera, Comitato politico Enel, Comitato lavoratori-studenti policlinico, Unione sindacale comitati di lotta. […] L’assemblea autonoma di Porto Marghera costituisce probabilmente la più vecchia e solida esperienza di organizzazione autonoma: le sue radici affondano nella rete di intervento del Potere Operaio veneto-emiliano della fine degli anni ’60; confluita in Potere Operaio manterrà sempre una forte autonomia dalle strutture dell’organizzazione ed un’identità nettamente caratterizzata e a partire dal ‘74 darà vita a “Lavoro Zero”.

Pubblicato Giovedî 27 Settembre 2007

di Luca Barbieri

PotOp.jpg(c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Potere Operaio

"La vicenda di Potere Operaio trova le sue origini nel discorso teorico di Quaderni Rossi, una rivista nata nel 1961 – ma in realtà era stata già pensata in precedenza – ad opera di alcuni intellettuali in prevalenza socialisti, ma anche comunisti, particolarmente attenti al fenomeno, che allora si andava compiendo, del passaggio dell’economia italiana dalla fase prevalentemente agricola a quella industriale-agricola, caratterizzata, come negli altri paesi di capitalismo maturo, dalla prevalenza del capitalismo monopolistico di Stato; e convinti della necessità per il movimento operaio di modificare profondamente, di conseguenza, la propria strategia […] La critica nei confronti della linea politica delle organizzazioni storiche del movimento operaio e la convinzione della necessità di una nuova strategia tengono uniti per qualche tempo coloro che hanno dato vita alla rivista, ma a un certo punto – è l’estate del 1963 – sorgono e si sviluppano motivi rilevanti di divisione.

Pubblicato Lunedî 10 Settembre 2007

di Luca Barbieri

QuaderniRossi.jpg(c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

3. Sigle, movimenti, terrorismi

Alla sinistra del PCI

In questo contesto bloccato, dopo il golpe cileno il Partito comunista guidato da Enrico Berlinguer si convince che non sia possibile, in quel contesto internazionale, un governo autonomo delle sinistre. Inizia il lento ma inesorabile avvicinamento dei comunisti alla Democrazia cristiana, dalla sinistra al centro dello schieramento politico. La possibilità di arrivare al “compromesso storico” crea forti tensioni e radicalizzazioni all’interno della sinistra e negli ambienti più filoamericani della Democrazia cristiana. In Italia l’onda lunga del ’68 arriva a una situazione di “guerra civile strisciante”. Il Partito comunista in questa lunga marcia verso il governo del Paese è costretto a una costante dimostrazione di responsabilità che dovrebbe avvicinarlo ai ceti medi.
Ma se il movimento nasce a sinistra, se il più grande Partito comunista d’Occidente è costretto a guardare al centro, senza poter al tempo stesso essere scavalcato a sinistra, come sarà il suo rapporto con esso?

Pubblicato Mercoledî 5 Settembre 2007

Soffocata dal fumo dei roghi che hanno falcidiato in Grecia più di 50 persone, la notizia dei gravissimi scontri tra forze dell'ordine e immigrati nigeriani, appoggiati da studenti, squatter, autonomi e liberi cittadini, nella città di Salonicco, non ha avuto rappresentazione nella scena mediatica. Due notti di guerriglia drammatica, scatenata da un fatto tragico, ormai entrato nella normalità della violenza e della censura perpetrata su lavavetri e supposti abusivi, a partire dall'Italia ed evidentemente non soltanto in Italia: un venditore africano di dvd pirata incappa in un controllo della polizia, scappa e muore. Si è trattato di Tony Onuoha, nigeriano, 25 anni, caduto da una finestra al primo piano di una caffetteria mentre fuggiva dal controllo.
E' una situazione che si sta allargando a un ritmo pari a quello degli incendi dolosi. A febbraio si erano verificati durissimi scontri tra polizia e anarchici, ad Atene. Proponiamo la testimonianza video della guerriglia urbana di Salonicco. L'Europa non è soltanto il sisma sovietico della Banca Centrale, sotto bolla dopo il crash dei mutui americani: sta accadendo qualcosa di più, nessuno ne parla.

Pubblicato Lunedî 3 Settembre 2007

Pubblicato Sabato 1 Settembre 2007

zerocover.jpgdi Giulietto Chiesa

[Ringraziamo l'editore per il permesso di pubblicazione dell'introduzione della collettanea di saggi d'autore (da Vidal a Griffin a Vattimo), curata dallo steso Chiesa e da Roberto Vignoli, frecciabr.gif ZERO. PERCHÉ LA VERSIONE UFFICIALE SULL’11/9 È UN FALSO, Piemme, € 17.50]

La ragione principale che mi ha spinto a promuovere questo lavoro collettivo risiede nella mia profonda convinzione, che so essere condivisa da tutti coloro che vi hanno preso parte, che l’11 settembre è stato non solo un colossale inganno, perpetrato ai danni dell’intera umanità, ma che esso è stato ed è un’arma di tremenda potenza puntata contro la pace mondiale e i cui effetti – se non impediti – potrebbero mettere in causa la stessa sopravvivenza di milioni e perfino di miliardi di individui.

Pubblicato Venerdî 31 Agosto 2007

di Alberto Masala

Kofferati.jpg[Pubblico questo intervento del poeta Alberto Masala (1) a commento dell'ultima porcheria del sindaco di Bologna Sergio Cofferati: la completa demolizione, due giorni fa, del centro sociale Crash, una delle realtà giovanili bolognesi più vive e attive sul territorio, un polo culturale importante. In appendice, alcune note del sottoscritto sul Crash. La vignetta qui a lato è di Nico Roby Sole.] (Valerio Evangelisti)

una mattina d'estate, nella città vuota e silenziosa, le ruspe di cofferati hanno appiattito il CRASH, uno degli ultimi spazi di sopravvivenza a bologna

questa città è un cimitero

Pubblicato Mercoledî 22 Agosto 2007

di Luca Barbieri

Maggio68.jpg(c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

CAPITOLO I - IL CONTESTO STORICO

1. Perché un capitolo storico

Parlare del caso “7 aprile” richiede uno sforzo particolare. Non si tratta, con tutta evidenza, di un processo qualsiasi. Per leggere correttamente l’evento, e il modo in cui esso fu raccontato, bisogna tener conto della storia (anzi delle storie) dei protagonisti, dei tempi in cui questa vicenda matura e si inserisce. Occorre, senza eccessive pretese, tentare di gettare uno sguardo sinottico, un fascio di luce sulla storia repubblicana dal 1960 al 1980. Questa ricostruzione non è l’oggetto di questo lavoro e non ne occuperà quindi una parte troppo rilevante. Il primo capitolo servirà a porre le premesse indispensabili per capire i riferimenti e le riflessioni che verranno sviluppate nei capitoli seguenti. Non mi dilungherò troppo. Ma tutti gli elementi essenziali nella preparazione del lavoro, viaggeranno in background attraverso i capitoli e i paragrafi, emergendo qualora ce ne fosse la necessità.

Pubblicato Domenica 19 Agosto 2007

di Luca Barbieri

ToniNegri.jpg[Ormai sappiamo tutti (con l’eccezione di Claudio Magris, che chissà dov’era negli ultimi trent’anni) che Toni Negri non era il capo delle Brigate Rosse, né il telefonista dei rapitori di Moro, né l’assassino di Carlo Saronio. Eppure un giudice, su basi così palesemente assurde, imbastì nel 1979 il processo simbolo del periodo dell’ “emergenza”, rimasto noto come “il caso 7 aprile”. Vi furono coinvolti prima una ventina di imputati, quasi tutti docenti e ricercatori della facoltà di Scienze Politiche di Padova, poi divenuti oltre un centinaio. Molti furono incarcerati, altri costretti all’esilio, uno (“Pedro”) perse la vita, ucciso dalle forze dell’ordine mentre era armato di un semplice ombrello. Inutile dire che gli assassini di Pedro rimasero impuniti, e che il magistrato che gestì il processo ha tranquillamente fatto carriera. L’impianto dell’inchiesta crollò solo grazie alle confessioni di Patrizio Peci, che dimostrarono come Negri, Scalzone e gli altri del 7 aprile, con le Brigate Rosse, non avessero nulla a che spartire.

Pubblicato Giovedî 16 Agosto 2007

di Claudio Albertani (traduzione di Irene Caporale)

Oaxaca2007.jpgLA FESTA

È così che la APPO raccolse i consensi di una gran quantità di orga-nizzazioni, individui, e correnti di pensiero. Suscitato da un sussulto di indignazione, il movimento cresceva esprimendo inventiva, creatività e immaginazione.
Le elezioni presidenziali del 2 luglio erano alle porte e la APPO propose di castigare Ulises Ruiz. Sebbene molti dei suoi membri fossero astensionisti, e nonostante i tentativi di frode, a Oaxaca vinse López Obrador con un margine molto ampio. Per la prima volta nella storia locale, il PRI rimaneva in una disonorevole terza posizione, dietro il PAN.
Ne seguì una storia complessa e non ancora conclusa, della quale risaltiamo solo alcuni aspetti. Si è già detto che la APPO nacque ispirandosi alle pratiche democratiche di zapotechi, mixtechi, mixes, amuzgos e altri popoli indigeni che vivono nello Stato di Oaxaca.

Pubblicato Mercoledî 18 Luglio 2007

di Claudio Albertani (traduzione di Irene Caporale)

Appo2.jpgLa guerra è la pace
la libertà è la schiavitù,
L’ignoranza è la forza
George Orwell

Oaxaca è in pace e riflette
un clima di tranquillità
Ulises Ruiz, 10 Maggio 2007

A un anno dal conflitto degli insegnanti, Oaxaca è lo specchio del Messico. La destra avanza a passi da gigante, ma avanza anche la ribellione che cerca nuove strade, e a volte le incontra. Secondo la Banca Mondiale, il 67% degli abitanti di Oaxaca (2.349.570 su un totale di 3.506.821, secondo i dati ufficiali) vive in uno stato di povertà e disuguaglianza tali da “impedire loro di formare parte attiva della società” (1).

Pubblicato Lunedî 16 Luglio 2007

di Rebus

Volonte.jpgDi una cosa non è possibile lamentarsi: non possiamo dire di non essere stati avvertiti. La censura è arrivata sull’Internet italiana sì ammantata di buoni propositi, ma comunque ampiamente annunciata. Forse però non proprio col suo vero nome…

In principio era la legge Finanziaria 2006

Quasi in sordina, con la legge Finanziaria del 2006 passa una proposta che in realtà è a dir poco rivoluzionaria: la possibilità di inibire ai naviganti italiani l’accesso verso siti esteri che non rispettano nostre normative. Alla faccia dei maligni che sostengono l’arretratezza informatica del nostro Paese, un simile strumento ha pochi eguali al mondo e ci lancia dunque nel (sempre meno) ristretto empireo dei paesi tecnologicamente più all’avanguardia sul fronte della censura, come Cina, Iran ed Arabia Saudita. Che guarda caso non brillano per democrazia, ma son comunque soddisfazioni.

Pubblicato Giovedî 5 Luglio 2007

parlanti.jpgdi Gabriele Ferraresi

Di certe storie si parla sempre troppo poco; e di questa poi in particolare, che non è neanche facile da seguire, che è una storia complicata, seppur cristallina nel suo orrore, con un sacco di date e nomi da ricordare, non si parla più. In passato se ne è parlato si, ma di certo non abbastanza, o non abbastanza da fare massa critica perché succeda qualcosa. Dal 3 giugno 2005 Carlo Parlanti (nella foto) si trova rinchiuso nel carcere di Avenal, California: è stato condannato per reati che non ha mai commesso, accusato da una teste squilibrata, durante un processo farsa. Possibile? Negli Stati Uniti? Nella land of freedom che qualcuno, magari a capo di qualche quotidiano d’opinione di poche pagine, considera tale? Si, possibile.
Carlo Parlanti nasce a Montecatini nel 1964, cresce in una famiglia come tante altre, studia allo scientifico, poi, all’università, Fisica. A venticinque anni è a Milano, a cercarsi un lavoro: è uno sveglio, che sa studiare, e finisce che manda un curriculum ad un’importante multinazionale alimentare, una di quelle oggi più osteggiate. In epoca pre-global Carlo Parlanti ha bisogno di campare: e inizia a lavorare in Nestlè, fa l’analista di sistemi e il project manager, si direbbe oggi.

Pubblicato Mercoledî 27 Giugno 2007

di Blicero (Collettivo Autistici.org / Inventati.org)

GenovaG8.jpgI fatti del G8 di Genova entrano di diritto nelle tormentate storia e identità culturale italiane. In questi giorni di Mio Fratello è Figlio Unico e di interventi di giornalisti americani che cercano di spiegare ai loro figli nati in Italia le matrici culturali del Bel Paese (v. ultimi numeri di Internazionale), c'è un evento forse unico nella nostra storia recente che ha le caratteristiche per costituire un ulteriore capitolo nella formazione della memoria collettiva del popolino italico.
Ciò che accadde il 20 e 21 luglio 2001 a Genova infatti è un muro contro il quale si infrange l'identità di ognuno di noi: difendere i manifestanti, accusare la polizia, difendere lo Stato, accusare i teppisti, disegnare complotti da un lato o dall'altro.

Pubblicato Giovedî 21 Giugno 2007

di Claudio Albertani

Calderon.jpg[E' in visita in Italia Felipe Calderón, presidente eletto - ma forse non legittimo - del Messico. Totalmente ignorato dai media italiani, è invece un personaggio non insignificante, visto che cerca di proporsi, spronato da Bush, quale alternativa ai presidenti "radicali" dell'America Latina, finora senza troppo successo. Ce ne parla Claudio Albertani, collaboratore di Carmilla dal Messico. La caricatura è tratta dal blog El Sendero del Peje. "In Messico comanda lo Stato!" "Sì, però d'emergenza", risponde una delle tante teste tagliate dai narcos.] (V.E.)

Il governo messicano avanza a passo lento e sicuro verso un regime autoritario, punto d’approdo del modello neoliberista in vigore da oltre un quarto di secolo. Insediatosi esattamente sei mesi fa, al termine di un lungo e tormentato conflitto elettorale, il governo Calderón ha un programma chiaro e preciso: smantellare tutto ciò che resta del settore pubblico, liquidare lo stato laico e sottomettersi alle esigenze degli Stati Uniti.

Pubblicato Sabato 2 Giugno 2007

di Blicero (Collettivo autistici.org/inventati.org)

G8de.jpgLa settimana scorsa, a un mese esatto dal summit del G8 previsto ad Heiligendamm tra il 6 e l'8 giugno 2007, tutto il territorio tedesco, ma in particolare le città di Brema, Amburgo e Berlino, hanno visto un'operazione anti-terrorismo che ha portato a una quarantina di perquisizioni (vedi qui).
L'operazione è stata giustificata usando il paragrafo 129a del codice penale tedesco, che equivale sostanzialmente alle nostre leggi anti-terrorismo: il 129a prevede che chiunque sia coinvolto nell'organizzazione di una struttura terroristica possa essere perquisito e imprigionato.

Pubblicato Venerdî 18 Maggio 2007

UlisesRuiz.jpgNuovamente il Messico vive un momento difficile. Sale la temperatura
sociale e il paese vive una sorta di stato d'eccezione permanente.
Nello stato di Oaxaca, con l'arrivo al potere di Ulises Ruiz, anni di
corruzione e repressione violenta sono sboccati in un inasprimento di
questo stesso modello.
L'inattesa risposta popolare è sfociata in un gran movimento sociale.
Senza rinunciare alle rispettive differenze, nel giugno 2006,
insegnanti, lavoratori, studenti, collettivi libertari, organizzazioni
politiche e membri di Ong si sono incontrati nella Asamblea Popular de
los Pueblos de Oaxaca, APPO.

Pubblicato Martedî 8 Maggio 2007

imm.jpg[Estratti da: Luther Blissett, Lasciate che i bimbi. Pedofilia, un pretesto per la caccia alle streghe, Castelvecchi, Roma 1997]

Negli USA, per tutti gli anni '80 e oltre, gli abusi sessuali su minori (e gli SRA [Abusi Rituali Satanici] in particolare) sono stati il pretesto per una campagna terroristica da parte di bigotti e "moralizzatori" di tutte le risme, concretizzatasi in centinaia di arresti e processi, leggi speciali, finanziamenti pubblici a sedicenti programmi di assistenza alle vittime, etc.

[SRA: Nascita del mito]

[...] L'SRA è assurto agli onori delle cronache nordamericane nel 1980, con il primo libro di una "sopravvissuta all'SRA", Michelle Remembers, che descriveva orrende violenze sessuali e fisiche presuntamente subite dalla co-autrice, Michelle Smith.
Smith descriveva i propri carnefici come satanisti persuasi che il dolore inflitto alle loro vittime avrebbe aumentato i loro poteri magici. [Secondo Smith] erano anche dediti al cannibalismo e a sacrifici umani.
Non vi è documentazione di casi di SRA prima del 1980, ma dopo l'uscita di Michelle Remembers vi fu un'esplosione di casi del genere. Si tennero processi per abusi identici o quasi a quelli descritti da Michelle. [Un'indagine condotta dagli autori del libro Satan's Silence] ha dimostrato che il libro è una truffa. I rituali descritti dal co-autore Dr. Lawrence Pazder erano presi pari pari dalle sue ricerche sulle religioni native africane. [Pazder] ha dichiarato di non aver mai detto che gli eventi del libro fossero realmente avvenuti.

Pubblicato Domenica 29 Aprile 2007

di Alessandro Gilioli Moratti-Tronchetti Provera.jpg

Questa intervista è stata pubblicata sull'Espresso col titolo Pasticca Nerazzurra. Alla sua pubblicazione Giacinto Facchetti era ancora in vita (g.d.m.)

Sono campioni che hanno fatto la storia del calcio italiano quelli che passeranno, uno dopo l'altro, in un'aula del tribunale di Roma a parlare di doping. Come Giacinto Facchetti, splendido terzino sinistro e oggi presidente dell'Inter; o come Sandro Mazzola, Mariolino Corso, Luis Suarez. E ancora: Tarcisio Burnich, Gianfranco Bedin, Angelo Domenghini, Aristide Guarneri. Tutti chiamati a testimoniare da un loro compagno di squadra di allora, Ferruccio Mazzola, fratello minore di Sandro, che vuole sentire dalla loro voce - e sotto giuramento - la verità su quella Grande Inter che negli anni '60 vinse in Italia e nel mondo. «Non l'ho cercato io, questo processo: mi ci hanno tirato dentro. Ma adesso deve venire fuori tutto», dice Ferruccio.

Pubblicato Domenica 22 Aprile 2007